FINI E CASINI TESTANO IL TERZO POLO “PDL ESTREMISTA, NOI L’ALTERNATIVA”
INSIEME A BOLOGNA SOGNANDO UN RISULTATO A DUE CIFRE…E SUI BALLOTTAGGI NON SI SBILANCIANO….ESORDIO ELETTORALE DEL TERZO POLO ED E’ GIA BATTESIMO DEL FUOCO…DETERMINANTI AI BALLOTTAGGI
Primo test, col sogno della doppia cifra, per lanciare la sfida al Pdl su scala nazionale. 
Ma prima ancora prova di sopravvivenza per la componente di Futuro e libertà , che sulla tenuta in queste amministrative post-strappo si gioca anche la compattezza del gruppo parlamentare.
Non è passato giorno senza che Berlusconi – ieri compreso da Napoli-non li abbia`presi di mira.
Ieri i due leader «Gianfranco e Pier» si sono presentati insieme, uno al fianco dell`altro.
Maniche di camicia, alla chiusura della campagna nella loro città , Bologna, in sostegno di Stefano Aldrovandi.
Caffè insieme in centro e poi a piedi fino al conservatorio.
Va detto che i tre partiti che compongono il nuovo polo si sono presentati compatti nei 13 più grandi centri, ma in altri hanno dato vita in solitaria a talune alchimie.
Del tipo Udc con Pdl aCrotone (con la ormai ex centrista DorinaBianchi) o Flicon la Lega a Gallarate, ma anche l`Api di Rutelli col Pd, a Savona.
In ogni caso, i tre hanno un obiettivo comune, da Napoli a Torino, da Milano a Cagliari: trarre profitto elettorale dallo scontro a colpi bassissimi tra i due poli. Rutelli ne è convinto: «I toni di questa campagna produrranno voti per noi». Perchè, per dirla con Fini, «il bipolarismo non può essere solo delegittimazione e palate di fango».
Equidistanza dai poli, ma all`attacco soprattutto dei berluscones, i terzopolisti. «Il Pdl ormai è la Santanchè, la metafora del Pdl è la Santanchè, le idee del Pdl sono le sue, ovvero quelle più estreme» dice Casini.
«Il gesto compiuto dalla Moratti è il segno che da loro la linea la dà la Santanchè, la forza moderata è la Lega e tra i due partiti ne vedremo delle belle da martedi».
Ma da martedì sarà interessante capire anche con chi si schiererà il nuovo polo, invista dei ballottaggi.
A Milano, per esempio? «Se andremo ai ballottaggi valuteremo» taglia corto, piuttosto vago, il leader Udc, che però esclude un sostegno a Pisapia, perchè «non è il candidato giusto».
Quasi a lasciar presagire libertà di coscienza per i loro elettori, dato che con«l`estremista» Moratti comunque non si schiererebbero.
Fini al suo fianco è d`accordo: «Le intese si fanno con coloro che condividono un obiettivo: non ha senso chiederci con chi, semmai va chiesto per che cosa».
Sia l`uno che l`altro prendono le distanze da Berlusconi e dalla sua campagna.
«Vergognoso fermare l`abbattimento delle case abusive» attacca il centrista. Il capo di Fli mena fendenti: «Berlusconi è stato bravissimo a far si che non si parlasse dei problemi delle città su cui dovrebbe rendere conto, dato che per 8 degli ultimi 10 anni l`inquilino di Palazzo Chigi è stato lui: grida al complotto per spostare l`attenzione dai problemi reali».
A conti fatti, secondo il presidente della Camera, ha ragione Bossi: il Carroccio ormai ha davvero in mano il Paese, con la complicità del Pdl.
È il momento di dire basta alla politica alla «ok Corral», al «derby permanente» conclude Fini citando Napolitano: «Al capo dello Stato tutti plaudono, ma per fare subito dopo esattamente il contrario».
Carmelo Lopapa
(da “La Repubblica“)
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