ECCO COSA SUCCEDE AD AVERE UN AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA: STEFANO BELTRAME, CHE HA CONSEGNATO LE CREDENZIALI A VLADIMIR PUTIN DIECI GIORNI FA, IN UN DISPACCIO ESPRIME LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, INVOCA LO STOP AL BLOCCO DEI VISTI RUSSI, E AUSPICA LA NOMINA DI UN “INVIATO SPECIALE” EUROPEO PER I NEGOZIATI DI PACE CHE SCAVALCHI L’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS “CHE IL CREMLINO NON RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”
BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, È L’UOMO CHE NELL’OTTOBRE DEL 2018 HA ORGANIZZATO IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA. ERANO I TEMPI DELL’HOTEL METROPOL
Le sanzioni europee alla Russia? Da rivedere. Trump? Vuole normalizzare i rapporti tra Washington e Mosca e l’Europa rischia di restare tagliata fuori. L’Alto rappresentante Kaja Kallas? Non è riconosciuta come «interlocutrice» credibile dal Cremlino. Il linguaggio della diplomazia tende a troncare e sopire, a dire e non dire. Ma c’è un non detto sulla guerra in Ucraina della diplomazia italiana che emerge in modo chiarissimo da un rapporto dell’ambasciatore italiano a Mosca Stefano Beltrame, letto dal Messaggero, e apre uno spaccato sugli umori delle principali cancellerie europee.
Beltrame ha da poco incontrato di persona Vladimir Putin: il 15 gennaio, al Cremlino, per consegnare le credenziali. In un dispaccio pubblicato martedì su Prisma, la piattaforma riservata dei diplomatici, il capo della missione a Mosca esprime le perplessità italiane non solo sul 20esimo pacchetto di sanzioni europee contro la Russia, che sarà approvato a fine febbraio, nel quarto anniversario dalla guerra.
Prevede una nuova imponente stretta ai visti per i cittadini russi che viaggiano nel Vecchio Continente. Pessima idea, spiega l’ambasciatore italiano che suggerisce «di dover impostare fin da ora una linea di contenimento e roll back: da un punto di vista economico il turismo sottrae risorse finanziarie al sistema dell’economia russa e sanzionarlo non danneggia il Cremlino, ma solo noi europei».
Beltrame prosegue: «Se l’Europa vuole contrastare la propaganda bellicista del regime in Russia, non vi è cosa migliore di un viaggio in Occidente per vedere le cose con i propri occhi. Al contrario, bloccare il turismo russo significa colpire indiscriminatamente la facoltà di individui di recarsi in viaggio solo perché di nazionalità russa».
L’Italia si schiera contro la nuova stretta Ue, contrarietà che emerge con schiettezza nel report del diplomatico appena entrato in carica a Mosca, già consigliere del Mef e considerato vicino alla Lega di Salvini.
Beltrame riporta i dubbi di altre capitali verso la linea dura contro Mosca. «Corre l’obbligo di segnalare come proprio sul turismo russo e la politica dei visti alcuni colleghi mi abbiano separatamente tenuto a manifestare le loro critiche e riserve» si legge.
«Mentre gli Stati Uniti intrattengono apertamente negoziati diretti che tendono, nel tempo, ad una normalizzazione con Mosca, la Ue non sarebbe strutturalmente in grado di dialogare con i russi e rischia quindi di vedersi scavalcata». Beltrame riporta remore di altri colleghi ma non manca di aggiungere quelle italiane.
È il caso della nomina ventilata di un “inviato speciale” europeo per i negoziati di pace. Figura che potrebbe scavalcare il capo della diplomazia Ue, l’estone Kallas che «il Cremlino non riconosce come interlocutrice e non appare affatto intenzionato a interagire con lei».
Riportando le critiche dei francesi la feluca italiana aggiunge che «tale problema sarebbe già stato da tempo formalmente rappresentato a Bruxelles anche da questa stessa rappresentanza Ue per via interna al SEAE (Servizio diplomatico comunitario, ndr) senza tuttavia ottenere riscontri».
E si interroga «sull’opportunità di evitare una eventuale contestuale adozione di misure sanzionatorie dall’indiscusso valore simbolico ma difficilmente in grado di fermare l’aggressione russa all’Ucraina». È il caso dello stop ai visti. […] Il rischio è di alimentare la propaganda di Mosca contro un’Europa «russofoba». La realpolitik inizia a farsi largo.
(da agenzie)
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