Destra di Popolo.net

I MILITANTI DEL PD IN RIVOLTA DOPO IL VOTO DEL PARTITO CONTRO L’ABOLIZIONE DELLE PROVINCE: “VERGOGNA. UN’ALTRA OCCASIONE PERSA”

Luglio 7th, 2011 Riccardo Fucile

L’ASTENSIONE DETERMINANTE DEL PD HA AFFOSSATO LA LEGGE TAGLIA-PROVINCE…..CENTINAIA DI COMMENTI INFURIATI SUL SITO UFFICIALE: “OGNI VOLTA TROVATE SEMPRE UNA SCUSA PER SALVARE LA CASTA”

Sarà  anche vero, come hanno precisato in queste ore tutti i big del partito, Bersani in testa, che in materia “il Pd ha le sue idee e non va dietro a tirate demagogiche”, ma l’astensione “decisiva” alla Camera sulla legge taglia-province dell’Idv, per i militanti pesa eccome.
Il mancato voto che ha affossato, martedì in Aula, il provvedimento proposto dal partito di Di Pietro ha causato strascichi e malumori non solo interni al partito (vedi lo “smarcamento” del sindaco di Firenze, Matteo Renzi).
Commenti inferociti sul sito. Le tracce più evidenti si trovano sul sito dei Democratici, preso d’assedio da militanti a cui la linea dettata dal capogruppo Franceschini proprio non è andata giù.
Più di trecento commenti hanno invaso a caldo la sezione enti locali.
Con lo stesso filo conduttore: “occasione persa”, “segnale mancato”, “parole a cui non fanno mai seguito i fatti”, stando solo ai post più gentili.
E poco hanno rasserenato gli animi anche le rassicurazioni del responsabile Enti Locali del partito, Davide Zoggia, che online ha pubblicato le motivazioni del no e la proposta del partito per una riforma complessiva in materia (la proposta di Legge Costituzionale N. 4439 presentata il 21 giugno 2011).
Centinaia di commenti anche nella giornata di oggi tanto per far capire che anche i distinguo e le migliori intenzioni in questo caso contano poco.
Parole senza fatti.
“Ogni volta c’è una scusa buona per non mettere mano a nulla”, scrive quasi rassegnato Francesco C., “il paese si sta muovendo e voi rimanete immobili”. “Accidenti a voi…”, si rammarica Federica, “un’altra occasione persa”.
Incredulità  mista a rabbia per molti dei sostenitori.
“Delusione, tristezza, amarezza, questi sono i sentimenti che provo”, elenca Rosaria M., “nell’aver appreso la notizia che vi siete astenuti”.
Ci sono poi quelli che vanno giù duro. “Siete una vergogna per l’Italia, avete dimostrato di far parte della casta”, scrive Stefano S., che arriva ad invocare un passo indietro del segretario.
“Dopo Berlusconi oggi chiedo anche a Bersani di dimettersi perchè è un’offesa ai suoi elettori”. “Ho strappato la tessera Pd, ve la rispedisco con posta prioritaria, spero che altri facciano lo stesso”, è l’auspicio amaro di Sabatino A.
L’insopportabile tatticismo. Tanti i motivi di questa rivolta telematica. C’è chi critica l’aver sostenuto indirettamente il governo, permettendogli di non andare sotto in Aula. Ad altri non va proprio giù che si sia affossato un provvedimento sicuramente “perfettibile” ma visto come un colpo alla “casta” in tempi di austerity per tutti.
Tanti poi sottolineano come si resti prigionieri di un insopportabile “tatticismo”, perdendo lo slancio di amministrative e referendum.
“Ma io veramente non capisco”, è la sintesi sconsolata di Davide B., “a meno di non voler veramente pensar male… Avevate l’occasione per ritrovare la simpatia dell’elettorato, dopo delle votazioni e un referendum che dicono molto sull’umore dei cittadini […] E cosa fate vi astenete? E in più tirate fuori proposte fantasiose quanto fuori luogo, ad un passo dal default? Ormai Berlusconi è finito, ma voi? Di fronte ad una simile cecità  si rimane senza parole: rimangono solo le parolacce!”.
Parolacce che a qualcuno scappano, mentre altri si lamentano di essere stati censurati anche se la maggior parte dei commenti resta ben visibile.
C’è spazio anche per una citazione caustica: “E’ ora di smetterla di star lì a spidocchiare i peluche! Dovete andare a casa tutti, subito”.
Le spiegazioni di Zoggia.
Guarda avanti e punta a riconquistare gli “scontenti”, il responsabile enti locali del partito, Davide Zoggia, che si sta spendendo in prima persona per placare i delusi. “Comprendiamo lo stato d’animo dei cittadini sui costi della politica”, dice Zoggia interpellato da Repubblica. it, “è assolutamente legittimo, ma non stiamo buttando la palla in tribuna. Abbiamo già  presentato una legge costituzionale ma nei prossimi giorni presenteremo anche una riforma complessiva che riguarda Comuni, Province e Regioni. Non è che basta fare un segno con la matita dicendo abolite, anche se sarebbe più facile: dobbiamo creare delle cose che diano dei risultati”.
Sulla reazione della base: “Abbiamo spiegato e stiamo spiegando sul nostro sito e rispondendo alle tante mail che abbiamo ricevuto qual è la posizione del Partito Democratico. Andremo avanti in tempi brevissimi con la nostra proposta”. L’impressione è che si debba fare davvero in fretta.-

Pasquale Notargiacomo
(da “La Repubblica“)

argomento: Costume, denuncia, governo, PD, Politica, Provincia, radici e valori | Commenta »

ABOLIZIONE DELLE PROVINCE, IL PD SALVA PDL E LEGA: COSA VUOL DIRE PREDICARE BENE E RAZZOLARE MALE

Luglio 6th, 2011 Riccardo Fucile

VELTRONI ATTACCA BERSANI: “LA GENTE VUOLE ABBATTERE I COSTI DELLA POLITICA E NOI SALVIAMO IL GOVERNO?”..IDV E TERZO POLO SCHIERATI INSIEME PER ELIMINARE LE PROVINCE…FLI VUOLE LANCIARE UNA PROPOSTA DI INIZIATIVA POPOLARE PER ABOLIRLE

E infine le Province non si toccano.
Ci ha provato Di Pietro ad abolirle con una norma costituzionale che si è affacciata ieri nell’aula della Camera ma che subito uno schieramento ampio di parlamentari – 225 no di Pdl e Lega e 240 astensioni di tutto il Pd e di 43 dissidenti del Pdl, tra cui Lupi e Paniz – ha archiviato.
Eppure gli 83 favorevoli (oltre all’Idv, il Terzo Polo di Casini, Fini e Rutelli), avevano un formidabile argomento al loro arco: battere un colpo contro la casta e gli sprechi politico-istituzionali.
È proprio su questo che Di Pietro si scatena e parla di “traditori”: «Oggi si è verificato il tradimento generalizzato degli impegni e dei programmi elettorali da sinistra e da destra. Tutti hanno fatto a gara nel fare sognare in campagna elettorale gli italiani sul fatto che si sarebbe tagliata la casta eliminando le Province e poi non hanno mantenuto gli impegni».
Ha buon gioco il leader Idv ad accusare: «In aula si è verificata una maggioranza trasversale, la maggioranza della casta».
Usa parole pesanti contro il Pd: «È stato patetico che anche nella coalizione di centrosinistra si sia chiesto un rinvio dopo che da 51 anni si rinvia. La verità  è che c’è una enorme differenza tra le chiacchiere elettorali e i fatti».
Del resto, è sul nodo politico – al di là  delle ragioni di merito – che si spaccano i Democratici.
Dura quattro ore l’assemblea del gruppo Pd per decidere cosa fare. I Democratici hanno un’altra proposta che Gianclaudio Bressa, capogruppo in commissione Affari costituzionali, chiede di fare valere, senza seguire la demagogia dipietrista.
Dario Franceschini, il capogruppo, condivide rischiando di restare in minoranza.
Però il messaggio politico è devastante: a farlo notare è Walter Veltroni. «Non si può in un momento come questo così drammatico per il paese dal punto di vista sociale, in cui i privilegi in primo luogo dei politici, sono insopportabili, non dare un segnale concreto di abbattere i costi della politica, non stare dalla parte del vento che cambia, non essere innovativi», si sfoga l’ex segretario Pd. Poi, aggiunge, di votare con la maggioranza – ovvero un “no” con Pdl e Lega – non se ne parla, è improponibile.
I toni si alzano. «Io non lo farò per nessuna ragione», s’inalbera Sandra Zampa.
Lo schieramento democratico che voterebbe con Di Pietro è ampio: va dal vice capogruppo Michele Ventura a Pier Luigi Castagnetti passando per Ugo Sposetti fino a Paola Concia («Bisognava lavorare con Di Pietro»), Pier Paolo Beretta («Non si può parlare alla pancia sui costi della politica e poi diventare razionali sulle Province») e Beppe Fioroni.
Walter Verini, veltroniano, sostiene che «si è sottovalutato il danno».
Pure Rosy Bindi preferirebbe nettezza, poi comunque apprezza l’astensione sofferta. Enrico Letta loda Veltroni: «Bravo, bel discorso».
Bersani il segretario Pd, a cose fatte, cerca di riprendere il filo concreto delle cose: «Vanno ridotte ma va detto come si fa». Perchè la decostituzionalizzazione di Di Pietro creerebbe il caos.
Stesso sentire di Franceschini che nell’astensione vede il modo di non spaccare il partito.
Che spaccato però è.
Casini e i centristi rincarano: «Avevamo un’occasione d’oro per tagliare le Province. Invece è stata sprecata per colpa della maggioranza e anche del Pd».
A rilanciare sono i finiani con una legge di iniziativa popolare.
Italo Bocchino il vice presidente di Fli, lancia l’appello online (www. aboliamole. it) sul sito del partito.
La Lega annaspa e Reguzzoni, il capogruppo lumbà rd, sposta la mira: «Aboliamo i prefetti».

argomento: Berlusconi, Bossi, Costume, denuncia, governo, la casta, LegaNord, Parlamento, PD, Politica, Provincia, radici e valori | Commenta »

PAVIA: “IL SERVIZIO AGLI ITALIANI” DEL PDL LO GESTISCE L’AMICO DEI BOSS

Maggio 8th, 2011 Riccardo Fucile

IL   PATRONATO CREATO DALLA BAMBRILLA, UNA SORTA DI CAF AZZURRO, AFFIDATO A PAVIA A DANTE LABATE, CONS. COM. PDL, INTERCETTATO MENTRE TIENE CONTATTI CON PERSONAGGI DELLE COSCHE

Il Caf creato dal ministro del Turismo apre due sedi nella città  lombarda.
A gestirlo Dante Labate, consigliere comunale azzurro, più volte intercettato mentre parla al telefono con i referenti delle cosche in Lombardia
Il presidente onorario è Silvio Berlusconi.
La sua funzione, quella del classico patronato: “sviluppare ed estendere — come recita lo slogan — il concetto di assistenza al cittadino e all’impresa, offrendo soluzioni concrete a problemi quotidiani, dal settore previdenziale a quello fiscale, dalla formazione al lavoro, alla difesa dei consumatori”. Insomma, “Pdl, al servizio degli italiani” è una specie di Caf azzurro, nato sotto l’egida di B. ma affidato in provincia a figure di partito con uno spiccato radicamento territoriale.
E a volte chiacchierate.
A Pavia l’associazione “al servizio degli italiani” arriverà  per iniziativa dell’attuale consigliere comunale, naturalmente in quota Pdl, Dante Labate. Ribattezzato sui blog che si occupano di notizie politiche pavesi, “l’iper-intercettato”, Labate ha riempito molte parti dei documenti riguardanti l’ultima grande operazione anti-‘ndrangheta effettuata in Lombardia, la “Infinito”. Spesso era al telefono con Carlo Chiriaco, il direttore sanitario dell’Asl che si vantava di essere tra i capi della ‘ndrangheta a Pavia; e con Pino Neri, il referente per le cosche nella regione motore economico del paese, dopo la morte del grande capo Carmelo Novella.
Labate non è indagato, ma stando alle indagini della distrettuale antimafia di Milano viene, suo malgrado, tirato in ballo da Chiriaco, “colui che si pone — scrivono i magistrati — come mediatore tra il mondo politico pavese e alti esponenti di ‘ndrangheta”.
Labate prosegue però la sua carriera tra le fila del Pdl.
Oltre a mantenere la carica in consiglio comunale, fa parte del direttivo dell’Aler di Pavia, l’ente che gestisce gli alloggi popolari.
Le recenti cronache, poi, riportano la sua partecipazione alla convention romana in cui l’associazione di patronato è stata costituita, alla presenza di Berlusconi e del ministro Michela Vittoria Brambilla.
A quest’ultima il compito di occuparsi dell’organizzazione pratica della struttura.
A Pavia sono previste due sedi, tutte nel centro della città : in piazzale Nenni e in corso Manzoni.
Labate s’è sempre detto sereno e minimamente preoccupato di fronte alle indagini della Boccassini e a quanto trapelato su giornali.
Del resto, altri componenti della sua famiglia sono finiti nel tritacarne della magistratura.
Suo fratello Massimo, anch’egli consigliere comunale ma a Reggio Calabria — città  d’origine della famiglia Labate — nel 2007 è stato addirittura arrestato per concorso esterno.
Ma nel 2010 il processo lo ha riconosciuto innocente e quindi assolto.
Nel febbraio di quello stesso anno Dante Labate commenta l’accaduto nientemeno che con Pino Neri: “Perchè c’è un assurdo logico e giuridico in tutti i campi…ma no…ma io me lo auguro…ed è una piena rivalutazione da un punto di vista… perchè se lo merita e glielo devono tutti…tutto l’ambiente…”.
L’oggetto era naturalmente il reintegro del fratello sulla scena politica e sociale.
Massimo Labate è stato consigliere comunale per Alleanza nazionale nella giunta di Giuseppe Scopelliti, prima che lo stesso diventasse Presidente della Regione Calabria.
Proprio Scopelliti sarà  a Pavia il prossimo 3 giugno a inaugurare i due centri “al servizio degli italiani”.
Labate li gestirà  assieme ai colleghi di consiglio, Giuseppe Arcuri, Carlo Conti e Valerio Gimiliano.
Con loro tre minacciò l’uscita dal partito lo scorso novembre, per dei dissidi intestini che paiono rientrati.
Il Pdl pavese, infatti, ha dovuto trovare a tutti i costi coesione in vista delle prossime votazioni, in programma il 15 e 16 maggio, per il rinnovo della Provincia.
Sui movimenti politici in previsione di quella scadenza, l’antimafia milanese si è abbattuta come uno tsunami.
Giancarlo Abelli e Giovanni Alpeggiani, pdl ed entrambi citati nell’inchiesta Infinito (non indagati), hanno mollato Vittorio Poma, l’attuale presidente, colui che avrebbe volentieri replicato il suo mandato.
Ma la Lega ne ha preteso la testa, per le dimissioni a cui costrinse Angelo Ciocca, consigliere regionale e assessore in provincia, fotografato assieme a Pino Neri.
Sarà  Ruggero Invernizzi il candidato del centro destra.
Poma lo osteggerà  come leader del terzo polo, appoggiato pure da “Rinnovare Pavia” di Enrico Filippi, altro nome citato da Chiriaco ma non penalmente rilevante.

argomento: Berlusconi, Costume, denuncia, Giustizia, governo, LegaNord, mafia, PdL, Politica, Provincia, radici e valori | Commenta »

GALLI, LEGHISTA E BANCHIERE PARIGINO PER CASO

Maggio 3rd, 2011 Riccardo Fucile

PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI VARESE, SIEDE NEL CDA DELLA FINANCIERE FIDERAUM DI PARIGI… COME CI SIA ARRIVATO SENZA COMPETENZE SPECIFICHE NON LO DICE, MA L’ARTICOLO CHE GLI HA DEDICATO “IL FATTO” NON E’ STATO INSERITO DALLA BANCA NELLA RASSEGNA STAMPA… E SPUNTA ANCHE LA NOMINA NEL CDA DI FINMECCANICA

“E allora, qual è il problema?”, ribatteva il leghista Dario Galli quando il Fatto Quotidiano, due settimane fa, gli ha chiesto del suo incarico di amministratore della Financière Fideuram di Parigi.
Già , qual è il problema se il presidente della provincia di Varese, ex deputato e poi senatore del partito di Bossi, si è visto assegnare una poltrona da banchiere all’estero e per di più da un grande gruppo come Intesa?
Proprio lui, ingegnere e piccolo imprenditore senza nessuna esperienza specifica in campo bancario.
Qualche problema, però, ci deve essere se, come rivela un comunicato del sindacato Fisac Cgil, Banca Fideuram ha scelto di censurare l’articolo del Fatto Quotidiano nella rassegna stampa che ogni giorno viene diffusa tra i dipendenti dell’istituto milanese.
Chissà , forse non era esattamente motivo d’orgoglio far sapere in giro che la banca si affida a un politico leghista mentre sbandiera merito e competenza come unici criteri per nomine ed incarichi.
Galli, 53 anni, sostiene invece che l’incarico a Parigi gli serve per capire come vanno le cose nel mondo del credito. Insomma, sarebbe una specie di stage. Uno stage retribuito, però.
In un anno l’inesperto banchiere riceve 10 mila euro per partecipare a sole quattro riunioni del consiglio di amministrazione, con tanto di viaggio pagato fino alla magnifica Place Vendome, dove ha sede Financiere Fideuram.
Insomma “i leghisti, legati al territorio, che aspirano alla secessione dall’Italia non disdegnano però una poltrona, addirittura in terra transalpina”, commenta il comunicato della Fisac.
Galli, a dire il vero, ha conquistato un posto di prestigio anche in Italia.
E questa volta la nomina è pubblica, perchè il presidente della provincia di Varese fa parte del consiglio di amministrazione di Finmeccanica, il grande gruppo di Stato (quotato in Borsa) che produce aerei, armi, treni e sistemi di comunicazione.
Lì però la scelta si spiega con la logica della lottizzazione partitica: incarico a un leghista, per di più espressione di un territorio dove Finmeccanica è presente con numerosi e importanti impianti.
Quando il Fatto Quotidiano gli ha chiesto di raccontare come era arrivato ad accomodarsi al vertice della banca parigina, Galli è rimasto nel vago. “Non posso spiegare esattamente”, ha replicato.
L’ex parlamentare è l’unico consigliere senza un’esperienza specifica in campo bancario.
Gli altri quattro amministratori di Financiere Fideuram sono tutti funzionari del gruppo Intesa.
Tocca a loro governare quella che a prima vista sembra una scatola gonfia di perdite. In bilancio ci sono oltre 70 milioni di passività  legate agli esercizi 2007 e 2008, chiusi in profondo rosso. Insomma per Galli, banchiere per caso, c’è molto da fare.
E da imparare.

argomento: Bossi, Costume, la casta, LegaNord, Politica, Provincia, radici e valori | Commenta »

CON IL DECRETO MILLE POLTRONE LA CASTA AUMENTA ASSESSORI E CONSIGLIERI A ROMA E MILANO

Marzo 27th, 2011 Riccardo Fucile

INSERITO DI SOPPIATTO NEL TESTO L’AUMENTO DEGLI ASSESSORI DA 12 a 15   E DEI CONSIGLIERI Da 48 a 60… INVECE CHE ABOLIRE LE PROVINCE, NE CREANO TRE NUOVE…I COSTI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO RADDOPPIANO

Il decreto “Millepoltrone”, inserito di soppiatto nel testo di governo che ripristina i fondi del Fus, cancella l’aumento dei biglietti del cinema, e aumenta il costo della benzina, consentirà  alle giunte comunali di Roma e Milano di creare tre poltrone in più da assessore (diventeranno 15 più il sindaco) e altre dodici da consigliere comunale (dovevano ridursi a 48, sono tornati 60).
È l’ultimo regalo (non ancora perfezionato vista la contrarietà  già  manifestata dal Colle sia per i decreti omnibus che non hanno necessità  e urgenza sia per la norma in questione, già  infilata e poi ritirata dal milleproroghe proprio su pressione di Napolitano) che la politica si concede mentre continua ad affermare che la cinghia la devono tirare tutti, politici compresi.
Rigore, trasparenza, tagli. Quando viene presentato un qualunque bilancio di un organo dello Stato sono questi i termini che vengono adoperati . Nell’annunciare che per il 2011 la Camera dei Deputati avrebbe speso la cifra record di 1.106.340.178,86 euro, si è adoperata la formula: “Si risparmia lo 0,98% rispetto all’anno prima”.
Che è una dicitura anomala se si pensa che nell’arco del 2009 la spesa effettiva di Montecitorio era stata di 1.054 milioni di euro.
Si è risparmiato, insomma, spendendo 52 milioni di euro in più.
Certo, c’è l’inflazione, ma non si comprende come questo affannarsi sui tagli, alla fine non produca risultati in termini reali.
È lo stesso per il Senato dove gli sbandierati tagli di “35 milioni” con i mille euro in meno al mese per le competenze accessorie dei Senatori e alcune formule di risparmio sui 981 dipendenti di Palazzo Madama, non si vedono nel calderone complessivo che ammonta sempre a 594 milioni di euro, contro i 421 del 2001.
Non fa meglio la Presidenza del Consiglio, che l’anno scorso, mentre continuava a parlare di crisi economica, è riuscita a spendere il doppio di quanto immaginato per il solo funzionamento (617 milioni contro i 363 previsti), facendo anche peggio nella spesa complessiva (con un aggravio di spesa di oltre un miliardo e mezzo di euro).
Alcuni casi eclatanti riguardano le promesse elettorali.
Pensiamo ai famosi “enti inutili” che di quanto in quanto sono oggetto di sforbiciate mediatiche tranne poi conservarsi uguali a sè stessi.
Chi si ricorda della cancellazione delle Province?
Anche loro erano finite nel calderone degli enti non fondamentali: tagliare, razionalizzare, spostare competenze.
Mentre ci si decideva sul da farsi, di province ne sono nate altre tre: quella di Monza-Brianza, quella di Fermo, e quella di Bat, acronimo che racchiude i territori pugliesi di Barletta, Andria e Trani. Giusto da ieri, con decreto della Presidenza della Repubblica, le tre nuove Province sono state dotate di tre nuove Prefetture.
Per essere “enti inutili” crescono bene.
Ma non è l’unico caso.
Una delle moltiplicazioni della rappresentanza politica ha creato in un breve volgere di anni la mutazione delle vecchie “circoscrizioni” (organi prettamente amministrativi) in organi politici territoriali.
Ne sono nate nelle grandi città  come Roma e Milano, ma poi si sono estese a una larga fetta del territorio nazionale, tanto che nella finanziaria 2009 si era pensato di “limitarne” la presenza alle sole città  con oltre 250mila abitanti.
Il risultato è stato un “Comitato Nazionale Circoscrizioni” che ha chiesto deroghe più o meno locali.
Così, Forlì, che ha poco meno di 120mila abitanti, dalle amministrative del 2009 è amministrata da un sindaco, da una giunta, da un consiglio comunale, e dalle sue tre circoscrizioni che contano altri 20 consiglieri circoscrizionali ciascuna.
Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti aveva usato l’accetta, azzerando i compensi dei consiglieri e gettando nel panico una classe amministrativa che con una certa enfasi si era autodefinita, a Roma, degli “straccioni della politica”.
Adesso, con apposito decreto (è lo stesso del Fus, dei biglietti del cinema e della benzina) anche i consiglieri municipali di Roma riotterranno le loro spettanze.
Ma a quanto ammontano?
Oltre al gettone di presenza e al rimborso per le ore di lavoro mancate, la cifra per ciascuno è poco sopra i mille euro al mese.
La circostanza bizzarra è che quei 20-30mila euro al mese per il mantenimento dei consigli municipali a volte coincide con i 20-30mila euro mensilmente spesi per le attività  che la stessa circoscrizione dovrebbe fornire ai cittadini.
È un po’ come se, arrivati i soldi dello Stato, si decidesse di fare a metà : metà  ai residenti, metà  ai consiglieri.

argomento: Berlusconi, Comune, Costume, economia, governo, la casta, LegaNord, Milano, Politica, Provincia, radici e valori, Roma, sprechi | Commenta »

MAFIA, AFFARI E POLITICA IN LOMBARDIA, 35 ARRESTI: CAMPAGNE ELETTORALI ORGANIZZATE E SEGUITE DAI BOSS

Marzo 15th, 2011 Riccardo Fucile

LE TELEFONATE TRA LELE MORA E I BOSS…IL CONTROLLO DEI LOCALI NOTTURNI E DELLA DISTRIBUZIONE DELLA TNT… GLI APPOGGI ELETTORALI A CERTI CANDIDATI, UN BOSS SOCIO DEL TESORIERE LOMBARDO DEL PDL, AVVOCATO DI MORA E RUBY

Campagne elettorali organizzate e seguite dai boss.
Il controllo dei locali notturni, della distribuzione della Tnt (ex Traco) e soprattutto continue telefonate tra Paolo Martino, il capobastone inviato dalle ‘ndrine in Lombardia per gestire i business più importanti, e Lele Mora (non indagato), il manager accusato di sfruttamento della prostituzione per aver portato decine di ragazze ad Arcore.
Sono alcuni degli aspetti evidenziati dalla nuova inchiesta su mafia politica e affari al nord che questa mattina mattina ha fatto scattare le manette ai polsi di 35 persone.
Tutti uomini che avevano avevano come punti di riferimento i tre boss Pepè Flachi, Paolo Martino e Giuseppe Romeo.
L’operazione   è stata condotta dal nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano, dei Carabinieri del Ros, in collaborazione con la Polizia locale. E sono stati sequestrati anche beni per due milioni di euro.
Le ordinanze di custodia cautelare sono state disposte dal gip Giuseppe Gennari su richiesta della dda milanese.
Gli arrestati sono indagati per associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, minacce, smaltimento illecito di rifiuti e spaccio di sostanze stupefacenti.
L’operazione è coordinata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini, insieme ai pm Alessandra Dolci, Paolo Storari e Galileo Proietto.
E spiega bene anche perchè proprio Ilda Boccassini si sia occupata del caso Ruby, la minorenne marocchina che, secondo l’accusa, si è prostituita con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Il boss Martino, secondo gli investigatori, era di fatto socio di Luca Giuliante (non indagato), tesoriere del Pdl lombardo, avvocato di Mora, del presidente della regione, Roberto Formigoni e anche di Karima El Mahroug, meglio conosciuta come Ruby Rubacuori.
Agli atti ci sono telefonate in cui Giuliante si occupa di una gara d’appalto a cui era interessata la   famiglia di costruttori calabresi Mucciola.
Dalle carte emerge una spaventosa capacità  dell’organizzazione criminale d’infiltrarsi nelle realtà  economiche e politiche milanesi.
Secondo gli investigatori la famiglia del celebre boss Pepè Flachi avrebbe seguito l’ultima campagna elettorale del consigliere regionale Pdl Antonella Majolo, sorella delle più celebre Tiziana, già  assessore comunale a Milano.
Giuliante racconta al cronista de Il Giornale la sua versione sui contenuti delle sue telefonate con Paolo Martino: ”E’ un episodio, se ben ricordo, che risale a due anni fa. Questo Martino mi venne presentato da Lele Mora, che era in contatto con lui per l’organizzazione di alcune serate in Calabria. All’epoca facevo parte della commissione aggiudicatrice di un appalto per l’allargamento del Pio Albergo Trivulzio. Martino mi venne a trovare chiedendomi se potevo fare qualcosa per agevolare una azienda a lui vicina. Io lo ricevetti e con estrema cortesia gli spiegai che non potevo fare assolutamente nulla, anche perchè la gara d’appalto era già  stata chiusa”.
La ‘Ndrangheta gestiva anche i servizi di distribuzione per la Lombardia della Tnt (ex Traco), società  che si occupa anche della consegna di pacchi e posta. Secondo il provvedimento del giudice, la Tnt aveva dato in subappalto a consorzi e cooperative di trasporto (con proprietà  dei camion) i servizi di recapito di plichi. Ed è proprio di questi servizi che la ‘Ndrangheta avrebbe assunto il controllo, secondo l’inchiesta della dda, da almeno due anni; anche se da alcune intercettazioni tra Pepe Flachi con il figlio emerge che la criminalità  organizzata ha infiltrazioni da almeno un ventennio nella società  di spedizione e consegne pacchi in Lombardia.
Le riunioni tra Martino e la famiglia Flachi avvenivano in un ufficio dell’istituto ortopedico Galeazzi, dove due capisala calabresi si preoccupavano che i vertici di mafia avvenissero lontano da occhi indiscreti.

(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: Costume, criminalità, denuncia, Giustizia, governo, mafia, Milano, PdL, Politica, Provincia, radici e valori | Commenta »

CONCORSI BEFFA: “DESTRA DI POPOLO” BATTE IN TRIBUNALE IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI GENOVA

Marzo 7th, 2011 Riccardo Fucile

REO DI AVER DENUNCIATO LE INCONGRUENZE DI CONCORSI PUBBLICI DI CUI ERANO GIA’ NOTI, ALL’INTERNO DELL’ENTE, I VINCITORI ANCOR PRIMA DELL’ESITO DELLA PROVA, INDOVINANDO QUATTRO NOMI DI VINCITORI SU SEI, IL   NOSTRO DIRETTORE ERA STATO CITATO IN SEDE CIVILE PER DIFFAMAZIONE E DANNI ALL’IMMAGINE DELLA PROVINCIA DI GENOVA DAL PRESIDENTE REPETTO…IL TRIBUNALE HA   DECISO: NON ESISTE REATO DA PARTE DI FUCILE NE’ NEL MERITO, NE’ IN TERMINI DI DIRITTO

Quando Davide batte Golia: potrebbe essere l’immagine adatta per focalizzare questa vicenda.
Da una parte un sito coraggioso, tanti dipendenti della Provincia di Genova che ci segnalano fatti circostanziati, nomi, vicende, un politico (il nostro direttore) che non ha paura di metterci la faccia e riportare le segnalazioni, pur mantenendo la riservatezza sui nomi.
Nella speranza che qualcuno dall’alto intervenga per porre fine a una   serie di concorsi beffa.
Ne parla la stampa cittadina, ma non interviene nessuna autorità  preposta a dare spiegazioni e a ristabilire la trasparenza necessaria a concorsi che vedono partecipare centinaia di ragazzi e ragazze genovesi nella illusione di avere qualche chance di   poter trovare occupazione.
Tace la patetica finta opposizione di centrodestra   in Provincia, tacciono le autorità  preposte al controllo di legittimità  sulle denunce pervenute dall’interno dell’Ente, non tace la Giunta provinciale e il suo presidente Repetto.
Che, invece che nominare una commissione interna per verificare se i concorsi si sia svolti o meno in maniera consona ai regolamenti, pensano bene di citarci davanti al tribunale civile per “danni all’immagine” e diffamazione.
Un tipica operazione di “intimidazione” come denunciato in aula dal nostro legale, avv. Graziano Lercari.
Lo stesso sistema usato da altri politici del Pdl a livello nazionale contro la libera stampa, viene usato a Genova dal Pd (che pur firmava a livello nazionale appelli nei confronti di chi aveva chiesto i danni all’Unità ) contro chi ha osato sollevare il tappeto, scoperchiando la polvere annidata sotto.
E mentre partiva la caccia ai nostri presunti informatori interni in Provincia, Golia-Repetto, coi soldi pubblici, si pagava la causa contro di noi, piccoli Davide.
Neanche il decoro di pagarsela di tasca propria.
Ma a differenza di chi strepita contro la magistratura, noi non ci siamo mai lamentati, conosciamo bene le pressioni che il potere sa esercitare contro chi disturba i manovratori.
Noi abbiamo fiducia e rispetto nelle istituzioni del nostro Paese, non siamo fuggiti dal “giudice naturale”, ci siamo difesi, dimostrando la nostra correttezza.
Il tribunale ci ha   dato ragione nel merito dei fatti e in punta di diritto, respingendo la richiesta della Provincia di Genova.
Quando avremo la motivazione della sentenza la pubblicheremo, per noi il caso è chiuso, per altri (dal Pdl genovese al latitante Brunetta) non è mai iniziato.
Abbiamo solo cercato di difendere il diritto di un migliaio di ragazzi e ragazze genovesi a non essere presi per i fondelli quando si presentano a sostenere un concorso pubblico.
Qualcuno forse dovrebbe chiederci scusa?
Non ci saranno scuse, tranquilli, non è nel loro Dna, cosi come il rassegnare le dimissioni per aver perseguito chi segnalava anomalie, invece che indagare su chi le aveva generate.
Questa è la politica in Italia.
In altri Paesi avrebbero subito convocato chi denunciava tali evidenti anomalie concorsuali per vederci chiaro e per ristabilire la legalità  e la dignità  dell’Ente.
Da noi invece si denuncia solo chi osa fare segnalazioni e magari si invita a pranzo qualche giornalista per indurlo a “soprassedere” sulla vicenda.
Questa è la “vostra politica”.
Spiacenti noi siamo diversi.
E tosti più che mai.

argomento: denuncia, destradipopolo, Genova, Giustizia, Provincia, radici e valori, Repetto | 3 commenti presenti »

FINI A TREMONTI: “PRIVATIZZAZIONI, TAGLIO DELLE PROVINCE E DEGLI ENTI INUTILI, LIBERALIZZAZIONI: A QUANDO I FATTI?”

Gennaio 13th, 2011 Riccardo Fucile

DOPO LA LETTERA DI TREMONTI AL “CORRIERE DELLA SERA”, FINI RICORDA CHE “PRIVATIZZAZIONI E TAGLI DEGLI ENTI INUTILI SI POSSONO FARE SUBITO E A COSTO ZERO”…”IL GOVERNO PREDICA RIFORME LIBERALI, MA NON LE FA: OCCORRONO FATTI NON PAROLE”

«La discussione aperta prima da Piero Ostellino e poi da Giulio Tremonti sul Corriere della Sera, ha di certo il merito di puntare al cuore dei problemi e delle prospettive dell’Italia: a partire dalla capacità  competitiva, da difendere ma soprattutto da rilanciare, della nostra economia».
Gianfranco Fini risponde, con un editoriale sul Secolo, alla lettera del ministro dell’Economia pubblicata martedì sul nostro giornale.
«La mancata risposta su questi temi – osserva Fini – al netto del clamore della polemica, è una delle ragioni della presa di distanza di Futuro e libertà  dal governo e anche uno dei nodi da cui dipende il destino della legislatura in corso».
Il presidente della Camera pensa però «come Tremonti, che non sia tempo di cercare le colpe della situazione presente. È tempo di cambiarla».
Una riforma dell’art. 41 della Costituzione «è oggi assolutamente opportuna», concorda Fini con Tremonti, ma aggiungendo che «al di là  della “riforma liberale” che il Pdl ha predicato senza praticarla in questi lustri, il dibattito politico ha bisogno di un salto di qualità ».
«Sarei insincero – prosegue il leader di Fli – se non aggiungessi però che il miglior viatico per questa riforma apparentemente minima ma profonda, sarebbe quello di comportamenti corretti in primis da parte del governo e del legislatore. Si può fare molto anche a Costituzione invariata».
E allora Fini si chiede: «perchè non riprendere il processo interrotto delle privatizzazioni per ridurre il debito, punto dimenticato del programma elettorale del centrodestra? La riduzione del debito pubblico – ragiona la terza carica dello Stato – è la vera politica per i giovani: se non interveniamo drasticamente, i debiti di oggi saranno le tasse di domani».
«Perchè – chiede ancora Fini – non ridurre drasticamente il peso e il costo dello Stato e della politica, abolendo le province inutili, accorpando comuni ed enti strumentali e dismettendo le partecipazioni pubbliche nelle vecchie municipalizzate?».
Per il leader di Fli andrebbe anche valutata l’ipotesi di una privatizzazione della Rai, «non per svenderla» ma per evitarle un declino sul modello della «vecchia» Alitalia.
E sul piano delle proposte, l’inquilino di Montecitorio suggerisce ancora: «Il governo potrebbe finalmente presentare – già  con discreto ritardo, rispetto ai termini previsti – la legge annuale sulla concorrenza. Al fine di abbattere le barriere di accesso ai mercati e alle professioni».
«Sul piano locale, si dovrebbe dare concreta attuazione al decreto Ronchi sulla liberalizzazione della gestione dei servizi pubblici locali. Sono tutte riforme a costo zero. Che ne pensa il ministro Tremonti?».

argomento: Berlusconi, Costume, denuncia, economia, emergenza, Fini, Futuro e Libertà, governo, PdL, Politica, Provincia, sprechi | Commenta »

A BELLUNO NON PIACE LA PADANIA: E LA PROVINCIA CHIEDE LA SECESSIONE

Gennaio 13th, 2011 Riccardo Fucile

BELLUNO CHIEDE L’ANNESSIONE AL TRENTINO: UN DURO COLPO PER LA LEGA E IL FEDERALISMO…DOPO AVER PREDICATO TANTO LA SECESSIONE, ORA I LEGHISTI SE LA TROVANO IN CASA… E CALDEROLI ADESSO NON VUOLE IL REFERENDUM

Oltre 17mila firme costringono la giunta della provincia a pronunciarsi a favore del referendum.
Un duro colpo per la Lega e per il federalismo fiscale
Purchè secessione sia.
Un’intera provincia, quella di Belluno, tra le più leghiste d’Italia col 35 per cento di consensi per il Carroccio, chiede di traslocare dal Veneto al Trentino Alto Adige.
Oltre 17.000 firme hanno costretto la giunta provinciale a pronunciarsi a favore del referendum, creando una pericolosa frattura all’interno della Lega nord che, al momento di votare, si è spaccata.
In barba al capo, Umberto Bossi, quello del federalismo o morte, i leghisti del profondo nord chiedono la secessione, e questa volta dal nord.
Una corsa ai denari di cui possono godere province e regioni autonome?
Ovvio che sì.
Se la Lega crede nel federalismo fiscale, i leghisti dimostrano di trovarlo uno spauracchio.
E puntano a quelle autonomie che i soldi li hanno già  garantiti.
La richiesta, unica, di una provincia intera che chiede il trasferimento, è motivata anche da una specificità  molto più simile a quella del Trentino Alto Adige che al Veneto, uniti da quel patrimonio che sono le Dolomiti.
Ma alla base resta la voglia di autodeterminarsi, lontani da Venezia e dal Veneto, e di non sopportare più i tagli, le poche risorse al turismo, il meno 25 per cento alla sanità  in montagna, la chiusura dell’università  di Feltre.
Così, insieme ad altri 500 comuni di confine, quasi tutti a maggioranza leghista, Belluno e la sua provincia dicono addio alla linea di Bossi, fino a oggi mai contraddetto, neppure sulle piccole questioni, pena l’espulsione, come avvenne qualche anno fa per Donato Manfroi e Paolo Bampo, parlamentari leghisti della prima ora, solo per citare le più eclatanti.
E non è che il senatur non si fosse pronunciato sull’argomento.
Alla cena degli ossi, incalzato dai cronisti del Corriere delle Alpi, aveva detto: “L’autonomia è difficile, ma stiamo cercando di darvi un po’ di soldi in più, di aiutarvi, perchè lo sappiamo cosa succede quanto si fa fatica e si vedono vicini che stanno bene come le province di Trento e Bolzano. Però dobbiamo portare a casa il federalismo fiscale, questa è la linea della Lega. E vedrete che le cose cambieranno”.
Più o meno la risposta data da Luca Zaia, il presidente della Regione Veneto, in un primo quasi ironico nei confronti degli autonomisti, ma che ieri è stato costretto ad abbassare i toni: “Pensiamo al federalismo, quella è la nostra strada”.
Più esplicito ancora era stato il ministro Roberto Calderoli: ”Il referendum? Cos’è ‘sta roba? Non se ne parla nemmeno. Con la riforma federalista, tutte le Province e le Regioni diventeranno speciali, autonome, quindi non c’è alcun bisogno di questa fuga in avanti. Sarà  in questo modo che risponderemo alle attese dei bellunesi”.
Ma da oggi la Lega dovrà  fare i conti con la linea secessionista di uno dei suoi territori più cari e che forse aveva sottovalutato: con ventuno voti favorevoli (di cui uno “tecnico” del leghista Cesare Rizzi) e due contrari (Renza Buzzo Piazzetta e Gino Mondin, Lega) il Consiglio provinciale di Belluno ha approvato la richiesta di dare avvio all’iter per il referendum.
Un referendum che dovrebbe portare, nelle intenzioni del Comitato e delle 17.500 persone che hanno firmato, al distacco della Provincia dalla Regione Veneto e alla aggregazione al Trentino Alto Adige.
Nelle tre ore di discussione, seguite in diretta dalle tv locali, i consiglieri provinciali hanno parlato dei problemi del Bellunese: dallo spopolamento al disagio di vivere in montagna, alle disparità  economiche che ci sono sono con i vicini del Trentino Alto Adige.
Ma cosa accadrà  adesso dal punto di vista formale?
Quello referendario è uno slogan o una possibilità  concreta?
Intanto la Provincia di Belluno dovrà  avviare l’iter, inviando il pronunciamento dell’assemblea al ministero dell’Interno con la richiesta di indizione del referendum, in teoria entro sei mesi.
Un referendum che, anche se previsto dall’articolo 132 della Costituzione, non si è mai svolto in questi termini.
Il ministro poi dovrebbe trasferire il plico alla Cassazione, che verificherebbe l’ammissibilità  del quesito e, se la risposta fosse positiva, un decreto del presidente della Repubblica indirrebbe il referendum nel giorno ritenuto più opportuno.
Ma è ma molto probabile che le eccezioni vengano fatte sul nascere e che il referendum resterà  solo una dimostrazione. Forte, ma pur sempre una dimostrazione politica che non avrebbe esito concreto.
Una grana, soprattutto per la Lega.
Già , perchè a Belluno vanno aggiunti gli altri 500 e passa Comuni, riuniti sotto la sigla dell’Asscomiconf, l’associazione dei Comuni di confine, che vogliono cambiare casa: chi sta in Veneto chiede l’Alto Adige, il Trentino o il Friuli Venezia Giulia, chi è in Piemonte in Lombardia vuole la Valle d’Aosta. E così via.
Una secessione nelle roccaforti del partito che un’altra secessione, quella dal sud del Paese, l’ha predicata fin troppo.
Fino a trovarsela, oggi, come un problema interno.

Emiliano Liuzzi
(da “il Fatto Quotidiano“)

argomento: Bossi, denuncia, economia, elezioni, federalismo, governo, LegaNord, Politica, Provincia, radici e valori, Regione | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.121)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Marzo 2026 (208)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Marzo 2026
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  
    « Feb    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • QUALE SARÀ MAI IL PAESE CHE PAGHERÀ PIÙ DI TUTTI LO CHOC SUI MERCATI ENERGETICI? OVVIAMENTE L’ITALIA! RISCHIAMO UN 1% E PASSA DI INFLAZIONE AGGIUNTIVA DA PETROLIO A FINE ANNO, CONTRO UNO 0,5% IN PIÙ DI MEDIA PER L’AREA EURO
    • UN GOVERNO TENUTO AL GUINZAGLIO DALLA “ZARINA”: GIUSI BARTOLOZZI: SPARA UNA GAFFE VERGOGNOSA (“VOTATE SÌ E CI TOGLIAMO DI MEZZO LA MAGISTRATURA CHE È UN PLOTONE DI ESECUZIONE”), TUTTI SI INCAZZANO MA LEI NON SI DIMETTE NÉ SI SCUSA PUBBLICAMENTE. CARLO NORDIO, IN VERSIONE CAPO DI GABINETTO, LA DIFENDE, E IL CASO SARÀ TUTTO GESTITO “INTERNAMENTE”
    • LA GUERRA E LA PILATESCA PRESA DI POSIZIONE DI GIORGIA MELONI RISPETTO ALLE SCELTE DI TRUMP ZAVORRANO FRATELLI D’ITALIA – SECONDO IL SONDAGGIO “SWG”, IL PARTITO DELLA PREMIER CEDE QUASI MEZZO PUNTO, SCENDENDO A 29,4%. NON VA MEGLIO A VANNACCI CHE PERDE ANCORA TERRENO E SI PORTA ORA AL 3,4%
    • “IL ‘NON CONDIVIDO E NON CONDANNO’ DELLA MELONI È UN SEGNO DI DISAGIO E DEBOLEZZA POLITICA”. LO STORICO GIANNI OLIVA: “LA POSIZIONE ESPRESSA DALLA PREMIER SU QUANTO STA ACCADENDO IN IRAN E IN MEDIO ORIENTE RICORDA UN ALTRO ‘PONZIOPILATISMO’ STORICO. IL FAMOSO ‘NÉ ADERIRE NÉ SABOTARE’ INVENTATO DAI SOCIALISTI ITALIANI NEL 1915 DI FRONTE ALLA DECISIONE DI ENTRARE IN GUERRA”
    • ANCHE NATHAN TREVALLION, PADRE DELLA “FAMIGLIA NEL BOSCO”, SI È ROTTO I COGLIONI DELLA MOGLIE CATHERINE BIRMINGHAM: L’UOMO HA DATO UN ULTIMATUM ALLA SUA INTRANSIGENTE CONSORTE, CHE PRETENDE DI EDUCARE I FIGLI NON RISPETTANDO LA LEGGE ITALIANA E GLI STANDARD MINIMI DI IGIENE E ISTRUZIONE: “ADESSO FAI COME DICO IO O MI PRENDO I FIGLI DA SOLO”
    • “TRUMP NON HA IDEA DI COME PORRE FINE ALLA GUERRA CON L’IRAN”.THOMAS FRIEDMAN SUL “NEW YORK TIMES”: “È OVVIO CHE TRUMP E NETANYAHU HANNO INIZIATO QUESTA GUERRA SENZA AVERE IN MENTE UN OBIETTIVO FINALE CHIARO. NETANYAHU, SOSPETTO, SAREBBE PROBABILMENTE FELICE DI TRASFORMARE L’IRAN IN UN’ALTRA GRANDE GAZA”
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA