Destra di Popolo.net

SPESE PAZZE: LA REGIONE LOMBARDIA DI MARONI NON SI COSTITUISCE PARTE CIVILE, TROPPI LEGHISTI INQUISITI

Febbraio 2nd, 2015 Riccardo Fucile

IMPUTATI 64 EX CONSIGLIERI, TRA CUI RENZO BOSSI E NICOLE MINETTI… ACCUSATI DI PECULATO PER 3 MILIONI DI SPESE

Avrà  tempo fino alla prima udienza del processo.
Intanto però la Regione Lombardia non si costituisce parte civile nel processo che vede imputati 64 ex consiglieri, tra cui Renzo Bossi e Nicole Minetti, accusati di peculato nell’inchiesta sulle cosiddette ‘spese pazze’.
Agli imputati viene contestato, nell’indagine del procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dei pm Paolo Filippini e Antonio D’Alessio, un totale di oltre 3 milioni di euro di spese.
L’udienza di oggi, davanti al gup Fabrizio D’Arcangelo, è stata aggiornata al prossimo 27 febbraio per alcune omesse notifiche del decreto che dispone il giudizio.
In aula è stato fatto solo l’appello, quindi il giudice ha rinviato il procedimento alla prossima udienza in programma il 27 febbraio.
Nella lista degli imputati che comprende 55 ex consiglieri e 9 ex assessori, sia tra i banchi della maggioranza che in quelli dell’opposizione, le spese comprendono libri, cene a base di ostriche, spese in macelleria fino all’acquisto di munizioni per la caccia.
Alcuni degli imputati hanno già  ‘saldato’ restituendo le spese contestate.
La Procura di Milano aveva chiesto di archiviare la posizione di 20 ex assessori tra cui Viviana Beccalossi (Agricoltura), Raffaele Cattaneo (Infrastrutture), Romano La Russa (Industria), Stefano Maullu (Protezione Civile e Polizia Locale), Valentina Aprea (Istruzione) ritenendo che “le spese” effettuate durante il loro mandato fossero formalmente “sostenute da giustificazioni adeguate fornite dall’amministratore prima della presentazione di richiesta del rimborso”.
Lo scorso 31 luglio era arrivata la prima “condanna” da parte della Corte dei conti.

argomento: la casta | Commenta »

MAXI-PENSIONI E ALTRI REDDITI DI SAN SERGIO, DETTO IL SOBRIO

Febbraio 1st, 2015 Riccardo Fucile

IL VITALIZIO E LA LIQUIDAZIONE DA PARLAMENTARE, L’ASSEGNO DI DOCENTE UNIVERSITARIO E LO STIPENDIO DELLA CONSULTA: DAL 2008 FANNO QUASI TRE MILIONI DI EURO

San Mattarella stilita. San Sergio penitente.
A leggere i ritratti pubblicati sui giornali o declamati in tv il nostro nuovo presidente della Repubblica vive in tale stato di astrazione – non disgiunto da frugale sprezzo dei piaceri mondani – da conservare a malapena rapporto con l’umano essendo già  in procinto di assunzione al cielo.
La sobrietà , l’appartamentino da 50 metri quadri nella foresteria della Consulta, ovviamente arredato con modestia, la Panda, l’assenza del pur minimo particolare di colore indizio sicuro di vita pia e morigerata.
Alcune “vite dei santi” sono un capolavoro di dialettica a confronto delle agiografie che stanno ricoprendo il Mattarella vero con questa sorta di beato penitente incapace di sorriso
Eppure l’eterna Quaresima del nostro avrebbe di che essere interrotta, almeno a stare ai suoi guadagni degli ultimi anni.
Li contiamo da quando ha lasciato il Parlamento, cioè dalla fine di aprile del 2008, 25 anni dopo la prima volta che ci era entrato da deputato (era il 1983).
Certo i soldi non danno la felicità  – e si presume che il capo dello Stato sia stato costretto ad accettarli contro la sua volontà , data la sua proverbiale sobrietà  – ma fare due conti è sempre utile.
Dopo 25 anni di carriera parlamentare onesta e non priva di soddisfazioni, infatti, Sergio Mattarella s’è portato a casa una “liquidazione” da 234mila euro e da quel momento percepisce un vitalizio parlamentare da 9.363 euro al mese.
Dal maggio 2008 dovrebbe averlo ricevuto fino all’ottobre 2011, quando il nostro è stato eletto alla Corte costituzionale: in tutto fanno circa 400mila euro di vitalizio incassati (viene sospeso durante il mandato alla Consulta e pure al Colle).
Nel frattempo il nuovo capo dello Stato non è stato con le mani in mano: dall’aprile 2009 all’ottobre 2011 era infatti membro del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, il Csm dei Tar.
A palazzo Spada, come d’altronde alla Consulta, non hanno l’abitudine di mettere online i loro compensi: comunque a stare ai bilanci, il gettone di presenza per il Consiglio di presidenza vale circa 65mila euro l’anno in media a testa, più i benefit ed eventuali compensi per gli altri incarichi interni.
Da tre anni e qualche mese, poi, Mattarella – anche se sicuramente lui non ha dato peso alla cosa, sobrio com’è – è arrivato nel paradiso terrestre della Consulta.
Ecco come si compone la retribuzione media di un giudice costituzionale: il compenso del primo giudice della Cassazione – cioè il magistrato che guadagna più di tutti gli altri – aumentato del 50% (il presidente si becca anche un altro 20%).
Allo stipendio la legge aggiunge “una indennità  giornaliera di presenza pari a un trentesimo della retribuzione mensile spettante ai giudici ordinari”.
Negli anni scorsi, quelli in cui Mattarella è stato giudice delle leggi, faceva circa 470mila euro l’anno: da giugno per i normali togati è in vigore il tetto a 240mila euro che dovrebbe aver portato il totale dell’Eden poco sotto i 400mila.
Piccolo particolare: le tasse si pagano solo sul 70% dello stipendio.
Facendo un conto spannometrico gli emolumenti incassati – al netto dei benefit come l’auto con autista che il sobrio presidente ha sicuramente evitato di utilizzare – ammontano più o meno a un milione e mezzo di euro.
Non manca, al penitente Mattarella, nemmeno la sobria pensione di professore universitario.
Assistente di diritto costituzionale all’università  di Palermo dal lontano 1965 – quando aveva 24 anni, un anno appena dopo essersi laureato – nel capoluogo siciliano è diventato docente insegnando diritto parlamentare fino al 1983: da quella data fa il politico e i contributi per la pensione gli sono stati giustamente versati lo stesso.
Non si sa quale sia la cifra, ma se stiamo alla media si tratta – più o meno – di 80mila euro l’anno.
Insomma, a fare la somma dal 2008 a oggi Sergio Mattarella di riffa o di raffa ha sobriamente messo da parte per la beneficenza – visto che praticamente, a stare ai media, nemmeno si nutre – una sommetta di 2,8 milioni di euro circa.
Ora si dovrà  accontentare di 239mila euro l’anno, lo stipendio del capo dello Stato fissato da Napolitano: forse è per questo che pare triste.

Marco Palombi
(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: la casta | Commenta »

MATTARELLA PORTATO IN PROCESSIONE DA 665 POVERI CRISTI CHE CI TENGONO ALLA POLTRONA

Gennaio 31st, 2015 Riccardo Fucile

VOTA DIVERSAMENTE CHI ANCORA NON L’HA RAGGIUNTA…NCD SI SPACCA, SACCONI E SALTAMARINI SI DIMETTONO DALLE CARICHE INTERNE

Con la quarta votazione a Camere congiunte, Sergio Mattarella supera il quorum, incassa 665 voti e diventa il nuovo presidente della Repubblica italiana.
Ferdinando Imposimato ha ottenuto 127 voti, Vittorio Feltri 46, Stefano Rodotà  17, Emma Bonino, Antonio Martino, Giorgio Napolitano e Romano Prodi 2.
I voti dispersi sono stati 14, le schede bianche 105, le nulle 13.
A seguito dell’appello del premier, alla fine l’Ncd del ministro Angelino Alfano ha dato il contrordine e detto sì a Mattarella.
Ma i mal di pancia interni si sono sprecati e i malumori sono usciti subito allo scoperto. In disaccordo con la svolta, il capogruppo di Area popolare a Palazzo Madama, Maurizio Sacconi, ha presentato le dimissioni da presidente dei senatori di Ncd.
L’ex ministro, infatti, era stato fra i più convinti, nei giorni scorsi, a non cedere al candidato presentato dal Pd.
In mattinata, prima dello scrutinio, la riunione dei gruppi di Area popolare aveva sancito ufficialmente il via libera – senza unanimità  e con lo stesso Sacconi assente – al candidato unico lanciato dal Pd di Renzi.
I grandi elettori di Ncd e Udc si sarebbero espressi per alzata di mano.
E il pollice verso sarebbe arrivato da cinque moderati: Barbara Saltamartini (che voterà  scheda bianca e che si dimetterà  da portavoce di Ncd), Gabriele Albertini, Antonio Azzolini, Carlo Giovanardi e il viceministro Enrico Costa.
Ma non è tutto: anche Nunzia De Girolamo, presidente dei deputati di Ncd, avrebbe espresso irritazione per il cambio di linea e starebbe valutando l’ipotesi di lasciare l’incarico di capogruppo a Montecitorio.

argomento: la casta | Commenta »

AUTO BLU, FLOP ROTTAMAZIONE PER RENZI: I MINISTERI NE HANNO 1.060 PIU’ DEL PREVISTO

Gennaio 23rd, 2015 Riccardo Fucile

DOVREBBERO AVERNE 93, INVECE SE NE CONTANO ANCORA 1.153 …E IL LIMITE DEL 5% RESTA LONTANO

Palazzo Chigi ne ha a disposizione ancora 15, dieci più del limite che ha imposto per legge a tutte le amministrazioni pubbliche.
E per una di troppo, proprio quella a disposizione di Renzi, bisticcia pure con i magistrati della Corte dei Conti.
Il dicastero della Difesa, del resto, ne ha in dotazione ancora 361, comprese tre Maserati volute da Ignazio La Russa che nessuno s’è sognato di acquistare, aderendo all’operazione di asta su ebay che fu tra i primi colpi ad effetto del governo.
E tra i primi flop.
E’ come sparare sulla Croce Rossa, d’accordo. Ma tocca tornare sulla piaga delle auto blu, il più odiato tra i simboli del privilegio e il più difficile — a quanto pare — da estirpare. La scorsa primavera il governo aveva promesso un taglio risolutivo allo spreco, imponendo massimo cinque auto — ad uso esclusivo o non esclusivo — per ogni ministero o amministrazione centrale dello Stato con oltre 600 dipendenti.
Un tetto che scende a 4 mezzi se i dipendenti sono compresi tra le 401 e le 600 unità , a 3 tra i 200 e i 400 per arrivare a una sola auto per le amministrazioni fino a 50 dipendenti.
Sembrava la svolta buona.
La stretta è stata decisa ad aprile col decreto Irpef (legge n. 66/2014).
“Vuol dire semplicemente che i sottosegretari andranno a piedi”, twittava Renzi.
Il tempo ha però messo le ganasce alle buone intenzioni e la rottamazione delle auto pubbliche è andata avanti col freno tirato: quelle blu e grigie erano 55.286 al primo gennaio 2014, a novembre (ultimo dato disponibile) se ne contavano 4.210 in meno.
Ma parte dello sforzo, per così dire, veniva poi vanificato dal concomitante acquisto di 1.276 vetture nuove di pacca, come rivelato dal Ilfattoquotidiano.it tra polemiche, interrogazioni parlamentari e funambolici tentativi di negare il paradosso di uno Stato che deve vendere e invece acquista.
I numeri, alla fine, sono questi: la riduzione si ferma a quota 2.934, il saldo a 53.860 che significa ancora una ogni mille italiani.
E i conti sono presto fatti: ai 95 milioni di risparmio stimato dai tagli fin qui operati ne andranno sottratti 70 milioni, quanto il valore della convenzione d’acquisto.
Il beneficio reale sarà  dunque di 25 milioni.
Più che di tagli, visto il miliardo e passa l’anno che ancora si spende per questa voce, sarebbe più corretto parlare di limature.
In alcuni comparti dello Stato, poi, il giro di vite non è mai cominciato.
I ministeri, ad esempio, sono lontani anni luce dal limite di cinque vetture che corrisponde a 93 auto in tutto, non una di più.
Nei loro parcheggi, tra possesso e noleggio, si contano oggi ben 1.153 auto blu: 814 alla Giustizia, 174 alle Politiche agricole, 33 ai Beni culturali, 16 agli Esteri, 14 alla Salute e così via.
A nove mesi dal decreto che doveva asfaltarle, dunque, siamo a 1.060 di troppo.
E’ pur vero che tra gennaio e novembre, calcola il Formez, tra i ministeri se ne contano 209 di meno.
E che quelle di servizio sono scese da 2.126 a 1.710 (-416).
Di questo passo però, al ritmo del 15% e del 19%, serviranno altri quattro anni per centrare la riduzione prevista, proprio quanto manca alla fine della legislatura.
A pensar male si potrebbe perfino dubitare che sia una coincidenza, quanto un calcolo per assicurarsi l’uscita di scena col botto: “cari italiani, noi siamo quelli che hanno rottamato le auto blu”.
Comunque sia il governo ci tiene. Infatti ha avocato a sè alcune delicate competenze in materia.
Dal 31 dicembre — ad esempio — non è più il Formez, struttura tecnica esterna, a curare la comunicazione dei dati del censimento.
I numeri li dà  il ministero della Funzione pubblica, cioè il governo. Chi volesse sapere come vanno le rottamazioni deve passare da Palazzo Chigi.
L’impresa al momento si rivela alquanto complicata: sarà  la “migrazione” tra uffici, ma al vecchio numero di help desk per le amministrazioni (06.82888731) non risponde nessuno, e neppure all’indirizzo autoblu@governo.it. Non solo.
Il governo ha deciso per legge di rendere annuale anzichè mensile l’aggiornamento dei dati.
I gufi dovranno dunque armarsi di pazienza: se i numeri non saranno esaltanti dovranno aspettare 12 mesi. Salvo che le cose vadano bene, è inteso.
Perchè allora sarà  un fiorire di comunicati, slide e conferenze stampa.
Nel frattempo rimandi e dilazioni hanno già  allargato il solco tra annunci e fatti.
“Ora tutti a piedi alle riunioni”, aveva scherzato il ministro Madia il 25 settembre annunciando di aver finalmente chiuso il decreto di attuazione della legge di aprile.
Forse era sano ottimismo, visto che il suo ministero ha impiegato sei mesi per approntare i quattro articoli (quattro!) che mettono nero su bianco le regole che disciplinano la progressiva riduzione delle auto blu.
Ne passeranno poi altri tre prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, che avverrà  solo l’11 dicembre.
La gestazione del provvedimento, del resto, è stata segnata da qualche incidente di percorso.
Uno ha investito direttamente la Presidenza del Consiglio, alla quale la Corte dei Conti ha mosso rilievi.
Il testo del decreto attuativo si premurava di specificare (art. 2 comma 2) che in aggiunta alle cinque vetture ad uso non esclusivo alla Presidenza e ai ministri “potrà  essere assegnata un’ulteriore autovettura in uso esclusivo”, lasciando così intendere che il limite fosse derogabile.
Colto sul punto, Palazzo Chigi sarà  costretto a chiarire che le due disposizioni vanno lette insieme a sommatoria: non ci sarà  dunque una deroga ad uso del governo.
La stessa sforbiciata, nel testo finale, è stata oggetto poi di una diluizione a scaglioni progressivi: le amministrazioni con 50 vetture a carico dovranno adeguarsi entro due mesi, quelle fino a 100 entro giugno, oltre questo limite a fine anno.
Così, senza dare troppo nell’occhio, la poderosa riduzione è slittata al 31 dicembre 2015.
La partita, dopo nove mesi, deve ancora cominciare.
Entro metà  febbraio il primo blocco di amministrazioni — quelle sotto i 50 dipendenti — sarà  chiamato a rispettare i nuovi tetti e liberarsi del fardello, vendendo le auto di troppo o cedendole gratuitamente alle onlus riconosciute.
Che lo facciano davvero non è scontato.
La sanzione per chi non si adegua infatti è limitata a un taglio del 50% delle spese ammesse per auto di servizio rispetto a quanto utilizzato nel 2013.
Non ricade direttamente sulle tasche dei dirigenti, non incide sui loro premi di risultato. Il ministro Madia si dice convinta del contrario: “Adesso nessuna amministrazione può tirarsi indietro e già  entro due mesi vedremo i primi risultati di rilievo destinati a diventare ancora più rilevanti nel corso del 2015”, ha detto ostentando fiducia nel deterrente.
Per sapere chi ha ragione tocca aspettare.
E scrutare il parcheggio.

Thomas Mackinson
(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: la casta | Commenta »

ECCO IL PARLAMENTO DEI PARENTI: CONSIGLIERI, COMMESSI E SEGRETARI

Gennaio 19th, 2015 Riccardo Fucile

LA BUROCRAZIA PIU’ RICCA DI INTRECCI FAMILIARI D’ITALIA E’ QUELLA DELLE CAMERE

Chi guarda con apprensione alla fusione fra le amministrazioni di Camera e Senato, per possibili traumi o crisi di rigetto, si può tranquillizzare.
Il ruolo unico è già  stato realizzato, con reciproca soddisfazione, per via familiare.
La recente nomina all’impegnativo incarico di segretario generale di Montecitorio di Lucia Pagano, figlia dell’ex consigliere della Camera Rodolfo Pagano e moglie del nuovo capo dell’informatica di Palazzo Madama, Mauro Fioroni, ne è la certificazione più limpida.
In Italia non esiste burocrazia con intrecci parentali e dinastici così diffusi e profondi come in quella del Parlamento.
A tutti i livelli: da quelli più bassi ai più elevati. E altri casi, oltre a quello di Lucia Pagano, rendono bene l’idea.
L’ascensore sociale
Il suo vice Aurelio Speziale, per esempio, è sposato con Gloria Abagnale, consigliere del Senato. Giovanni Gifuni, consigliere della Camera, è figlio dell’ex potentissimo segretario generale di Palazzo Madama Gaetano Gifuni.
Mentre l’ex vicesegretario generale della Camera Carlo Goracci è il papà  di Alessandro Goracci, alto funzionario del Senato.
E se il padre di Ugo Zampetti, fino a qualche giorno fa capo indiscusso della burocrazia di Montecitorio, era il responsabile della biblioteca di Palazzo Madama, quello dell’attuale segretario generale del Senato Elisabetta Serafin era solo un commesso.
Commesso come anche il papà  di Daniela D’Ottavio, consigliera d’Aula.
A dimostrazione del fatto che l’ascensore sociale, fermo ormai ovunque, qui non è mai andato in manutenzione.
Nel passato matrimonio «vietato»
Anche se qualche volta s’inceppa. Figlio di un ex consigliere della Camera, Fabrizio Castaldi ne sarebbe diventato a 43 anni uno dei segretari generali più giovani di sempre se la sua candidatura non fosse naufragata in extremis.
Come quella di Giacomo Lasorella, incidentalmente fratello della giornalista Rai Carmen Lasorella.
E quella del possibile terzo incomodo Costantino Rizzuto Csaky, consorte di Maria Teresa Stella, consigliera della Camera al servizio biblioteca.
Parentela, quest’ultima, che ci riporta a un illustre caso del passato. Fece scalpore, cinquant’anni orsono, il matrimonio fra Antonio Michela-Zucco, nipote dell’omonimo inventore della rivoluzionaria macchina di stenotipia, e Magda Sammartino.
Erano entrambi stenografi del Senato e la cosa venne considerata causa di incompatibilità . Per rimuoverla fu deciso il trasferimento della moglie alla Camera. Dove Magda Sammartino fu protagonista di una splendida carriera arrivando, prima donna nella storia, all’incarico di vicesegretario generale.
Oggi coniugi ammessi
Ma erano altri tempi. Oggi la presenza di coniugi nelle stanze dei bottoni della stessa amministrazione non scandalizza più davvero nessuno.
Marito e moglie sono il capo servizio controllo parlamentare Carlo Lomaglio e la direttrice dell’ufficio pubblicazioni della Camera Consuelo Amato: figlia del magistrato ed ex capo dell’amministrazione penitenziaria Nicolò Amato.
Marito e moglie sono Stefano Cicconetti, dirigente di Montecitorio ora in pensione, e la sua collega ancora in servizio Maria Teresa Calabrò: figlia del potentissimo ex presidente del Tar Lazio e dell’Agcom Corrado Calabrò.
Marito e moglie sono Alessandro Palanza, ex vicesegretario generale della Camera e la funzionaria Martina Mazzariol.
Attualmente vicepresidente della Fondazione Italiadecide di Luciano Violante, Palanza ha guidato a lungo un’amministrazione nella quale aveva un ruolo di rilievo anche sua sorella Maria Rita. Marito e moglie sono Pietro Calandra, alto dirigente del Senato poi finito all’autorità  di vigilanza dei lavori pubblici su indicazione del Pd e la funzionaria di Palazzo Madama Stefania Boscaini.
Gli intrecci con la politica
Ma si potrebbe andare avanti chissà  quanto, notando come il gioco degli intrecci e delle parentele non sia limitato ai soli burocrati.
Dice tutto quello intorno alla funzionaria della Camera Giuliana Coppi. Figlia del principe del Foro Franco Coppi, legale di Silvio Berlusconi, è sposata a sua volta con un altro avvocato. Non uno dei tanti. Il suo nome è Pierantonio Zanettin, senatore di Forza Italia eletto al consiglio superiore della magistratura in quota al partito di Berlusconi.
Si potrebbe anche ricordare come il vicesegretario della Camera Guido Letta sia il nipote di Gianni Letta e cugino di Enrico Letta.
Oppure che il funzionario del Senato Luigi Ciaurro sia figlio dell’ex ministro liberale Gianfranco Ciaurro, scomparso ormai quindici anni fa.
O che Valentina Loiero, figlia dell’ex governatore della Calabria Agazio Loiero, e Giulia Laganà , figlia dell’ex parlamentare del Pd Tana De Zulueta, facciano parte dello staff della presidente Laura Boldrini.
La cui segreteria, peraltro, era stata per otto mesi guidata da Marco Cerase, genero di Alberto Asor Rosa, prima che venisse trasferito ad altro incarico per far posto all’astro emergente Castaldi.
Come dimenticare poi che l’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, ex senatore, aveva il fratello direttore del servizio del Senato, mentre suo cognato Francesco Petricone è funzionario della Camera?
E che Cristiano Ceresani, un altro funzionario della Camera già  vicecapo legislativo di Gaetano Quagliariello e oggi addirittura capo con il ministro Maria Elena Boschi, è il marito di Simona De Mita, quindi genero dell’ex presidente del Consiglio e attuale sindaco di Nusco Ciriaco De Mita?

