DDL STUPRO, RETROMARCIA SOVRANISTA, SCHLEIN CHIAMA MELONI: “RISPETTI L’ACCORDO”
IN COMMISSIONE GIUSTIZIA IN SENATO GLI ESPONENTI DELLA MAGGIORANZA CHIEDONO ALTRE AUDIZIONI E CHIARIMENTI SUL CONSENSO INFORMATO DELLA VITTIMA FACENDO SCATENARE L’IRA DELLE OPPOSIZIONI… INUTILE FARE ACCORDI CON CHI NON CONOSCE LA LEALTA’DLELA PAROLA DATA
Era una delle poche leggi bipartisan di questa legislatura, su cui si erano spese in prima
persona Giorgia Meloni ed Elly Schlein. E proprio per questo il disegno di legge sulla violenza sessuale, che contiene la norma sul consenso delle donne, era passata con voto unanime alla Camera. Ma ora, lo stop dalla maggioranza, a Palazzo Madama.
A bloccare tutto, la richiesta di un maggiore approfondimento sulla norma chiesto dalla Lega a cui si sono associati Fratelli d’Italia e Forza Italia che hanno chiesto anche le audizioni. Per protesta le opposizioni hanno abbandonato la commissione Giustizia del Senato.
Marcia indietro ancora più simbolica dato che le opposizioni avevano chiesto, già nella conferenza dei capigruppo, il voto direttamente in Aula anche per farlo coincidere con la giornata internazionale contro la violenza alle donne che cade oggi. E il presidente del Senato, Ignazio La Russa, si era associato.
“La destra straccia l’accordo sul consenso”, ora tuonano dalle opposizioni. La retromarcia “costituisce una ferita grave di un
percorso unitario che stavamo sostenendo per tutelare le donne dalla violenza maschile”, incalzano i senatori Pd.
“Stringersi la mano con questa destra non vale niente”, attacca il senatore di Italia viva, Ivan Scalfarotto. Nel mirino, secondo la dem Valeria Valente, non ci sarebbe alcuna norma di merito del ddl se non una richiesta definita “pretestuosa”. Per il capogruppo dei senatori Pd Francesco Boccia, “la maggioranza smentisce Meloni, il tema è politico”, attacca.
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