Destra di Popolo.net

SACCHETTI DI PLASTICA, GRILLO CI RIPENSA: LA MATER BIOTECH ORA E’ “UN’ECCELLENZA DA VALORIZZARE”

Novembre 14th, 2018 Riccardo Fucile

IN PASSATO PIOGGIA DI FANGO PERCHE’ GUIDATA DA UNA MANAGER CHE ERA STATA ALLA LEOPOLDA

È stato uno dei tormentoni politici dello scorso inverno, a ridosso delle elezioni. La polemica sui sacchetti biodegradabili per gli alimenti freschi, obbligatori dal primo gennaio.
A lungo sono stati presentati come un favore a Catia Bastioli, una manager che aveva partecipato a una edizione della Leopolda. Versione sposata anche dai 5Stelle, attraverso i loro canali social.
Oggi Matteo Renzi ottiene la rivincita e twitta contro Beppe Grillo. “Mi hanno coperto di fango per tutta la campagna elettorale sulla storia dei sacchetti di plastica. Adesso, banalmente, ci inseguono”.
E spiega: “Vi ricordate la storia per cui io avrei favorito un’azienda amica?”, scrive sui suoi social. Quella squallida fake news per cui io avrei privilegiato una mia amica, Catia Bastioli, solo perchè aveva parlato alla Leopolda? All’inizio del 2018 la vicenda dei sacchetti di plastica fu utilizzata in campagna elettorale in modo vergognoso, soprattutto dai Cinque Stelle. Ieri Beppe Grillo si è recato in visita nell’azienda ‘incriminata’, la Mater Biotech (prima azienda al mondo per la produzione industriale di bio buttandolo da materie prime rinnovabili). Proprio lui, Beppe Grillo. Si vede che non si ricordava cosa scrivevano i suoi sui sacchetti di plastica”.
In effetti allega il link all’articolo con cui proprio Grillo, sul suo sito, descrive la bontà  dell’esperimento
“La scorsa settimana – racconta Grillo – ho fatto visita all’impianto della Mater-Biotech, di Bottrighe Adria, azienda prima al mondo per la produzione industriale di bio-butandiolo da materie prime rinnovabili. Un’eccellenza italiana che deve essere valorizzata e conosciuta da tutti, perchè il rispetto per l’ambiente e il futuro dei nostri figli deve essere sempre al primo posto per tutti noi.
La Mater-Biotech ha infatti messo a punto una piattaforma biotecnologica che partendo da zuccheri fermentati ricava il bio-butandiolo”.
Il tutto corredato da un video.
Renzi conclude: “Va tutto bene. Se fossero civili i Cinque Stelle oggi si scuserebbero con Catia, con me e con tutti gli italiani. Ma non potendo chiedere troppo, mi accontento di meno. Non importano le scuse, ma almeno che la smettano di gettare fango sui loro avversari. Quell’azienda non era l’azienda di una mia amica: quell’azienda è un’eccellenza italiana?”.

(da agenzie)

argomento: Grillo | Commenta »

IL PROGRAMMA OMBRA DI CASALEGGIO

Novembre 3rd, 2018 Riccardo Fucile

LO CHIAMANO “BINARIO PARALLELO”, ECCO COME L’ASSOCIAZIONE ROUSSEAU CORRE PIU’ AVANTI DEL M5S

«Avanti, alziamo le mani e ripetiamo: il cambiamento parte da me! Il cambiamento parte da me! Il cambiamento parte da me!». Sembra un incontro motivazionale per smettere di fumare, il credo laico di una qualche setta, un video per risvegliare le energie sullo stile dell’americana Donna Eden (molto apprezzata dalla ex fidanzata di Di Maio Silvia Virgulti).
Invece ad arringare la platea è Giancarlo Cancelleri, già  candidato governatore in Sicilia per M5S, referente della funzione Call to action sulla piattaforma Rousseau. Decine di braccia si alzano al suo grido, c’è anche quella di Manlio Di Stefano, di Nunzia Catalfo (funzione Lex, entrambi), dei soci Max Bugani e Enrica Sabatini, anche quella del presidente e dominus, Davide Casaleggio.
«Il cambiamento parte da me!». Accade anche questo, all’ombra dei Cinque Stelle. È accaduto pure il 20 e 21 ottobre, al Circo Massimo: in piena festa M5S, la consacrazione di Rousseau. Spiegazioni, selfie, sorrisi. Il cambiamento parte da me.
Come l’ombra che Peter Pan è costretto a inseguire per i tetti di Londra, così l’Associazione Rousseau corre più avanti del Movimento dal quale in teoria origina. Più avanti, ma discreta. M5S ha il palco principale, il governo, la scena.
Ma nonostante tutto, è come rimasto indietro: sta ancora in Parlamento, sugli striscioni.
Mentre l’Associazione si estende online, lavora verso la democrazia diretta, adesso persino via sms. Sembra un format per il mercato internazionale. Più discreta, ma con un programma preciso.
Lo si intravede ormai quasi sciorinato per punti. Gli eletti, il Parlamento, il capo dello Stato, il premier, i giornalisti, i partiti, e persino M5S alla fine: tutta roba da superare, di cui preferibilmente fare a meno. Alla fine della storia, quando come dice Davide Casaleggio «la partecipazione dei cittadini sarà  intrinseca allo Stato», farà  tutto ciascuno per sè, via telefono.
Sembrano boutade, invece sono ragionamenti seri.
S’è fatto giusto ora un passo avanti. «Presentiamo una nuova funzione di Rousseau. Abbiamo avviato un nuovo sistema di iscrizione che passa direttamente dall’sms», ha annunciato Casaleggio a Italia 5 Stelle: «Non ci sono più scuse, la partecipazione è necessaria».
Cittadini come consumatori: «Se un diritto viene utilizzato esiste, se trascurato muore». Mandate un messaggio e sarete iscritti. A cosa? All’Associazione, il cuore del Movimento – quindi anche al M5S. Del resto, ombra e luce sono ritagliati sugli stessi contorni, hanno la uguale forma ma non uguale sostanza. In luce, così, sta ciò che fa chiasso: i proclami di Grillo (in ultimo, quello che riguarda i poteri di Mattarella), i bisticci con la Lega sui confini del condono fiscale, le bocciature di Bruxelles alla manovra, insomma M5S. In ombra, ciò che è previsto per il dopo e che si costruisce in contemporanea, giorno per giorno.
Un «binario parallelo», secondo la felice sintesi di Bugani. I pulsanti da spingere, la disintermediazione, l’idea che l’informazione sia a consumo, i diritti siano a richiesta, la politica sia qualcosa che al massimo può somigliare a una associazione di consumatori, una class action in servizio permanente effettivo.
I due piani – luce e ombra – convivono in piena armonia.
Anche Luigi Di Maio, il più compiuto rappresentante dell’M5S che abbiamo davanti agli occhi, quello che conosce l’odore dei Palazzi e il sapore dei compromessi, l’ha spiegato benissimo, quando si è trattato di misurare la differenza tra ieri e oggi: il Movimento potrà  anche essere cambiato, ma l’anima no.
E l’anima – attenzione – è l’Associazione Rousseau: qualcosa che fino al 2016 nemmeno esisteva, ma che adesso la narrazione colloca in una dimensione eterna, precedente e quindi indiscutibile.
Qualcosa che infatti ci sarà  anche dopo. «Governeremo fino al 2023», assicura Giuseppe Conte parlando ai grillini. «Futuro 2050», c’è scritto in ogni manifesto della Associazione Rousseau.
Ecco, già , la gittata differente. «Il Movimento è cresciuto talmente tanto che quasi non lo riconoscete più. Un po’ come quando mostrate la vostra foto da piccoli. Però, se guardate bene, c’è sempre quell’espressione che è rimasta la stessa», sdolcina Di Maio: «Perchè c’è qualcosa che non cambia mai. La nostra anima è rappresentata dalla partecipazione, dalla condivisione, dall’orizzontalità . In una parola da Rousseau (…) La nostra anima non cambierà  mai! Il nostro cuore continuerà  a battere». Magari al ritmo dell’ultima suoneria scaricata dalla rete. «Prendete i vostri cellulari non solo per fotografare. Mandate un sms al 43030 con la parola stelle».
Lo dice Davide Casaleggio, Valerio Tacchini, Gianluigi Paragone, Bugani. A ritmo martellante, ogni mezz’ora, al Circo Massimo, un piccolo happening ricorda la cosa agli attivisti, e invita tutti non soltanto a iscriversi ma a far iscrivere «amici e parenti»: consegnando così il proprio numero di telefono, associato a nome e cognome, e poi anche gli altri dati personali, al sistema ripetutamente bucato dagli hacker e sotto lente del Garante della privacy. È la democrazia diretta, bellezza. È il telefono che permetterà  di saltare tutto, contribuendo non poco a realizzare il programma ombra già  in azione.
A partire da una delle vocazioni originarie, sin dai tempi del Vaffa day del 2007: sciò i giornalisti, astiosi e critici, e i giornali, che oltretutto costano. Il punto è in piena realizzazione.
Importa poco che il sistema di contributi diretti all’editoria sia stato ridotto nel 2008 e abolito nel 2014 (le slide grilline riportano come riferimento «4 miliardi in 15 anni», cioè cominciano a contare dal 2003, cosicchè la cifra è più corposa).
O che, adesso, a poter accedere ai contributi siano solo cooperative giornalistiche, enti senza fini di lucro, periodici delle minoranze linguistiche, imprese che editano periodici diffusi all’estero, pubblicazioni per ipovedenti e associazioni di consumatori (esclusi, invece giornali organi di partito e tutti quelli partecipati da società  quotate). In pratica, tra le 50 e le 60 testate, tra cui le maggiori sono Avvenire, Manifesto, Foglio, Libero, per un totale di circa 60 milioni di euro l’anno – ai quali si aggiungono agevolazioni come quelle per la telefonia che invece riguardano tutti i giornali (32 milioni di euro l’anno).
È uguale. Su e giù dai palchi, in ogni sede, i giornali sono indicati come il nemico numero uno: ben oltre i soldi, più ancora delle varie opposizioni. L’ha fatto, anche sul palco di Italia Cinque stelle, la vice presidente del Senato Paola Taverna, come sempre efficace nelle sue sintesi: «Tante volte abbiamo visto criticare questo governo: tutti hanno avuto qualcosa da dire. Ma io vi racconto che ci sono solo due soggetti deputati a giudicare l’opera di un governo. Uno è il Parlamento. L’altro è l’opinione pubblica». In mezzo, niente: semplice no? Si chiama populismo.
«Ebbene voi oggi siete l’opinione pubblica, l’unica che può dire quello che un governo fa, e se lo fa bene. Siete voi l’ultimo tassello che permette di portarci fuori dal pantano, facendo sentire la vostra voce ogni giorno che ci criticano, ci insultano, mentono su quello che stiamo facendo».
È l’opinione pubblica che deve difendere il governo dai giornalisti, spiega la Taverna: «Avete lo strumento di internet, che può spazzare via questa carta stampata che fino ad oggi ha raccontato solo quello che loro volevano, e non quello che volevate voi». Ecco, dunque, spazzare via i media: il governo si mette nelle mani dell’opinione pubblica. E viceversa, è il suggerimento: l’opinione pubblica si affidi direttamente al governo. Senza credere ad altri.
Quindi, spiega sempre dal palco Vito Crimi, sottosegretario con delega all’Editoria, è «con grande orgoglio che vi comunico questa notizia: con la prossima legge di bilancio partirà  la progressiva abolizione del finanziamento pubblico ai giornali: nel 2019 li dimezzeremo e nel 2020 spariranno del tutto».
Perfettamente in tempo, peraltro, per l’inizio della terza guerra mondiale, profetizzata da Gianroberto Casalggio nel video Gaia. Nell’attesa, esulta via Facebook Taverna: «Non sono parole, lo stiamo facendo. Adesso capite perchè li abbiamo tutti contro?» Ed ecco, magistralmente, la profezia che si autoavvera. I giornali sono critici perchè li stiamo togliendo i soldi: mica per altro.
Altro giro, altra corsa. «Dovete essere attori protagonisti delle vostre vite e partecipare», ammonisce il giornalista, oggi senatore, Gianluigi Paragone.
E come si diventa protagonisti? «Prendete lo smartphone e inviate un sms al 43030». La faccenda potrebbe rasentare la televendita di materassi, ma invece è una perfetta operazione di marketing, nessuno la prende a ridere, nulla è fuori posto. Tra una «orecchietta monograno» e un «panino 6 cereali», Casaleggio, calato tra gli attivisti 5S più degli stessi ministri spiega che «la democrazia partecipativa non è pericolosa» e «la rete non impoverisce la democrazia, ma la consolida, mettendo il cittadino al centro della società ».
Ecco: il cittadino al centro della società , ma con niente intorno. Il cittadino Stato, in mezzo al deserto. «Il superamento della democrazia rappresentativa è inevitabile», aveva detto Casaleggio in una intervista alla Verità  all’inizio dell’estate.
Sempre grazie alla rete, naturalmente: tutte le forme di intermediazione diverranno via via non necessarie, è la profezia.
Già  adesso, c’è la piattaforma Rousseau, dove «ciascun cittadino può scegliere i propri candidati e proporre leggi». Via gli intermediari dunque, anche in politica: gli attuali eletti M5S, del resto, sono stati scelti proprio in virtù della loro capacià  a rappresentare l’intercambiabilità  del ruolo.
Da «uno vale uno», a «uno coincide con tutto». Una evoluzione, secondo Casaleggio: «Non mettere una croce ogni cinque anni, ma partecipare, durante tutta la propria vita, a quella della comunità ».
Come accade in Thailandia, dove «già  oggi c’è la possibilità  per qualsiasi persona di fare una domanda a un ministro e ricevere obbligatoriamente una risposta: semplicemente facendo sottoscrivere una petizione a 5 mila cittadini». Ecco trovato lo strumento da mettere al posto delle attuali interpellanze e interrrogazioni, che oggi occupano una mezza giornata di lavori parlamentari. Si farà  il Question time versione Thai.
Ed ecco spiegato perchè, al di là  dell’apparente casualità , nell’ultima sua uscita Grillo abbia parlato di «riformare» o addirittura «togliere i poteri» al presidente della Repubblica, argomentando l’ipotesi con il fatto che «un capo dello Stato che presiede il Csm ed è capo delle Forze armate non è più in sintonia con il nostro modo di pensare».
L’apparente bizzarria è spiegabile dentro un universo nel quale è proprio il «modo di pensare», e non cose come la Costituzione, a fare da punto di riferimento. Cioè si inserisce in un sistema di pensiero dove – lo dice alla perfezione Casaleggio – i diritti sono qualcosa di fungibile, che compare a seconda della richiesta del pubblico, come accade per un comico richiamato sul palco dagli applausi. «Pensiamo ai diritti che abbiamo: sono diritti che nascono, o muoiono.
A causa della società  che li richiede, o non li richiede», predica Casaleggio. È così anche per le persone. Non c’è nulla di ultroneo: è tutto immanente, orizzontale. Così come – esempio fatto davvero, dal capo di Rousseau – il confine degli Stati è stato esteso dalla terraferma alle tre miglia marine soltanto quando è stata inventata la palla di cannone (la cui gittata era appunto a tre miglia), altrettanto la democrazia rappresentativa è figlia del suo tempo, sarà  superata. Sembra una boutade? Non lo è.
Nel frattempo, dopo aver trasformato il parlamentare in un mero «portavoce», il sistema Casaleggio è riuscito a far «evolvere» la figura del presidente del Consiglio in «mero esecutore».
Riluce, in questo senso, la figura di Conte. Evidentemente più a suo agio nelle università , ma ormai avvezzo anche a presentarsi alle piazze. Magari per annunciare, come ha fatto, che il suo stipendio è ancora più basso: ora supera di poco i 90 mila euro, cioè abbiamo un premier che percepisce come stipendio poco più della metà  del suo portavoce Casalino (169 mila euro).
Servirà  ancora un presidente del Consiglio nel futuro? Forse Casaleggio lo farà  chiedere agli iscritti alla piattaforma Rousseau, via sms. Nel frattempo, si dice certo che tra dieci anni nemmeno M5S servirà  più, perchè «la partecipazione dei cittadini sarà  intrinseca nello Stato». Cioè le due cose si saranno fatta una, in un modo o nell’altro.

