DA DOMANI INIZIA UNA NUOVA VIA CRUCIS PER L’ARMATA BRANCA-MELONI: LO SCANDALO PIANTEDOSI-CONTE È COMUNQUE UNA MINA PIAZZATA SOTTO PALAZZO CHIGI. L’UNICO CHE GODE È MATTEO SALVINI, CHE DA TEMPO SOGNA DI PRE-PENSIONARE IL SUO EX CAPO DI GABINETTO PIANTEDOSI PER TORNARE AL VIMINALE
PERCHÉ I DONZELLI E LE ARIANNE HANNO LASCIATO SENZA GUINZAGLIO IL GIOVANE VIRGULTO DI ATREJU, MARCO GAETANI? PERCHÉ LA DUCETTA HA PERMESSO UNA TALE BIS-BOCCIA? E SOPRATTUTTO: QUANTO POTRÀ RESISTERE PIANTEDOSI? QUALI RIVELAZIONI E QUANTE INTERVISTE HA IN SERBO LA MESSALINA CIOCIARA? NEI PROSSIMI GIORNI SALTERANNO FUORI MAIL, POST E CONTRATTI CHE POTRANNO ANCOR DI PIÙ SPUTTANARE IL MINISTRO INNAMORATO?
Gesù è risorto, ma per l’Armata Branca-Meloni la Via Crucis potrebbe iniziare da domani.
Dietro lo scandalo Piantedosi-Conte si intravvede una rivalsa sentimentale della giovane donna sedotta e abbandonata dal potentone, che va intrecciarsi a un disegno politico.
Del resto, a chi giova la messa in piazza delle mutande pazze del Viminale? Non certo a una Melona azzoppata dal referendum e con le rotelle del sistema nervoso del tutto fuori controllo, che ha portato alla repentina decapitazione di Bartolozzi, Delmastro e Santanché.
E allora perché i Donzelli e le Arianne di via della Scrofa hanno lasciato senza guinzaglio il ventenne virgulto di Radio Atreju Marco Gaetani, che ha apparecchiato la frittata dell’intervista sul sito di Money.it?
All’interno di Fratelli d’Italia i contraccolpi sarebbero devastanti: chi sceglie ‘sti pischelli così cojoni o così ingenui? Che male abbiamo fatto per meritarci una classe dirigente così incapace
Perché l’Underdog della Garbatella ha permesso una tale bis-Boccia? Il caso Sangiuliano non è bastato? Magari, a Palazzo Chigi erano giunti a un punto di non ritorno e occorreva urgentemente attutire e sopire un botto scandalistico alla Corona, magari arricchito di foto compromettenti, sulla chiacchieratissima liaison, ben nota ai lettori di Dagospia da tre anni?
Ancora: perché la messalina della Ciociaria si è piegata a quella intervista? E’, diciamo così, finita ‘’sotto pressione’’? Ah, saperlo…
Quello che è certo che il benservito è piombato sul collo di Claudia Conte circa due mesi fa e di sicuro non le avrà fatto piacere. La prezzemolona di Aquino avrebbe infatti sbandierato a destra e a manca l’”affettuosa amicizia” con il prefetto arrapato, dopo essersi sentita sciorinare il copione dell’”amour fou” ben impressionato su grande schermo dall’’’Angelo Azzurro” di Joseph von Stenberg (con la seduttrice Marlene Dietrich che strega lo spasimante a pigolare “chichirichì”; quindi “amore eterno”, “figli maschi” e “nessuno ci potrà separare…”).
E non sono pochi gli addetti ai livori che si domandano quanto potrà resistere Piantedosi nel tritacarne mediatico. Finirà come Sangiuliano: dopo averlo difeso di sopra e di sotto, poi la Fiamma Magica costringerà Piantedosi a farsi ‘’confessare’’ da Chiocci al Tg1?
E soprattutto: quali rivelazioni e quante interviste ha in serbo la messalina ciociara? Nei prossimi giorni salteranno fuori mail, post e contratti che potranno ancor di più sputtanare il ministro innamorato?
Comunque, nel Belpaese di Arlecchino in cui la via diritta è un labirinto, il Piantedosi in calore potrebbe anche cavarsela e restare al Viminale, avendo la Fiamma Magica ai suoi piedi il 90 per cento della cosiddetta informazione, con due alleati altrettanto malconci come Lega e Forza Italia.
Certo, il solo e unico che di tale bordello gode, immaginando un Piantedosi ai giardinetti, si chiama Matteo Salvini. Il nemico più intimo di Giorgia Meloni non ha mai nascosto il sogno di far ritorno sulla prima poltrona del dicastero dell’Interno; anzi, è diventato il tormentone preferito che lo liberebbe dal ministero delle Infrastrutture e da quella farsa di chiacchiere che è diventato il Ponte sullo Stret
Ps. Quando le vicende politiche intrecciano quelle amorose, a via della Scrofa perdono la “bussola” e tendono a combinare pastrocchi. È successo con il caso Sangiuliano, prima difeso dalla Meloni (che finì sbugiardata in diretta da Maria Rosaria Boccia: mentre la premier in tv metteva “la mano sul fuoco” che l’influencer di Pompei non aveva avuto accesso a documenti governativi, quella pubblicava su Instagram un documento del G7), e poi mandato ad ammettere la relazione al Tg1, per essere infine costretto a dimissioni
Fu un autogol comunicativo anche la vicenda della deputata ex grillina Rachele Silvestri e la sua misteriosa lettera al “Corriere della Sera”, negoziata dal partito, in cui sosteneva di essere stata “costretta” a fare il test di paternità per suo figlio di soli tre mesi, per la “presunta notizia uscita su qualche organo d’informazione” (ma senza rivelare né il risultato, ne i nomi dei protagonisti).
Qualche giorno toccò ad Arianna Meloni intervenire per fermare il gossip che impazzava. Fu infatti la sorella d’Italia a rivelare, in un’intervista a Simone Canettieri, penna per niente ostile alla Fiamma magica, che il nome che girava tra i palazzi era quello del compagno di allora, Francesco Lollobrigida, smentendo (“Sì, anche questa abbiamo dovuto sopportare, ma abbiamo le spalle larghe. peccato che nessun giornale abbia scritto in maniera chiara una cosa del genere. così saremmo andati in vacanza con i soldi del risarcimento delle querele”). L’anno successivo, in un’altra intervista, rilasciata ancora a Canettieri, Arianna annunciò la separazione da “Lollo”…
(da Dagoreport)
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