Sergio Rizzo
(da “il Corriere della Sera“)

argomento: la casta | Commenta »

LA PENSIONE DELL’AVVOCATO COMUNALE? È TRE VOLTE LO STIPENDIO DELLA MERKEL

Gennaio 16th, 2015 Riccardo Fucile

UN EX DIPENDENTE COMUNALE DI PERUGIA HA UNA PENSIONE CHE E’ IL DOPPIO DELLO STIPENDIO DI OBAMA E IL TRIPLO DI QUELLO DI ANGELA MERKEL E DEL SEGRETARIO ONU

Com’è possibile che un ex dipendente comunale di una città  di provincia possa prendere di pensione il triplo del suo ultimo stipendio e il doppio abbondante della busta paga di Obama?
La direzione generale dell’Inps ha aperto un’inchiesta. Era ora: quel vitalizio di 651 mila euro nel 2013 a Mario Cartasegna, fosse anche regolare in ogni cavillo, grida vendetta.
E torna a porre il tema di certi spropositati «diritti acquisiti» concessi in base a leggi, leggine e sentenze insostenibili
Nato nel 1941 dalle parti di Postumia, oggi in Slovenia, finito in Umbria come calciatore nella squadra del capoluogo, laureato in legge mentre ancora giocava, Cartasegna viene assunto dal Comune di Perugia nel 1972 e pochi anni dopo ottiene dai sindaci socialisti dell’epoca due concessioni spettacolari.
Oltre al posto fisso e allo stipendio garantito (nel suo caso assai buono) dei dipendenti pubblici avrà  una bella percentuale sulle cause come fosse non un funzionario «a tempo pieno» ma un legale con studio privato.
Un’accoppiata contrattuale sconcertante (immaginatevi un muratore comunale che abbia un extra per ogni mattone che mette o un centralinista comunale che abbia un extra per ogni telefonata che smista!) che gli consentirà  anni dopo di tentare un nuovo colpaccio. Saputo di una sentenza del Tar del Lazio confermata dal Consiglio di Stato che dava ragione a degli avvocati dipendenti del Comune di Roma, riconoscendo loro il diritto di calcolare per la pensione anche le percentuali sulle cause vinte, chiede al Tesoro d’avere lo stesso privilegio.
No, gli risponde il ministero: «A prescindere dalla considerazione che l’importo di tali quote non è fisso e continuativo», la legge 299/1980 «fa espresso divieto agli enti di corrispondere emolumenti non previsti dal contratto di categoria » e l’articolo 10 «dispone che la certificazione delle voci retributive ai fini di pensione sono quelle contrattuali “con esclusione di qualsiasi altro emolumento a qualunque titolo corrisposto”».
Cartasegna fa ricorso al Tar di Perugia dov’è di casa, insiste sulle due sentenze romane, bolla come «stucchevole e quasi irritante» il rifiuto del Tesoro, liquida come «macroscopicamente errato» il richiamo al contratto di categoria e insomma batte e ribatte: vuole i soldi degli «extra» calcolati nella pensione.
Per dieci anni, silenzio assoluto: si sa quanto può essere lenta la giustizia civile.
E per dieci anni il Comune di Perugia, obbligato a tirar fuori un pacco di soldi dei cittadini per pagare i contributi supplementari (ammesso e non concesso che poi li abbia pagati tutti: l’Inps contesta da anni «amnesie » degli enti locali) «si dimentica» di chiedere al capo dell’ufficio legale Cartasegna, a sua volta smemorato, di opporsi in giudizio contro le pretese del dipendente Cartasegna.
Pretese che il Tar perugino riconosce infine, nel dicembre 1997, fondate: «Nella quota degli onorari percepiti si rinviene la presenza di tutti gli indici che la legge prevede per la loro utilità  a pensione».
Anzi, condanna il Tesoro e Palazzo Chigi a pagare pure le spese.
Tre mesi dopo l’Avvocatura dello Stato chiede all’Inpdap, l’istituto previdenziale dei dipendenti pubblici che passerà  all’Inps portando in dote un buco di 23,7 miliardi, se voglia fare appello. Silenzio.
Altri due mesi e torna alla carica: lo fate o no l’appello?
Macchè: come scoprirà  con stupore un recentissimo documento Inps «agli atti non risulta che la sentenza sia stata mai appellata».
Scherziamo? Nonostante fosse destinata a costare un sacco di soldi? Mai appellata.
Nè dalla Cassa previdenza dipendenti enti locali nè dall’Inpdap.
Spiega l’avvocato perugino, in una intervista, che lui mai e poi mai avrebbe immaginato di prendere un vitalizio così stratosferico: «Mi sono ritrovato questa cosa senza neanche crederci. Quando lavoravo prendevo in Comune 10-12 mila euro al mese. Secondo lei potevo pensare di arrivare ad una pensione così alta, 24 mila euro netti al mese? Me la sono trovata come quello che vince il primo premio della lotteria di Capodanno…».
Non è esatto.
Quel «premio della lotteria» non è caduto dal cielo: il legale non ha mollato l’osso per anni. Tanto che, dopo che già  era andato in pensione alla fine del 2008, è nato un nuovo contenzioso (protagonisti l’Inpdap, l’Agenzia delle Entrate, l’Inps…) sul tema: quell’«extra» sulle cause va calcolato pure nel caso di processi avviati da Cartasegna «prima» di andare in pensione ma conclusi «dopo»?
Il risultato è in una relazione Inps del 23 dicembre scorso: «La stessa sede provinciale di Perugia nel corso degli anni ha operato 9 riliquidazioni per effetto di ulteriori incrementi stipendiali certificati dal Comune da attore con il modello PA04. La decima riliquidazione è in corso».
Fatto sta che l’«affare Cartasegna» è diventato, per la sua esemplare abnormità  che non risulta avere paragoni con alcun altro caso di dipendenti pubblici (neppure quello degli ex avvocati romani che fecero il primo ricorso e non arrivano a un terzo del vitalizio di cui parliamo) il simbolo di come un sistema impazzito abbia potuto produrre squilibri impensabili in ogni altro luogo del globo terraqueo.
E non solo perchè quella pensione salita nel 2013 a 651 mila euro è il doppio dello stipendio di Barack Obama e il triplo di quelli di Angela Merkel o del segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon.
Ma anche perchè Cartasegna negli ultimi anni, come lui stesso riconosce, aveva uno stipendio immensamente più basso.
Lievitato con una progressione pazzesca: una impennata dal 2004 al 2008, in cinque anni, da poco più di 200 mila euro a oltre un milione.
Merito, forse, di una massa di processi che per pura coincidenza sono arrivati a conclusione proprio nella fase finale che porta all’ultimo stipendio buono per il calcolo della pensione la sua busta paga.
Un record planetario. Che ha visto l’avvocato perugino incassare una pensione via via cresciuta con lo strascico di altri «extra» fino alla cifra che dicevamo.
Un caso limite? Certo. Ma impossibile da spiegare, in questi anni di vacche magre, a quegli italiani che faticano ad arrivare a fine mese.
E che dimostra come certi «diritti acquisiti», quando sono platealmente esagerati, non possono essere sacri e intoccabili come la reliquia del dente di Buddha a Candy.