(da “L’Espresso”)

argomento: Grillo | Commenta »

L’IGNAVIA DI BEPPE GRILLO SULLA TRAGEDIA DI PONTE MORANDI

Ottobre 12th, 2018 Riccardo Fucile

QUANDO GOVERNAVANO GLI ALTRI SPENDEVA POST POLEMICI PER I TERREMOTATI, ORA CHE GOVERNANO I SUOI DISCEPOLI TACE SUI RITARDI… ORMAI IL RUOLO DI COMICO E’ PASSATO A TONINELLI

Vi ricordate di quando Beppe Grillo andava all’attacco del governo sugli interventi a sostegno dei terremotati e delle zone colpite dal sisma del 2016?
Era l’agosto di due anni fa e sul Blog si parlava di “pannicelli caldi” come   le “agevolazioni fiscali” o la “sospensione dei mutui” e   chiedeva all’esecutivo una risposta concreta.
Ora non solo il governo ha impiegato 53 giorni per nominare il Commissario straordinario e pubblicare il Decreto Genova ma nel decreto emergenze sono previste le agevolazioni fiscali che nel 2016 il M5S bollava come “miseri abbuoni sulle tasse per gente che ha perso tutto”.
Il problema però non sono le disposizioni del decreto (certo magari qualcuno degli sfollati avrebbe gradito la sospensione dei mutui) ma la scomparsa del fondatore e Garante del M5S.
Beppe Grillo è genovese di Sant’Ilario, come ama ricordare spesso, eppure non ha partecipato un granchè allo sforzo collettivo dei genovesi illustri per spronare il governo Conte a fare di più, meglio e più in fretta.
A dire il vero qualcosa Grillo l’ha fatta. Quando un genovese come Renzo Piano ha deciso di regalare alla città  il disegno per il nuovo viadotto sul Polcevera Grillo sul suo blog ha dato spazio al progetto alternativo, quello di un ponte con spazi commerciali ed abitabili (perchè tutti sognano di abitare dentro un’autostrada).
Era il 16 settembre e qualche tempo dopo il ministro Danilo Toninelli se ne sarebbe uscito con l’idea di far costruire un viadotto autostradale (che scavalca un torrente soggetto a piene improvvise e una zona industriale) dotato di più livelli e di spazi commerciali “da vivere” come se fosse il Ponte di Rialto o Ponte Vecchio.
Un’idea che ha fatto ridere in molti e che Gino Paoli (un altro genovese) ha definito “una stronzata” dichiarando che «bisogna essere cretino per entrare in competizione con Renzo Piano». Ma Toninelli è uno che ha tatuato nel cuore il principio dell’uno vale uno.
Qualcuno dirà  che Grillo è un comico, non un politico. Non è vero Grillo è il fondatore di un partito politico che in passato ha fatto anche il comico e ora si diletta soprattutto nel fare il profeta.
Ma non serve essere dei politici per parlare di Genova. Un esempio? Gli attori e i comici genovesi che dopo il crollo del Ponte Morandi hanno iniziati a pungolare costantemente il governo. Lo fa quotidianamente sui suoi profili social Luca Bizzarri (che è proprio genovese come Grillo).
E lo ha fatto anche un altro comico nato e cresciuto sotto la Lanterna: Maurizio Crozza, che nei giorni in cui il governo non riusciva ad emanare il tanto atteso decreto e a nominare il Commissario ha dedicato una sua versione di Genova per noi di Paolo Conte per dire al governo di darsi una mossa e impegnarsi a dare risposte concrete ad una città  abbandonata.
In una strofa Crozza cantava «Di Maio convinci Grillo a Sant’Ilario che qui vogliamo strade ponte e treni e non un guru visionario».
Franco Ravera, il presidente del comitato degli sfollati che ha dichiarato che i genovesi sono pronti a protestare sotto la casa del Garante del MoVimento
«Il mondo del lavoro, del commercio e delle professioni, del porto è ferocemente arrabbiato. Per questo siamo pronti ad andare a protestare sotto qualche palazzo ma anche a Sant’Ilario, sotto casa di Beppe Grillo».
Ma lui, il Guru-Garante dov’è? Se lo chiedono in molti a Genova e se l’è chiesto anche il giornalista del Secolo XIX Giovanni Mari che ha provato a intervistarlo in un bar di Nervi proprio sulla tragedia del Morandi.
Niente da fare, Grillo si è limitato al suo solito spettacolino “comico”, con una boutade sui 30mila euro da sborsare per avere un’intervista.
Ma su una faccenda seria come il crollo del viadotto e sulla sua ricostruzione il Garante (non eletto) del MoVimento 5 Stelle, principale partito di governo che esprime il fantasmagorico ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, non vuole parlare: «ci beviamo un caffè e parliamo di cazzate e di mussa, di niente altro. Di altro, con te non parlo».
Sicuramente ci spiegheranno che era solo una provocazione, che lui ha fatto un passo di lato, che ormai il vaffanculo è diventato piccolo piccolo e se l’è messo nel taschino. Eppure in occasione di altri disastri (ad esempio quello dei bond Parmalat che hanno ridotto sul lastrico migliaia di famiglie) Grillo se ne andava in giro tutto contento a raccontare la storia che lui l’aveva detto.
Forse oggi anche un comico come Grillo è rimasto senza battute dopo le troppe gaffe di Toninelli. Oppure a Grillo questa volta i pannicelli caldi del governo per Genova vanno benissimo, perchè li hanno confezionati i suoi.

(da “NextQuotidiano”)

argomento: Grillo | Commenta »

SPREAD, QUANDO GRILLO E IL M5S DICEVANO CHE ERA PERICOLOSO

Ottobre 11th, 2018 Riccardo Fucile

NEL 2011 L’APPELLO A NAPOLITANO PER SALVARE IL PAESE DALL’IMPENNNATA DELLO SPREAD… ORA DI MAIO DICE L’OPPOSTO

Correva l’anno 2011 e sul balcone di Palazzo Chigi si affacciava Silvio Berlusconi. In quell’estate calda lo spread, il differenziale di rendimento tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi era volato oltre i 500 punti base, un livello ingestibile per un Paese come l’Italia carico di debiti.
E a tuonare contro i governanti chiedendo al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, di intervenire per salvare le banche e gli stipendi pubblici era niente meno che l’anima del Movimento 5 stelle, il comico Beppe Grillo.
“L’Italia è vicina al default- scriveva Grillo sul blog il 30 luglio 2011- i titoli di Stato, l’ossigeno (meglio sarebbe dire l’anidride carbonica) che mantiene in vita la nostra economia, che permette di pagare pensioni e stipendi pubblici e di garantire i servizi essenziali, richiedono un interesse sempre più alto per essere venduti sui mercati. Interesse che non saremo in grado di pagare senza aumentare le tasse, già  molto elevate, tagliare la spesa sociale falcidiata da anni e avviare nuove privatizzazioni. Un’impresa impossibile senza una rivolta sociale”.
E ancora: “Il Governo è squalificato, ha perso ogni credibilità  internazionale, non è in grado di affrontare la crisi che ha prima creato e poi negato fino alla prova dell’evidenza. Le banche italiane sono a rischio, hanno 200 miliardi di euro di titoli pubblici e 85 miliardi di sofferenze, spesso crediti inesigibili. Non sono più in grado di salvare il Tesoro con l’acquisto di altri miliardi di titoli, a iniziare dalla prossima asta di fine agosto. Ora devono pensare a salvare se stesse”.
“Lei – scriveva Grillo all’allora capo dello Stato – ha il diritto-dovere di nominare un nuovo presidente del Consiglio al posto di quello attuale. Una figura di profilo istituzionale, non legata ai partiti, con un l’unico mandato di evitare la catastrofe economicae di incidere sulla carne viva degli sprechi. Gli italiani, io credo, sono pronti ad affrontare grandi sacrifici per uscire dal periodo che purtroppo li aspetta, ma solo a condizione che siano ripartiti con equità  e che l’esempio sia dato per primi da coloro che li governano”. “Credo che lei concordi con me che con questo governo l’Italia è avviata al fallimento economico e sociale e non può aspettare le elezioni del 2013 per sperare in un cambiamento”.
Oggi il vice premier e uomo di punta del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, minimizza gli effetti dello spread, in linea col suo sodale della Lega, Matteo Salvini.   “Questa storia dello spread a 400 è solo un modo per terrorizzare i cittadini”, sostiene Di Maio, dimenticandosi, ora che è lui ad affacciarsi al balcone di Palazzo Chigi, di quanto predicava il suo mentore Beppe Grillo.

(da agenzie)

argomento: Grillo | Commenta »

TONINELLI E’ QUASI FUORI DAL TUNNEL (DEL GOVERNO): IL M5S LO HA COMMISSARIATO

Ottobre 10th, 2018 Riccardo Fucile

UN INVIATO DELL’AZIENDA GRILLINA GESTIRA’ I SUOI SOCIAL PER EVITARE ALTRE GAFFE… IN ATTESA DEL RIMPASTO ALL’INIZIO DEL PROSSIMO ANNO

Danilo Toninelli è l’arcigrillino per eccellenza, quello che forse più di ogni altro durante la scorsa legislatura ha incarnato l’essenza del MoVimento 5 Stelle.
Con il suo tono affettato, il suo parlare a macchinetta, l’eloquio degno di un verbale dei Carabinieri Toninelli ha interpretato in televisione il ruolo di testa di ponte dell’avanzata pentastellata verso Palazzo Chigi.
Da quando è arrivato al governo Toninelli si è trasformato.   Prima vedeva tutto nero ed era il primo a denunciare soprusi e scorrettezze della Casta oggi più che essere il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sembra più il titolare del Ministero dell’Entusiasmo, dell’Amore e delle Gaffe.
L’ultima è quella sul ponte autostradale del Brennero che stando ad un dossier su cui ha studiato il ministro sarebbe molto utilizzato dagli imprenditori italiani.
Peccato che il tunnel verrà  completato solo nel 2022 e che sarà  un tunnel ferroviario. Poco prima c’era stato il discorso in difesa del Decreto Genova «scritto col cuore» ma anche «con una tecnica giuridica molto molto elevata». Non troppo elevata se nel testo il nome del ministero è scritto in modo sbagliato e soprattutto si fa riferimento ad una norma che nel frattempo è stata abrogata.
Ma i problemi per Toninelli sono iniziati a pochi giorni dal suo insediamento, quando si è fatto scavalcare dal ministro dell’Interno sulla gestione dei porti e degli sbarchi dei migranti (la Guardia Costiera è di competenza del MIT).
Toninelli “spiegò” che il place of safety poteva benissimo essere una nave italiana battente bandiera italiana e ridefinì il concetto di sbarco spiegando che anche il trasbordo da un gommone ad una nave della Guardia Costiera era uno sbarco.
Sempre sul tema con la confusa richiesta al governo olandese di far rientrare l’imbarcazione di una Organizzazione non governativa battente bandiera olandese.
Poi ci sono stati i sorrisi in studio da Vespa mentre reggeva il plastico del ponte Morandi; la battutina sulla concessione revocata al suo barbiere (poi cancellata) oppure la difesa dell’idea di un ponte sulla Valpolcevera che potesse ospitare spazi commerciali.
Tanto è bastato — scrive oggi su Repubblica Annalisa Cuzzocrea — per far decidere ai vertici del MoVimento di commissariare Toninelli inviando una persona a gestire i social: Facebook, Twitter e Instagram.
Ma non è facile. Prendiamo la storia del ponte “multilivello”.
Toninelli l’ha esposta durante un’intervista. E anche il dossier sul tunnel del Brennero è stato partorito durante una conferenza stampa e non in un momento di distrazione sui social network.
Quello del ministro non è solo un problema di immagine e di social. Perchè anche l’azione di governo incespica. Basti pensare alle polemiche per la decisione, presa proprio da Toninelli, di sospendere i finanziamenti per il Terzo Valico dei Giovi.
Che dire invece dei 55 giorni necessari per la nomina del Commissario per Genova? Non sono solo i genovesi e gli sfollati a pensare che il governo (e Toninelli) abbiano perso troppo tempo.
Per tacere della difesa forse un po’ troppo accorata da parte di Toninelli nei confronti del consulente del ministero Gaetano Intrieri, condannato per bancarotta.
Ecco quindi che oltre al ministro messo sotto controllo sui social inizia a farsi strada l’idea di un rimpasto di governo.
C’è chi vorrebbe fare di Toninelli il capo espiatorio per i tentennamenti del governo e le uscite maldestre dei ministri.
Il buon Danilo quindi potrebbe essere costretto ad andarsene, non ora scrive Dagospia, ma a gennaio quando le acque si saranno calmate e si potrà  procedere ad un rimpasto di governo.
Si tratta naturalmente di indiscrezioni ma è da diverso tempo che i giornali parlano del fatto che il povero Danilo è diventato ormai un caso all’interno del MoVimento 5 Stelle. E tutti sappiamo come vanno a finire le cose quando un “portavoce” finisce per danneggiare l’immagine del partito di Di Maio e Casaleggio.

(da “NextQuotidiano”)

argomento: Grillo | Commenta »

CASALEGGIO SI PRENDE TUTTO

Ottobre 7th, 2018 Riccardo Fucile

POTRA’ UTILIZZARE IL SIMBOLO DEL MOVIMENTO SU CONCESSIONE DI BEPPE GRILLO

Il simbolo del Movimento 5 Stelle passa anche ‘nelle mani’ di Davide Casaleggio.
La svolta è contenuta nella nota integrativa al rendiconto 2017 dell’Associazione Movimento 5 Stelle, quella fondata nel 2012 con sede a Genova (Via Roccatagliata Ceccardi 1/14) e presieduta da Beppe Grillo. “Il simbolo di proprietà  dell’Associazione”, si legge a pagina 5 del documento, di cui l’Adnkronos è entrato in possesso, “è stato dato in uso gratuito all’Associazione Rousseau”, ovvero la no-profit guidata da Casaleggio che gestisce la piattaforma web del M5S.
Il riferimento è al marchio pentastellato con la dicitura ‘Movimento5Stelle.it’, depositato nel 2015 dall’Associazione di Grillo presso l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà  intellettuale.
L’uso di quel simbolo era stato concesso dall’Associazione di Grillo alla nuova Associazione Movimento 5 Stelle fondata nel 2017, con sede legale in Roma, Via Nomentana 257.
Nello statuto della nuova Associazione (di cui Luigi Di Maio è capo politico) si legge infatti che “alla denominazione del ‘MoVimento 5 Stelle’ potrà  essere abbinato il simbolo, di proprietà  dell’omonima associazione ‘MoVimento 5 Stelle’ con sede in Genova, concesso in uso dalla medesima”.
Nello statuto del ‘nuovo’ M5S – pubblicato il 30 dicembre 2017 sul Blog delle Stelle – non veniva menzionata alcuna cessione dell’uso del simbolo pentastellato all’Associazione Rousseau di Casaleggio. Passaggio che invece viene sancito nero su bianco nella nota integrativa al rendiconto 2017 della ‘vecchia’ Associazione M5S.
Stando allo statuto, infatti, l’ente guidato da Casaleggio avrebbe dovuto solamente fornire al M5S, mediante “appositi accordi”, gli “strumenti informatici” per la consultazione degli iscritti.
Tra l’altro, per il “mantenimento delle piattaforme tecnologiche” – come previsto dal nuovo regolamento – gli eletti 5 Stelle devono versare ogni mese alla Rousseau un contributo di 300 euro. L’Associazione guidata dal figlio di Gianroberto Casaleggio ora potrà  anche utilizzare il simbolo M5S su concessione di Grillo.
L’ormai celebre logo dei 5 Stelle – caratterizzato da un cerchio che contiene la scritta nera ‘Movimento’ su sfondo bianco, la lettera ‘V’ colorata di rosso con carattere di fantasia, e cinque stelle a cinque punte di colore giallo – è stato ‘aggiornato’ in occasione delle ultime elezioni politiche.
Nel simbolo consegnato al Viminale a gennaio da Di Maio insieme a Grillo e Casaleggio, la dicitura ‘Movimento5Stelle.it’ viene sostituita da ‘IlBlogDelleStelle.it’. La nuova versione del marchio è stata depositata dal Movimento presso l’Ufficio brevetti e marchi del Ministero dello Sviluppo economico in data 19 gennaio 2018.
Il rendiconto 2017 dell’Associazione Movimento 5 Stelle di Grillo, approvato lo scorso 4 giugno, evidenzia un disavanzo di gestione pari a 7.075 euro e un patrimonio netto negativo di 11.203 euro. Nella relazione al rendiconto firmata da Grillo si legge che l’Associazione “non ha mai sostenuto alcuna spesa per campagne elettorali” e “non ha mai ricevuto nè ripartito alcun contributo privato o pubblico”.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: Grillo | Commenta »

“I PROFUGHI DOVEVANO SCENDERE DALLA DICIOTTI IL PRIMO GIORNO”: FICO RACCOGLIE UN’OVAZIONE ALLA FESTA DELL’UNITA’

Settembre 3rd, 2018 Riccardo Fucile

IL PRESIDENTE DELLA CAMERA PROTAGONISTA ALLA MANIFESTAZIONE PD DI RAVENNA

Si è fermato a lungo tra gli stand della Festa dell’Unità , Roberto Fico. Tra abbracci, pacche sulle spalle, strette di mano. Un caffè bevuto in piedi. E una pausa per firmare il libro degli ospiti.
È il primo 5 Stelle – ma anche l’unico – a partecipare alla festa del Pd (Di Maio, invitato, ha dato forfait). E il feeling con i militanti democratici scatta subito. “Non partecipavo a una festa dell’Unità  da 15 anni”, dice.
Visita anche lo stand dei deputati Pd che ospita l’installazione dal titolo “Tienimi le mani, non annegherai”, contro le scelte del governo sui migranti.
E poi sale sul palco, per il confronto con l’ex ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, moderato dal direttore dell’Espresso Marco Damilano.
La prima risposta è sul caos in Libia: “Una situazione ereditata dalla Francia”. Ma subito passa al tema dell’immigrazione, su cui la sintonia con buona parte del popolo dem è evidente. “I profughi dovevano scendere tutti dalla Diciotti fin dal primo giorno”, dice. “E io sono intervenuto perchè accadesse”.
Insomma, una presa di distanza da Salvini, una delle tante in questi mesi. Ma precisa: “Prendo posizione oggi, lo facevo anche quando ministro dell’Interno era Marco Minniti. Perchè intervengo quando si vogliono fare accordi con la Libia, che non è un paese sicuro, visto che molti sindaci sono collegati alle milizie, che tengono in mano i centri di detenzione, che sono veri e propri business”.
Di fronte agli attacchi ricevuti da Salvini, spiega: “A me della mia difesa e di creare la polemica costantemente non frega assolutamente niente. Neanche di rispondere a Salvini. Io dico ciò che penso perchè il M5s io l’ho costruito. Conosco il mio Movimento al punto da sapere che nei limiti del contratto di governo si può muovere, ma troppo al di là  non si potrà  più muovere”.
Come dire, un’intesa di breve periodo da cui non ci si può aspettare troppo. E sottolinea: “Lega e 5Stelle lavorano su un contratto, non su un’alleanza. E alle europee andremo da soli”.
“Ciò che io non tollero è che sull’immigrazione si parli con la pancia e non si racconti chi sono queste persone”.
Occorre “parlare con intelligenza di queste questioni non polarizzando gli scontri, perchè altrimenti “ci vanno di mezzo solo le perIl regolamento di Dublino va modificato, ma non certo in direzione dei Paesi di Visegrad e di Orban, ma verso la divisione delle quote di migranti”.
Inoltre, “dobbiamo riuscire a costruire un altro regolamento di Dublino, con la partecipazione di tutta Europa per avere 3 punti: se arrivi in Italia, arrivi in Europa e dobbiamo farcene carico tutti; poi corridoi umanitari, hotspot dove possibile farlo per analizzare le pratiche asilo per arrivare qui con l’aereo e non per mare rischiando di morire”, sottolinea la terza carica dello Stato.sone”.
Delrio risponde a una domanda sulla consultazione fallita ad aprile, quella per provare a far nascere un governo 5Stelle-Pd. Assicura che non è stata colpa di Renzi: “Non c’erano le condizioni per un accordo, la maggior parte degli elettori di 5Stelle e Pd era contraria”. E poi, sul partito democratico: “Non abbiamo bisogno di cambiare nome”. Ma questa è un’altra storia, quella della lunga battaglia per il Congresso dem.

(da agenzie)

argomento: Grillo | Commenta »

FICO IN SINTONIA CON IL GESUITA SPADARO E SEMPRE PIU’ LONTANO DAI RAZZISTI

Luglio 26th, 2018 Riccardo Fucile

IL PRESIDENTE DELLA CAMERA AL CONVEGNO CON IL DIRETTORE DI CIVILTA’ CATTOLICA: “SONO UN NON CREDENTE, MA IL CROCIFISSO E’ E RIMANE IL SIMBOLO DELL’AMORE PER IL NEMICO, L’UOMO E’ DA SEMPRE UN MIGRANTE”

Roberto Fico, presidente della Camera, il grillino più alto in grado nelle istituzioni, varca per la prima volta il confine di Stato ed entra in Vaticano.
In realtà  si tratta di ‘una sede extraterritoriale’ un po’ defilata, al centro di Roma, nel palazzo del Vicariato vecchio a via della Pigna, ma sempre Vaticano è.
Di più: in una giornata in cui Famiglia cristiana, settimanale dei Paolini ha dato uno schiaffone in faccia al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, con una copertina degna di un esorcista, e mentre infuria la polemica sul “crocifisso di stato”, e il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha messo in guardia dalle derive anti-rom che possono arrivare fino ad evocare le leggi razziali.
Accanto a Fico, il direttore della Civiltà  cattolica, Antonio Spadaro, che nell’uso strumentale del crocifisso, nel brandire il simbolo dei cristiani come un’arma contundente vede in azione una sorta di neocostatinianesimo , cioè vede evocata “un’appartenza senza fede”, un’identità  senza misericordia. “un confine (limes, appunto), un muro che – spiega illustrando ai presenti quanto a sua volta ha appreso da un amico musulmano argentino di Bergoglio – ogni volta che può il Papa tocca, per sanarlo, “per guarire il muro”. Il crocifisso non può essere “un BigJim qualunque” , “questo è blasfemo”.
“In hoc signo vinces”, si è tramutato nel corso della storia – secondo Spadaro – in “In God we trust” , ma può prendere un piano inclinato ancora più feroce, nel nazista ” Gott mit uns”.
“Steve Bannon (ex consigliere di Trump, ndr) e Aleksandr Dugin (filosofo russo, ndr), fanno un ricorso strumentale ai simboli religiosi, e ciò è molto pericoloso”.
Il Crocifisso, concorda Fico, anche per un non credente quale egli è – lo ripete due volte – è “il simbolo dell’amore per i nemici”.
“Papa Francesco rifiuta radicalmente l’idea dell’attuazione del Regno di Dio sulla terra, che era stata alla base del Sacro Romano impero e di tutte le forme politiche ed istituzionali similari, fino alla dimensione del ‘ partito'”.
Ancora: “Con Papa Francesco il discorso sulle “radici cristiane ” dell’Europa esce dalla disputa ideologica e dello schieramento per essere ricondotto al gesto della lavanda dei piedi” . Per questo Francesco vede nelle migrazioni “il nodo politico globale”.
Spadaro, uno degli uomini più vicini al Pontefice, contesta, bonariamente il titolo dell’incontro che si svolge nel cuore di Roma, a pochi passi dalla Camera dei deputati (tanto che Fico ha raggiunto “il Vaticano” a piedi), per confrontarsi (coordinati da Piero Schiavazzi ) sull’ultimo numero di “Limes”, la rivista di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo, dedicato a Papa Francesco.
Sarebbe meglio non parlare di ,”Francesco e lo Stato della Chiesa” , dice, ma di “Francesco e il moto della Chiesa”.
Moto cioè movimento. Perchè se “la Chiesa non è un ospedale da campo, non è Chiesa”.
È per questo che la sintonia con Fico, che di un movimento è rappresentante (i 5stelle), più che spontanea è naturale.
Condita da una grande curiosità  da parte di tutti, perchè il Presidente della Camera mai era intervenuto – a differenza di Grillo, il guru fondatore – a commentare i documenti e le iniziative papali
La sala è piena (ci sono il ministro del Tesoro, il ministro della Difesa Trenta e tante autorità ). Fico mentre parla sfoglia le stampate dei discorsi papali. Richiama le “battaglie” dei 5stelle per l’acqua pubblica, per i beni comuni fuori dalla logica del profitto, parla di “dignità “, non solo degli abitanti del nostro Paese “che devono diventare, come quelli europei, cittadini”, ma dignità  anche “per tante persone che stanno arrivando da fuori. L’uomo da sempre è un migrante”.
Cita i punti di contatto con Francesco: l’attenzione ecologica e la ricerca di una svolta energetica: “Non si possono pensare in un mondo di risorse finite, produzioni infinite”.
Ecco, alla fine, l’impressione dell’osservatore è che, il presidente della Camera e l’altro Stato che è in Italia (la Santa Sede) si sono conosciuti e avvicinati, in modo proporzionale ed inverso rispetto al leader della Lega, Matteo Salvini .
A vederlo da fuori potrebbe marcare – a sua volta – un paradosso neocostantiniano ( che si nega e intanto si riafferma), ma Spadaro, da siciliano, cita Tommasi di Lampedusa, e sostiene che con Francesco non ci saranno Gattopardi: il moto prevale sullo Stato, e il tempo (e i suoi processi) sullo spazio e l’occupazione del potere.
Una rivoluzione innanzitutto spirituale, quella di Francesco, dice Spataro, un cambiamento innanzitutto personale, concorda Fico.

(da “Huffingtonpost“)

argomento: Grillo | Commenta »

LA LITE TRA GRILLO E DI MAIO: “STAI ANNACQUANDO I NOSTRI VALORI”

Luglio 9th, 2018 Riccardo Fucile

IL FONDATORE FA ASSE CON FICO E LA RAGGI CONTRO I GOVERNISTI

Federico Capurso sulla Stampa racconta oggi di una lite tra Beppe Grillo e Luigi Di Maio andata in scena la sera del 27 giugno all’hotel Forum a Roma, dove abitualmente il garante M5S risiede quando viene nella Capitale per ragioni politiche. E il problema, racconta il quotidiano, nasce dall’atteggiamento del vicepremier e ministro nei confronti della linea del governo:
Si discute di scelte comunicative, delle priorità  del Movimento 5 stelle e del rapporto con l’alleato di governo. Ma il figlio ha deciso di non ascoltare più il padre. Di Maio risponde, rivendica le sue vittorie, i toni della discussione si fanno più duri, fino a quando non si arriva a un soffio dal litigio. E così, al momento del congedo, i due decidono di non rendere pubblico l’incontro.
«Grillo teme di aver perso il controllo del Movimento, la sua creatura, ma non vuole rompere con Di Maio, vuole solo raddrizzare la direzione», spiega una fonte molto vicina al comico genovese.
Per farlo, la mattina seguente convoca su quella stessa terrazza il presidente della Camera Roberto Fico e la sindaca di Roma Virginia Raggi.
Le fotografie dell’incontro, questa volta, inondano i social: «I miei ragazzi», scrive Grillo a corredo dei suoi post.
Secondo Capurso quella foto è simbolica: serve a far capire a Di Maio chi sono attualmente i cocchi di Beppe, ovvero chi segue i principi fondanti del M5S.
E l’articolo narra come le successive uscite di Fico sui porti che non sono da chiudere e quelle di Raggi in risposta a Salvini che vuole visitare i campi rom della Capitale fossero parte di una strategia di comunicazione successiva che voleva rimarcare la distanza e la differenza con la politica del governo.
Lo scontro si sta consumando nel momento più delicato della vita del M5S, diviso tra le sue origini e il governo del Paese, tra il padre e il figlio.
Ed è difficile dire chi dei due possa sopravvivere, se i pugnali continueranno ad affondare.

(da “NextQuotidiano”)

argomento: Grillo | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.657)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (106)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Aprile 2026
    L M M G V S D
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    27282930  
    « Mar    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • BELLA STRONZATA HA FATTO TRUMP CON LA GUERRA: IL REGIME IRANIANO NON È CADUTO E AVRÀ IN MANO UN RICATTO PERENNE SULLO STRETTO DI HORMUZ
    • COSI’ LA LOBBY E’ DIVENTATA UNA ZAVORRA: IL MARCHIO FILOISRAELIANO AIPAC
    • CARO CARBURANTI PER GLI AEREI, COSA SI RISCHIA TRA VOLI CANCELLATI E PREZZI IN AUMENTO
    • LA GUERRA IN UCRAINA NON SARA’ VINTA O PERSA SULLA LINEA DEL FRONTE”: l’ANALISI DI KEIR GILES
    • “TRUMP È PSICOTICO, HA BISOGNO DI AIUTO” : JIM MCGOVERN, IL PIÙ ALTO ESPONENTE DEMOCRATICO DELLA COMMISSIONE PER IL REGOLAMENTO DELLA CAMERA USA, LANCIA L’ALLARME SULLA SALUTE MENTALE DEL PRESIDENTE USA DOPO LE ULTIME SPARATE DI IERI CONTRO IRAN
    • ORBAN, IL MIGLIOR ALLIEVO DI PUTIN: HA BISOGNO DI UNA SCUSA PER RINVIARE LE ELEZIONI E SPUNTA UN MISTERIOSO “ATTENTATO”
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA