Destra di Popolo.net

GIÙ LA TESLA, I LEADER DELL’ELETTRICO SONO I CINESI: IL GRUPPO BYD SUPERA LA CASA AUTOMOBILISTICA DI MUSK E DIVENTA IL PRIMO COSTRUTTORE DI MACCHINE A BATTERIA

Gennaio 2nd, 2026 Riccardo Fucile

NEL 2025 BYD HA VENDUTO 2,26 MILIONI DI VEICOLI ELETTRICI CONTRO I CIRCA 1,64 DEL MARCHIO AMERICANO. CHE COMUNQUE CHIUDE L’ANNO CON SEGNO POSITIVO GRAZIE ALL’ARRIVO DEI TAXI A GUIDA AUTONOMA

Tesla ha comunicato le vendite nel quarto trimestre 2025 che sono risultate inferiori alle attese. Il colosso di Elon Musk cede il primato mondiale nelle vendite di auto elettriche alla cinese BYD
La societa’ americana ha consegnato 418.227 veicoli negli ultimi tre mesi dell’anno, portando il totale 2025 a circa 1,64 milioni di auto elettriche. Il giorno prima, BYD aveva riferito di aver venduto 2,26 milioni di veicoli elettrici nel 2025.
Byd vende più auto elettriche di Tesla. Dopo anni di dominio da parte dell’azienda di Elon Musk, il 2025 verrà ricordato per il primo posto ottenuto da Byd a livello mondiale sul fronte dell’immatricolazione di vetture a ioni di litio.
Byd è pronta a chiudere il 2025 con un numero record di vetture a ioni di litio vendute. Nell’attesa dei dati definitivi, le ultime stime confermano il sorpasso di Byd nei confronti di Tesla, grazie agli oltre 2,06 milioni di veicoli elettrici venduti dal gruppo cinese contro le circa 1,22 milioni di consegne del marchio americano.
Tesla dovrebbe chiudere l’anno con circa 1,65 milioni di auto consegnate; dato decisamente negativo se confrontato con il risultato ottenuto da Byd.
Se da una parte sarà difficile per Tesla superare Byd, a causa di una gamma più ridotta e priva di un modello realmente economico, dall’altra il 2026 potrebbe chiudersi con un segno positivo grazie all’arrivo dei tanto attesi Robotaxi e della Tesla Model 2.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

TRUMP, INDIETRO TUTTA: DOPO I PRONUNCIAMENTI DI TRIBUNALI, CORTI D’APPELLO E CORTE SUPREMA, IL PRESIDENTE AMERICANO RITIRA LA GUARDIA NAZIONALE DA LOS ANGELES, CHICAGO E PORTLA

Gennaio 2nd, 2026 Riccardo Fucile

IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO AVEVA DISPIEGATO L’ESERCITO, CONTRO LA VOLONTA’ DEI GOVERNATORI DEMOCRATICI DEGLI STATI, CON LA SCUSA DI VOLER RIDURRE LA CRIMINALITA’

Sotto l’incalzare delle sentenze dei tribunali, delle Corti d’Appello e anche di un pronunciamento della Corte Suprema, un furioso Donald Trump è costretto a ritirare la Guardia nazionale da Los Angeles, Chicago e Portland.
Persa la sfida della militarizzazione di Stati a guida democratica (California, Illinois, Oregon) contro la volontà dei loro governatori, il presidente, che in estate aveva giustificato l’intervento con una menzogna (l’aumento della criminalità in città nei quali i reati erano, invece, in netto calo), ora ricorre a un’altra bugia per attutire l’effetto della sconfitta.
Afferma di essere stato costretto a ritirare i soldati nonostante che grazie al loro intervento «il crimine si sia enormemente ridotto» e promette di ritornare, magari «in modi diversi e con più forza quando ci sarà la ripresa del crimine: è solo questione di tempo».
Trump dice cose false per due motivi: in primo luogo i crimini stavano calando ben prima della decisione di mandare la Guardia nazionale in queste città. E a Portland e a Chicago la presenza di militari è stata ridottissima, pressoché invisibile, visto che era stata contestata fin dal primo momento nei tribunali.
Il secondo motivo è che, come emerso dopo l’attentato del quale sono stati vittima mesi fa a Washington due membri della Guardia nazionale (che rimane nella Capitale, sulla quale il presidente ha poteri particolari), i militari anziché alleviare il lavoro delle polizie locali, sono divenuti un onere aggiuntivo: gli agenti devono proteggere, oltre ai cittadini, anche i soldati in mimetica, potenziali bersagli di attentati o atti di teppismo.
Il dato politico è che, mentre il Congresso polarizzato e con una maggioranza repubblicana che rumoreggia ma non si ribella, continua ad essere schiacciato e scavalcato da un presidente che governa con centinaia di ordini esecutivi, l’argine della magistratura, inefficace nei primi della presidenza Trump, comincia a funzionare.
Una vittoria per il governatore della California Gavin Newsom e di quello dell’Illinois, J.B. Pritzker (la Guardia nazionale non viene «espulsa» ma torna sotto il controllo delle autorità dei singoli Stati), ma soprattutto una grave perdita di credibilità per Trump.
Il presidente, da sempre convinto di poter fare e dire qualunque cosa senza perdere consensi, deve prendere atto che non solo i tribunali ordinari, ma anche una Corte d’Appello federale e persino la Corte Suprema ultraconservatrice da lui plasmata hanno giudicato illegale il suo ricorso ai militari per operazioni di ordine pubblico (o per aiutare la ricerca di clandestini). I giudici hanno chiarito che il governo federale può far ricorso ai militari solo in circostanze straordinarie: invasione di forze straniere, una grave ribellione o situazioni caotiche che le polizie locali non riescono a contenere.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

A GAZA È IN CORSO UN’ECATOMBE UMANITARIA. LO STOP DELLE ATTIVITÀ DELLE ONG NELLA STRISCIA IMPOSTO DA ISRAELE SAREBBE IL COLPO DI GRAZIA DI UNO STATO CRIMINALE

Gennaio 2nd, 2026 Riccardo Fucile

“MEDICI SENZA FRONTIERE”, UNA DELLE ORGANIZZAZIONI CHE RISCHIA L’ESCLUSIONE, HA CONTRIBUITO ALLA NASCITA DI UN BAMBINO PALESTINESE SU TRE E HA CURATO OLTRE 100MILA PAZIENTI

Le trattative sono ancora aperte, ma Israele non sembra intenzionato a retrocedere. Mentre il premier Benjamin Netanyahu festeggiava il Capodanno a Mar-a-Lago con Donald Trump, Rudy Giuliani, il miliardario emiratino Hussain Sajwani, il ministro per gli Affari della diaspora e la lotta all’antisemitismo, Amichai Chikli, ha annunciato che 37 organizzazioni internazionali dovranno cessare le loro attività a Gaza e nei territori palestinesi dal primo marzo.
La richiesta sarebbe motivata da ragioni di sicurezza, ovvero «impedire l’infiltrazione di operatori terroristi all’interno delle strutture umanitarie» straniere. Lo scontro va avanti da marzo, quando Israele ha introdotto nuove regole per la registrazione delle organizzazioni non governative.
Nella lista delle Ong bandite ci sono anche il Norwegian
Refugee council, Oxfam, World Vision, Medici senza frontiere. «Continuiamo a negoziare con le autorità israeliane per cercare di revocare questa decisione che sarebbe un ulteriore disastro per la popolazione palestinese a Gaza», spiega a Repubblica la presidente di Msf Italia, Monica Minardi.
Le nuove regole prevedono, tra le altre cose, che le Ong forniscano una lista dello staff palestinese, «in un contesto in cui il personale sanitario e il personale umanitario non solo non sono stati protetti, ma a volte sono stati anche presi di mira». Quindici operatori di Msf sono stati uccisi durante la guerra a Gaza.
«Abbiamo chiesto più trasparenza riguardo all’utilizzo di questi dati: al momento abbiamo fornito le informazioni che riteniamo non mettano a repentaglio la sicurezza del nostro staff», dice Minardi, che respinge le accuse rivolte a Msf dalle autorità israeliane secondo cui alcuni membri palestinesi hanno legami con gruppi armati.
Quale potrebbe essere l’impatto per i palestinesi dello stop alle attività della sola Msf è scritto nei numeri: un bambino su tre a Gaza nasce in strutture supportate dall’organizzazione, un letto su cinque negli ospedali disastrati della Striscia funziona grazie a Msf, nel 2025 la Ong ha curato più di 100mila pazienti. «Bloccare queste attività sarebbe un ulteriore disastro per la popolazione di Gaza».
Oltre un milione di sfollati nella Striscia vive in condizioni di estrema precarietà. Si muore anche solo per la pioggia. Ieri l’Onu ha denunciato che un bambino è annegato nell’acqua fangosa che ha allagato il campo di tende in cui viveva, fonti sanitarie locali dicono che avesse 9 anni. L’Ue ha chiesto a Israele di rivedere laN legge sulle Ong, ma il 29 dicembre, il Parlamento israeliano ha approvato un inasprimento delle norme che regolano anche i rapporti con l’Unrwa, l’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi: stop alla fornitura di acqua e gas.
(da Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

L’UNICO OSTACOLO TRA GIORGIA MELONI E LA TRASFORMAZIONE DELL’ITALIA NELL’UNGHERIA DI ORBAN SI CHIAMA SERGIO MATTARELLA

Gennaio 2nd, 2026 Riccardo Fucile

MANCA SOLO LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, UNA NUOVA LEGGE ELETTORLE E IL PREMIRATO E SAREMO AL MODELLO DI AUTOCRAZIA ILLEBERALE DI ORBAN

La trasformazione da liberal-democrazia a democrazia illiberale, o autocrazia, succede a causa di una somma di piccole cose, nemmeno troppo piccole.
L’Ungheria di Victor Orban, in qualche modo, è lì a dimostrarcelo, come una specie di prototipo. Vai al governo, occupi i media pubblici e privati, costruisci un capitalismo a misura degli amici, reprimi il dissenso con una legge ad hoc, depotenzi i pezzi dello Stato indipendenti dal governo, prendi il controllo della magistratura, cambi la legge elettorale, cambi la costituzione e voilà, ecco a voi un regime che formalmente è una democrazia, ma che nei fatti è un regime a misura del capo supremo e dell’incontendibilità del suo potere.
Al dunque: a che punto è la notte, in Italia?
I media pubblici e privati sono presi. La Rai è saldamente nelle mani del governo, come nemmeno ai tempi di Berlusconi. Mediaset è il regno dei talk show filo governativi. Libero e il Tempo sono di Angelucci, re delle cliniche private e deputato della Lega. Il socio forte di Verità e Panorama risponde al nome di Federico Vecchioni, alla guida di Bonifiche Ferraresi, colosso dell’agricoltura industriale anch’egli vicino a Giorgia Meloni.
E a proposito di capitalismo a misura degli amici: Messaggero e Mattino sono nelle mani di Francesco Gaetano Caltagirone, sostenuto dal governo nell’operazione Mps-Mediobanca-Generali, così come il suo sodale Leonardo Mario Del Vecchio, che si vuole prendere il Giornale da Angelucci e Berlusconi. Per non parlare dei tanti episodi di amichettismo, conflitti d’interesse e favori economici agli amici degli amici, che abbiamo raccontato anche qui su Fanpage.
In merito alla repressione del dissenso, abbiamo già speso fiumi d’inchiostro sul decreto sicurezza, che sembra più interessato a punire i nemici ideologici della maggioranza – ad esempio, chi scende in piazza a protestare – che a garantire i cittadini dai reati contro persona e patrimonio.
Nel frattempo, quando si parla di mancato rispetto della legge il pensiero corre ai centri per migranti in Albania, o al Ponte sullo Stretto, bloccati per questo dalla Corte dei Conti. Che – a volte le coincidenze – è stata appena depotenziata da una legge che ne limita enormemente i poteri di controllo.
All’alba del 2026, siamo arrivati a questo punto del percorso.
Cosa manca, ancora?
Manca una giustizia inquirente assoggettata all’esecutivo, cosa che molti osservatori assicurano succederà se passerà il
referendum sulla giustizia, che grazie ai media amici del governo sta diventando una consultazione su Garlasco e sulla famiglia nel bosco.
Manca anche una legge elettorale maggioritaria, che, in nome della governabilità, dia un corposo premio di maggioranza a chi vince le elezioni, così da consentire a chi governa di far quel che vuole anche in presenza di un elettorato diviso in due. E anche questo è uno dei grandi obiettivi di Giorgia Meloni per l’anno appena iniziato.
Manca anche un assetto costituzionale che dia più poteri alla Presidenza del Consiglio, levandoli al Parlamento, il cosiddetto premierato, anche questo grande obiettivo della leader di Fratelli d’Italia.
L’unico argine? Un Presidente della Repubblica che legga il disegno complessivo di questa “somma di piccole cose” e decida di mettersi di traverso. E il discorso di fine anno di Mattarella, incentrato sul “carattere democratico indelebile” della nostra Repubblica, a ottant’anni dalla sua nascita, è un messaggio, nemmeno troppo nascosto, alla presidente del Consiglio e alle sue pretese egemoniche.
Ecco perché è così importante, per Meloni, portarsi a casa anche il Quirinale, quando finirà il mandato di Mattarella.
Ma per questa partita, l’ultima battaglia prima della vittoria finale di Giorgia, c’è tempo fino al 2027.
(da Fanpage)

argomento: Politica | Commenta »

LE PIAZZE IMBAVAGLIATE: AUMENTANO GLI SCONTRI ALLE MANIFESTAZIONI

Gennaio 2nd, 2026 Riccardo Fucile

AUMENTANO GLI OBIETTIVI SENSIBILI DA PROTEGGERE, QUANDO SPESSO BASTEREBBE BUON SENSO E DIALOGO PER EVITARE DISORDINI

Chi si occupa di ordine pubblico lo definisce “contenimento a protezione degli obiettivi sensibili”. Ma i numeri parlano di una stretta di fatto sulle manifestazioni per la Palestina o dove comunque vengano gridati slogan o issati vessili pro Pal e “anti Israele”. Così, alla fine del 2025, il risultato è che le manifestazioni terminate con scontri o “criticità” – come vengono definite dal Viminale – sono cresciute di mezzo punto percentuale, dal 2,5% del 2024 al circa 3%. Nel dettaglio, nel 2024 si parlava di 11.556 manifestazioni con 299 criticità, mentre nei primi 10 mesi del 2025 si è arrivati a 8.647 eventi con 242 “criticità”.
Cresce anche il numero dei poliziotti feriti (anche lievemente) che passa da 260 a 330 operatori che hanno necessitato di cure mediche e giorni di prognosi dopo gli scontri. Anche se proprio ieri Il Giornale parlava di un incremento del 200% degli agenti feriti. I dati sono aggiornati al 10 dicembre e sono stati comunicati dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in risposta a un’interrogazione a risposta immediata presentata dal deputato di Avs, Filiberto Zaratti.
In attesa dei numeri definitivi, non ancora comunicati ufficialmente, quelli attualmente a disposizione vanno letti anche sulla base dell’andamento annuale. Secondo fonti informali del Viminale, infatti, la curva dei dati ha subito un’impennata nella seconda parte del 2025, dall’estate in poi, proprio con il crescere del consenso nei confronti delle istanze pro Palestina e contestualmente all’esito della missione della Global Sumud Flotilla. Alle richieste dei manifestanti di portare le loro proteste nei confronti di luoghi simbolo delle loro istanze (ambasciate, sedi di società strategiche per i rapporti tra Italia e Israele, luoghi di convegni o manifestazioni sportive), via via la risposta è stata sempre più intransigente.
E anche dalle riunioni del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza sono arrivate indicazioni precise di “tutelare ad ogni costo” obiettivi sensibili la cui lista si faceva sempre più ampia. Qualche esempio? Il 7 ottobre a Bologna – dove era presente anche il capo della polizia, Vittorio Pisani – fu rigettata la richiesta di un corteo pacifico e il presidio con migliaia di persone in Piazza del Nettuno sfociò in guerriglia urbana, proprio mentre nella ben più “calda” Torino il corteo fu autorizzato e tutto si svolse in maniera pacifica.
Oppure il caso del sit-in del 24 ottobre a Roma ai Parioli, quando agli stessi organizzatori dei cortei pacifici di settembre fu impedito di sfilare per il quartiere per la vicinanza dell’ambasciata israeliana, con gli idranti della questura a sfollare una manifestazione totalmente pacifica.
Una tensione che finisce per colpire anche le proteste sindacali vere e proprie. È il caso degli operai ex Ilva del 4 dicembre a Genova, organizzato tra gli altri da Fiom Cgil e Usb, finito a cariche e lacrimogeni. O degli ex Gkn, fortemente sensibili alla causa palestinese, all’aeroporto di Firenze il 18 ottobre. In entrambi i casi sono stati esposti vessilli pro Pal.
L’ultima riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza si è tenuto a metà dicembre. E l’indirizzo non sembra cambiato. Anzi, la necessità di una stretta è aumentata, giustificata dal terribile attentato del 15 dicembre a Sidney in occasione della festività ebraica di Hanukkah. D’altronde, che il contenimento dei cosiddetti “antagonisti” sia in cima ai pensieri del governo lo si capisce dalla stessa risposta che il 10 dicembre Piantedosi diede a Zaratti. L’esponente di Avs, infatti, chiedeva conto al ministro di una manifestazione che Forza Nuova voleva svolgere nel quartiere romano multietnico di Tor Pignattara. Il titolare del Viminale però si è concentrato solo su “appartenenti ai vari centri sociali che si connotano come veri e propri professionisti del disordine, capaci di strumentalizzare i temi più divisivi del dibattito pubblico” comeTav, ponte sullo Stretto e “Medio Oriente”. Oltre all’impegno degli agenti nelle “zone rosse”, non mancando di sottolineare che ciò ha permesso di “adottare 891 provvedimenti di allontanamento, di cui 769 a carico di stranieri”.
Sia chiaro: fin qui, a parte in occasioni particolari – come l’anniversario del 7 ottobre e alcune ricorrenze ebraiche – nessuna manifestazione pro Pal è stata vietata dal ministero dell’Interno, come invece accade da tempo in altri paesi europei (tra cui Regno Unito e Francia). Esiste però, come detto, una forte pressione nel limitarli sul campo questi cortei. Di certo non ha aiutato l’autogol degli antagonisti torinesi che il 28 novembre scorso hanno approfittato dello sciopero di categoria dei giornalisti per far irruzione della redazione torinese della Stampa e vandalizzarla. Un attacco grave e ingiustificabile alla libertà d’informazione, in giorni di tensione per l’espulsione comminata da Piantedosi all’imam di Torino, Mohamed Shahin, che nel capoluogo lombardo ha dato nuovo slancio alle “strategie di contenimento”.
In fondo, anche su pressing dei sindacati di polizia, al Viminale non hanno alcuna intenzione di lasciare spazio a chi contesta questa linea dura. E i manifestanti protagonisti degli scontri pagano anche le eventuali lesioni nei confronti dei poliziotti. Come i quattro militanti di Askatasuna indagati a Torino per lesioni personali aggravate in seguito al lancio di oggetti avvenuto il 3 ottobre davanti alla sede di Leonardo: rimasero feriti 6 poliziotti, per contusioni guaribili in 3, 7 e in un caso in 30 giorni.
L’obiettivo del governo dunque resta chiaro: pugno duro nelle manifestazioni, lista degli obiettivi sensibili in aumento, focus di Digos e antiterrorismo su antagonisti e pro Pal. Anche perché crescono le pressioni politiche per far sì che la critica politica a Israele e alle sue politiche militari venga equiparata all’antisemitismo, e dunque a manifestazioni di razzismo etnico e religioso. Su tutte la mai ritirata proposta di legge presentata dal senatore Maurizio Gasparri (Forza Italia) ancora in discussione alla commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama.
(da Il Fatto Quotidiano)

argomento: Politica | Commenta »

OPERAZIONE CLAMOROSA DELL’INTELLIGENCE DI KIEV: GLI UOMINI DEL “GUR” DI KYRILO BUDANOV HANNO INSCENATO L’OMICIDIO DI DENIS KAPUSTIN, CAPO DEI VOLONTARI RUSSI AL FIANCO DELL’ESERCITO UCRAINO, E SONO RIUSCITI ANCHE A FARSI CONSEGNARE LA TAGLIA DA MEZZO MILIONE DI DOLLARI CHE PENDEVA SULLA SUA TESTA

Gennaio 2nd, 2026 Riccardo Fucile

IERI GLI 007 UCRAINI HANNO RIVELATO L’OPERAZIONE: KAPUSTIN ERA STATO DATO PER MORTO A ZAPORIZHZHIA. IN REALTÀ, IL CONTROSPIONAGGIO UCRAINO L’AVEVA SALVATO E SI ERA APPROPRIATO DEI 500MILA DOLLARI

Denis Kapustin, noto come White Rex e comandante del Corpo dei Volontari Russi (RVC), è vivo. A confermarlo è la Direzione principale dell’intelligence del Ministero della Difesa ucraino, che ha svelato il fallimento di un’operazione dei servizi segreti russi volta alla sua eliminazione.
Secondo Kiev, l’intelligence militare ucraina è riuscita a superare in astuzia i servizi di sicurezza di Mosca, salvando la vita di Kapustin e appropriandosi dei 500.000 dollari che la Russia aveva stanziato per finanziare il suo omicidio. I fondi, riferiscono le autorità ucraine, saranno ora utilizzati per rafforzare le capacità dei droni impiegati contro le forze russe.
Il 27 dicembre erano circolate notizie sulla presunta morte di Kapustin al fronte di Zaporizhzhia. “Rapporti preliminari” indicano che sia stato ucciso in un attacco con drone. “Avremo la nostra vendetta, Denis. La tua eredità vive”, aveva scritto il Rvc
in una nota.
In realtà, l’operazione di controspionaggio ucraina — durata oltre un mese — ha permesso non solo di metterlo in salvo, ma anche di identificare i responsabili e gli esecutori del piano all’interno dei servizi speciali russi.
Kapustin, considerato un nemico personale dal presidente russo Vladimir Putin, si trova attualmente in Ucraina ed è pronto a tornare a guidare il Corpo dei Volontari Russi nelle operazioni contro Mosca
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

LA PROTESTA CONTRO LA NOMINA DELLA “BACCHETTA NERA” ALLA FENICE CONTINUA! AL CONCERTO DI CAPODANNO NEL TEATRO VENEZIANO MUSICISTI E CANTANTI DEL CORO INDOSSANO UNA SPILLA DORATA CON UNA CHIAVE DI VIOLINO E UN CUORE, DISTRIBUITA ANCHE AL PUBBLICO ALL’ENTRATA

Gennaio 2nd, 2026 Riccardo Fucile

IL SINDACO DI VENEZIA, BRUGNARO: “L’OBIETTIVO È RIUSCIRE A TROVARE LA PACE”. MA I MUSICISTI: “FACILE PARLARE DI DIALOGO E POI SOTTRARSI AL PIÙ SEMPLICE SALUTO” (BRUGNARO NON È ANDATO A SALUTARE CORO E ORCHESTRA)

Calore sul palco, gelo dietro le quinte. Dieci minuti di applausi per il Concerto di Capodanno del Teatro La Fenice. Per la prima volta in 23 anni il primo cittadino non è andato però, come da tradizione, a salutare coro e orchestra prima dell’evento, dimostrando quanto regni ancora un clima di tensione.
Da fine settembre coro, orchestra e personale tecnico amministrativo della Fenice chiedono la revoca di Beatrice Venezi da direttrice musicale perché il suo profilo professionale è ritenuto non adeguato al ruolo assegnatole.
«L’obiettivo è riuscire a trovare la pace — ha detto il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, giustificando il mancato saluto con l’incontro con il Sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi —. Io sono per dare fiducia ai giovani e per dare un’opportunità a Beatrice Venezi. Dobbiamo cercare di riaprire il dialogo».
Intanto però la protesta silenziosa è andata avanti, simboleggiata dalla spilla dorata (come il colore della Fenice) raffigurante una chiave di violino e un cuore all’interno, distribuita al pubblico all’entrata del Teatro. «Facile parlare di dialogo e poi sottrarsi al più semplice saluto — ha detto il musicista Marco Trentin di
Fials Cisal —. La spilla per noi significa unità nel chiedere la revoca di Venezi e le dimissioni del soprintendente Nicola Colabianchi».
Oltre a coro e orchestra, la spilla si è notata sul frac del direttore d’orchestra Michele Mariotti, al suo debutto al Teatro La Fenice, e sul completo di Federico Mollicone (FdI), presidente della Commissione Cultura della Camera.
Mariotti, prima del gran finale Libiam ne’ lieti calici di Giuseppe Verdi, cantato da Rosa Feola e da Jonathan Tetelman, ha augurato buon anno anche da parte dei «magnifici» coro e orchestra.
Insomma, si cerca la pace, ma per ora non la si trova. «L’obiettivo è portare la Fenice sempre più in alto» ha detto il soprintendente Nicola Colabianchi.
Intanto basterebbe almeno ricominciare a parlarsi.
(da Corriere della Sera)

argomento: Politica | Commenta »

NON UNA PAROLA, NELLA LUNGA DIRETTA SU RAI1 DEL CONCERTO DELLA FENICE DI VENEZIA, È STATA SPESA PER SPIEGARE LA SPILLA GIALLA SUL FRAC DEI LAVORATORI DEL TEATRO, IN PROTESTA CONTRO LA NOMINA DI BEATRICE VENEZI A DIRETTORE MUSICALE

Gennaio 2nd, 2026 Riccardo Fucile

IN COMPENSO, RIPRESO SPESSO E VOLENTIERI IL PALCHETTONE CENTRALE, DOVE SEDEVA UN FORMIDABILE TRIO DI INTELLETTUALI COMPOSTO DAL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA, GIANMARCO MAZZI, DAL SINDACO DI VENEZIA, LUIGI BRUGNARO, E DAL RESPONSABILE CULTURA DI FDI, FEDERICO MOLLICONE, I TRE MANDARINI TIPO PING PANG E PONG CHE SONO FRA I PRINCIPALI RESPONSABILI DEL DISASTROSO AFFAIRE VENEZI

Altro che Tele Meloni. Se il nuovo anno si vede dal Capodanno, allora ci aspetta un 2026 da cinegiornale Luce. La storia è lunga ma non complicata. Si dà il caso che alla Fenice di Venezia, donde la Rai trasmette il suo concerto di Capodanno autarchico in contrapposizione a quello globalista di Vienna, sia in corso una durissima battaglia contro la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale, il più clamoroso e indecente caso di amichettismo musicale della storia italiana recente e forse non solo di questa
Contro una scelta che li umilia, i lavoratori della Fenice si stanno battendo da mesi. Avendo però quella dignità che manca alla controparte, hanno deciso di non far saltare il concerto ma di eseguirlo portando sul frac una spilla gialla dove una chiave di violino si intreccia con un cuore
Bene: non una parola, nella lunga diretta del concerto, è stata spesa per spiegare tutto questo e perché, stranamente, ci fosse quel piccolo ma visibilissimo tondo giallo sul nero dei frac. Gli spettatori di Rai 1, che probabilmente al 99,9 per cento non lo sapevano, magari se lo saranno chiesto. Ma da parte del presentatore ignoto, una voce fuori campo, non una parola: silenzio tombale, censura totale.
In compenso il pubblico in sala è esploso in un’ovazione quando Mariotti ha salutato «i magnifici musicisti alle mie spalle», dato che il pubblico della Fenice è compatto nel sostenere i suoi artisti e la dignità del suo teatro.
Poi, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Quindi sembrava un po’ strano che ogni volta che Mariotti faceva alzare una prima parte dell’orchestra dopo un assolo ben riuscito, la regia inquadrasse subito le care salme in platea. E tuttavia è probabile che in questo caso non fosse dolo ma semplice sciatteria.
In compenso, ripreso spesso e volentieri il palchettone centrale, dove sedeva un formidabile trio di intellettuali composto dal sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi, dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e dal responsabile Cultura di FdI, Federico Mollicone, i tre mandarini tipo Ping Pang e Pong che sono fra i principali responsabili del disastroso affaire Venezi.
Curioso, però: si spellava le mani chi ha dichiarato che le orchestre italiane sono mediocri (Mazzi) o che la Fenice non è un teatro di prestigio internazionale (Brugnaro, che peraltro ne è il presidente).
(da “La Stampa”)

argomento: Politica | Commenta »

COSA È SUCCESSO A CRANS-MONTANA? NELLA DISCOTECA “LE CONSTELLATION” C’È STATO UN COSIDDETTO “FLASHOVER”, UN INCENDIO IN CUI TUTTI I MATERIALI COMBUSTIBILI IN UN LOCALE BRUCIANO ISTANTANEAMENTE E CONTEMPORANEAMENTE

Gennaio 2nd, 2026 Riccardo Fucile

LA COMBUSTIONE INIZIALMENTE È QUASI IMPERCETTIBILE. IL CALORE ACCUMULATO RISCALDA L’AMBIENTE E FA DEGRADARE I MATERIALI COMBUSTIBILI, LIBERANDO GAS INFIAMMABILI CHE SI RACCOLGONO VERSO IL SOFFITTO E AL MINIMO INNESCO POSSONO SCATENARE UNA COMBUSTIONE IMPROVVISA E TOTALE, CHE AVVOLGE TUTTO E NON LASCIA TEMPO NÉ ZONE SICURE DOVE FUGGIRE

Cos’è un flashover?
I video mostrano il locale avvolto in una palla di fuoco e le autorità del Canton Vallese parlano di un flashover. «Si tratta di un termine tecnico. Indica un incendio in cui tutti i materiali combustibili presenti in un locale bruciano istantaneamente e contemporaneamente.
Perché avvenga è necessario che il soffitto raggiunga i 600-650 gradi di temperatura. È una condizione molto particolare, difficile da raggiungere» spiega Giovanni Bellomia, ingegnere e dirigente funzionario dei Vigili del Fuoco a Ragusa, autore di vari manuali di prevenzione antincendio.
Cosa potrebbe averlo innescato?
«Non sempre la combustione produce fiamme visibili: la sigaretta ne è un esempio», spiega Valeria Di Sarli, dirigente di ricerca dell’Istituto di Scienze e Tecnologie per l’Energia e la Mobilità Sostenibili del Cnr.
«Una piccola sorgente di calore, come una candelina scintillante, può innescare una combustione che inizialmente è quasi impercettibile. Il calore accumulato riscalda l’ambiente e fa degradare i materiali combustibili, liberando gas infiammabili.
Questi gas, soprattutto in locali chiusi senza ricambio d’aria, si raccolgono verso il soffitto e al minimo innesco possono scatenare una combustione improvvisa e totale, che avvolge tutto e non lascia tempo né zone sicure dove fuggire: è il flashover. Diversamente da un’esplosione, può produrre fiammate violente, temperature estreme e rompere i vetri per l’eccessivo caloreQuali sono queste precauzioni?
«Arredi, tende, divani. Ogni oggetto deve rispondere a norme precise» spiega l’ingegnere dei Vigili del Fuoco. «Al cinema per esempio ci sediamo su poltrone progettate per non essere incendiabili.
Lo stesso vale per i materassi degli alberghi. Se ci cade una sigaretta, si forma un buco ma non vanno a fuoco. Non ci facciamo attenzione, ma nei locali di pubblico spettacolo si fa molta prevenzione. Spesso a fare la differenza fra un incendio senza vittime e una tragedia è la gestione dell’evacuazione e delle uscite di sicurezza».
La ricostruzione: La scintilla partita dalle candele sulle bottiglie usate per il brindisi
C’è un video, fra i tanti, che racconta quegli istanti: il soffitto prende fuoco come fosse di carta mentre le luci strobo della discoteca continuano a girare, in un assurdo contrasto tra vita e morte.
Anna, Giulia, Alessia e Andrea non riescono a staccare gli occhi dallo smartphone: «Potevamo esserci noi», pensano. Solo che Andrea, dopo aver contattato la proprietaria del locale qualche giorno fa, alla fine ha deciso di organizzare una festa in casa sua.
E allora niente Le Constellation. Non l’altra notte, non per l’ultimo dell’anno. Sono arrivati quando il fuoco aveva già divorato il pub su due piani, col biliardo e le freccette nel seminterrato, il bancone al centro, le pareti in legno, le vetrate all’ingresso. «Non capiamo come sia potuto succedere»
Raccontano, questi ragazzi italiani di 17 anni, che quel «numero» lo avevano già visto la sera prima.
Il 30 dicembre erano stati al bar e anche quella volta due camerieri avevano fatto il loro show: uno sulle spalle dell’altro, e sulle bottiglie di champagne delle candele speciali che brillavano nel buio come fuochi d’artificio.
Sono state queste candele scintillanti a scatenare il fuoco, a incenerire il soffitto di legno e trasformare un luogo di festa di una trappola per ragazzi neppure ventenni? Le autorità svizzere non confermano una versione così netta.
Di certo, però, l’incendio è scoppiato nel piano sotterraneo dal bar e si è esteso in una dinamica da “flashover”, ossia il passaggio repentino da un rogo localizzato a uno generalizzato, con il calore che si accumula sotto il soffitto, i gas di combustione che si diffondono nello spazio e la temperatura che sale molto rapidamente.
Le domande senza risposta sono tante. Così come i punti da chiarire, anche sulla sicurezza. Una «scala angusta», per esempio, era l’unica via d’uscita dal seminterrato del locale, come dichiara in conferenza stampa a Sion il comandante della
polizia vallese, Frederic Gisler.
Le piccole dimensioni dell’uscita hanno contribuito alla gravità del bilancio della tragedia, sottolinea Gisler. «Sono stata anche io in quel locale e posso confermare che la scala che portava nel seminterrato era angusta», ma «le indagini verificheranno se sono stati rispettati gli standard di sicurezza», le parole della procuratrice.
Gabriele, un ragazzo che di recente ha frequentato il bar – come tutti gli adolescenti qui a Crans Montana – dice che al piano di sotto un’uscita d’emergenza c’era ma non era segnalata: «L’abbiamo vista una volta, quando una mia mica si è sentita male ed è stata fatta uscire da lì». Se c’era, nella notte di Capodanno era come se non ci fosse, almeno a giudicare dalle parole degli inquirenti.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.892)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Febbraio 2026 (596)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Febbraio 2026
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    232425262728  
    « Gen    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • “LA LEGGE ELETTORALE? UN’ARMA DI DISTRAZIONE”: ELLY SCHLEIN SI INCAZZA PER “LE IMBOSCATE” DEL MELONIANO DONZELLI E SULLO “STABILICUM” E’ TRANCHANT: “L’ACCELERAZIONE È IL FRUTTO DELLA PREOCCUPAZIONE PER L’ESITO DEL REFERENDUM”
    • ELISOCCORSO PER IL VIAGGIO DI MOGOL DA SANREMO A ROMA, PIANTEDOSI LO GIUSTIFICA COSÌ: “E’ UN MONUMENTO NAZIONALE”
    • PUR DI RIEMPIRE DI MIGRANTI I CENTRI IN ALBANIA, IL GOVERNO HA COMBINATO UN ALTRO PASTICCIO: NELLE ULTIME SETTIMANE 90 PERSONE SONO STATE PORTATE DALL’ITALIA NELLA STRUTTURA DI GJADER, SENZA PROVVEDIMENTI FORMALI NÉ ALCUNA COMUNICAZIONE
    • MA QUALE PUGNO DURO, SULLA SICUREZZA IL GOVERNO È RIMASTO CON UN PUGNO DI MOSCHE: IN TRE ANNI E MEZZO IL GOVERNO HA APPROVATO CINQUE DECRETI PER INASPRIRE LE PENE, CREARE NUOVI REATI E AGGIUNGERE AGGRAVANTI
    • GIORGIA MELONI SI “CUCE” LA LEGGE ELETTORALE ADDOSSO: SECONDO “YOUTREND”, CON LO “STABILICUM” PRESENTATO DALLA MAGGIORANZA IL CENTRODESTRA OTTERREBBE CIRCA 228 SEGGI ALLA CAMERA E 113 AL SENATO, PARI A CIRCA IL 57% DEL TOTALE
    • L’UNICA COSA CHE RIESCE BENE AL GOVERNO MELONI: METTERE NUOVE TASSE. IL MINISTERO DELLA CULTURA, PER TUTELARE IL DIRITTO D’AUTORE, LANCIA L’IMPOSTA SULLA COPIA PRIVATA SUL CLOUD! UN OBBROBRIO UNICO AL MONDO: OGNI UTENTE DOVRÀ PAGARE 0,0003 EURO PER GIGABYTE (2,4 EURO AL MESE), ANCHE QUALORA NON UTILIZZI I SERVIZI DELLA “NUVOLA”
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA