IL BARATRO DEL COVID IN ROMANIA TRA VESCOVI NO VAX, OSPEDALI A FUOCO E CIMITERI ESAURITI
IL SISTEMA E’ AL COLLASSO, I MALATI GRAVI TRASFERITI IN ALTRI PAESI EUROPEI… LA CHIESA ORTODOSSA FA PROPAGANDA CONTRO I VACCINI, FECCIA DA GALERA
La Romania sprofonda nel baratro del Coronavirus. 
È uno dei paesi con i più alti tassi al mondo di mortalità per Covid-19 e tra i più bassi, invece, dal punto di vista della campagna vaccinale. E ora ci si mettono anche i disastri.
Due pazienti sono morti e un’infermiera è rimasta ferita in un incendio scoppiato in un ospedale per Covid a Ploiesti, città di più di 200 mila abitanti, capoluogo del distretto di Prahova nella regione storica della Muntenia. Le fiamme sono state domate velocemente e una quindicina di pazienti sono stati messi in un’altra ala dell’ospedale della città.
Il disastro di Bucarest
La situazione epidemiologica in Romania è da incubo. Lo racconta anche un reportage oggi su Repubblica. Sono quasi 18 mila i pazienti Covid ricoverati in questo momento in tutto il paese. Tra loro ci sono anche 300 bambini.
Quasi 2 mila persone – 1.823 – sono ricoverati in terapia intensiva. E il sistema ospedaliero è al collasso.
«È la roulette russa della vita, non siamo in grado di garantire la sopravvivenza a chi riesce a trovare posto in ospedale», racconta a Repubblica Dorel Sandesc, luminare della terapia intensiva. Si lavora 24 ore al giorno, «in una situazione catastrofica. Stiamo facendo tutti gli sforzi possibili ma è peggio che la Lombardia all’inizio della pandemia». Da più parti si invoca l’utilizzo di strumenti usati in altri paesi come il Green pass.
No vax e sfiducia
La campagna vaccinale è un fallimento, tra sfiducia nelle istituzioni e velleità No vax: è vaccinato solo il 33% della popolazione. Il governo punta ora al 90% entro la fine del 2023. Caschi, ventilatori, farmaci – che la gente si porta da casa – sono arrivati in arrivo da altri paesi europei.
L’Italia ha inviato anticorpi monoclonali, ma negli ospedali manca l’ossigeno. E i malati più gravi cominciano a essere trasferiti d’urgenza, con aerei militari, in Germania, Ungheria, Italia dove ieri sono arrivati i primi quattro malati gravi.
A Giurgiu, 60 chilometri a sud di Bucarest e 60mila abitanti, il vescovo Ambrogio è finito sotto inchiesta per diffusione di notizie false e pericolose durante il sermone della domenica: «Non abbiate fretta di vaccinarvi, fate vaccinare prima loro, prima tutti i parlamentari e tutti i senatori, e i deputati. Questi 120 milioni di vaccini comprati da Citu (il premier) sono scaduti e stanno cercando di venderli all’estero», dice il vescovo.
La Chiesa ortodossa è No vax
Anche se il patriarca l’anno scorso è stato ricoverato per tre settimane proprio per Covid, la Chiesa ortodossa si dà alla predicazione No Vax. «Chi si vaccina finisce all’inferno, si prende il cancro al 100% per punizione e muore», racconta un’anziana donna fuori dalla Cattedrale della Dormizione a Repubblica.
«Non possiamo intrometterci nel volere di Dio. E poi il Covid si cura come un’influenza». A Slobozia, a est di Bucarest, al cimitero non c’è più posto. Mancano anche le bare. E si scavano buche. «Qui al massimo moriva una persona al giorno, adesso arriviamo anche a dieci e di questi sei o sette muoiono in casa perché non si fa a tempo a soccorrerli. E non c’è dove seppellirli, così ho dovuto chiamare l’escavatore», dice il sindaco Dragos Soare.
(da Open)
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