Destra di Popolo.net

COSA HA CAPITO VIRGINIA RAGGI SU MATTEO SALVINI CHE DA’ PIU’ POTERI A ROMA: UNA MAZZA

Marzo 26th, 2018 Riccardo Fucile

LA SOLITA BUFALA LEGHISTA DI SPOSTARE UN MINISTERO AL SUD, ROBA VECCHIA DI OTTO ANNI, FINI’ IN FARSA COME SI ADDICE AI CARATTERISTI DA AVANSPETTACOLO

“Io ho letto le dichiarazioni di Salvini. Mi sembra che si concentri molto sull’attribuire finalmente più poteri al Comune di Roma Capitale. Questa parte sull’aumento dei poteri mi sembra condivisibile”.
Lo ha detto la sindaca di Roma, Virginia Raggi, a margine di una conferenza stampa in Campidoglio.
Ma cosa ha detto Matteo Salvini sulla Capitale nell’intervista rilasciata oggi al Messaggero. Andiamo a leggere il testo.
«Nel centrodestra, il partito più votato a Roma e nel centro Italia è il nostro. E questo è indicativo di un messaggio che è stato capito. E’ fatto di autonomie e federalismo, con un ruolo forte per Roma. La centralità  della Capitale italiana, in un Paese federale, è ancora più importante. Quello che non era maturo vent’anni fa, adesso lo è».
Cioè
«Io dico che in un sistema federale ma anche di tipo presidenzialistico, perchè le due cose per noi vanno insieme, il rafforzamento di Roma è essenziale. Se i territori contano di più -e penso al processo di autonomia avviato in Lombardia e in Veneto e che dovrà  essere esteso a tutte le regioni che lo vorranno — anche lo status della Capitale deve cambiare».
Sta pensando a una legge per dare più poteri a Roma?
«Molti cittadini romani mi chiedono: portate via un po’ di ministeri, qui c’è troppo caos. Per esempio il ministero delle Infrastrutture potrebbe andare a Napoli o a Bari».
Ora, in primo luogo Salvini dice che il ruolo della Capitale deve essere rafforzato in un sistema federale e presidenziale.
È utile segnalare ai più distratti che attualmente non c’è un sistema federale e presidenziale e che per averlo bisogna fare le riforme costituzionali.
Ovvero, quelle riforme bocciate quando vennero proposte prima dalla Lega e poi dal PD.
In secondo luogo, quando arriva la domanda precisa del giornalista, Salvini dice che vuole spostare i ministeri.
Il che, converrete, magari farebbe avere meno traffico a Roma ma è l’esatto contrario del concetto di dare più poteri a Roma.
In più, a dimostrazione del fatto che nel programma di Salvini — come in quello dei 5 Stelle — c’è del buono e del nuovo ma quel che è buono non è nuovo e quel che è nuovo non è buono, questa idea è — diciamo — vecchiotta.
A parte la destinazione, infatti, è la proposta che la Lega fece nel 2011: spostare due ministeri a Milano e uno a Napoli.
Alla fine vennero inaugurate due sedi distaccate e morta lì.
E infatti il prefetto di Roma, Paola Basilone, ai cronisti che le chiedevano un commento sulla proposta di Salvini in un’intervista al Messaggero di trasferire i ministeri dalla Capitale al sud, oggi ha risposto: “Mi sembra una cosa già  sentita molti anni fa. È segno dei tempi”.

(da “NextQuotidiano”)

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I ROMANI INFURIATI PER LA CAPITOZZATURA DEGLI ALBERI

Marzo 22nd, 2018 Riccardo Fucile

ALTRO CHE SCELTA “GREEN”, E’ UNO SCEMPIO DEL PATRIMONIO ARBOREO DELLA CAPITALE

Governare è un’impresa difficile, amministrare una città  come Roma — con tutti i guai, i problemi e i disastri — può essere un’impresa impossibile.
Soprattutto se durante la campagna elettorale (due anni fa, come passa il tempo) si è promesso proprio l’impossibile e gli elettori ci hanno creduto.
Si dirà  che in fondo tutti i partiti promettono mari e monti (e anche qualcosa di più) pur di andare al governo. Ma loro — quelli del MoVimento 5 Stelle — sono diversi.
A loro interessa cambiare le cose, per il meglio.
Succede però che i metodi adottati per il cambiamento siano gli stessi del passato. Ad esempio le capitozzature.
Ecco quindi che ogni giorno un assessore, un consigliere comunale o un presidente di Municipio del MoVimento 5 Stelle si alza e sa che dovrà  postare su Facebook almeno un successo della sfavillante nuova Amministrazione guidata da Virginia Raggi.
Ieri è toccato al consigliere capitolino Daniele Diaco immolarsi sull’altare delle critiche a mezzo Facebook dei cittadini infuriati.
Scrive Diaco in un post che il M5S sta rendendo Roma “una città  sempre più green e decorosa”.
A dimostrarlo “gli interventi quotidiani e puntuali realizzati dal Servizio Giardini”.   L’attenzione del Comune sul verde cittadini — conclude il consigliere pentastellato — “resta alta, a tutela dei diritti dei romani a una città  pulita e degna di essere vissuta”.
A corredo del post Diaco carica due foto di Piazzale Dunant che dimostrano che il Comune ha davvero preso a cuore il tema delle alberature.
Il problema è che — dopo le polemiche per le decine di alberi caduti nelle scorse settimane — il Servizio Giardini sembra aver voluto adottare una soluzione piuttosto radicale per evitare la caduta dei rami ed “alleggerire” l’albero: la capitozzatura.
Si tratta di una tecnica di potatura delle chiome degli alberi che la SIA, la Società  Italiana di Arboricoltura, definisce come la più dannosa perchè indebolisce gli alberi rendendoli più pericolosi nel tempo.
Il Comune di Roma non è certo l’unico comune italiano a ricorrere alla capitozzatura per risolvere rapidamente il problema delle alberature.
Roma però è uno dei comuni amministrati dai 5 Stelle, quel partito politico che nel corso degli anni ha sostenuto di sapere come dovevano essere svolti correttamente tutti i lavori pubblici: dall’asfaltatura delle strade alla pulizia delle caditoie passando ovviamente per la cura e la gestione del verde pubblico.
Non è certo una novità  che le persone che hanno a cuore l’ambiente siano fortemente contrarie alla capitozzatura. Inoltre questa tecnica è stata utilizzata in passato dalle contestatissime precedenti amministrazioni.
Non sorprende quindi che molti cittadini infuriati si siano riversati sulla pagina del povero consigliere Diaco per rinfacciare il fatto che capitozzare le piante non sia proprio una scelta “green”.
C’è chi parla di scempio del patrimonio arboreo (cose che succedono quando si rimanda a lungo un bando) e chi invece va dritto al punto dicendo che il Comune a 5 Stelle sta facendo la stessa cosa che faceva Marino e che il M5S contestava.
Altri cittadini parlano di tagli ingiustificati e abbattimenti preventivi fatti forse per paura ed evitare la caduta degli alberi e le conseguenti polemiche.
Meglio tagliare che imbarcarsi in un delicato lavoro di censimento e alleggerimento delle chiome. I risultati devono essere visibili, possibilmente subito, per mettere a tacere le voci di coloro che dicono che in due anni di governo la Raggi non ha fatto nulla.
Forse il Comune potrebbe fare di più, in nome della trasparenza, per spiegare la ratio di certi interventi così radicali. Almeno in questo modo i cittadini potrebbero capire se i lavori sono stati fatti bene o meno. Ma la partecipazione evidentemente serve solo quando fa comodo.
Mettere la foto di una capitozzatura non sembra essere stata una buona idea per fare buona pubblicità  sulla qualità  dell’operato, commenta garbatamente un utente.
Altri invece sono decisamente più infuriati, anzi: disgustati.
C’è chi si lamenta della lentezza dei lavori di potatura, che procedono a singhiozzo e lasciano rami e ramaglie a terra per settimane. Così non va, commenta un cittadino che sembra essere un elettore del MoVimento sull’orlo della delusione (ma che non vuole cedere).
Ad esempio il Comune avrebbe potuto spiegare, magari con incontri pubblici, che certi alberi (come ad esempio i pini marittimi) sono di delicata gestione e non sono adatti ad una città .
Sicuramente ci sarebbe stato chi avrebbe contestato la scelta di abbatterli ma la decisione non sarebbe stata calata dall’alto.
Naturalmente però per organizzare cose del genere serve programmazione, una cosa che a Roma manca oggi come è mancata in passato.
In perfetta continuità  ideale e materiale con le amministrazioni precedenti.

