I CRIMINALI DELLA GUARDIA COSTIERA LIBICA SPARANO CONTRO LA MARE JONIO MENTRE STA SALVANDO DEI MIGRANTI ALLA DERIVA SU UN BARCONE
LA NAVE DI MEDITERRANEA ERA IN ACQUE INTERNAZIONALI E PIENAMENTE LEGITTIMATA A INTERVENIRE… LA VERGOGNA DELL’ITALIA CHE FINANZIA UN’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE
La Mare Jonio, la nave di Mediterranea Saving Humans, ha avuto nel pomeriggio di giovedì un “ruvido” incontro ravvicinato con la guardia costiera libica mentre stava aiutando un barcone di migranti in difficoltà.
I miliziani avrebbero aperto il fuoco a scopo di avvertimento, provocando momenti di paura e tensione. “Una motovedetta della cosiddetta guardia costiera libica – ha denunciato la ong su X – è intervenuta violentemente pochi minuti fa proprio mentre la Mare Jonio stava soccorrendo un’imbarcazione in pericolo in acque internazionali”. “I miliziani libici – ha proseguito la ong – hanno sparato colpi d’arma da fuoco in acqua e in aria, creando il panico e provocando la caduta in acqua di diverse persone. Il team della Mare Jonio sta recuperando e proteggendo i naufraghi. Chiediamo che il Governo italiano intervenga subito per fermare i comportamenti violenti, pericolosi e criminali della cosiddetta guardia costiera libica”.
L’imbarcazione era salpata mercoledì sera dal porto di Siracusa, dirigendosi verso il Mediterraneo centrale per la sua sedicesima missione di monitoraggio e soccorso in mare. Pochi giorni fa si era conclusa la Missione 15 con lo sbarco a Pozzallo di 113 naufraghi soccorsi nella notte tra il 23 e il 24 marzo in due distinte operazioni dall’unica nave della Flotta Civile battente bandiera italiana, a cui si aggiungono le 59 persone portate in salvo con la Guardia Costiera italiana.
Il capomissione a bordo Denny Castiglione, poche ore prima dell’intervento dei libici, aveva quasi “fiutato” il pericolo, sottolineando che “la zona Sar libica, dove ci stiamo dirigendo, è la zona di mare dove avvengono, per decisione politica dei governi italiani ed europei, le violazioni dei diritti umani che da inizio anno hanno causato numerosi naufragi e quasi 400 vittime, senza contare le persone disperse e i ‘naufragi-fantasma’ di cui non sappiamo nulla”.
“Le milizie libiche – aveva sottolineato Castiglione – pagate fior di milioni, hanno il compito di catturare e deportare chi tenta di fuggire dai lager: dall’inizio dell’anno sono state 3.791 le donne, uomini e bambini respinti in questo modo verso la Libia, che non è un porto sicuro”
(da Avvenire)
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