Maggio 18th, 2021 Riccardo Fucile
SI ALZANO LE BARRICATE PREVENTIVE CONTRO LE AMBIZIONI DELLA MELONI
Meloni avanza nei sondaggi e lo fa grazie alla sua scelta di restare all’opposizione e strepitare contro tutto e tutti.
Talché nella testa di qualche sprovveduto passa l’idea che la pandemia e le necessarie limitazioni siano un complotto del governo cattivo contro gli italiani buoni. E questo, al momento, sembra pagare.
A destra lo hanno capito e non sarà facile che spalanchino le porte a Giorgia Meloni.
Ecco perché.
“Ho molta stima di Giorgia, donna in gamba che ha fatto un grande percorso. Ma la scelta di Fi e Lega di rimboccarsi le maniche per tirar fuori il Paese dalla crisi, avrà un peso quando si dovrà individuare il candidato premier”.
Lo ha detto Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, a proposito di una candidatura a palazzo Chigi di Giorgia Meloni.
Prepariamoci ad una guerra di posizione nella destra.
(da Globalist)
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Maggio 8th, 2021 Riccardo Fucile
L’ELETTORATO DI FORZA ITALIA E’ SECOLI PIU’ AVANTI DI TAJANI
E niente, Antonio Tajani è sempre lui, un vecchio democristiano dalle idee
antiquate e anti-diluviane che si colloca pateticamente al di fuori del tempo.
In un post su Facebook ha scritto frasi assurde sul concetto di famiglia che a suo dire “è solo quella con i figli” e si è beccato un “è per questo che non voto più Forza Italia” da parte dell’ex fidanzata di Silvio Berlusconi, Francesca Pascale.
Diciamo che queste cavolate uno se le aspetterebbe da un Matteo Salvini che infervorato da rosari mariani cerca l’abbraccio complice della Chiesa cattolica che oltretutto, proprio da parte del Papa, gli ha sempre risposto picche.
Ma neanche il padano si era mai spinto a tanto, forse memore di quando era al centro sociale Leoncavallo e capo della componente dei “Comunisti padani” nel parlamento di Pontida.
Ma da Tajani, che è stato anche presidente del Parlamento europeo, questo non ce l’aspettavamo né se lo aspettavano anche molti suoi colleghi di partito che lo hanno attaccato. Con questa uscita ha messo in soffitta anche quel grammo di saggezza democristiana che ogni vero Dc ha impresso come il segno del vaccino sul braccio e dimostra come Forza Italia – come ha fatto notare giustamente la Pascale – non sia certo quel partito moderato e liberale che vuole dare ad intendere. Anzi.
POSIZIONI PREISTORICHE
Queste prese di posizione rivelano la vera natura di un partito nato per difendere gli interessi personali del suo fondatore. E qui rientra anche il discorso sulla legge Zan per chi istiga ad atteggiamenti omofobi che il centrodestra vede come il fumo negli occhi. Eppure fior di scienziati hanno mostrato come l’omosessualità sia endemica – in una certa percentuale – in ogni specie biologica. E quindi è del tutto errato il concetto di “contro natura”.
Semmai si tratta di “natura che si aggiorna” riflettendo su se stessa e qui non tiriamo fuori i concetti di natura naturata e natura naturans di Baruch Spinosa, perché siamo certi che a Salvini, Meloni e Tajani risultino, come dire, indigesti intellettualmente.
Il punto è che Tajani con questa stupidaggine è uscito pure dalla tradizionale avversione contro l’omosessualità per andare a colpire addirittura quello di famiglia senza figli, ormai predominante nel mondo occidentale.
Quello di Tajani è un attacco a milioni di famiglie a tutti gli effetti che i figli non li hanno avuti pur volendoli oppure, in libera scelta, non li hanno semplicemente voluti. Ci manca solo che l’esponente di Forza Italia ci faccia un pistolotto ottocentesco contro la masturbazione che rende orbi e pazzi e il quadretto sarebbe completo.
C’è anche da notare come il sostituto di B. abbia cercato di mettere una toppa che è molto peggio del buco.
Infatti in un altro post, visto le reazioni che aveva sollevato, si è affrettato a dire che naturalmente le sue parole sono state male interpretate perché, cole al solito, sono state estrapolate dal loro contesto.
Strano, pare proprio – a proposito di omofobia – la scusa raccontata a Fedez, dalla Rai in cerca del brivido della censura, magari pensando di essere ancora negli anni ’50 dello scorso secolo.
Tajani, che non è completamente sprovveduto, dovrebbe semplicemente chiedere pubbliche scuse per la gigantesca cavolata che è riuscito ad incartare chiedendosi se ha ancora un senso difendere e diffondere vuoti slogan demagogici
(da TPI)
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Maggio 7th, 2021 Riccardo Fucile
AVEVA DETTO CHE LA FAMIGLIA NON ESISTE SENZA FIGLI
Cronaca di una tempesta perfetta, quella scatenata da Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia e capo politico del partito di Silvio Berlusconi, che, in occasione della conferenza stampa dedicata al tema “Mamma è bello”, ha affermato: “La famiglia è per noi il nucleo fondamentale della società e va difesa, ma senza figli non esiste”.
Per poi aggiungere: “Le nostre politiche sono sempre state a sostegno della maternità. Noi continuiamo ad andare in quella direzione”.
Una frase (anzi due) infelice, scomposta, retrograda, che sembra arrivare direttamente dal secolo scorso, e con cui Tajani cancella con un colpo di spugna non solo trent’anni di diritti delle persone omosessuali ma anche decenni di battaglie per la difesa di ogni genere di famiglia, non solo e non certo esclusivamente quelle fondate su un rapporto eterosessuale e sulla genitorialità biologica.
Oltre alla prevedibile reazione indignata della comunità Lgbtq, una delle critiche più forti è arrivata da chi difende le famiglie nate da percorsi di adozioni, spesso anche molto lunghi, complessi e dolorosi.
Ma le critiche che fanno più male a Tajani sono quelle che arrivano direttamente dal suo partito, che negli ultimi anni qualche passo in avanti sulla strada dei diritti civili – seppur timidamente – lo aveva mosso rispetto ai propri alleati.
Luigi Vitali, senatore di Forza Italia e membro autorevole del partito, va all’attacco: “Non mi sembra che sia stata smentita dall’interessato questa dichiarazione. È evidente che Tajani esprime un parere personale che, per quanto mi riguarda non condivido ed è fuori dai principi liberali di Forza Italia. Credo che debba chiarire o scusarsi per l’improvvida affermazione”.
La stessa Francesca Pascale, ex compagna di Silvio Berlusconi, su Instagram, ha affermato che quanto dichiarato da Tajani è uno dei motivi «perché non voto più Forza Italia».
Durissimo anche il parere di Vladimir Luxuria, che all’Adnkronos commenta così: ”Purtroppo la mamma dei retrogradi è sempre incinta. Se Tajani avesse detto queste cose al Parlamento europeo chissà quanti fischi avrebbe preso’. Mi sembra che Tajani abbia una visione leggermente color seppia della realtà italiana, per usare un eufemismo -prosegue- la donna angelo del focolare ecc. Oltre tutto le donne che non possono avere figli sono le stesse contro cui si fa di tutto per rendergli più difficile, si pensi all’inseminazione eterologa, la possibilità di poter diventare mamme”.
Tajani: “Io mal intepretato”
Di fronte a una tale ondata di critiche, poco fa è arrivata la controreplica dello stesso Tajani, che si difende con un classico sempreverde: “Sono stato mal interpretato”,
“Mi spiace che alcuni abbiano interpretato in maniera errata una mia frase sulla famiglia, estrapolata da un intervento dedicato alla crisi demografica in Italia”.
Lo precisa in un lungo post su Fb Antonio Tajani. “Per fare fronte a questo fenomeno -spiega il coordinatore nazionale di Fi- le famiglie, ed in modo particolare le donne, devono essere messe in condizione di non considerare la maternità come una opportunità che leda il diritto al lavoro. E tocca allo Stato aiutare in modi diversi le donne (penso agli asili nido inseriti nel Recovery plan)”.
Un “adeguato sostegno”, sottolinea il numero due di Fi, “permetterebbe a molte famiglie di realizzare il desiderio di avere figli. In assenza di questo sostegno, si limiterebbe il ruolo della famiglia impedendone la possibilità di guardare al futuro ed ai coniugi di lasciare un segno forte del loro amore. In questo senso andavano lette le mie parole. Da sempre mi batto a difesa della famiglia e del ruolo della donna nella nostra società. Come da sempre sono un sostenitore delle adozioni (anche a distanza) che rappresentano un atto di amore. Lungi da me -assicura Tajani- voler offendere chi non può avere figli. Ho cercato soltanto di esprimere un’opinione – legittima e che va rispettata come tutte le altre – sulla questione del calo demografico. Senza voler offendere e discriminare chicchessia”.
(da agenzie)
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Aprile 18th, 2021 Riccardo Fucile
APERTURA A POSSIBILI INTESE CON IL PD: “PER FORZA ITALIA E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI SALPARE L’ANCORA E NAVIGARE NEL MARE APERTO DELLA POLITICA”
Enrico Letta non esclude un’alleanza con Forza Italia, come ha affermato giovedì sera
in tv a La7. E anche ieri nel corso dell’asseblea nazionale del Pd ha riproposto il tema della costruzione di una alleanza larga, che dialoga con il M5S ma non solo.
Questa disponibilità non è sfuggita al alcuni esponenti di Forza Italia più moderati, un drappello di “liberal” non disposti a farsi schiacciare dai sovranisti.
Come il senatore azzurro Elio Vito (di recente dimessosi dal Copasir per protesta contro il presidente della Lega Volpi e fautore della legge contro l’omotransfobia) che, commentando le parole del capogruppo alla Camera Occhiuto su Forza Italia ancorata nel centrodestra, afferma: “Io invece credo che con il governo Draghi sia giunto per Forza Italia il momento di salpare l’ancora e navigare nel mare aperto della politica”. Un riferimento al grande “patto per la ricostruzione”, evocato da Letta ieri nel corso dell’assemblea, sull’esempio di “Ciampi nel 1993”.
“Le parole del segretario del Partito Democratico Letta – continua perciò Vito – mostrano che sono finalmente caduti ingiusti pregiudizi nei nostri confronti. Seguiamo dunque laicamente la rotta dei programmi e dei contenuti, senza schemi precostituiti, e cerchiamo di arrivare in porto con un Paese finalmente più aperto, moderno e liberale”.
“Il centrodestra fondato da Berlusconi – conclude il senatore di FI- era ben diverso dall’attuale, e non solo per i rapporti di forza interni. Forza Italia è nata per innovare la politica e cambiare l’Italia ed i governi di Silvio Berlusconi hanno potuto solo in parte realizzare le riforme necessarie, perché spesso frenati da forze conservatrici che pur ne facevano parte”.
(da “La Repubblica”)
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Marzo 28th, 2021 Riccardo Fucile
“SPOSIAMO LA LINEA DELLA PRUDENZA, ACCOMPAGNATA DA AIUTI ALLE CATEGORIE”
Loro si smarcano dagli avventurieri della Lega, almeno in questo caso: Forza Italia ha un atteggiamento responsabile e realista. Con 24mila contagi al giorno è davvero difficile programmare riaperture per le prossime settimane. Per questo sposiamo la linea della prudenza -quella da sempre portata avanti dal presidente Berlusconi- che però deve essere ad ogni costo accompagnata da aiuti concreti e immediati alle categorie ulteriormente interessate dalla proroga delle restrizioni”.
