FINE DI UN’ERA: VESPA IN TV, NESSUNO LO GUARDA PIU’. I QUOTIDIANI INTONANO IL DE PROFUNDIS PER “PORTA A PORTA” DOPO IL PESSIMO RISULTATO DELLA PUNTATA CELEBRATIVA DEI TRENT’ANNI: IN PRIMA SERATA SU RAI1 HA RACIMOLATO APPENA IL 7%
“GLI SPETTATORI SONO FUGGITI VIA DA UNA PORTA SECONDARIA. UN ATTIMO PRIMA ERANO QUASI CINQUE MILIONI PER I PACCHI, NE È RIMASTO UN QUINTO SCARSO, ANCHE PERCHÉ PROMETTERE UNA SERATA DI FESTA SFRENATA E PARTIRE CON GIORGIA MELONI A VANTARE L’OPERA DI GOVERNO NON È IL MASSIMO”
Nel dubbio, politici vip e vip non politici ci sono andati tutti. Altrettanto nel dubbio, gli spettatori sono fuggiti via da una porta secondaria. Un attimo prima erano quasi cinque milioni su Rai 1 per i pacchi, ne è rimasto un quinto scarso, anche perché promettere una serata di festa sfrenata e partire con Giorgia Meloni a vantare l’opera di governo non è il massimo (l’ha riconosciuto la stessa premier, a fine intervista: «Già finita? Wow!»). Era il trentennale di Porta a porta, diciamo che il festeggiamento ci stava, ma la risposta negativa del pubblico innesca domande che, nel dubbio, è meglio non farsi.
Bruno Vespa ha stipato trent’anni in meno di tre ore ampio spiegamento di scrivanie berlusconiane e strepitosa esposizione dei mitici plastici, per cui in pochi passi si saltava da Garlasco a Cogne, a Crans Montana sentendosi, plasticamente appunto, nella storia.
Volendo, Blob ci potrebbe campare per mesi, da Giuseppe Conte che confida: «Trump mi prese sottobraccio e mi disse: io e te siamo due outsider», a Enrico Mentana che rievoca la discesa in campo di Berlusconi («Il suo obiettivo era un altro, ma creò il centrodestra: è stata l’eterogenesi dei Fini e dei Bossi»). Tra i momenti top passati troppo velocemente: Al Bano che stringe frettolosamente la mano a Carlo Conti
(da agenzie)
Leave a Reply