CHI DI COMPLOTTO FERISCE, DI COMPLOTTO PERISCE
LA DEPUTATA NO VAX SARA CUNIAL ACCUSATA DI MASSONERIA DAI COMPLOTTISTI PER UN GESTO DELLE MANI… BENVENUTI AL REPARTO PSICHIATRICO
Chi di complotto ferisce di complotto perisce: deve saperlo bene la
deputata Sara Cunial, ex 5Stelle e fondatrice del movimento “Vita”, nonché alfiera indiscussa delle più strampalate e assurde teorie no vax ai tempi del Covid e oggi vittima di accuse simili a quelle che per tanto tempo ha sostenuto e rivendicato.
Anzi, le è andata pure peggio: Cunial è stata additata come infiltrata della massoneria, l’associazione esoterica che più di ogni altra secondo i complottisti custodisce le redini dei “poteri forti”, alla stregua di un Enrico Letta o di una Ursula von der Leyen qualsiasi.
Le accuse di massoneria si sono abbattute su Sara Cunial a causa di un fermo immagine immortalato durante un comizio in Piazza Duomo a Milano, in cui si vede l’ex pentastellata che incorcia i polsi sopra il petto con i palmi delle mani rivolti verso il corpo. Un gesto del tutto casuale catturato mentre Cunial stava applaudendo al pubblico, ma che i suoi (fantasiosi) seguaci non hanno potuto non cogliere, ricamandoci subito sopra varie e strampalate teorie.
L’accusa è che quello fosse niente meno che il segno massonico del Buon pastore che, come fa notare un utente di Facebook, è una delle mosse incluse nella preghiera del “rito scozzese di Kansas City”. Qualcosa di vergognoso e inaccettabile per i seguaci di Cunial, con qualcuno di loro che di fronte a tale evidenza commenta “io non vado a votare”. Anche perché è stato subito diffuso in rete un collage di foto che, oltre a Cunial, mostra pure il segretario dem Enrico Letta e la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen fare lo stesso gesto del “Buon pastore”.
E via con la shitstorm nei confronti della loro paladina, che adesso viene vista come alta traditrice. “Si tratta del 18esimo grado della Massoneria di rito scozzese e dei Rosa Croce”, spiega una ragazza su Facebook. E pensare che Sara Cunial, le cui pagine social sono state sospese per “disinformazione”, adesso non può neanche difendersi.
(da agenzie)
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