Lo afferma Roberto Occhiuto, capogruppo di Forza Italia alla Camera
“I nostri ministri -ricorda- hanno chiesto e chiederanno con forza un nuovo scostamento di bilancio, da portare in Parlamento subito dopo Pasqua, per dare respiro a ristoranti, bar, palestre, piscine, a coloro che sono chiusi da mesi. Nel nostro intendimento, inoltre, il prossimo decreto del governo dovrà prevedere una sorta di tagliando da fare a metà aprile, che magari, con numeri meno drammatici, possa portare a qualche mirata riapertura”.
(da agenzie)
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Marzo 13th, 2021 Riccardo Fucile
LO SCONTRO SENZA FINE TRA MARA CARFAGNA E FORZA ITALIA
Del Sud è diventata ministra. Ma quando arriva al Sud Mara Carfagna è costretta a guardarsi le
spalle. Da un po’. Soprattutto nel suo partito.
Lontani i tempi in cui tutti la cercavano, tutti correvano alla sua corte, quando era il volto nuovo di Forza Italia campana, candidabile a ogni elezione possibile.
Ormai si fa presto tra i berlusconiani a dire “io sono contro Mara”. L’ultimo a farlo al cospetto del neo coordinatore nazionale Antonio Tajani è stato Stefano Caldoro, candidato governatore alle ultime Regionali, già ministro del governo Berlusconi, già presidente della Regione: “Non voglio ruoli in Forza Italia per lei e per quelli che sono con lei – avrebbe fatto presente Caldoro – Ma come faccio ad accettare nel partito una che ha votato contro di me alle Regionali?”.
Coi tradimenti, si sa, la politica va a nozze. Ma la parabola di Carfagna – salernitana, un passato da Miss e personaggio televisivo – che fa fortuna a Roma mentre gli altri tirano la carretta del partito in regione, diventa ministro del governo Berlusconi, poi deputata, fonda una sua corrente “Voce libera” nel partito-azienda che non ha mai conosciuto il fenomeno sinistrorso del correntismo, dopo aver minacciato finanche la scissione se Forza Italia avesse accettato l’abbraccio mortale della Lega, sono in tanti, troppi in Campania a non mandarla giù.
Lo scontro si accende alle varie elezioni politiche quando Carfagna diventa il volto “presentabile” da candidare a Napoli, per coprire i guai giudiziari di quelli che nel partito i voti ce li hanno. E con i loro consensi tirano la volata ai volti come Mara. A partire dalla famiglia Cesaro, granaio dei berlusconiani a Napoli, accusata dalla Procura di rapporti con la camorra locale.
A furia di divisioni il partito campano ormai si è spezzato in tre: i Cesaro’s, forti nell’hinterland napoletano, che esprimono il coordinatore regionale Domenico De Siano, l’area di Fulvio Martusciello, eurodeputato, e Carfagna.
Gli effetti sulla stabilità del gruppo dirigente si vedono, eccome: partito commissariato a Salerno e ad Avellino, l’assalto alla guida di Napoli, e il tentativo di defenestrare De Siano.
Entro un mese dovrebbero definirsi gli assetti di in Campania, anche in vista delle elezioni amministrative. Ed è guerra aperta. Con la ministra per il Sud che potrebbe lanciare un’Opa seria coi suoi sul partito. Già , ma chi sono i suoi? Un gruppo di parlamentari: dal napoletano Paolo Russo, al salernitano Gigi Casciello, fino all’avellinese Cosimo Sibilia.
“Se Berlusconi dà il partito in mano a Mara, Caldoro molla, è incompatibile con lei”, dice una fonte interna ai forzisti.
Già , Cesaro, Caldoro e Martusciello potrebbero trovare la quadra per spartirsi la direzione delle province ed esiliare la ministra. Ma bisognerà convincere Berlusconi che tutto perdona a Carfagna e non le risparmia mai elogi, come nell’ultima iniziativa del partito sull’8 marzo.
Intanto se per lei il gioco si fa duro in regione, sarebbe pronta a sparigliare, fedele alla regola della politica per cui “il nemico del mio nemico è mio amico”.
Le assurde sembianze sarebbero quelle dell’avversario di Caldoro alle Regionali: il presidente della Regione Vincenzo De Luca.
Salernitano come Mara, è stato tra i primi governatori con cui la neo ministra si è incontrata il 3 marzo. Poche ore prima non era passata inosservata la nomina come consigliere del ministro di Piercamillo Falasca di Più Europa, sostenitore di De Luca alle Regionali.
Se davvero Carfagna abbia fatto il tifo per De Luca alle Regionali, non è dato saperlo. I maligni sono pronti a ricordare un incrocio di interessi tra i due.
Una decina di anni fa, la Salernitana correva il rischio di sparire dall’empireo del calcio, e l’ex sindaco De Luca doveva valutare a chi cedere il titolo per rifondare la squadra. Fortuna che arrivò l’offerta di Gianni Mezzaroma, papà di Marco, allora marito della ministra Mara Carfagna.
(da “Huffigntonpost”)
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Marzo 10th, 2021 Riccardo Fucile
MANCANO PIU’ DI TRE MILIONI DI EURO E LA SEDE ROMANA RISCHIA LO SFRATTO
Non tornano i conti in Forza Italia. Mancano i soldi nelle casse del partito di Silvio Berlusconi. E ora la sede romana in piazza San Lorenzo in Lucina, in pieno centro storico a due passi da Montecitorio, rischia lo sfratto.
Il motivo? Il contratto è scaduto lo scorso 28 febbraio, un affitto mensile di undicimila euro, circa 130mila all’anno, che però al momento non si riescono a recuperare per le difficoltà finanziarie in cui versa il partito.
E non è la prima volta che succede: la sede di San Lorenzo in Lucina ha rischiato più volte la chiusura a causa dei conti in rosso, soprattutto dopo l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti.
Prima, infatti, interveniva Berlusconi, ora non può versare più di centomila euro per Forza Italia. Ma la cifra mancante è più alta, e di parecchio: mancano infatti all’appello ben tre milioni e 700 euro di quote, quelle non versate regolarmente da consiglieri regionali e parlamentari forzisti che sono circa il 30 per cento.
Per loro potrebbero scattare dei provvedimenti: dall’esclusione alle prossime elezioni fino all’espulsione, come extrema ratio. Una cosa simile è già successa nel M5S, nel gennaio 2020 e qualche mese fa, quando i probiviri sono intervenuti nei confronti dei parlamentari del M5S non in regola con le restituzioni.
I morosi azzurri
Bisogna dunque correre ai ripari per rimpinguare le casse di Forza Italia. Per questo, con ogni probabilità , a breve potrebbe ripartire il pressing nei confronti di deputati e senatori morosi. Tra gli inadempienti ci sono anche molti consiglieri regionali, ma ammonta perlomeno al 30 per cento la quota dei parlamentari in ritardo con i pagamenti o che ha deciso di non versare più.
I parlamentari di FI sono chiamati a versare 900 euro al mese, mentre quelli del Pd ne versano 1500 e Lega e Movimento molti di più.
E si pensa anche a qualche intervento estremo per chi non ha saldato la propria parte, potrebbe non venire più ricandidato o lasciato senza incarico o, addirittura, espulso.
La sede romana di Forza Italia
Un appartamento di circa 300 metri quadrati, con uffici e saloni affrescati, preso in affitto a oltre 130mila euro l’anno, al terzo piano di un antico edificio protetto dalle Belle Arti, palazzo storico Almagià -Fiano, che fino agli anni ’90 fu anche sede dell’esclusivo Circolo degli Scacchi per poi diventare per qualche tempo sede dell’Unire.
La sede di Forza Italia, nella centralissima piazza San Lorenzo in Lucina, è stata inaugurata da Silvio Berlusconi a fine settembre del 2013 (circa 3mila metri quadrati con un costo iniziale di affitto di 960mila euro a fronte dei 2,8 milioni annui per i 5mila metri quadrati della vecchia sede di via dell’Umiltà ) e ha rischiato più volte la chiusura a causa dei conti in rosso, soprattutto dopo l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti.
FI vorrebbe il rinnovo, ma cerca anche un’altra sede più economica
Il contratto di locazione è scaduto a fine febbraio. I vertici azzurri vorrebbero firmare il rinnovo ma si stanno guardando intorno, magari spuntasse fuori un’altra sede più vantaggiosa. Come conferma il tesoriere azzurro, il senatore Alfredo Messina, che a fatica cerca di tenere sotto controllo i conti del partito: “Vogliamo rinnovare l’affitto di via in Lucina 17 pari a 11mila euro al mese, ma cercherò di trovare qualcosa di più economico, perchè è giusto farlo, purchè si tratti sempre di locali in posizione centrale e di facile accesso per i parlamentari”.
Messina spiega che lui è pronto a confermare l’affitto attuale ma manca ancora l’accordo con la controparte e, intanto, cerca altre soluzioni alternative e, appunto, più convenienti. ”L’importante – spiega – è che l’immobile sia comodo e vicino a Camera e Senato. La sede che abbiamo ci va un po’ stretta ma la posizione resta strategica”.
Chi sostituirà Carfagna come vicepresidente alla Camera
Intanto, Silvio Berlusconi è arrivato in mattinata a Roma per incontrare i vertici di Fi per fare il punto della situazione politica. E continua la partita sulla vicepresidenza della Camera. Oggi si vota nell’Aula di Montecitorio chi dovrà sostituire Mara Carfagna che è entrata nel governo. In lizza ci sono Baldelli, Calabria, Mandelli e Prestigiacomo ma non ci sarebbe ancora l’accordo. Mentre ieri in serata è stato eletto capogruppo Roberto Occhiuto, al posto di Mariastella Gelmini. Il vicario sarà Valentini.
(da “La Repubblica”)
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Febbraio 16th, 2021 Riccardo Fucile
PER COMPENSARE LA NOMINA A MINISTRI DI BRUNETTA, CARFAGNA E GELMINI (ANTI-SOVRANISTI), BERLUSCONI SCEGLIE TAJANI E RONZULLI (FILO-LEGHISTI) COME COORDINATORI
Silvio Berlusconi ha nominato Antonio Tajani coordinatore nazionale di Forza Italia e Licia Ronzulli (negli ultimi anni vero braccio destro del Cav) responsabile dei rapporti con gli alleati. A Tajani, attuale vicepresidente del partito, e tra i fondatori del del Movimento azzurro, il Cav “ha assegnato come principale mandato quello di coordinare lo sviluppo di Fi sul territorio.
Tra i primi compiti anche quello di coordinare l’attività e il contributo di Fi al neonato governo Draghi.
Insomma, una sorta di risarcimento per l’ex presidente del consiglio europeo uscito sconfitto dalla corsa al ministero per il governo Draghi. Inutile negare che sia Berlusconi che il diretto interessato ci speravano, in un ministero (esteri o difesa che fosse). Così per il fedelissimo Tajani è arrivato un nuovo incarico nel partito, incarico “con vista su palazzo Chigi”.
Un modo anche per tenere d’occhio i tre del partito che invece il ministero da Draghi lo hanno avuto ma che sono vicinissimi a Gianni Letta anzichè al Cav: “Con questa mossa Berlusconi con la scusa di riempire le caselle lasciate vuote da Gelmini e Brunetta, cerca di mettere la sordina ai problemi interni e alla perenne lotta tra sovranisti e antisovranisti che sta dilaniando Forza Italia”, spiega un big del partito.
Anche per il ruolo di capogruppo alla Camera potrebbe presto aprirsi una “sfida” tra deputati ritenuti vicini alla Lega e quelli più vicini all’ala moderata, considerando che Occhiuto ora capogruppo “reggente” potrebbe lasciare per candidarsi alla presidenza della Calabria. In pista sono pronti a scendere Giorgio Mulè, considerato vicino a Licia Ronzulli e l’ex sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo.
(da TPI)
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Febbraio 16th, 2021 Riccardo Fucile
“LA MIA E’ UNA SCELTA POLITICA”
«Non lo faccio per avere un posto, ma per questioni politiche. Volessi delle poltrone per me, per chi mi segue
o per chi mi seguirà avrei meditato altre decisioni. Con Toti non si va per avere posti». Parola di Osvaldo Napoli, ex parlamentare di Forza Italia che ieri, insieme con Daniela Ruffino, ha aderito a Cambiamo, forza del governatore della Liguria Toti.
Napoli è stato uno dei punti di riferimento storici del partito di Berlusconi in Piemonte. Ha aderito agli Azzurri nel 1994, tra i primi, dopo anni di militanza nella Democrazia Cristiana. Sindaco di Giaveno, quattro volte parlamentare, primo cittadino di Valgioie e candidato sindaco a Torino nel 2016.
Napoli, alla fine ha deciso di mollare. Perchè?
«Questione di linea politica, diversa da quella di Forza Italia, più vicina a quella di Toti. Credo nella formazione di una nuova forza di centro che possa coagulare diverse anime».
Va bene, questa è la motivazione nobile. Nella realtà è insoddisfatto delle scelte di Forza Italia?
«No. Guardi. In queste ore mi hanno chiamato diverse persone. Io non polemizzo con nessuno. Ci mancherebbe. Se poi qualcuno polemizza con me, io rispondo».
In cerca di qualche posto…
«Questa mi fa sorridere. È bella davvero. La prendo come una battuta. Ma secondo lei, se fossi veramente in cerca di posti, non sarebbe meglio pensare ad un passaggio nella Lega o in Fratelli d’Italia? Con tutto il rispetto per Toti, non credo che possa garantirmi poltrone. Lo ripeto, lo so che è strano, ma la mia è una scelta politica».
Scelta politica che arriva nel giorno in cui Tajani è stato nominato nuovo coordinatore nazionale di Forza Italia, con Anna Maria Bernini, vice, e Licia Ronzulli. È un caso?
«Una scelta che avevo già preso a prescindere dalle nomine di Berlusconi. Forse le scelte di oggi sono una compensazione per incarichi non ricevuti nel governo, ma non sta a me giudicare. Ripeto, non faccio polemiche».
Alla fine anche il rapporto con il coordinatore piemontese, Zangrillo, non ha aiutato. Pure questo elemento l’ha spinta a lasciare?
«Ma no, nella maniera più assoluta. Io ho sempre lavorato a livello nazionale, non locale. Il coordinatore regionale non è un personaggio che mi può dare noia. Io ho un modo di fare politica diverso dal suo, e lo rivendico. Lui fa la sua strada, io la mia».
La sua è l’ultima di una lunga serie di abbandoni, no?
«Beh, sì. È stata una carneficina in Piemonte»
È in Forza Italia dal ’94, come fa ad andarsene?
«Anche le storie più lunghe finiscono, ma quando le divisioni avvengono per questioni politiche non ci sono problemi. Ripeto, io guardo al progetto di Toti, al grande centro».
E in Consiglio comunale cosa farà ?
«Annuncerò il cambio di gruppo, da Forza Italia a Cambiamo. Per ora si modifica il nome».
Va bene. Il suo passaggio mette in difficoltà la candidatura di Damilano come sindaco civico di centrodestra su Torino?
«No, anzi, la rafforza. Io mi sono espresso da subito in favore dell’esperienza di Damilano a Torino. Siamo con lui».
Il governatore Cirio, che è di Forza Italia, avrà problemi in Regione, sentirà qualche scossone?
«No. Da parte nostra nessuna, ci mancherebbe. Alberto è un amico.Anche lui credo che prima o poi farà le sue riflessioni».
Cirio sembrava in procinto di avvicinarsi alla Lega…
«Mi guardo bene, non dirò nulla. Ripeto, Alberto è un amico. Prima o poi farà le sue scelte».
(da “Huffingtonpost”)
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