Gian Antonio Stella
(da “il Corriere della Sera“)

argomento: la casta | Commenta »

RENZI CHIAMA UN ALTRO FEDELISSIMO A PALAZZO CHIGI PER 100.000 EURO L’ANNO

Dicembre 25th, 2014 Riccardo Fucile

FILIPPO BONACCORSI, EX PRESIDENTE DI ATAF E FRATELLO DELLA DEPUTATA PD LORENZA, GUIDERA’ LE TRUPPE PER L’EDILIZIA SCOLASTICA

Da privatizzatore di Ataf a dirigente di Palazzo Chigi, nella cabina di regia che gestisce un miliardo di euro per migliorare le scuole.
Filippo Bonaccorsi, a dire la verità , nel frattempo ha pure fatto pure per dieci mesi l’assessore alla mobilità  di Palazzo Vecchio, dove però non andava granchè d’accordo con il sindaco in pectore Dario Nardella.
Così, da circa due settimane, l’ex presidente di Ataf fa il pendolare tra Firenze e Roma, dove il premier Matteo Renzi lo ha nominato direttore dell’unità  di missione per l’edilizia scolastica, con uno stipendio annuo di circa 100 mila euro lordi.
Si tratta di un incarico molto importante, perchè il 43enne dovrà  gestire il maxi piano voluto dal governo per migliorare le strutture scolastiche italiane, punto sul quale il premier ha annunciato fortissimo impegno per il 2015.
Un fedelissimo conosciuto da Letta (Enrico)
Una missione molto delicata, che Renzi ha deciso di affidare ad un altro fedelissimo della squadra fiorentina.
«Pippo» e «Matteo», scherzo del destino, si sono conosciuti oltre dieci anni fa ad una convention di Vedrò, il «pensatoio» trasversale inventato da Enrico Letta. I due, scaltri e veloci di pensiero, si piacquero subito.
A fare le presentazioni fu Lorenza Bonaccorsi, oggi deputata Pd e sorella dell’avvocato Filippo.
Quest’ultimo, quando Renzi fu eletto in Provincia, da dirigente prese subito le redini di un settore chiave come quello dei trasporti.
La coppia Bonaccorsi-Renzi stravolge subito i ritmi paludati di Palazzo Medici Riccardi.
Se il primo si destreggia tra carte e burocrazia, il secondo inizia subito a sparare bordate contro il servizio di Ataf, pagato appunto dalla Provincia.
È l’inizio silenzioso della rottamazione. Non a caso, cinque anni più tardi, arrivato a Palazzo Vecchio dopo aver sbaragliato la vecchia classe dirigente della sinistra, per «rivoltare l’Ataf come un calzino», Renzi «licenzia» la presidente Maria Capezzuoli e ci mette «Pippo».
In verità , con quell’espressione poco diplomatica, il neo sindaco di Firenze ha già  un chiodo fisso: privatizzare l’azienda di trasporto pubblico.
I sindacati gli si rivolteranno subito contro con scioperi e manifestazioni a raffica.
La missione del governo per il 2015
L’avvocato Bonaccorsi, intanto, forte della copertura politica di Renzi predispone una mastodontica pila di documenti, che serviranno a vendere Ataf al Gruppo Fs.
I due si dividono solo nel febbraio scorso, quando Renzi devia verso Palazzo Chigi. Poi il tanto sospirato sms da Roma, dove gestirà  il piano del governo che riguarda 21.230 strutture scolastiche tra 2014 e 2015 per uno stanziamento di circa un miliardo di euro.
Gli interventi per restaurare, migliorare o ricostruire le scuole sono circa 8.500 finanziati entro fine anno, mentre per i restanti si dovrà  attendere il 2015.