(da “NextQuotidiano”)

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I FONDI PER LA METRO C A ROMA IN RITARDO PER COLPA DEL COMUNE

Marzo 22nd, 2018 Riccardo Fucile

L’ASSESSORA NON SI PRESENTA ALLA RIUNIONE DEL CIPE PER I FONDI E IL FINANZIAMENTO VIENE RINVIATO… IL GIORNO DOPO GIRA UN VIDEO IN CASCHETTO PER DIRE CHE TUTTO VA BENE

Ieri, dopo un lungo periodo di crisi dovuta forse agli screzi sulle assenze dell’assessora, è tornata in missione per conto di Dio la coppia più affiatata della mobilità  romana, ovvero Linda Meleo & Enrico Stefà no.
I due, dotati di caschetto d’ordinanza come Berlusconi e Renzi, hanno pubblicato un video di un loro un sopralluogo nel cantiere di via Sannio per seguire le prime operazioni di scavo delle TBM per la realizzazione della Linea C della Metro.
Come mai questa improvvisata che sarà  stata certo gradita dai molti ammiratori della strana coppia?
Ebbene, il video è servito a evitare di comunicare qualcos’altro: l’assessora Linda Meleo non si è presentata all’incontro decisivo al CIPE per sbloccare le risorse sull’ultima tratta della metro C e ora i cantieri da San Giovanni al Colosseo rischiano di fermarsi.
Da dicembre infatti il Comune sta cincischiando sui fondi da rimodulare, rimandando una decisione da quasi otto mesi.
Per procedere è necessario l’ok di tutti e tre gli enti finanziatori: se ne manca uno, non se ne fa nulla.
Risultato? L’amministrazione 5S   rende di fatto impossibile questo passaggio fondamentale: e questo nonostante la rimodulazione delle risorse consenta di trasferire alcune poste dalle tratte già  ultimate a quelle ancora interessate dai lavori. Un’operazione a saldo zero, che non comporta cioè alcun aggravio di costi, bensì un semplice spostamento di somme in precedenza accantonate e poi però non spese.
Giovanna Vitale su Repubblica Roma fa sapere che l’altro ieri pomeriggio alle 16, in uno degli uffici del Tesoro in via della Mercede, doveva svolgersi la riunione preparatoria del Cipe che avrebbe finalmente dovuto rimodulare il quadro economico della linea verde, consentendo di trasferire sulle tratte ancora da ultimare alcuni finanziamenti già  erogati ma non spesi per le tratte già  completate.
Ma Linda Meleo non si è presentata. E questo nonostante la stessa giunta abbia approvato, non appena venne fuori la storia dei fondi, una memoria di Giunta in cui autorizzava la rimodulazione.
In fondo a un lungo braccio di ferro tra il ministero dei Trasporti e l’amministrazione grillina (che fatica a prendere posizione su una questione spinosa come i fondi da riconoscere ai costruttori della metropolitana) si era allora addivenuti a un accordo.
Poichè la giunta Raggi non ha voluto autorizzare la rimodulazione del quadro economico con una delibera di giunta, limitandosi ad approvare una semplice memoria, giudicata però insufficiente dai tecnici del governo, il compromesso voleva che l’assessora alla Mobilità  Linda Meleo intervenisse al pre-Cipe di martedì per dare il via libera formale allo spostamento delle poste già  finanziate ma immobilizzate.
La titolare dei Trasporti però, sebbene attesa, ha deciso all’ultimo momento di disertare. Preferendo – per sommo della beffa – un sopralluogo al cantiere di via Sannio da dove sono partite le Tunnel boring machine (Tbm), le cosiddette “talpe meccaniche” che scaveranno il tunnel verso la futura stazione di Amba Aradam.
Le prime che il Consorzio Metro C rischia di fermare per mancanza delle risorse necessarie a proseguire i lavori
La prova? Al Cipe di ieri la questione delle varianti alla tratta T3 della metropolitana non è stata neppure affrontata. E spunta perfino dall’ordine del giorno. Come era già  accaduto, nei mesi scorsi, almeno altre tre volte. L’ennesimo schiaffo della giunta Raggi.
Ecco quindi spiegato il motivo del video del presidente della Commissione Mobilità  e dell’assessora ai trasporti: parare preventivamente le polemiche sull’atto mancante senza ovviamente affrontare in pubblico i motivi dell’ostracismo sul tema, perchè evidentemente considerati imbarazzanti o politicamente sensibili.
Certo, il risultato finale è che mancano i soldi per i lavori della metro a Roma.
Ma questi sono dettagli, suvvìa.

(da “NextQuotidiano”)

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ALTRO SGOMBERO A ROMA IN VIA VANNINA, GRANDE ASSENTE IL COMUNE CHE NON SA GESTIRE LA RICOLLOCAZIONE

Marzo 21st, 2018 Riccardo Fucile

CENTO MIGRANTI, MOLTI CON REGOLARE PERMESSO DI SOGGIORNO, DA OGGI SONO IN MEZZO A UNA STRADA… MA MINNITI NON AVEVA DETTO CHE NON SI SAREBBE PIU’ PROCEDUTO SENZA UN PIANO B DI ACCOGLIENZA?

Un ingente spiegamento di uomini della Polizia di Stato si è presentato questa mattina al civico 78 di Via di Vannina a Roma.
Per la seconda volta è stato sgomberato questa mattina lo stabile occupato da circa un centinaio di migranti che sono stati caricati su due pullman e portati in Questura a via di Tor Cervara. Dopo lo sgombero e il trasferimento degli occupanti la polizia ha fatto sigillare l’edificio abbandonato installando, stando a quanto riferisce DinamoPress, anche del filo spinato.
A dare notizia dello sgombero è stata l’associazione Alter Ego — Fabbrica dei Diritti che da tempo è impegnata nel fornire assistenza alle persone che occupavano lo stabile.
L’Associazione denuncia anche che in questi mesi non è stato effettuato nessun intervento (nemmeno un censimento) da parte delle istituzioni e che nè il Comune nè il IV Municipio hanno messo in campo delle azioni per aiutare le persone che avevano occupato l’edificio fatiscente.
Secondo Alterego lo sgombero — che è stato richiesto dalla proprietà  — è «l’ennesima conferma che, ancora una volta, si trattano problematiche sociali come mere questioni di ordine pubblico».
Non è infatti un caso che Baobab Experience metta in correlazione lo sgombero di Via di Vannina con quello, drammatico, di Palazzo Curtatone e dei fatti di Piazza Indipendenza.
Durante l’operazione di sgombero di Via di Vannina avvenuta quest’estate un ragazzo gambiano «in seguito ad una manganellata della polizia ha perso la vista da un occhio» ha scritto Alterego su Facebook questa mattina.
Così come in piazza Indipendenza anche nell’edificio a pochi passi dalla Tiburtina gli occupanti non erano tutti irregolari. Circa una ventina di ragazzi con regolare permesso di soggiorno stanno tentando di recuperare le proprie cose. Gli altri sono tutti in Questura.
Al di là  di tutto quello che stupisce è la completa assenza del Comune.
Alterego riferisce che alcuni funzionari di Polizia interpellati questa mattina hanno detto che sono stati avvertiti dello sgombero sia il Municipio sia la Questura.
A quanto pare però sul posto c’erano solo le forze dell’ordine e non si è vista neanche un’unità  della Sala Operativa Sociale.
Il rischio è che gli ex occupanti si trovino buttati per strada come è già  successo nel giugno del 2017 quando Medici senza Frontiere denunciò l’emergenza sanitaria conseguente allo sgombero.
Quello sgombero durò ben poco e a pochi giorni di distanza molti ex occupanti erano riusciti a farvi rientro.
Alcuni avevano un permesso di soggiorno e lavoravano, altri erano in attesa del responso della Commissione alla richiesta di Asilo politico, insomma gli immigrati irregolari erano una minoranza.
Le persone che ci vivono sono tutte fuoriuscite dall’accoglienza — ha spiegato a Redattore sociale Federica Borlizzi, dell’associazione Alterego, L’Associazione segue da mesi i casi degli «occupanti: alcuni sono ricorrenti, hanno cioè ottenuto un diniego dalla commissione che deve decidere sulla loro richieste di protezione internazionale, altri hanno il permesso di soggiorno scaduto. Noi li stiamo aiutando nella procedura di regolarizzazione, resa difficile dal fatto che in questo momento la questura di Roma rifiuta la residenza fittizia via Modesta Valenti».
Cosa succederà  ora non è così difficile immaginarlo. Qualcuno proverà  a fare ritorno in via di Vannina, altri si riverseranno in altri “ghetti” ed edifici occupati.
Tacciono   la Presidente del IV Municipio Roberta Della Casa e l’assessora al sociale Laura Baldassarre. Quello che è certo è che l’operazione di sgombero, senza nessun preavviso, senza nessun “piano B” per gestire la situazione abitativa degli occupanti finirà  per alimentare le tensioni tra i movimenti per la casa di Roma e la Giunta Raggi, che sul versante delle politiche abitative e dell’accoglienza ha fino ad ora fatto ben poco.

(da “NextQuotidiano”)

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TARI, LA TRUFFA DELLA TARIFFA RIFIUTI A ROMA

Marzo 21st, 2018 Riccardo Fucile

C’E’ CHI SI ORGANIZZA PER CHIEDERE I SOLDI INDIETRO VISTA LA SITUAZIONE DELLE STRADE

Giusto un paio di giorni fa la Giunta Raggi ha annunciato uno sconto sulla TARI (la tariffa sui rifiuti) pari allo 0,73% per i cittadini e allo 0,93% alle imprese.
Roba da far accapponare la pelle di felicità , e che si sostanzia in uno sconto medio di circa 3 euro per chi ne paga 270 l’anno per il servizio che tutti ammiriamo oggi in città . Ma non è finita.
Posto infatti che la spesa media di ogni romano è pari a 307 euro l’anno, è importante anche ricordare cosa è successo negli ultimi anni alla tariffa rifiuti per avere una buona approssimazione dell’enorme sconto che ci sta regalando la Giunta Raggi.   L’ultimo rincaro risale al 2014, quando l’amministrazione di Ignazio Marino, dopo aver lasciato l’imposta invariata l’anno precedente, ha applicato un aumento del 4 per cento della tariffa.
La stessa giunta di centrosinistra, però, nel 2015 ha invertito la rotta, riducendo la Tari dell’1,5 per cento.
L’anno successivo, nella manovra firmata dal commissario straordinario Francesco Paolo Tronca, viene inserita un’ulteriore riduzione del 2 per cento.
Con l’amministrazione a 5 stelle nel 2017 la Tari è ancora scesa: meno 1,59 per cento nel 2017.
Numeri alla mano, è quindi evidente che la Giunta a 5 Stelle ha più che dimezzato il già  magro sconto dell’anno scorso e questo è l’unico effetto concreto dell’azione dell’amministrazione rispetto a una tassa che si paga con rabbia viste le pessime condizioni della raccolta della città , della pulizia delle strade e della cura dei giardini, di competenza di AMA.
E non è finita qui.
Perchè proprio il Messaggero ci racconta che c’è chi si sta organizzando per chiedere il rimborso della TARI:
«Ci stiamo organizzando per chiedere collettivamente i rimborsi sul pagamento della Tari — spiega Emanuele Venturini, a capo del comitato di quartiere San Lorenzo — considerato lo stato in cui versano le strade e gli androni dei palazzi. Abbiamo già  presentato un esposto all’Ama, al Municipio e al Comune per l’inaccettabile gestione del porta-a-porta».
Lo stesso succede poi a La Rustica ma anche a Fidene. Il Codacons, che da mesi ha pubblicato sul proprio sito il modello per chiedere i rimborsi sul pagamento della Tari, conta centinaia di famiglie (proprio nei quartieri sopracitati) che hanno presentato istanza di risarcimento.
Si tratta di oltre 300 nuclei. E la cifra finale è molto più alta, in ragione del fatto che poi ogni singolo utente potrebbe attivare una procedura senza darne sfoggio.
In totale, analizza il Codacons, la cifra che il Comune dovrebbe restituire ai romani per gli ultimi 5 anni di tassa pagata senza reale beneficio è di 1,5 miliardi di euro.
Sul piede di guerra, poi, la Cna Roma: «Se non verranno escluse dalla tassazione le aree dei rifiuti speciali, faremo ricorso al Tar, chiedendo l’immediata sospensiva della tariffazione Ama, in quanto imposta illegittima».

(da “NextQuotidiano”)

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LA GIUNTA RAGGI TI PROMETTE UN MILIARDO E TI SCONTA DUE EURO

Marzo 20th, 2018 Riccardo Fucile

LA PROMESSA NON MANTENUTA DA DI MAIO E LA REALTA’

Sembra ieri ma era soltanto l’ottobre del 2015 quando Luigi Di Maio prometteva un miliardo diconsi un miliardo di investimenti “in trasporti, scuole, strade, servizi sociali e tanto altro”.
Una promessa che avrebbe dovuto essere mantenuta dall’allora Presidente della Commissione sulla Revisione della Spesa che oggi, dopo essere stato capo di gabinetto e vicesindaco, è soltanto, e non casualmente assessore allo Sport: Daniele Frongia.
Luigi Di Maio favoleggiava degli sprechi e dei privilegi che il presidente della Commissione sulla Revisione della Spesa (Daniele Frongia) aveva trovato e di un miliardo di euro di spese inutili “da investire in trasporti, scuole, strade, servizi sociali e tanto altro”.
Frongia, poi, sosteneva addirittura che potessero essere reinvestiti “nel giro di un anno” dopo le elezioni.
L’anno è passato ma non inutilmente.
Perchè è vero che del miliardo di Di Maio non si è visto nemmeno un euro così come è vero che gli investimenti nel bilancio del Comune appena approvato sono stati tagliati e non aumentati di un miliardo di euro.
Però ieri Virginia Raggi ha fatto sapere che c’è una buona notizia: per il servizio più deficitario (eufemismo) fornito dalle controllate del comune di Roma, ovvero quello dell’immondizia, della pulizia delle strade e della cura dei giardini, per il secondo anno consecutivo si avrà  un risparmio in bolletta, pari alla mostruosa cifra dello 0,73% per i cittadini e dello 0,93% delle imprese.
Certo, la Raggi non segnala che quest’anno lo sconto è DIMEZZATO rispetto a quello dell’anno scorso nè fa sapere che i decrementi dell’1,5% sono attivi dal 2015, quando ancora lei non amministrava la città .
Come calcola il Corriere Roma, infatti, nel 2017 la diminuzione era stata dell’1,6%, è scritto sul sito di Ama e nella semestrale di Bilancio 2017 online.
In pratica quest’anno una famiglia di 4 persone che vive in 70 metri quadrati risparmierà  2,5 euro su una tassa di 273 (il calcolo si può effettuare sul sito dell’azienda di proprietà  del Comune), mentre l’anno scorso aveva risparmiato circa 4euro rispetto al 2016.
In pratica a farsi lo sconto sullo sconto è stata l’AMA, ma questi sono dettagli. Così come sono dettagli i giudizi del direttore dell’agenzia che monitora la qualità  dei servizi di Roma (nominato dal M5S): «Roma è ridotta una vergogna e la sindaca è eterodiretta da Milano».
Il punto, quello importante, è che ci sono due euro in più in tasca ai cittadini.
E anche zio Paperone diceva che la strada per fare fortuna è quella di risparmiare un centesimo per volta. No?

(da “NextQuotidiano”)

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LA GRILLINA CHE CADE NELLA BUCA E CHIEDE IL RISARCIMENTO AL COMUNE DI ROMA

Marzo 15th, 2018 Riccardo Fucile

LA MILITANTE GRILLINA HA RIPORTATO FRATTURE E FERITE E CHIEDE 40.000 EURO DI DANNI

Paola Giannone era entrata nelle cronache della Narnia a 5 Stelle formatasi in Campidoglio in quanto aspirante assessora al lavori pubblici bocciata in favore di Margherita Gatta.
La Giannone aveva infatti fatto ricorso al TAR contro la scelta di Virginia Raggi, ma il tribunale le aveva dato torto.
Oggi l’architetta è insegnante torna nelle cronache della città : Repubblica Roma racconta che la militante grillina ha riportato varie ferite e la frattura del setto nasale in una rovinosa caduta nell’atrio della scuola di via Fabiola sulla Gianicolense e ha deciso di citare per danni il Comune, responsabile dell’inesistente manutenzione dell’area esterna all’edificio.
Questo perchè dopo l’accaduto, cinque mesi fa, il braccio di ferro che ha avviato con il Comune è ancora tutto da risolvere.
«Ironia della sorte – spiega a Lorenzo D’Albergo la protagonista del capitombolo – l’attivista che voleva fare l’assessora è cascata nella buca. Una mia alunna era davanti a me, non ho visto la buca. Sono finita prima in ambulanza e poi in ospedale. Tutto a causa dell’inesistente manutenzione del manto di asfalto nel cortile della scuola». L’aspirante assessora ha presentato regolare richiesta di risarcimento per la scivolata “causata dall’importante disconessione nell’asfalto, dovuta da cattiva manutenzione”. Alla denuncia, presentata sia all’Inail, che al XII municipio e ad Assicurazioni di Roma, Paola Giannone ha allegato foto e regolare referto medico rilasciato dal pronto soccorso del San Camillo: il bollettino mette in fila contusioni a una mano, alle ginocchia e una brutta frattura delle ossa del naso.
Secondo la Giannone tutto ciò è accaduto a causa della scarsa manutenzione del luogo, che fa in capo al Comune di Roma.
A quel punto però il Comune è scomparso: . «Si stanno defilando tutti – racconta – e guarda un po’ anche le Assicurazioni di Roma che coprono il Comune. Il danno si aggira sui 40 mila euro. Se moltiplicato per tutti gli infortunati che cadono a causa delle voragini disseminate in giro per la città , altro che “buco” di bilancio».
La Giannone, scrive Repubblica, ha quindi deciso di citare il Comune. Nella sua stessa condizione ci sono circa 4mila romani che hanno fatto richiesta per risarcimenti nel 2017. Ancora aspettano tutti.

(da “NextQuotidiano”)

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I ROMANI INFURIATI CONTRO L’ASSESSORE CHE SI VANTA DEI RISULTATI POSITIVI CON LA NEVE A ROMA

Marzo 10th, 2018 Riccardo Fucile

QUANDO UN BEL TACER NON FU MAI SCRITTO

L’assessore al bilancio della Giunta Raggi Gianni Lemmetti ha pubblicato ieri un post sulla sua pagina Facebook in cui si autoelogia perchè per la neve a Roma l’amministrazione ha speso meno di quanto è stato speso nel 2012: 15 milioni di euro per un disastro all’epoca di Alemanno contro “una situazione ben gestita con 2 milioni di euro” nel 2018.
Curiosamente, insieme a una buon numero di Bene, Bravo Bis, c’è anche un buon numero di persone che contesta l’ottimismo panglossiano dell’assessore: “Lasciar stare queste polemiche, non parlare male degli altri ma darsi da fare. Inoltre in tutta onestà  nel 2012 è stata molto più intensa la nevicata. Il fair play ci migliora, lasciamo le polemiche ai chiacchieroni”, dice Leonardo.
“Sig.Lemmetti, non so chi lei sia nè mi interessa, so solo che è un ultrà¡ a cinque stelle dalla corbelleria che ha scritto. Non dico tanto, ma almeno un centimetro da sarto lo potrebbe usare,o almeno una visita oculistica. Nel 2012 l’Italia è stata sommersa dalla neve e neanche Roma è stata risparmiata con una nevicata record con cm di neve. Quest’anno si è trattato di mm di neve, quindi mi sembra più spropositata la cifra spesa dalla vostra sindaca”, gli fa eco Peppino.
Ma c’è anche chi è più esplicito: “il problema delle buche vedo che invece lo state gestendo alla grande!! non posso nemmeno andare al lavoro da tor bella monaca ad ottaviano per paura di caderci dentro e rompermi qualcosa oltre allo scooter che tanto vi guarderete bene dal risarcire!! siete dei barbari!!”, sottolinea Gianni.
“Mi soffermo solo all’inizio per evitare di leggere altre stronzate. Non è per difendere Alemanno di cui non mi frega una cippa ma mi dite quale differenza c’è tra il 2012 che ha superato ogni record di nevicate negli ultimi 100 anni con la nevicatina di quest’anno??? Non le scrivete ‘ste cose per favore altrimenti mi fate pensare che siete convinti di parlare con gli asini….ma per piaceeereee….”, gli fa eco Giuseppe.
E ancora: “Ma nei due milioni di euro sono compresi anche i soldi che spenderete per riparare le buche che, se il sale fosse stato sparso per tempo, non si sarebbero aperte?”, scrive Federica;
“Parlate solo di soldi risparmiati se non fate niente,non spendete. I soldi ci sono ma noi vogliamo strade sicure e servizi , non ci interessano le chiacchiere da casalinga depressa”, segnala Nadia.

(da “NextQuotidiano”)

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IL RITO DEL DIVINO OTELMA CONTRO LE BUCHE A ROMA

Marzo 7th, 2018 Riccardo Fucile

CONTRO LE STRADE GRUVIERA PRIVE DI MANUTENZIONE NON RESTA CHE AFFIDARSI ALLA MAGIA CERIMONIALE?

Il Divino Otelma è intervenuto questa mattina in Ecg, il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università  degli studi Niccolò Cusano.
Il Divino Otelma scende in campo contro le buche che tormentano gli automobilisti nelle strade di Roma: “Sto preparando un rito propiziatorio che potremmo fare tutti insieme nei prossimi giorni. La magia cerimoniale a dir la verità  dovrebbe avere ben altri pensieri rispetto alle buche di Roma, dovrebbe occuparsi di altre cose. Provvisoriamente, consiglio ai romani il seguente rito: uscire di casa collocando nella parte destra del corpo tre chiodi di ferro e nella parte sinistra cinque chiodi, sempre di ferro. I chiodi devono essere portati addosso, in tasca oppure in mano. Altrimenti si può utilizzare un borsello o una cosa simile. Poi questi chiodi dovranno essere sempre accanto al fruitore per tutto il tempo in cui attraverserà  le strade di Roma. Non è necessario tenerli addosso in altre ore, per esempio a casa, ma quando si procede per le strade di Roma, in auto ma anche a piedi, è consigliabile se si vuole veramente eliminare in parte il rischio di spaccare le gomme, portarsi dietro i chiodi“.
Chissà  che laddove non riesce l’amministrazione Raggi non arrivi la magia cerimoniale…

(da agenzie)

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