GLI AMICI DI SILVIO: SCILIPOTI E LA PARCELLA NON PAGATA DALL’AGOPUNTORE DEI DUE MONDI
NON PAGA UNA PARCELLA DA 100.000 EURO PER UN PROGETTO CHE AVEVA AFFIDATO AD UN INGEGNERE, NEGANDO CHE LA FIRMA APPOSTA AL CONTRATTO FOSSE LA SUA: “QUEL GIORNO ERO IN BRASILE” E ALLEGA UN ATTESTATO DELL’ACCADEMIA BRASILIANA DI AGOPUNTURA…. MA VIENE DIMOSTRATO IN TRIBUNALE CHE QUELLO STESSO GIORNO ERA INTERVENTO AL CONSIGLIO COMUNALE DI TERME VIGLIATORE COME RISULTA DAI VERBALI
Deputato di incerta collocazione politica (socialdemocratico nella Prima Repubblica, dipietrista
nella Seconda, per poi approdare al gruppo dei Responsabili, stampella del governo), il medico agopuntore Domenico Scilipoti, continua a sorprendere: la Procura di Messina oggi gli contesta anche un’incerta collocazione geografica.
Da cui emerge una dote insospettabile: il dono dell’ubiquità .
Dalle carte processuali, infatti, emerge che Scilipoti, il 22 e 23 ottobre del 1991, è presente sia in Italia che in Brasile.
E precisamente a Terme Vigliatore, in provincia di Messina, brillante oratore, quei giorni, in consiglio comunale, e, negli stessi giorni, a Rio de Janeiro, anche lì erudito oratore di un corso di agopuntura e maxicombustione all’Academia brasileira de Arte e ciencia.
L’Oceano Atlantico è un dettaglio trascurabile (e superabile) per il deputato siciliano “dei due mondi”, capace di farsi vedere in Sicilia e in Brasile, lo stesso giorno, con tanto di carte a sostegno della sua presenza: i verbali del Consiglio comunale di Terme Vigliatore e la pergamena, autorevolmente sigillata, rilasciata dall’accademia brasiliana.
Com’è possibile tutto ciò…?
Bisogna partire da un sogno antico del parlamentare ballerino tra schieramenti, e giramondo virtuale tra continenti: la costruzione di un grande centro medico specializzato in agopuntura a Terme Vigliatore, rimasto, purtroppo, solo sulla carta.
Per realizzarlo si era affidato alla progettazione dell’ingegnere Carmelo Recupero, ex compagno di partito nei socialdemocratici, che dopo qualche anno pretese la sua parcella, per la produzione di disegni e planimetrie, di oltre centomila euro.
Scilipoti rifiutò di pagare, e la vicenda finì in tribunale, dove il professionista tirò fuori una scrittura privata firmata da Scilipoti come socio della cooperativa edilizia che avrebbe dovuto costruire il complesso medico, che si impegnava a pagare quanto dovuto.
Risultato: la condanna in sede civile del deputato inadempiente.
Che in appello, a sorpresa, si difese con un’argomentazione apparentemente ineccepibile: quella firma sotto la scrittura privata è falsa, sostenne Scilipoti, perchè quei giorni il parlamentare era in Brasile impegnato in un corso di agopuntura.
E per non lasciare spazio a dubbi depositò l’attestato, con tanto di sigilli, dell’accademia brasiliana, che confermava le sue parole.
Ma Terme Vigliatore è un piccolo paese, e la memoria di quei giorni deve essere rimasta viva nella mente dell’ingegnere Recupero, convinto di avere avuto la firma autografa di Scilipoti.
E per dimostrarlo, come in un romanzo di Camilleri, è andato a scovare nell’archivio del Comune il verbale del Consiglio comunale tenuto il 22 e il 23 ottobre 1991 (i giorni brasiliani di Scilipoti attestati dal documento dell’Academia).
Il risultato è stato sorprendente: quei giorni Scilipoti risulta presente in aula, con tanto di intervento nel merito del dibattito consiliare.
La storia, a questo punto, approda alla Procura di Messina che incrimina Scilipoti per calunnia e contraffazione di sigilli.
Un’inchiesta ormai giunta alla conclusione delle indagini preliminari con la convocazione del parlamentare da parte del sostituto procuratore Anna Maria Arena per spiegare i dettagli e i retroscena di questa insospettabile ubiquità italo-brasiliana.
Scilipoti, insomma, era in Brasile o in Sicilia…?.
Lui nega, ovviamente, di avere mai apposto quella firma sostenendo, in ogni caso, che quel terreno cui si riferiva la planimetria oggetto del contenzioso non venne mai acquistato; ma il dato poco incide sulla contesa della firma.
Alla fine scopriremo che il parlamentare così abile nel trasferimento reale tra schieramenti (politici) lo è anche nel passaggio virtuale tra continenti…?. Superando, come ha dimostrato, ogni remora politica e, in questo caso, anche l’Atlantico.
Giuseppe Lo Bianco
(da “Il Fatto Quotidiano“)
Leave a Reply