Claudio Bozza
(da “il Corriere della Sera”)

argomento: la casta | Commenta »

FRIULI, RIMBORSO SPESE PURE A CHI NON C’E’

Dicembre 14th, 2014 Riccardo Fucile

IL CONSIGLIO REGIONALE PREMIA ANCHE GLI ASSENTI… E CHI VA IN MISSIONE PUà’ RADDOPPIARE I CONTRIBUTI PUBBLICI

Il consigliere regionale è malato e non può recarsi al lavoro?
Niente paura, il rimborso arriva lo stesso.
Anche in Friuli Venezia Giulia maggioranza e opposizione sanno lavorare quando in ballo ci sono le diarie dei politici.
Non sono bastate le promesse della governatrice Debora Serracchiani dopo una legislatura all’insegna di rimborsopoli (è di venerdì la notizia che altri 20 consiglieri dovranno spiegare alla Corte dei conti perchè hanno utilizzato i fondi dei gruppi per l’acquisto di gioielli, pneumatici e profumi).
Serracchiani aveva promesso: dimezzeremo gli emolumenti dei consiglieri, massimo 5 mila euro al mese, spese incluse.
La rivoluzione si è fermata a metà : oggi la retribuzione netta non scende sotto i 7.500. E l’ultima legge di bilancio aggiunge un altro tassello al mosaico dei privilegi.
Grazie a un emendamento proposto dal Pdl e votato dalla maggioranza, le spese di mandato vengono rimborsate anche quando il consigliere è a casa malato e, quindi, per trasporti e ristoranti non spende nulla.
Non solo: lo stesso consigliere va in missione?
Verrà  ricompensato due volte: per le spese realmente effettuate e con un rimborso forfettario.
La formulazione originale della legge regionale che disciplina le diarie (21/1981) prevedeva una “trattenuta del rimborso forfettario” per ogni “giornata di assenza dalle sedute di Consiglio o di commissione indipendentemente dalla causa”.
Tradotto dal burocratese, una decurtazione della diaria dai 120 ai 166 euro netti per ogni assenza.
D’altra parte non c’è ragione di corrispondere un rimborso, benchè forfettario, a chi spese di trasporto e vitto non ne ha sostenute.
Logico, no? No. Un emendamento dell’ultima finanziaria recita: “La trattenuta non viene operata in caso di malattia”.
La regola vale sia per i consiglieri che per i membri della giunta, quindi anche per Serracchiani.
L’emendamento prevede un’eccezione ancor più singolare: niente trattenuta per chi è assente causa impegni inerenti il mandato consiliare o di giunta.
In questo caso però è già  previsto un altro rimborso: chi viene inviato a rappresentare i friulani fuori regione, viene già  rimborsato a piè di lista.
Ovvero, conserva lo scontrino del taxi, il biglietto aereo, la ricevuta del ristorante e ottiene il dovuto.
La sola Serracchiani da gennaio a settembre si è vista rimborsare 32.406 euro, la sua giunta nel complesso 105 mila euro.
E, a queste cifre, vanno aggiunte quelle di tutti i consiglieri regionali. Il rimborso della missione è sacrosanto, meno il fatto che a questo si sommi anche il contributo forfettario. Dagli uffici della Regione si scopre inoltre che l’interpretazione della norma è ancora più lasca: anche maternità , paternità  e lutti costituiscono assenze giustificate.
Serracchiani difende la legittimità  della norma: “Il rimborso forfetario ha natura onnicomprensiva, indirizzata al complesso dello svolgimento dell’attività  del consigliere. Dunque questo rimborso non è specificamente correlato alla presenza in sede”.
Corretto da un punto di vista formale, ma è la stessa Regione a prevedere che il contributo “per le spese di mandato” venga commisurato alla distanza tra la circoscrizione e il Consiglio.
Quindi la presenza in sede e le spese per raggiungerla c’entrano eccome.
Da quando il governo Monti provò a decurtare a colpi di decreto i compensi dei consiglieri regionali, il rimborso forfettario è diventata la parolina magica per conservare una buona paga generosa.
A differenza dell’indennità  infatti la diaria è esentasse.
Per questo vari consigli regionali hanno tagliato le prime e alzato le seconde.
In Veneto il Consiglio ha ridotto lo stipendio dei consiglieri di 3.709 euro, compensati però da un rimborso di 4.500 euro.

Alessio Schiesari
(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: la casta | Commenta »

DOPO IL CASO ROMA, IL SENATO SALVA DUE POLITICI INDAGATI CON IL VOTO PD

Dicembre 4th, 2014 Riccardo Fucile

RESPINTE IN AULA DUE RICHIESTE DI UTILIZZO DI INTERCETTAZIONI DA PARTE DELLA MAGISTRATURA: SALVATO AZZOLINI (NCD) E PAPANIA (PD)

Il Pd commissariato a Roma, un assessore comunale e un consigliere regionale costretti alle dimissioni. E il premier-segretario Matteo Renzi che giusto ieri sera a Bersaglio mobile di Enrico Mentana riproponeva il “daspo” a vita per i corrotti, una sorta di “eragastolo”, così lo ha definito, che li tenga lontani per sempre dalla gestione della cosa pubblica.
Ma alla prova dei fatti, l’effetto del terremoto provocato dall’inchiesta Mafia capitale si è già  smorzato.
In aula al Senato il Pd ha votato contro l’autorizzazione all’uso di alcune intercettazioni contro il parlamentare Ncd Antonio Azzollini, indagato nell’inchiesta sugli appalti per il porto di Molfetta, in provincia di Bari.
La decisione rispecchia a linea tenuta dal Pd in giunta per le immunità  il 7 ottobre, che aveva provocato una mezza rivolta nel partito, con il senatore Felice Casson (membro della giunta) che si era autospeso dal gruppo bollando la scelta come una “difesa della Casta” e Pippo Civati che aveva vergato un post di fuoco chiedendo “spiegazioni”. Spiegazioni poi fornite a ilfattoquotidiano.it dal capogruppo Giuseppe Cucca, secondo il quale le intercettazioni in cui era rimasto impigliato il parlamentare — in modo indiretto — perchè alcuni suoi interlocutori avevano il telefono sotto controllo “non erano casuali, nel senso che i pm sapevano che Azzollini, essendo sindaco di Molfetta, era un interlocutore degli indagati”.
Quindi, secondo Cucca, i magistrati avrebbero dovuto “chiedere l’autorizzazione”.
Ma non è tutto: con una giravolta rispetto al voto espresso in Giunta per le elezioni, i dem hanno bloccato l’utilizzo delle intercettazioni per il loro compagno di partito Antonino Papania, indagato a Palermo per corruzione, con l’accusa di aver garantito appalti in cambio di assunzioni clientelari.
Il 19 novembre, in Giunta i rappresentanti Pd si erano divisi, e così, con un solo voto di scarto, era passato il via libera solo ad alcune delle conversazioni richieste dal Tribunale del capoluogo siciliano.
Questo dopo che il gip aveva già  ridotto la portata della richiesta del pm, limitando il numero delle intercettazioni da poter utilizzare.
E pazienza se Papania era già  da tempo stato definito “impresentabile” dalla commissione di garanzia del Pd, in occasione delle politiche del 2013.
Oggi, in aula, un’ulteriore retromarcia, con la scelta di rimandare il dossier in giunta. A innescare la decisione, l’intervento del senatore palermitano di Gal Mario Ferrara, che ha sollevato perplessità  sulla datazione di alcune intercettazioni.
Tanto è bastato perchè il Pd, con Lega, Fi e Ncd, votasse per il rinvio in giunta, lasciando soli a protestare il Movimento 5 Stelle e alcuni rappresentanti del gruppo Misto.
Risultato, un conseguente allungamento dei tempi che potrebbe determinare lo stralcio della posizione di Papania dal procedimento penale attualmente in corso.
Papania, si legge nella relazione di Buccarella che ripercorre le accuse dei magistrati palermitani, “nell’ambito della gestione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani dell’Ato (Ambito territoriale ottimale) Trapani 1, diretto da Salvatore Alestra, avrebbe istituito un accordo criminoso”. La gestione dei rifiuti è stata data in concessione all’Aimeri Ambiente Srl. Papania avrebbe ricevuto da Orazio Colimberti, direttore dell’Area Sud della concessionaria, “in più occasioni utilità  consistite nell’assunzione di numerose persone a lui gradite e da lui segnalate”.
In pratica, “in cambio dell’assunzione di personale imposto da Alestra e dal senatore Papania”, Colimberti avrebbe ottenuto per la sua società  “il benestare degli organi di governo ambientale sugli appalti e sull’irregolare svolgimento del servizio”. E questo si sarebbe protratto, sempre secondo l’accusa, dal 2010 fino al maggio 2012.
Molto pesante anche il quadro dipinto dagli investigatori pugliesi intorno ad Azzollini, attuale presidente della Commissione bilancio di Palazzo Madama.
Il senatore Ncd è indagato nell’inchiesta sulla presunta maxifrode da 150 milioni per la costruzione del nuovo porto di Molfetta.
Le indagini della procura hanno accertato che per la realizzazione della diga foranea e del nuovo porto commerciale sia stato trasferito in favore del Comune barese, di cui all’epoca dei fatti Azzollini era sindaco, un ingente “fiume di denaro pubblico”: oltre 147 milioni di euro, 82 milioni dei quali ottenuti dall’ente comunale, a fronte di un’opera il cui costo iniziale era previsto in 72 milioni di euro.
Ma la Giunta per le immunità  ha aspettato ben 9 mesi prima di esprimersi sul caso.

(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: la casta | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.630)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (79)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Aprile 2026
    L M M G V S D
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    27282930  
    « Mar    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • LA NOMINA AL TURISMO DEL MULTI-TASKING GIANMARCO MAZZI RAPPRESENTA UNA MEZZA SCONFITTA SIA PER LA RUSSA, CHE VOLEVA AL POSTO DELLA PITONESSA IL SICULO CARAMANNA, SIA PER LA DUCETTA CON LA STAMPELLA CHE NE HA LE PALLE PIENE DEI FRATELLI DI IGNAZIO
    • COSA SUCCEDE SE PARLA CLAUDIA CONTE? IERI, LA VISPA 34ENNE CIOCIARA, AMANTE DI PIANTEDOSI, HA SPEDITO UN PIZZINO: “PRESTO AVRETE TUTTE LE RISPOSTE. RACCONTERÒ TUTTO”
    • IL GOVERNO DEVE RISARCIRE ‘ENNESINA NAVE ONG: IL DECRETO MIGRANTI DI PIANTEDOSI CONTINUA A FARE DANNI, MA INVECE DI PAGARE LUI PAGANO GLI ITALIANI
    • LA FINTA PATRIOTA GIORGIA MELONI HA DECISO DI FAR FUORI L’AD DI LEONARDO: LA “COLPA” DI CINGOLANI NSAREBBE QUELLA DI AVER PROGETTATO IL SOFISTICATISSIMO SCUDO ANTI-MISSILE “MICHELANGELO DOME”. DAGLI STATI UNITI SI ASPETTAVANO CHE L’ITALIA, COME LA GERMANIA, RICORRESSE AL COLLAUDATO SISTEMA ISRAELO-AMERICANO “IRON DOME”, A CUI IL PROGETTO ITALIANO FAREBBE UNA BELLA CONCORRENZA
    • DI MALE IN GREGGIO: ALL’AEROPORTO DI BOLOGNA, MILANO LINATE, TREVISO E VENEZIA SONO SCATTATE LE PRIME LIMITAZIONI DI CARBURANTE PER I VOLI (GRAZIE TRUMP!)
    • LA LAUREA C’E’ O NON C’E’ ? C’E’ UN GIALLO NEL CURRICULUM DELLA VISPA 34ENNE AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI: LA CONTE-SSA DELLA CIOCIARIA SOSTIENE DI ESSERSI LAUREATA IN GIURISPRUDENZA ALLA “LUISS” DI ROMA, MA NEGLI ELENCHI DELL’ATENEO IL SUO NOME NON RISULTA
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA