Destra di Popolo.net

IL TESORO SVIZZERO DA INCASSARE

Aprile 29th, 2012 Riccardo Fucile

IL GOVERNO TASSA I SOLITI NOTI QUANDO L’ITALIA POTREBBE RECUPERARE FINO A 50 MILIARDI DAI CONTI DEGLI EVASORI PARCHEGGIATI NELLA CONFEDERAZIONE ELVETICA…L”EUROPA HA DETTO SI’, ALTRE NAZIONI LO HANNO GIA’ FATTO: L’ITALIA COSA ASPETTA?

I soldi sono lì, a portata di mano, facili da incassare.
E tutti in una volta, senza stare a racimolare un miliardo qua e uno là  tra accise sulla benzina e i blitz utili, e spettacolari, come quelli della Guardia di Finanza negli agriturismi in vista del ponte del Primo maggio.
Nelle casse delle banche svizzere si stima ci siano almeno 150 miliardi di euro degli evasori italiani e lo Stato potrebbe prendersene fino a 50.
Ma al governo non sembrano interessare.
“Full compliance”, piena conformità . È questa l’espressione che toglie ogni alibi al governo Monti.
Nella conferenza stampa di mezzogiorno del 17 aprile il commissario europeo alla Fiscalità , Algirdas Å emeta, spiega ai giornalisti che gli accordi di Gran Bretagna, Germania e Austria con la Svizzera sono compatibili con il diritto comunitario .
E quindi nel 2013 produrranno i loro effetti.
Partiamo dalla fine: il 13 aprile l’Austria firma l’accordo con la Svizzera.
Funziona così: nei forzieri elvetici ci sono almeno 20 miliardi di euro austriaci frutto di evasione.
I residenti austriaci titolari dei conti o i beneficiari dei trust e degli altri strumenti giuridici per nascondere le tracce, se vogliono mantenere i loro capitali in Svizzera dovranno pagare una sanzione una tantum del 30 per cento, modulata poi a seconda della durata dei depositi, che può nella pratica oscillare tra il 15 e il 38 per cento.
È una specie di condono fiscale, è vero, ma di entità  ben diversa da quel 5 per cento applicato da Giulio Tremonti ai suoi tempi.
E soprattutto gli effetti continuano: tutti i proventi dei capitali e degli altri strumenti finanziari (dai dividendi ai capital gain) saranno tassati al 25 per cento ogni anno.
La Svizzera si accolla il ruolo di esattore per conto dell’Austria e in cambio conserva il segreto bancario, l’unico vero strumento che le è rimasto per attirare i capitali nel Paese (visto che spesso derivano da evasione fiscale o altre pratiche illecite).
Il governo di Berna si trova infatti sotto pressione, soprattutto dagli Stati Uniti, per rivelare i segreti dei conti bancari (celebre il caso di Ubs, che è stata costretta a farlo, in piccola parte). Preferisce quindi agire da sostituto d’imposta, ma tenere un po’ di riservatezza.
Da mesi ci sono trattative tra Berna, la Germania e la Gran Bretagna che hanno raggiunto accordi simili.
L’applicazione si stava complicando perchè la Commissione europea temeva gli effetti distorsivi di provvedimenti che, di fatto, sanano le posizioni illecite del passato.
“Ma si è trovato un escamotage, i pagamenti una tantum vengono presentati come l’acconto di quanto verrà  chiesto a chi ha soldi in Svizzera dopo l’approvazione di un accordo complessivo tra i 27 Paesi Ue che il commissario Å emeta continua ad auspicare”, spiega Rita Castellani, una delle animatrici dell’iniziativa “Operazione Guardie Svizzere” per fare pressione sul governo italiano.
In Germania la Spd, il partito socialdemocratico, si è opposta all’accordo negoziato dal governo di Angela Merkel e ha ottenuto condizioni ancora più punitive per gli evasori: un prelievo una tantum tra il 21 e il 41 per cento (invece che tra il 19 e il 34) e una patrimoniale colossale del 50 per cento per chi eredita un conto svizzero e non lo dichiara al fisco tedesco. Le associazioni dei contribuenti in Germania, all’inizio scettiche, ora sono entusiaste della formulazione dell’accordo e chiedono la sua immediata applicazione.
Il flusso di denaro verso Berlino comincerà  nel 2013.
Ppchi giorni fa il ministro delle Finanze elvetico, Eveline Widmer-Schlumpf, ha detto in un’intervista che “la Svizzera sta portando avanti con Italia e Francia il tema della tassazione degli asset detenuti in conti svizzeri da cittadini dei due Paesi, ma un negoziato formale deve ancora iniziare”.
Il ministro del Tesoro Giulio Tremonti aveva concentrato, con un certo successo, le sue attenzioni soprattutto su San Marino.
E il governo Monti ha chiarito la sua posizione all’inizio del mandato: favorevole agli accordi con la Svizzera per far pagare gli evasori ma nel quadro di un’intesa comunitaria, anche per non incorrere nel rischio di sanzioni da parte della Commissione Ue. La quale però adesso ha dato il via libera.
E l’accordo fatto dall’Austria toglie ogni alibi all’Italia.
A cui un po’ di gettito in più, nel 2013, farebbe comodo visto che la recessione farà  diminuire le entrate attese su cui è stata impostata l’ultima manovra Salva Italia.

Stefano Feltri
(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: denuncia, economia, Politica, radici e valori | Commenta »

“RENZO BOSSI CON SIRENA E PALETTA A BRESCIA PER I MASSAGGI”: LA DENUNCIA DEL SUO AUTISTA

Aprile 28th, 2012 Riccardo Fucile

IL FIGLIO DEL SENATUR ANCORA NELLA BUFERA….”OGNI DUE GIORNI 1.000 O 2.000 EURO USATI PER LE SUE SERATE, MACCHINE E VIAGGI”

Vabbè, ormai lo sanno tutti che il Trota è un dandy, un viveur, un corteggiatore brillante, uno che se anche non è particolarmente bello, con le donne ci sa fare.
Che abbia una passione per le auto di lusso e le cene con gli amici, poi, è stato scritto dappertutto, lo dicono anche le sue pupe che scorrazzano in tivù.
Quella dei videogiochi, dei massaggi e delle sirene a manetta, però, è roba nuova.
A Tgcom 24 il suo autista, anzi ex autista, in quanto appena licenziato da mamma Manuela Marrone, Oscar Morando, ha spifferato che Bossi jr «spendeva quattrini per comprare giochi e accessori per la sua consolle Xbox e andare a farsi massaggiare nelle beauty farm di Brescia».
«il mio compito era incentivarlo a fare il suo lavoro, a seguire il territorio di Brescia -continua Morando- . Però lui era molto più concentrato a fare le sue serate, a trattare la scorta come un giocattolo, a andare in giro con sirena e paletta per andare dal dentista o per andare a farsi qualche massaggio a Brescia».
Il Trota era pure un ladruncolo: «Dalla sede (della Lega, ndr) ogni giorno o due ritiravo mille o duemila euro per la benzina o l’hotel, nel caso dovessi pernottare fuori casa al termine di qualche conferenza. I soldi però sparivano, li usava il Trota per le sue serate, la sua macchina e i suoi viaggi».
Certo, magari Morando è in collera per il licenziamento e gonfia la storia, ma sulla testa di Renzo è appena cascata un’altra tegola.
L’ennesima.

(da “Il Corriere della Sera”)

argomento: Bossi, radici e valori | Commenta »

ASSALTO A GREEN HILL, ANIMALISTI LIBERANO I BEAGLE DESTINATI ALLA VIVISEZIONE

Aprile 28th, 2012 Riccardo Fucile

UN MIGLIAIO A MONTICHIARI PER LA MANIFESTAZIONE: IRRUZIONE NELL’ALLEVAMENTO, SALVATI DECINE DI CANI DALLA VIVISEZIONE… LA DIGOS FERMA 12 ATTIVISTI ACCUSATI DI FURTO E RAPINA, NEANCHE FOSSERO PERICOLOSI BLACK BLOC

Alla fine ce l’hanno fatta.
Decine di beagle rinchiusi a Green Hill sono stati liberati. Intorno alle 16.15 un gruppetto di manifestanti ha prima scagliato sassi contro il canile che alleva 2500 beagle destinati alla vivisezione e poi ha scavalcato la recinzione per raggiungere le gabbie dove sono rinchiusi gli animali.
Polizia, Carabinieri e vigili sono subito intervenuti bloccando altri attivisti che tentavano di entrare nell’allevamento.
Ma ormai altri loro compagni, dall’interno della struttura hanno aperto i cancelli e divelto il filo spinato.
Quando gli animalisti sono apparsi al recinto con i cucciolotti stretti tra le braccia la gioia dei manifestanti è scoppiata in urla e applausi.
Almeno una cinquantina i cuccioli liberati (ma anche qualche esemplare adulto) passati di mano in mano Irruzione nell’allevamento-lager al di là  della recinzione.
Poi il fuggi fuggi generale, con gli attivisti che hanno raggiunto i loro pullman, nascondendo i cagnolini, chi nella borsa, chi sotto gli indumenti.
La polizia ha fermato per accertamenti 12 persone, trattenute prima nel comando dei vigili di Montichiari e poi trasferite nella stazione dei carabinieri di Desenzano.
Nei loro confronti si profilano accuse di furto, violazione di domicilio, danneggiamento e addirittura di rapina.
Più di quanto venne contestato alla teppaglia che mise a ferro e fuoco Genova durante il G8 di oltre dieci anni fa.
La marcia di un migliaio di animalisti radunatisi a Montichiari per chiedere la definitiva chiusura di Green Hill è iniziata dopo le 15.
Gli attivisti di «Fermare Green Hill» e Occupy Green Hill sono arrivati da mezza Italia in pullman.
Sono partiti da Milano, Roma, Bologna, Genova, Torino, Bolzano, Rieti, Pisa. E con slogan inequivocabili e la fascia nera al braccio sono partiti dal piazzale del palazzetto dello Sport.
Direzione: «l’allevamento-lager» che nutre 2500 beagle l’anno da destinare alla vivisezione. Il 28 aprile non è una data a caso, ma la «Giornata mondiale per gli animali nei laboratori».
Per questo un migliaio di attivisti ha deciso di ritrovarsi per la quinta volta, in meno di un anno, nella cittadina della Bassa bresciana.
Già  nei comunicati e nel tamtam sui social network si intuiva che l’obiettivo della giornata era chiaro: liberare un gran numero di cani.
L’inizio del corteo è tranquillo. Ma avvicinatisi al Municipio, intorno alle 15.30, partono gli slogan contro il sindaco Elena Zanola e il Comune («Montichiari vergogna d’Italia!»).
Poi tutti verso il colle San Zeno, dove si trova la «fabbrica della morte», con le forze dell’ordine che tengono a debita distanza i manifestanti.
Ma gli attivisti dribblano il cordone di venti poliziotti per arrivare all’allevamento attraverso i campi.
Qui partono gli slogan diretti alla multinazionale controllata dalla Marshall: «Assassini», «Basta sperimentazione», «Liberate i beagle».
Lanciano qualche sasso, poi una dozzina di manifestanti scavalca la recinzione, altri ragazzi si accalcano al cancello.
Le forze dell’ordine non riescono a tenere sotto controllo la situazione.
E dopo pochi minuti iniziano ad uscire dall’allevamento attivisti con i cuccioli in mano. Dodici di loro verranno però individuati e fermati dalle forze dell’ordine.
L’azione dei manifestanti è un chiaro messaggio alla politica regionale e al Parlamento, affinchè acceleri l’approvazione della legge che vieta l’allevamento in Italia di cani, gatti e primati destinati alla vivisezione.
«Siamo in un momento particolarmente delicato della nostra battaglia – spiega Giancarlo Paderno, di Occupy Green Hill – perchè se siamo ad un passo dall’approvazione di una legge che vieti l’allevamento di animali domestici (cani, gatti) destinati alla vivisezione, dall’altra dobbiamo fare i conti con diverse resistenze».

(da “Il Corriere della Sera“)

argomento: radici e valori | Commenta »

KARIM E GLI ALTRI, TUNISINI SCOMPARSI SULLA ROTTA DI LAMPEDUSA

Aprile 27th, 2012 Riccardo Fucile

UNA DONNA LOTTA PER SAPERE CHE FINE HANNO FATTO DECINE DI SUOI CONNAZIONALI, MOLTI DEI QUALI SBARCATI SICURAMENTE IN ITALIA

“Ho il diritto di sapere che fine ha fatto mio figlio. Ditemi se è vivo, dove si trova, come posso aiutarlo. E se è morto non abbiate pietà  di me: ditemi tutta la verità , anche la più terribile per un padre. Almeno io e sua madre potremo piangere e non farci distruggere dalla speranza”.
L’uomo che ci racconta la sua odissea del dolore ci pianta in asso nel mezzo di Piazza della Repubblica a Roma e si allontana per nascondere le lacrime che gli rompono la voce.
Suo figlio è un desaparecido del mare, uno dei 1822 disperati morti tra le onde del Canale di Sicilia nel solo 2011, anno delle primavere arabe e della grande fuga verso l’Europa.
Abbiamo visto le foto di suo figlio Karim Mbarki, una è un fotogramma tratto dal Tg5 e fissa il ragazzo seduto sul bordo di un gozzo tunisino di pochi metri dove sono stipati un centinaio di migranti.
“È lui, questo è Karim”. La barca sta attraccando a un molo, forse quello di Lampedusa, il ragazzo ha gli occhi spalancati su quel pizzo d’Europa.
Accanto a lui altri quattordici ragazzi di Tunisi, tutti del quartiere El Kabaria.
Quella è l’ultima immagine, da allora, 29 marzo 2011, di Karim non si hanno più notizie.
“Mi hanno detto — ci racconta il padre — che dopo lo sbarco lo portarono nel centro di Manduria, sulla terraferma, in Puglia, da allora solo silenzio”
Nackchi Amhed il 14 marzo 2011 decise di lasciare la Tunisia e di tentare la fortuna in Italia. Andò a Sfax, uno dei porti da dove partono le barche dei migranti.
“Con me c’era anche mio fratello, sulla mia barca eravamo già  in 47 e non c’era posto per lui. Implorai lo scafista di farlo salire su un’altra imbarcazione. In mare, di notte, la vedevo la sua barca, era davanti a me. Quando arrivammo a scorgere le prime luci di Lampedusa, i militari italiani ci dissero di dirigerci verso il porto. Ma la barca di mio fratello si fermò, cambiò direzione e puntò verso Mazara del Vallo. Erano le 11 di sera del 15 marzo 2011 e quel maledetto scafista decise di fare altre ore di mare per non farsi prendere dai poliziotti italiani. Era ricercato. Vedevo la barca di mio fratello allontanarsi, ero disperato, sapevo che da quel momento sarebbe stato solo. Non potevo più aiutarlo. È stata l’ultima volta che l’ho visto, solo dopo ho saputo che dalla barca chiamò nostra sorella col cellulare. Poi basta: quelle sono le ultime notizie che abbiamo di lui”.
Nackchi ci mostra le foto di suo fratello-fantasma. Il volto è quello di un ragazzo di 25 anni, allegro, pieno di una vita che voleva rendere migliore.
La famiglia di Ahmedben Hassine, 25 anni, si è sempre opposta al regime del dittatore Ben Alì e della sua voracissima tribù di familiari, notabili e cortigiani.
Hassine, ingegnere tessile, fin dai tempi dell’università  è un attivista politico. Viene arrestato e torturato dai miliziani di Ben Alì. “Gli hanno distrutto la vita”, racconta il fratello.
“Per questo anche noi familiari lo convincemmo a fuggire e a tentare di arrivare in Europa”. Il 9 novembre 2010 il giovane ingegnere tessile, insieme con altri cinque attivisti dell’opposizione della zona di Biserta, si imbarca su un fuoribordo di sei metri, il 13 arrivano sulla costa di Lampedusa, qui vengono identificati e poi trasferiti a Porto Empedocle.
“Una nostra amica italiana — continua il fratello — è andata a cercarlo, la polizia italiana non le ha dato notizie. In compenso l’hanno fermata e identificata. Io sono stato arrestato dalla polizia tunisina. Sono certo che mio fratello è vivo, ma nessuna autorità  è in grado di darci notizie precise. Le ultime cose che sappiamo di lui sono di mesi fa, quando ci hanno detto che era stato portato nel carcere di Caltanissetta. Da allora è il buio più completo”.
Storie di disperazione che Rebeh Kraiem, tunisina di Kerouan immigrata in Italia, ha messo insieme in un dossier e che sono al centro della sua battaglia.
“Le famiglie di questi ragazzi sono disperate — ci dice — e hanno il diritto di sapere. Lo scorso 19 aprile nel quartiere di El Kabaria una mamma si è data fuoco per protesta perchè da mesi chiede notizie sulla sorte del figlio partito suunabarcaperLampedusa”. Re-beh ha raccolto foto e storie dei desaparecido, dopo mesi di sit-in sotto l’ambasciata tunisina e i consolati di Palermo e Roma ha avuto le impronte digitali degli scomparsi.
“Tutti quelli che erano su una barca con 47 persone e su un’altra che ne portava 67. Vogliamo che le autorità  italiane si sveglino e ci diano risposte perchè non è possibile che in un Paese civile come l’Italia si possa sparire così”.
Quando chiediamo a Rebeh se l’ambasciata tunisina la sta aiutando, ci risponde con una smorfia: “Ci hanno respinto. Le vostre facce non ci piacciono, questo ci hanno detto”.
I familiari dei desaparecido non sono soli, ieri l’Arci ha presentato una denuncia contro ignoti per la scomparsa di 270 migranti, sottolineando la mancanza di risposte delle autorità  tunisine e di quelle italiane.
Intanto Rebeh srotola il suo striscione di protesta in Piazza della Repubblica.
A terra espone le foto degli scomparsi. Ahmed, Karim, Abel… spariti nel mare di un’Europa indifferente.

Enrico Fierro
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: Immigrazione, radici e valori | Commenta »

ACCUSATI DI CAMORRA, MA PAGATI DALLA REGIONE CAMPANIA

Aprile 25th, 2012 Riccardo Fucile

IN TRE PERCEPISCONO IL VITALIZIO, IN CALABRIA UN ARRESTATO ANCORA PRENDE L’INDENNITA’

Si sono presentati agli elettori parlando di trasparenza e di onestà .
Si sono fatti votare pronunciando parole di fuoco contro mafia e camorra.
Si sono fatti eleggere nei parlamentini regionali e hanno giurato fedeltà  alla Repubblica e alle sue leggi.
Si sono fregiati del titolo di onorevole e poi hanno fatto come gli pareva.
Hanno preso mazzette e trafficato con boss importanti per avere voti e potere.
Li hanno arrestati, qualcuno è in attesa di un giudizio, altri sono stati già  giudicati e condannati a passare un periodo della loro vita in galera.
Eppure vengono ancora pagati, formalmente dalle Regioni, nella sostanza dai contribuenti.
Accade in Campania, dove il quotidiano Il Mattino ha scoperto che ben tre consiglieri regionali finiti nel mirino della magistratura per rapporti opachi con boss e famiglie di camorra, percepiscono ancora uno stipendio.
Centomila euro di indennità , tanto costano gli onorevoli pregiudicati agli sfortunati contribuenti campani.
Si tratta di Roberto Conte, che fu condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa quando era un esponente del centrosinistra, ricandidato dal centrodestra e rieletto alle regionali del 2010.
Dopo una estenuante battaglia legale è rimasto fuori dal Consiglio.
Enrico Fabozzi, invece, è stato eletto con il Pd.
Era sindaco di Villa Literno e i magistrati lo accusano di legami con la terribile camorra dei “Casalesi”, ora è in carcere.
Alberico Gambino, ex sindaco di Pagani, in una zona del Salernitano ad alta densità  mafiosa, è agli arresti domiciliari per voto di scambio politico-mafioso e concussione.
Tutti e tre non frequentano le aule del Consiglio regionale, non legiferano, non vanno nelle Commissioni, insomma, non lavorano, ma vengono pagati.
Uno stipendio di 4.500 euro mensili, di cui la metà  in busta paga (2.250, più dello stipendio di un professore di liceo o di un poliziotto), il resto per coprire le spese del vitalizio di fine legislatura.
Una pacchia come in Calabria, dove i consiglieri arrestati per rapporti con la mafia sono due: Santi Zappalà  e Franco Morelli, entrambi eletti nella lista del Pdl a sostegno del governatore Giuseppe Scopelliti.
Zappalà  non percepisce emolumenti essendosi dimesso, Morelli, ancora in carcere a Milano, incassa la metà  dell’indennità , qualcosa come 2.800-3 mila euro mensili.
Regione garantista, in Calabria è stabilito per legge che “in caso di provvedimento definitivo di proscioglimento” al consigliere sospeso viene restituito tutto, anche gli arretrati.
Stipendi a go-gò, uno scandalo reso possibile dal fatto che Campania e Calabria non hanno mai deciso di cambiare la legge, così come è avvenuto in Lombardia (dove al consigliere sospeso va solo il 90% della indennità ), e di renderla più severa.
In Campania, il Pd nell’autunno scorso presentò una radicale proposta di modifica. Il Consiglio votò in seduta segreta e la respinse.
Morale amara della favola, sotto il Vesuvio ci sono tre consiglieri regionali nei guai per i loro rapporti con la camorra che non danno alcun contributo alla vita della Regione, eppure sono ancora stipendiati, con il risultato — scrive Il Mattino — che si pagano non gli stipendi di 61 consiglieri (presidente compreso), ma di 62 e mezzo…”.
Miracoli napoletani.
Scandali italiani.

Enrico Fierro
(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: Costume, denuncia, mafia, Politica, radici e valori | Commenta »

L’ORACOLO NERO CON LA LEGION D’ONORE CHE DETTA LA SVOLTA RADICALE A SARKOZY

Aprile 25th, 2012 Riccardo Fucile

LO STRATEGA CHE POTREBBE FAR VINCERE ANCORA SARKOZY, COME GIA’ FECE NEL 2007, E’ L’ANARCHICO DI DESTRA” PATRICK BUISSON… CUPO, IMBRONCIATO, SEMPRE VESTITO DI NERO E’ L’INTELLETTALE DI DESTRA CHE HA SDOGANATO IL FRONT NATIONAL

Il cardinal Richelieu aveva padre Giuseppe, la sua eminenza grigia; Nicolas Sarkozy, più modestamente, ha Patrick Buisson, la sua anima nera.
I due hanno in comune solo una cosa: il gusto di restare nell’ombra e di esercitare il loro potere apparendo il meno possibile.
Senza Buisson non ci sarebbe il Sarkozy che conosciamo: ammiratore di Charles Maurras e dell’Action Franà§aise, a lungo fiancheggiatore dell’estrema destra, è lo stratega del presidente.
Fu lui, nel 2007, a convincerlo ad arare le terre del Fronte nazionale per recuperare gli elettori di Jean-Marie Le Pen.
Fu ricompensato con la Legion d’onore all’Eliseo: «Senza Patrick, non sarei qui».
Oggi è ancora lui a ispirare la linea spostata a destra, la denuncia dell’immigrazione, delle frontiere colabrodo, dell’assistenzialismo e l’esaltazione della patria, della “France èternelle”, dei valori tradizionali.
È convinto che Sarkozy avrebbe fatto peggio al primo turno se non avesse seguito la sua linea.
I suoi avversari, i leader più moderati, lo accusano di essere stato un apprendista stregone, di aver sdoganato le idee del Fronte nazionale.
Strano personaggio, cupo, imbronciato, sempre vestito di nero e con il bavero del cappotto rialzato, Buisson «è uno dei rari intellettuali di destra», dice un ex trotzkista che lo conosce bene.
Ha sempre rifiutato di entrare all’Eliseo, ma le fatture pagate dalla presidenza alla sua società  sono state contestate dalla Corte dei conti: l’uomo conosce il proprio valore.
«Lo avrei voluto come consigliere, ma non potevo permettermelo», dice perfidamente Jean-Marie Le Pen, che lo ha conosciuto e frequentato negli anni ’80.
Politologo e giornalista, profondo conoscitore della storia francese, è sulla carta cattolico e reazionario.
Ma non è un baciapile, nè un rozzo clericale.
«Un anarchico di destra», dicono.
Sarkozy ne è rimasto affascinato nel 2004, quando Buisson pronosticò una vittoria del no al referendum sulla costituzione europea con il 55 per cento dei voti, centrando in pieno il risultato.
Da allora lo ascolta come un guru.
E di idee Buisson ne ha a iosa.
Nella sua analisi, il voto protestatario non è la componente essenziale del successo frontista. Gli elettori Fn, dice, sono ex sostenitori della destra gollista, che si sentono traditi dall’impegno filo-europeista, ed ex comunisti, nostalgici del vecchio Pcf conservatore, autoritario e nazionalista.
Le sue intuizioni funzionarono nel 2007: «Ha dato a Sarkozy le parole, i codici, il linguaggio che bisogna impiegare con gli elettori del Fronte nazionale», ha riconosciuto lo stesso Le Pen padre.
Forse, però, gli è sfuggita, almeno in parte, la novità  rappresentata dalla figlia, meno legata a quel mondo da cui Buisson viene.
E non ha azzeccato il risultato di domenica: aveva pronosticato Hollande sotto il 26%.
In ogni caso, il presidente-candidato continua ad ascoltarlo come un oracolo e a utilizzare i suoi argomenti: la Nazione, il lavoro, l’autorità , le radici cristiane della Francia, i valori tradizionali.
Se Sarkozy è largo e senza radici, come una ninfea, Buisson gli offre la profondità , consentendogli perfino di citare Gramsci: politicamente colto come pochi, l’anima nera può permettersi di trovare anche a sinistra i mattoni per costruire le sue teorie destrorse.

Gianpiero Martinotti
(da “La Repubblica”)

argomento: elezioni, Politica, radici e valori | Commenta »

A MARSIGLIA SOFFIA IL VENTO MARINE: NON E’ LA PAURA PER GLI STRANIERI, MA L’INSICUREZZA PER L’ECONOMIA A PORTARE VOTI AL FRONT NATIONAL

Aprile 25th, 2012 Riccardo Fucile

MARINE LE PEN ABBANDONA LE TESI XENOFOBE E PARLA AI FRANCESI DI SECONDA GENERAZIONE DI “NUOVA COMUNITA’ NAZIONALE”….LA COMUNITA’ MUSULMANA GUARDA CON INTERESSE ALL’EVOLUZIONE DEL FN E MOLTI ORA VOTANO PER MARINE

Benvenuti a Marsiglia, la capitale del kalashnikov!”.
Gli slogan dei lepenisti, sarcastici e avvelenati occhieggiano dalla sede del Front National, tra muri scrostati e ruggini degli apparati industriali dismessi.
Ce l’hanno con il presidente uscente, con “Sarko ”.
Il manifesto firmato con il simbolo della fiamma stilizzata è tutto rosso: in mezzo c’è la foto in bianco e nero di un corpo al suolo accompagnata da una scritta bianca a caratteri cubitali: “45% di delitti in più. È questa la sicurezza promessa da Sarkozy?”.
I kalashnikov, la tranquillità  perduta, gli ex muftì islamici che invitano a votare Marine Le Pen. Come è potuto accadere nella capitale della Francia meridionale?
Qui, dove la candidata della destra radicale sfiora il 24%, nulla è come dovrebbe essere, e il frontismo conosce una nuova, ennesima, camaleontica (e vincente) metamorfosi.
Ma per districarsi meglio nel caos di simboli,suggestioni e messaggi, bisogna provare a ricomporre le   tessere del mosaico con un ordine diverso da quello suggerito dalle apparenze. E allora benvenuti a Marsiglia, la città  che un tempo era la capitale dei marinai perduti di Jean Claude Izzo e dei duri alla Jean Gabin, degli immigrati e del melange culturale, della mala vecchia maniera.
E che oggi — invece — ha cambiato la sua faccia, la sua lingua e anche i codici della propria attività  criminale.
I nuovi boss sono quelli che racconta Massimo Carlotto nel suo ultimo libro, Respiro corto (Einaudi).
Non vanno in giro con la pistola silenziata in tasca, vestono con abiti firmati e di buon taglio, abitano case arredate da architetti all’ultimo grido, hanno studiato in università  di prestigio, re-interpretano la vecchia idea del traffico e del contrabbando in chiave post-moderna, ovvero come una delle tante declinazioni possibili della globalizzazione.
Però in città  si spara lo stesso, anzi più di prima.
Perchè le organizzazioni della malavita si sono riconvertite su una dimensione industriale, con criteri commerciali rigorosi e d’avanguardia.
Così saltano fuori i kalashnikov, armi-simbolo.
Prima di tutto come merce lungo le rotte antiche dell’est Europa.
E poi come strumento di risoluzione di controversia.
A novembre ammazzano due persone, tra cui un poliziotto. A dicembre accoppano un privato cittadino in mezzo alla strada.
“È stata una brutta congiuntura — dichiara improvvidamente Claude Guèant, ex nume della comunicazione di Sarkozy — il clima va migliorando”.
Per sua sfortuna, pochi giorni dopo vengono sequestrati ben 12 fucili da combattimento scoperti dalla gendarmerie nei doppifondi di un’auto.
“Ogni volta che Monsieur Guèant parla — tuona sarcastica Marine Le Pen a Radio France— ci ricorda le disfatte e le menzogne di Sarkozy”.
Ma il terzo capitolo di questa storia è il vero successo politico dei lepenisti.
A fine marzo fa scandalo la storia di Omar Djellil, ex militante socialista e membro   di Sos racisme (divenuto celebre per aver fermato una troupe di Tf1, mentre difendeva il diritto alla macellazione islamica).
Djellil inizia a dialogare con un consigliere del Fn, Stèphane Durbec.
Lo invita a visitare la moschea di cui è segretario per scoprire “i musulmani onesti”. Il lepenista accetta.   Dichiarandosi “felice dell’opportunità ”.
E Djellil si spinge a scrivere una lettera in cui invita a votare l’estrema destra contro le bugie di Sarkozy.
Quindi incontra Marine, ed è una folgorazione: “I socialisti davano i nostri voti per scontati, Sarkozy ci ha cancellati come cittadini: votiamo tutti — dichiara — contro il disprezzo social-uempista”.
La de-diabolisisation si cala nel territorio prendendo la forma più opportuna.
A Marsiglia il Fn abbandona la lingua xenofoba di sempre e si mette a parlare di “nuova comunità  nazionale” ai francesi di seconda generazione.
Non sono casi isolati.
Anche M’hammed Henniche, segretario generale della Union des associations musulmanes de Seine-Saint-Denis, arriva a sostenere che il voto al Fn “rompe l’oblio sulla nostra comunità ”.
E che dire del gran Mufti, Soheib Bencheikh? Anche lui a favore dei lepenisti: “Non condivido le loro tesi, ma almeno sono sinceri. Sarkozy, invece è un uomo pericoloso per la Francia. Mette una comunità  in conflitto con l’altra ”.
Spiega Mohammed Colin, direttore del mensile Salam news: “I musulmani frontisti sono una minoranza. Ma contano: sono conservatori, spaventati dalla modernità  e si ritrovano perfettamente inclusi nel binomio nazione — tradizione”.
Dove il voto a destra era in dubbio, poi, pesano le inchieste e gli affari dei socialisti a livello locale.
A pochi giorni dal voto, tutti questi diversi fili si uniscono quando arriva la Le Pen, e tiene un comizio di un’ora e mezza: “Sarò la candidata dello Stato nazione contro il disordine mondialista la candidata della Repubblica contro la barbarie! L’ordine delle bande è la stessa cosa dell’ordine delle Banche”.
È così che il 22 aprile si solleva l’onda blue-Marine.
Alle presidenziali la leader del Fn a Marsiglia è terzadi un soffio. Ma diventa prima in molti comuni della circoscrizione elettorale: Bouches-du-Rhà’ne, Martigues, Marignane, Vitrolles e Cavaillon.
In molte altri centri — a Orange, Arles, Salon, LaCiotat, Aubagne — è seconda.
“In queste città  — sostiene un mariniste come Richard Ghevontian — i voti al Front National non sono stati portati dalla paura per gli stranieri, ma dall’insicurezza per l’economia e per la crisi”.
Tutto vero: dove il localismo della Lega esclude, il nazionalismo anti-globalista dei lepenisti include.
Scandali, kalashnikov, gran Mufti ex nemici che si danno la mano.
Quante barriere ideologiche e religiose che cadono, in nome della grande paura per la crisi globale.

Luca Telese blog

argomento: elezioni, radici e valori | Commenta »

IL CONSIGLIO D’EUROPA, “ITALIA RESPONSABILE DELLA MORTE DI 63 MIGRANTI NEL MEDITERRANEO”: GRAZIE LEGA!

Aprile 25th, 2012 Riccardo Fucile

ANCHE SPAGNA E MALTA ACCUSATE DI MANCATO SOCCORSO ALL’IMBARCAZIONE PARTITA DALLA LIBIA NEL MARZO 2011

L’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (Apce) ha approvato con 108 voti favorevoli su 151 il rapporto con cui si chiamano in causa Italia, Spagna e Malta, oltre che la Nato, per la morte di 63 migranti avvenuta nel Mediterraneo nel marzo del 2011.
Nel votare il dossier l’assemblea ha rifiutato la totalità  degli emendamenti presentati dai rappresentanti del Ppe della delegazione italiana che miravano a eliminare la parte del testo in cui si asserisce che l’Italia come primo Paese ad aver ricevuto la chiamata di aiuto era da considerarsi responsabile per il coordinamento degli aiuti.
CHI E’ RESPONSABILE?
Questo il motivo per cui 9 dei 13 membri della delegazione italiana presenti in aula hanno votato contro il report «Vite perdute nel Mediterraneo: chi è responsabile?» redatto dalla parlamentare olandese Tineke Strik.
«Così si è affermato un precedente con cui si stabilisce che il primo Paese che riceve un sos ha l’onere di prestare i soccorsi», ha sottolineato Luigi Vitali (Pdl), presidente della delegazione italiana, aggiungendo che «tuttavia questo non è un principio contenuto in alcuna norma vigente».
Secondo la relatrice, invece, la norma esiste ma non ha ancora valore vincolante.
ALMENO 1500 MORTI NEL 2011
Nel dossier l’Apce denuncia che «nel 2011 almeno 1500 persone hanno perso la vita cercando di attraversare il Mediterraneo» e che il caso in questione è stato oggetto d’inchiesta perchè ritenuto «particolarmente efferato».
Una piccola imbarcazione che aveva lasciato Tripoli nel marzo 2011 con a bordo 72 migranti (tutti provenienti dal Corno d’Africa, in maggioranza eritrei), è stata ritrovata al largo delle coste libiche, dopo due settimane alla deriva.
Secondo le testimonianze dei 9 naufraghi sopravvissuti (giudicate «credibili» dall’Assemblea) un elicottero e una «grande nave militare» avevano avvistato l’imbarcazione in pericolo senza prestargli soccorso.
FORTEZZA EUROPA
Secondo il blog Fortress Europe, che da anni monitora le morti nel Mediterraneo raccogliendo le storie dei sopravvissuti e dei famigliari delle vittime, «dal 1994 nel solo Canale di Sicilia sono morte almeno 6.226 persone, lungo le rotte che vanno da Libia, Tunisia e Egitto verso le isole di Lampedusa, Pantelleria, Malta e la costa sud orientale della Sicilia.
Più della metà  (4.790) sono disperse.
Il 2011 è stato l’anno più brutto: tra morti e dispersi, sono scomparse nel Canale di Sicilia almeno 1.822 persone.
Ovvero una media di 150 morti al mese, 5 al giorno: un’ecatombe. E senza tenere conto di tutti i naufragi fantasma, di cui non sapremo mai niente».

Andrea de Georgio
(da “Il Corriere   della Sera“)

argomento: Immigrazione, radici e valori | Commenta »

NON SOLO IL CELLULARE, MA ANCHE PRANZI E CENE: PER ROMANI PAGAVA IL COMUNE DI MONZA

Aprile 25th, 2012 Riccardo Fucile

L’EX MINISTRO DI NUOVO NELLA BUFERA: RIMBORSI PASTI PARI A 22.000 EURO IN UN ANNO E MEZZO…IL SINDACO FU COSTRETTO A TAGLIARE LE SPESE DI RAPPRESENTANZA PER “MANCANZA DI CHIAREZZA”

Non deve essersi fatto troppi scrupoli nella scelta del ristorante e dell’ordinazione, togliendosi magari pure lo sfizio di prendere l’aragosta se poi, a pagare i conti, erano i contribuenti.
Dopo lo scandalo della bolletta stratosferica del cellulare del Comune di Monza, l’ex ministro Paolo Romani è finito di nuovo nella bufera.
Stavolta a far discutere nella città  della Brianza in cui è assessore all’Expo sono gli scontrini delle cene a dir poco «regali» che ha presentato per anni ottenendo il rimborso dal Municipio in questione.
In un anno e mezzo di mandato come assessore all’Urbanistica, ruolo che aveva ricoperto su scelta di Silvio Berlusconi in persona per chiudere a Monza l’affare Cascinazza, Romani dal maggio 2007 alla fine del 2008, tra pranzi e cene «di rappresentanza» ha messo in conto 22mila euro al Comune di Monza.
L’ennesimo «conto salato» dopo quello del cellulare di servizio a cui peraltro rispondeva la figlia che ha portato Romani ad essere indagato dalla Procura di Monza per peculato.
Nemmeno due settimane dopo quella vicenda, forse per via di qualche sgambetto tipico della campagna elettorale, ecco spuntare anche le fatture delle sue cene. Numerose e costose, stando ai conti resi noti dal Comune di Monza almeno fino al 2008 se Romani ha accumulato 11mila euro all’anno solo per uscire a mangiare durante lo svolgimento del suo ruolo amministrativo.
A un certo punto, infatti, il sindaco leghista Marco Mariani aveva deciso di «tirare le orecchie» all’ex ministro pidiellino tanto per i rimborsi spese che per le assenze dalla Giunta.
E ha pure pensato bene di chiudere i rubinetti, tagliando il fondo per le spese di rappresentanza di sindaco e assessori del Comune di un quarto e lasciando solo qualche fondo per medagliette e targhe, facendo perdere così a Romani l’abitudine di presentare il rimborso dei ristoranti.
Anche perchè sulle note spese, stando a quanto il sindaco Mariani ha dichiarato al Giornale di Monza, c’erano pure delle stranezze.
«In alcune richieste di rimborsi io stesso gli avevo fatto notare la mancanza di chiarezza — ha spiegato il primo cittadino monzese — Se portava fatture di domenica, ad esempio, a meno di un evento conosciuto e che aveva avuto risalto sulla stampa, risultava difficile giustificare la spesa stessa».
Un mistero insomma che getta un’ulteriore ombra su un Comune ormai tartassato nel quale meno di una settimana fa la Guardia di Finanza ha deciso di fare una visita per sequestrare alcuni documenti.
Le forze dell’ordine hanno infatti intenzione di vederci chiaro sulla questione delle bollette stellari di assessori e dirigenti che ammontavano a quasi mezzo milione di euro l’anno e non solo per il caso Romani.
Una bufera a cui si è aggiunta la decisione della Procura di indagare il presidente del Consiglio comunale di Monza Domenico Inga per abuso d’atto d’ufficio a seguito di un esposto dei consiglieri comunali Michele Faglia e Anna Mancuso che denunciavano forzature per l’approvazione ad ogni costo della Variante al Pgt disegnata da Romani stesso.
Un documento nel quale il terreno della Cascinazza che appartiene a società  riconducibili a Paolo Berlusconi diventava edificabile per svariate migliaia di metri cubi.

Olga Fassina
(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: Costume, denuncia, Politica, radici e valori | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.913)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Marzo 2026
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  
    « Feb    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • IL VERO OBIETTIVO DI GIORGIA È RISCRIVERE LA COSTITUZIONE SENZA PASSARE DAL REFERENDUM! . MARCELLO SORGI STRONCA LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE TARGATA MELONI (“UNA DEI TANTI TESTI SCRITTI MALE USCITI DA PALAZZO CHIGI”) E LANCIA L’ALLARME PERCHÉ LO “STABILICUM” AGGIRA LE INDICAZIONI DELLA CONSULTA ASSEGNANDO UN PREMIO DI MAGGIORANZA ESAGERATO
    • CROSETTO SE CI SEI, BATTI UN…GOLFO! IL MINISTRO DELLA DIFESA GUIDO CROSETTO E’ BLOCCATO A DUBAI , ERA DA IERI NEGLI EMIRATI ARABI UNITI PER MOTIVI PERSONALI (ERA ANDATO A RIPRENDERE LA FAMIGLIA PER POI RIPARTIRE ALLA VOLTA DELL’ITALIA)
    • UNA POLTRONA NON SI NEGA A NESSUNO: BASTA CHE SIA AMICO DEI SOVRANISTI: NEI PROSSIMI MESI CI SONO 211 POLTRONE DA RINNOVARE, E IL GOVERNO SI PREPARA A UNA SPARTIZIONE
    • LE CAZZATE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN POTREBBERO DARE UNA MAZZATA ALL’ECONOMIA GLOBALE: IL REGIME IRANIANO POTREBBE REAGIRE ALL’ATTACCO DI ISRAELE E AMERICANO CHIUDENDO LO STRETTO DI HORMUZ, DA DOVE PASSA IL 20% DELLA PRODUZIONE MONDIALE DEL PETROLIO
    • MIGLIAIA IN PIAZZA A ROMA CONTRO IL DDL BONGIORNO: “NON NORMALIZZERETE LO STUPRO NEI TRIBUNALI”
    • L’AUTOCRAZIA E’ PIU’ VICINA: TRUMP VUOLE RESTARE AL POTERE, FREGANDOSENE DELLE REGOLE. IL PRESIDENTE AMERICANO RICICCIA LA STORIELLA DEL “VOTO TRUCCATO” NEL 2020 COME SCUSA PER AGGIRARE LA REGOLA DEI DUE MANDATI: “HO DIRITTO A UN ALTRO MANDATO PERCHÉ HANNO IMBROGLIATO A MORTE NEL SECONDO”
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA