COLABRODO SICUREZZA: 15 ORE PER RINTRACCIARE L’UOMO CHE HA SEMINATO IL PANICO ALLA STAZIONE TERMINI
DALLA METRO JONIO AD ANAGNI CON UN FUCILE GIOCATTOLO…. “NESSUNO MI HA CHIESTO NULLA”…AL MILITARE CHE LO AVEVA INTERCETTATO SUL TRENO AVEVA SPIEGATO: “E’ UN REGALO PER MIO FIGLIO”
E’ stata rintracciata dai carabinieri dopo 15 ore di caccia all’uomo, la persona che ieri, con un fucile
giocattolo, ha fatto scattare il panico alla stazione Termini di Roma. Sessantasei minuti di paura con un italiano che dalla stazione della metro B1 di Jonio è arrivato ad Anagni – dove non è stato fermato se non questa mattina – attraversando indisturbato otto fermate di metropolitane e, soprattutto, Termini con un fucile in bella vista. Arma risultata poi finta e innocua.
Si tratta di un pizzaiolo di 44 anni, residente a Roma, separato, che ogni settimana si reca ad Anagni per incontrare il figlio, che vive con i nonni, al quale aveva comprato il fucile giocattolo.
L’abitazione si trova nei pressi dello stabilimento della Marangoni, vicino ad Anagni, dove alcuni testimoni avevano visto scendere dal treno l’uomo con la finta arma. Identificato, è stato portato in caserma per essere ascoltato. E ai militari avrebbe raccontato di aver aspettato per mezz’ora a Termini senza che nessuno gli dicesse nulla, e quando il treno è partito, di non essersi accorto del clamore che si lasciava dietro.
Ha confermato poi di essere arrivato ad Anagni e di aver preso il pullman che lo portava a casa dei genitori dove ha regalato il giocattolo al bambino.
Ma ieri, per il sistema della sicurezza, c’è stato il materializzarsi della paura più temuta: la possibilità del terrorista solitario.
Rintracciato solo dopo 15 ore.
La prima segnalazione al 112 è arrivata da una donna, alle 19.42: “Sono a Termini. C’è un uomo armato in metropolitana, l’ho visto dalla fermata Bologna”.
La donna fornisce anche la descrizione di quel potenziale terrorista, ignaro del caos che si stava scatenando attorno a lui: cappellino bianco, scarpe a punta, giubbotto celeste, fucile che spunta dalla giacca.
Cinque minuti dopo, alle 19.47, dalla sala operativa della questura vengono spedite 14 volanti a Termini.
La stazione viene “cintata”, è questo il termine tecnico degli operatori della sicurezza, i binari bloccati da 70 agenti, e da Doppia Vela, il nome in codice della polizia in radio, arriva anche la suddivisione dei compiti tra gli equipaggi delle volanti.
La Polfer intanto scandaglia le immagini delle telecamere e individua le immagini giuste dell’uomo che intanto sta facendo tremare i passeggeri di Termini.
Sui social network c’è chi twitta le immagini dei treni bloccati.
Ma intanto lui, il ricercato numero uno della città , cosa fa?
Non si accorge di nulla: scende dalla metropolitana a Termini, attraversa tutta la stazione con il fucile giocattolo per il figlio, e sale su un treno, probabilmente delle ferrovie laziali. Si siede nel convoglio, accanto c’è un carabiniere in divisa ma libero dal servizio: il militare ignora quanto sta accadendo a Termini.
Il maresciallo vede il fucile dell’uomo che appare instabile e odora di vino. «È per mio figlio, un regalo di Carnevale», dice l’uomo mostrando lo scontrino e anche il biglietto neppure vidimato con destinazione Anagni.
Il maresciallo scende, l’uomo non viene mai fermato, viene visto salire a bordo di un pullman per Fiuggi e il militare soltanto a casa guardando la televisione capisce chi aveva accanto, e dà l’allarme.
Alle 20.48 Doppia Vela segnala il cessato allarme: «Si torna al pattugliamento ordinario». Ma solo oggi l’uomo è stato identificato.
Per lui non dovrebbe scattare nemmeno la denuncia di procurato allarme.
(da “La Repubblica”)
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