Luglio 26th, 2018 Riccardo Fucile
LA SINDACA SA SOLO CACCIARE ESSERI UMANI SENZA NESSUNA SOLUZIONE ALTERNATIVA AI CAMPI NOMADI, ALLA CASA DELLE DONNE E AI RIFUGIATI
Se qualcuno pensa che così a Roma si governi il problema dei campi nomadi o dei Rom sbaglia di grosso. Sbaglia anche il peggior razzista che plaude.
Perchè fino a ieri gli ‘zingari’ avevano un luogo, un’area, una zona, ora non più.
Ora andranno dove capita, magari sotto i giardini dei vostri confortevoli condomini. Grazie a Virginia Raggi, la sindaca nostro malgrado, quella che ha trasformato Roma nella Waterloo del Movimento 5 Stelle, la donna che ha bisogno dei maschi per confermare il suo esistere: da Grillo a Salvini, la peggiore sindaca della città di Roma, due scandali con cui fare i conti – Roma Capitale e lo Stadio della Roma – e la pretesa di restare in sella colpendo sempre i più deboli.
Dopo aver messo in mezzo alla strada i rifugiati politici di via Scorticabove, 350 Rom del Camping River ora caccia anche i disperati della ex Fiera di Roma.
A darne notizia il presidente dell’Ottavo Municipio, Amedeo Ciaccheri, su Facebook. Che scrive. “Proprio nel giorno in cui la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo sospende lo sgombero del Camping River, all’ex Fiera di Roma è andato in scena il teatro dell’assurdo: lo sgombero, senza nessun tipo di assistenza sociale, di 36 persone – tra le quali 20 bambini, 4 donne incinte e 2 diversamente abili – dagli alloggi di fortuna messi a disposizione da Roma Capitale nel 2012. Dalle prime ore della mattina, sono immediatamente intervenuto sul posto, insieme al Consigliere regionale Paolo Ciani, per assicurarmi che le operazioni avvenissero nel massimo del rispetto e della tutela delle persone coinvolte. Eppure ho trovato la solita situazione allo sbando: gli agenti della Polizia locale costretti ad intervenire senza il minimo supporto da parte dell’amministrazione capitolina e, cosa ancor più grave, l’allontanamento di queste 36 persone senza una reale soluzione alternativa, nonostante le ripetute promesse del Campidoglio di trovare alloggi per tutti i nuclei familiari
Credo sia giusto superare il modo di vivere non dignitoso in cui erano costrette donne, uomini e bambini all’ex Fiera, ma è obbligo di un’amministrazione seria fornire alternative adeguate soprattutto alle persone in condizioni di fragilità sociale.
Tutto il contrario rispetto a quanto fatto da Virginia Raggi, che continua a piegarsi alla logica dell’“amico” Matteo Salvini, mettendo in campo operazioni di pura propaganda contro gli ultimi e i più deboli. Ecco il bilancio di oggi della Sindaca Raggi: 36 persone, di cui 20 bambini, che da stanotte saranno costretti a cercare ripari di fortuna. Questa è la legge della giungla. Roma merita di meglio”.
(da Globalist)
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Luglio 8th, 2018 Riccardo Fucile
IL LIDO URBANO DI MARCONI E’ RIMASTO NEI SOGNI, CI SONO SOLO I GABBIANI CHE DANNO LA CACCIA AI TOPI
Il Tempo ha mandato una cronista a godersi la spiaggia sul Tevere annunciata in pompa magna da
Virginia Raggi in pieno inverno e poi finita come è finita, cioè nel nulla dopo che gli assessorati non sono riusciti ad organizzarsi in tempo per i bandi anche se dal 4 dicembre 2017, giorno in cui arrivò la conferenza stampa della sindaca e dell’assessora Montanari il tempo sembrava congruente e necessario.
Dopo sette mesi sulla spiaggia ci sono soltanto rifiuti e siringhe mentre il lido urbano di Marconi sulle orme di Parigi e della Senna è rimasto nei sogni e nella politica delle promesse già sperimentata in decine di altre occasioni durante i due anni dell’amministrazione Raggi
Fra degrado, accampamenti abusivi, spacciatori e un certo stato d’abbandono in cui versa da tempo la zona tutto è rimasto tale e quale a prima, come denuncia in una nota il presidente di Ecoitalia Solidale Piergiorgio Benvenuti insieme al consigliere del XI municipio Catalano: «Dopo mesi dall’annuncio glorioso della sindaca Raggi ci chiediamo che fine abbia fatto la spiaggia a ponte Marconi e insieme ad essa l’ufficio speciale Tevere che doveva occuparsi di seguire il progetto. Progetto mai concretizzatosi e per cui sono rimasti sconcertati e delusi i numerosi cittadini che, lo scorso 29 giugno, raggiungendo ponte Marconi per la festa di San Pietro e Paolo cercavano di individuare l’area ultimata e promessa per l’estate».
Il luogo dove doveva sorgere lo “stabilimento della Raggi” rimane nel più totale degrado.
La mattina all’alba poi vi è il volo di centinaia di gabbiani alla ricerca dei ratti, un vero e proprio “safari” nella golena del Tevere.
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 8th, 2018 Riccardo Fucile
IERI LA SINDACA E’ FINITA INCASTRATA CON LA SCARPA E HA RISCHIATO DI CADERE
Il Messaggero in un articolo a firma di Simone Canettieri racconta un curioso fatto accaduto ieri: la
sindaca Virginia Raggi è finita incastrata con la scarpa in una delle tante buche che la sua amministrazione ha promesso di riparare, finora con scarsi risultati.
La scena è avvenuta lontano dagli obiettivi dei fotografi e la sindaca ha rischiato di cadere, ritrovando con dolore l’equilibrio:
Uno sforzo testimoniato dalla smorfia che le è comparsa in volto durante questo piccolo fuoriprogramma.
Che per fortuna non ha avuto alcun tipo di conseguenza e “non è stato ripreso dai cellulari”, dicono i grillini.
In rete infatti girano dei meme (fotomontaggi) che la ritraggono sorridente mentre saluta, appunto, da dentro una buca.
Un modo per sdrammatizzare una piaga della Capitale. Democratica e trasversale perchè colpisce il centro storico come le periferie.
L’inconveniente in questo caso è accaduto ieri poco prima di pranzo in pieno centro storico.
Raggi stava inaugurando il nuovo tratto di isola pedonale lungo il Corso. Dopo la passeggiata di rito, si è fermata per le foto e le dichiarazioni a largo Goldoni, angolo con via della Fontanella Borghese.
Durante il consueto “a margine”, i cronisti hanno provato a chiederle cosa ne pensasse della sfortunata uscita di Grillo, “a Roma nessuna buca”, e della risposta della consigliera regionale Roberta Lombardi (“caro Grillo, sulle buche non fai ridere”).
Ma ha preferito glissare.
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 3rd, 2018 Riccardo Fucile
IL GIORNALISTA RIFA’ LA STESSA STRADA DEL COMICO E NE TROVA A DECINE
Il video di Beppe Grillo che non vede buche a Roma continua a far ridere discutere. 
Il simpatico filmato in cui il moralizzatore del traffico in megafono notava la fantastica situazione delle strade romane viene oggi debunkato metro per metro dal Messaggero, che mostra tutto il percorso fatto dal Garante M5S fino al tratto in gestione alle Autostrade contando una buca ogni sessanta metri in media:
Già alla fine di via degli Annibaldi, quando il Colosseo è a portata di mano, si incontra il primo cedimento evidente nel fondo stradale.
Ma proprio nel cortile di casa dell’Anfiteatro Flavio, in via Nicola Salvi, la situazione si presenta particolarmente deteriorata: ben sette buche in trecento metri, a cui si aggiungono i sampietrini che emergono dall’asfalto scrostato davanti all’ingresso del parco di Colle Oppio abitualmente utilizzato da turisti diretti alla Domus Aurea.
Un po’ meglio la situazione in via Labicana: almeno nella corsia laterale rifatta pochi anni fa, all’epoca della pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali.
Soltanto tre le buche evidenti su quest’arteria — diventata fondamentale nella circolazione del centro storico — e tutte nei pressi dell’incrocio con via Merulana.
Ben diversa invece la situazione della corsia riservata a tram e bus: fortemente deteriorata, tanto che i taxi preferiscono non utilizzarla.
Insomma, la situazione è tale che forse per le sue gag sarebbe meglio che Grillo prendesse spunto da una città meglio amministrata.
O meglio: amministrata.
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 27th, 2018 Riccardo Fucile
“NELLA CAPITALE GLI ELETTORI M5S SONO IN ATTESA DI RISULTATI CONCRETI E INTANTO SI RIFUGIANO NELL’ASTENSIONISMO”
“Penso che molti nostri elettori nella capitale non siano andati a votare perchè, dopo due anni di amministrazione a cinquestelle, sono in attesa di risultati più evidenti, di un miglioramento più concreto”.
In un’intervista all’edizione romana della Repubblica, Roberta Lombardi mette nel mirino i primi due anni della giunta M5S guidata da Virginia Raggi, “stiamo facendo di tutto per rianimare una città lasciata in coma da decenni di malgoverno, ruberie, inefficienze. Ma evidentemente non basta, bisogna fare di più”.
“Il marchio M5S è un cappello sotto il quale chiunque voglia fare politica e impegnarsi in prima persona nella gestione della cosa pubblica senza passare dalla trafila tradizionale dei partiti e senza lobby alle spalle può collocarsi. Quindi è un veicolo potente, come abbiamo visto. È chiaro che le persone che godono dell’opportunità offerta dal Movimento – a tutti i livelli, locale, regionale, nazionale – devono poi riuscire a far funzionare le cose, devono utilizzare la propria posizione per migliorare l’Italia ottenendo risultati concreti, sia al governo che stando all’opposizione”.
A Roma gli elettori M5S, spiega Lombardi, “sono in attesa di un cambio di passo”. Intanto “si rifugiano nell’astensionismo”.
“Per noi è una sconfitta perchè significa che tanti cittadini rinunciano a partecipare alla vita pubblica, il che è esattamente contrario alla prima ragione di vita del M5S: ridare le chiavi dello stato ai cittadini, rifarli padroni delle loro esistenze. In più altre forze politiche hanno un elettorato fidelizzato, spesso anche clientelare mentre il nostro non lo è, quindi bassa affluenza quasi sempre significa sconfitta”.
(da agenzie)
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Giugno 27th, 2018 Riccardo Fucile
TANTI PROCLAMI E NESSUNA AZIONE CONCRETA, ANZI AMICIZIE IMBARAZZANTI
Federica Angeli su Repubblica oggi firma un commento molto interessante che mette insieme i molti
proclami della Giunta Raggi sulla lotta alla mafia e le azioni concrete del Comune di Roma nei confronti dei tanti casi “difficili” come quelli dei Casamonica e degli Spada.
L’autrice di A mano disarmata spiega che quella della Raggi finora è stata l’antimafia delle parole: come ad esempio quando dal palco di Ostia in chiusura di campagna elettorale promise che nessuno della famiglia Spada avrebbe trovato sponde nel M5S.
Appena due anni dopo i fatti la smentirono.
A febbraio, a lei e alla sua amministrazione piombò addosso la responsabilità dell’assegnazione di un alloggio popolare a Giuseppe Spada.
Fu proprio il Comune di Roma del sindaco 5 Stelle Virginia Raggi a sanare in un palazzo di piazza Ener Betteca, a Ostia, l’occupazione abusiva dello zio dei boss Carmine e Roberto, condannato a 6 anni con l’aggravante del metodo mafioso per la testata al cronista di Nemo Daniele Piervincenzi.
Una determina dirigenziale, firmata dalla direzione Interventi alloggiativi, portò a dama un iter amministrativo senza alcuna resistenza nè opposizione della prima cittadina.
E poi ci sono i Casamonica:
«Passerò al setaccio le planimetrie delle ville abusive dei Casamonica alla Romanina», promise così battaglia Virginia Raggi dopo l’inchiesta di Repubblica che mostrava l’arroganza abusiva del clan sinti che alla Romanina fa il bello e il cattivo tempo. Parole al vento, anche in quella circostanza. Nessuna planimetria e nulla è stato fatto dal punto di vista burocratico e amministrativo dalla giunta a guida Raggi per mettere in qualche modo il bastone tra le ruote a quella pericolosa famiglia. L’antimafia delle parole insomma.
(da “Huffingtonpost”)
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Giugno 19th, 2018 Riccardo Fucile
ALCUNI CONSIGLIERI DEL M5S PRONTI A STACCARE LA SPINA
«Alcuni hanno contattato i parlamentari romani e vorrebbero mollare. Vogliono far cadere la sindaca».
Con le parole pronunciate da “un’autorevole fonte del Campidoglio” e riportate oggi da Lorenzo D’Albergo su Repubblica Virginia Raggi torna ufficialmente in bilico in Assemblea Capitolina.
Dove si parla di due o tre consiglieri pronti a staccare la spina alla maggioranza che consente alla sindaca del MoVimento 5 Stelle di restare in sella.
Una ricostruzione confermata anche da Simone Canettieri e Lorenzo De Cecco sul Messaggero, che parlano di contatti tra i consiglieri capitolini, molti dei quali al secondo mandato, e gli eletti romani che ancora fanno da tramite con il M5S nazionale: “La destinataria delle lamentale e degli annunci bellicosi è stata, per esempio, Paola Taverna, vicepresidente del Senato. Anche il deputato Stefano Vignaroli è stato allertato”, racconta il quotidiano romano.
La sindaca paga l’affaire Lanzalone e soprattutto il fatto che i consiglieri si sentano, come del resto i parlamentari, nient’altro che dei pigia-bottoni, che devono ratificare decisioni prese altrove da altri.
Lo Stadio della Roma è stata una delle tante occasioni in cui i rilievi e gli argomenti dei consiglieri non sono stati sorpassati: se Cristina Grancio è stata la punta dell’iceberg, durante i voti e le discussioni sull’opera anche Monica Montella e Gemma Guerrini hanno dimostrato in qualche occasione il loro dissenso, tanto che la seconda ad un certo punto era sembrata persino in bilico, mentre la prima aveva in più occasioni espresso solidarietà proprio alla Grancio.
Oggi tra i motivi del dissenso invece c’è anche — e soprattutto — la gestione dell’Aula Capitolina da parte di Giuliano Pacetti, colui che ha preso il posto di Paolo Ferrara dopo la mandrakata del progetto di Lungomare di Ostia chiesto a Parnasi.
Pare infatti che dietro la vicenda del blitz di Fratelli d’Italia su via Giorgio Almirante che ha visto consigliere (e presidenti della commissione Cultura…) ammettere candidamente di non sapere cosa si stesse votando ci sia proprio Pacetti.
È lui che, da giovedì scorso, si porta il peso della malagestione del caso di via Giorgio Almirante. La mozione è passata con il suo avallo, aprendo nei confronti del Campidoglio, un nuovo fronte di polemiche e gettando in confusione maggioranza e sindaca, costretta alla retromarcia e alla clamorosa figuraccia in diretta tv da Bruno Vespa. Si parlerà anche di questo e della contromozione da presentare alla prossima seduta utile, giovedì 21.
Già , giovedì 21. Ovvero proprio il giorno in cui si apre il processo per falso nei confronti della sindaca di Roma e Virginia Raggi sa benissimo che se dovesse arrivare una condanna in quella vicenda il suo tempo al Campidoglio sarebbe già scaduto.
Ma ci vorrà almeno un anno per arrivare a sentenza. Per questo Di Maio, spiega ancora Repubblica, tiene le antenne accese:
Il vicepremier spiega che «Raggi ha individuato Lanzalone come presidente di Acea». Che a consigliare il suo nome alla prima cittadina sono stati Fraccaro e Bonafede: «Le hanno semplicemente suggerito uno che si era dimostrato in grado di maneggiare situazioni amministrative complicate».
Poi l’ammissione: «Io a inizio dell’anno scorso mi sono un po’ allontanato nel seguire le vicende di Roma». Il tempo di una breve difesa («Chiedono le dimissioni della Raggi quando la stessa procura ha detto che non c’entra nulla? Ma di cosa stiamo parlando?») e poi la pietra tombale sulla sindaca. Se sarà condannata per falso, «c’è il codice di comportamento. Lo conosciamo bene».
Con i due municipi perduti e la sensazione che il vento sia ancora cambiato e stavolta spiri contro, Virginia Raggi intanto riflette.
La procura ha voluto ieri sentirla di nuovo sul ruolo di Lanzalone, ma non è escluso che i magistrati le abbiano anche chiesto conto della cancellazione delle email da parte dell’avvocato dopo la perquisizione in Campidoglio.
Un’altra indagine potrebbe rappresentare il colpo di grazia.
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 13th, 2018 Riccardo Fucile
AVEVA APPENA ESALTATO IL PROGETTO SUI SOCIAL: “UNICO, INNOVATIVO, MODERNO”
“#UnoStadioFattoBene, un progetto unico, innovativo, moderno e rispettoso dell’ambiente perchè ecosostenibile ma al tempo stesso tecnologicamente all’avanguardia”.
Così scriveva su Facebook la sindaca di Roma, Virginia Raggi, nemmeno 24 ore prima dei nove arresti per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie di reati contro la Pubblica amministrazione nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo stadio di Tor di Valle.
Un lavoro che la pentastellata ha esaltato in tutto e per tutto. “Quest’opera, che noi abbiamo modificato ottenendo il taglio delle cubature di cemento e aumentando il verde, porterà nuovi posti di lavoro e migliorerà la vita degli abitanti nel quadrante sud della città . Tutti i cittadini potranno leggere la documentazione della Conferenza dei servizi sul portale di Roma Capitale”, ha concluso.
Anche su Twitter la prima cittadina ha sottolineato la vicinanza della conclusione dello stadio, sostenuto, anche qui, dall’hashtag #unostadiofattobene.
Un tweet che ha scatenato le reazioni di moltissimi follower che hanno apostrofato il cinguettio come ‘tempestivo’.
Sul futuro dell’impianto la sindaca è fiduciosa: “Chi ha sbagliato pagherà , noi siamo dalla parte della legalità . Se è tutto regolare, spero che il progetto dello stadio possa andare avanti”.
(da agenzie)
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Giugno 8th, 2018 Riccardo Fucile
CONTINUA LA MORIA DI BUS: STAVOLTA E’ AVVENUTO IN PIAZZA PIO XI, A DUE PASSI DAL VATICANO
Un altro bus in fiamme torna a perpetuare la tradizione del Flambus a Roma, stavolta in piazza
Pio XI. Sul posto sono arrivati i Vigili del Fuoco con una squadra e una autobotte per spegnere l’incendio.
Il mezzo è stato completamente avvolto dalla fiamme. Un’alta coltre di fumo ha mandato in tilt la circolazione lungo le strade che costeggiano la piazza, con le fiamme che hanno avvolto l’automezzo destando sorpresa e paura tra i passanti e gli automobilisti.
Piazza Pio XI si trova all’incrocio con via Gregorio VII, a due passi dal Vaticano.
Intorno alle 14 è accaduto invece che su una vettura della linea 30, in seguito al bloccaggio della cinghia dell’impianto dell’aria condizionata, si è prodotto del fumo a causa dell’attrito. A scopo precauzionale il conducente del bus ha utilizzato l’estintore di bordo.
Nessun passeggero è stato coinvolto nell’evento, ha detto ATAC in una nota.
Anche sul 791 non ci sono state nè fiamme nè fumo.
(da agenzie)
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