IL CASO DEL “IL SECOLO XIX” CONFERMA IL METODO DELLA DESTRA CON LA STAMPA: DOSSIER, ARROGANZA E PRESSIONI, OLTRE AI REPORT SUI GIORNALISTI SGRADITI, LO STAFF DEL GOVERNATORE MARCO BUCCI HA INVIATO ALL’EDITORE DEL QUOTIDIANO, GIANLUIGI APONTE, UNA LETTERA CON SUGGERIMENTI SUGLI ARTICOLI DA FARE, PER DETTARE LA LINEA DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE CHE POI HA PORTATO ALL’ELEZIONI DI SILVIA SALIS A SINDACO DI GENOVA
LA PROCURA DI GENOVA, CHE HA APERTO UN FASCICOLO IN SEGUITO ALL’ESPOSTO DEL DIRETTORE MICHELE BRAMBILLA, POTREBBE PROCEDERE ANCHE PER PECULATO, PERCHÉ QUEI DOSSIER SONO STATI CONFEZIONATI CON DENARO PUBBLICO
«In una foto c’è Silvia Salis in primo piano, sorridente. Nell’altra Piciocchi, alto 1,95, è
lontano e coperto da un’altra persona». C’è il confronto tra gli scatti pubblicati dal Secolo XIX che ritraggono l’allora candidata sindaca di Genova e il suo competitor di centrodestra nei dossier confezionati dallo staff del governatore Marco Bucci e arrivati all’editore del quotidiano ligure. Ma non solo.
«In occasione dell’elezione di Papa Leone XIV, sul Secolo non c’è stato spazio per citare il bel messaggio di auguri del presidente della Regione Marco Bucci, ma è stato citato il post sui social del capogruppo regionale del Pd, Armando Sanna», si legge.
Ma è soprattutto la sezione «Alcune proposte» indicate nella medesima lettera a imbarazzare di più: «Sarebbe di utilità un servizio di inchiesta su quante volte un candidato sfavorito ha poi ribaltato le previsioni della vigilia (…). Il quotidiano dovrebbe garantire più spazi anche ai candidati sindaco cosiddetti “minori” (…).
Realizzazione di interviste ad esponenti nazionali anche di centrodestra, in particolare quelli che saranno a Genova nei prossimi giorni, la prima opportunità è il ministro Giorgetti».
Bastano pochi stralci di quanto Bucci, tramite i suoi comunicatori, avrebbe inoltrato all’editore e armatore italo-svizzero Gianluigi Aponte, per svelare il presunto tentativo di dettare la linea, fare pressioni, pontificare sugli articoli e le foto da pubblicare. «È l’episodio più grave di tutta la mia carriera, mi rattrista rendermi conto di quanto la libertà di stampa abbia perso valore davanti agli occhi della gente, specie a causa di certi politici che hanno favorito un clima di prepotenza», dice a Domani Michele Brambilla, direttore del Secolo XIX.
Brambilla ha denunciato per diffamazione il responsabile dello staff comunicazione della Regione, Federico Casabella, che ha dichiarato che il direttore del quotidiano fosse d’accordo con quel dossieraggio.
Le inchieste
Da qui l’apertura di un fascicolo per fare luce su questa storia, oltre all’inchiesta già in corso dell’Ordine dei giornalisti che ha già prosciolto Brambilla, non rilevando, come si legge nella nota dell’Odg letta da Domani, «violazioni dell’ordine deontologico». Bucci, nel frattempo, nega, insieme a Casabella, affermando che nessun dossier – mere «rassegne stampa», le chiama il suo staff – sia mai stato inviato all’editore.
Il direttore Brambilla ha replicato: «Curioso che il governatore Bucci voglia pubblicare i messaggi tra me e lui e non dica una parola sul tema del giorno: e cioè che lui ha mentito dicendo di non avere mai inviato dossier al mio editore. Lo autorizzo a pubblicare tutte le chat tra me e lui e allo stesso tempo chiedo che lui pubblichi anche tutte le chat tra lui e il mio editore. Altrimenti sarò costretto a pubblicarle io».
Le opposizioni
Mentre la minoranza chiede le dimissioni del governatore, a intervenire è anche la sindaca Salis: «Solidarietà ai giornalisti, il dossieraggio infangala politica». Sarà dunque la procura, oltre all’indagine dell’Odg, a chiarire i contorni della vicenda.
In riferimento all’inchiesta, avviata a seguito della denuncia di Brambilla, c’è chi ipotizza che s possa procedere anche per peculato: e ciò perché quei dossier – secondo le fonti contattate da Domani – sarebbero stati confezionati dallo staff di Bucci e quindi con denaro pubblico. Ma dal palazzo di giustizia le bocche sono cucitissime.
Dossier, in base a quanto si apprende, sarebbero stati confezionati anche contro la testata Genova24. Quale lo scopo ultimo di quei file? Influenzare, condizionare il giornalismo? Diventarne i padroni? Alle annose domande risponderanno i pm.
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