FORZA ITALIA: SPUNTA ANCHE UN CLUB DEDICATO A PUTIN
POLEMICHE ALL’INTERNO DEL PARTITO, LA GELMINI MINIMIZZA: “SCELTA LEGITTIMA, VISTA L’AMICIZIA CON BERLUSCONI”…MA C’E’ CHI DA’ UNA INTERPRETAZIONE POLITICA ALLA CRISI UCRAINA
Il suggerimento, quando si compilano i moduli per aprire un club Forza Silvio, è di dedicarlo a un
personaggio illustre del territorio o a un grande del pensiero liberale: nelle istruzioni l’esempio è Luigi Einaudi.
I fondatori di un club azzurro a Milano hanno scelto di intitolarlo a Vladimir Putin. Non solo in nome dell’amicizia che lega il presidente russo a quello di Forza Italia. Ma anche perchè, sostengono i fondatori, «Putin è uno statista di prim’ordine, simbolo della capacità di tutelare, in un mondo globalizzato, la sovranità politica ed economica del suo Paese».
Promotori del club, inaugurato ieri (con sede in centro città e animato da imprenditori e professionisti), sono Ubaldo Santi, già consigliere comunale a Genova con il Psi negli anni 90, Daniele Ricossa e Cristiano Puglisi.
L’inaugurazione è avvenuta nel pieno del conflitto ucraino e gli stessi fondatori si aspettavano polemiche. Ma uno degli obiettivi del club è contrastare «letture di parte» sulla crisi ucraina (nei piani anche un giornale, Verità congelate, su fatti recenti di politica estera).
In periodo elettorale, è inevitabile parlare di Europa.
E l’indicazione che viene dal club Vladimir Putin è chiara: considerare l’addio al Ppe (non a caso ha partecipato ieri l’eurodeputata Susy De Martini, ricandidata con FI, che ha lasciato il gruppo dei Popolari per i Conservatori).
Spiega Santi: «Forza Italia rifletta sull’opportunità di restare in quel partito, prono alla volontà di Angela Merkel, che ha attuato una politica antitaliana».
Le polemiche, però, arrivano anche dallo stesso partito: l’idea di «intitolare un club a Putin, che non è un esempio di liberale, è censurabile» per il coordinatore milanese di FI Giulio Gallera.
Il responsabile dei club, Marcello Fiori, taglia corto: «Non sono neanche a conoscenza dell’iniziativa, ci sono 12.350 club in tutta Italia…».
Difende la scelta Mariastella Gelmini, coordinatrice di FI in Lombardia: «I club sono indipendenti dal partito, ma la scelta è legittima, vista l’amicizia tra Berlusconi e Putin. Nessun collegamento ai fatti recenti: la Federazione Russa è un Paese dove in politica estera Berlusconi ha lavorato con successo».
Renato Benedetto
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