COSA DICE LA MEDIA DEI SONDAGGI E QUAL’E’ LA TENDENZA IN ATTO
CENTRODESTRA 36,65%, M5S 27,74%, CENTROSINISTRA 27,59%
I giorni dei paracadute, dei collegi blindati, delle piccole e grandi rivolte sui territori sono alle
spalle. Come le notti fatte di trattative estenuanti, di ras di ogni colore politico a bivacco nelle sedi nazionali dei rispettivi partiti, di colpi di bianchetto sulle liste quando e dove meno te lo aspetti. Adesso si parte.
La campagna elettorale di fine inverno può cominciare. E a meno di 35 giorni dalla sera del 4 marzo, lo strumento principe su cui elaborare, confermare e cambiare le strategie sono i sondaggi.
Iniziamo partendo dall’analisi di cinque sondaggi (EMG Acqua per Rai spa, IndexResearch per Piazzapulita, EMG Acqua per La7 srl, Ipsos per il Corriere della Sera e Lorien Consulting) pubblicati tra il 29 e il 30 gennaio.
Nel testa a testa tra le coalizioni emerge il sorpasso del Movimento 5 Stelle sull’intera coalizione di centrosinistra e viene confermata la leadership del centrodestra.
Gran Bazar Pd.
Il Partito democratico esce dal Gran Bazar delle candidature con il 23,88% di media. Siamo sotto al 40%, il numero cui Renzi ha legato la propria spinta propulsiva.
Siamo sotto anche al 30%, la percentuale che comunque consentirebbe di ritenere “in salute e in sicurezza” il progetto politico del Pd.
Ma, soprattutto, siamo sotto al 25,43%. Ovvero: sotto la percentuale della non-vittoria targata Bersani del 2013.
23,88%: un numero che se confermato metterebbe in crisi non solo tutto l’impianto ideologico del renzismo ma tutta la comunità dem.
La coalizione di centrosinistra.
E gli alleati dei democratici non sono di certo delle macchine raccogli-consenso. Secondo la media dei sondaggi siamo per tutte e tre le formazioni (Civica Popolare della Lorenzin è al 1,07%, Insieme al 1,27%, +Europa al 1,37%) di poco oltre la soglia dell’1% che consente anche alla coalizione di tratte beneficio dai voti dei singoli partiti. L’intera coalizione di centrosinistra è al 27,59%.
Il sorpasso dei Cinque Stelle.
Qui c’è una delle prime sorprese di questi rilevamenti: il Movimento 5 Stelle non è solo il partito italiano, ma da solo supera l’intera coalizione di centrosinistra.
Una delle ipotesi che al quartier generale del Pd temono come l’Armageddon. Intrecciando gli stessi sondaggi, il M5S a trazione Di Maio si ferma infatti al 27,74%. Scenario che decreterebbe un sorpasso simbolico difficilmente digeribile per il centrosinistra. Soprattutto se si pensa alle divisioni in quel campo: i di Liberi e Uguali, il partito guidato da Piero Grasso, è infatti dato al 6,04%.
La leadership del centrodestra.
Il centrodestra è di gran lunga la prima coalizione italiana. Con la trazione Salvini-Berlusconi e l’apporto di Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia si arriva al 36,65%.
E per quanto riguarda le singole percentuali, si piazza in testa Forza Italia con il 16,08%. Seguono Lega (13,54%), Fd’I (4,76%), Noi con l’Italia (2,27%).
In questo caso sarebbe Silvio Berlusconi a dover indicare chi potrebbe ricevere da Mattarella l’incarico di formare un nuovo governo.
Larghe intese.
Ma qui si entra nella partita post-voto. Dopo il quattro marzo tutti gli equilibri della campagna elettorale potrebbero saltare. Tra le ipotesi, quella di un governo di larghe intese. Pd e Forza Italia, più quelli che tra i loro satelliti accetterebbero una loro soluzione (+Europa, Noi con l’Italia, Civica Popolare) sarebbero al 44,67%. E supererebbe la soglia dl 40% anche l’altra Grande Intesa. Quella tra M5S e Lega. I due partiti insieme sono al 41,28%.
La media:
Pd: 23,88
Insieme: 1,27
+Europa: 1,37
Civica popolare: 1,07
Liberi e uguali: 6,04
Forza Italia: 16,0
Lega: 13,54
Fratelli d’Italia: 4,76
Noi con l’Italia: 2,27
M5S: 27,74
(da “La Repubblica”)
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