COM’E’ DIFFICILE PARLARE DI GAZA
IL PRESIDENTE DELLA COMUNITA’ EBRAICA DI MILANO FINGE DI IGNORARE “QUELLO CHE E’ SUCCESSO A GAZA”
Si capisce che il presidente della comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, non abbia gradito il goffo “fuorionda” sulla squadra israeliana di bob. Si capiscono meno le motivazioni del suo sgradimento. Meghnagi lamenta «l’attacco quotidiano di gente ignorante contro gli atleti israeliani e il popolo civile, senza sapere che cosa è successo realmente a Gaza… La sinistra questo incitamento all’antisemitismo lo sta facendo quotidianamente».
Ora, a parte che «la sinistra» non significa niente, è un generico anatema politico che ammucchia persone, storie e parole molto diverse le une dalle altre; il timore è che sia proprio Meghnagi a ignorare «che cosa è successo realmente a Gaza».
Al netto della disputa sulle fonti, la certezza è che Gaza è stata rasa al suolo per i suoi quattro quinti. Che più di sessantamila dei suoi abitanti, tra i quali un numero molto alto di donne e di bambini, sono stati uccisi. Che obiettivi civili — ospedali, scuole — sono stati colpiti in quanto «rifugio di terroristi» (termine ormai così lasco, così sciattamente pronunciato, che alla fine è carta straccia: e i terroristi veri ne saranno ben lieti).
Che la popolazione di Gaza al completo ha pagato con la distruzione delle proprie case e della propria vita quotidiana la carneficina razzista del 7 ottobre, seguita da una carneficina razzista circa cinquanta volte più grande, vedi alla voce: rappresaglia vergognosamente eccedente l’offesa subita.
Ora: che senso ha questo ostinato ignorare il sangue e il dolore degli altri? Come se ne viene fuori, da questo macello interminabile, se non chiamando le cose con il loro nome? Beato Meghnagi se crede di potersela cavare distribuendo a destra e a
manca, soprattutto a manca, accuse di «antisemitismo» che c’entrano, con l’indignazione dei tre quarti del pianeta per la distruzione di Gaza, zero.
(da Repubblica)
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