IL “GANGSTER” DELLA CASA BIANCA IN PIENA CRISI DI NERVI, URLA AL COMPLOTTO: “LA CORTE SUPREMA E’ INFLUENZATA DA INTERESSI STRANIERI, MI VERGOGNO DI CERTI MEMBRI DELLA CORTE”
I GIUDICI HANNO DETTO ALLA CASA BIANCA CHE L’AMERICA È UNA REPUBBLICA DOTATA DI UN PARLAMENTO ED È UNA DEMOCRAZIA LIBERALE. CHE DEVE RIMANERE TALE. TRUMP HA ABUSATO DEI SUOI POTERI E DEVE SMETTERE DI FARLO, PERCHÉ NON PUÒ USURPARE I POTERI DEL CONGRESSO”
Dichiarazioni di Trump: “La sentenza della Corte Suprema è profondamente deludente. Mi vergogno di certi membri della Corte per non avere avuto il coraggio di fare ciò che è giusto per il nostro Paese.I Paesi stranieri che ci hanno sfruttato per anni sono estasiati, sono così felici. Stanno ballando per le strade, ma non balleranno a lungo, posso assicurarvelo.MRitengo che la Corte sia stata influenzata da interessi stranieri e da un movimento politico che è molto più piccolo di quanto la gente pensi. I dazi sono stati usati per porre fine a cinque delle otto guerre che ho risolto, che vi piaccia o no; guerre importanti che avrebbero potuto trasformarsi in nucleari”
La bocciatura da parte della Corte suprema degli Stati Uniti di gran parte dei dazi imposti da Donald Trump ha una valenza politico-istituzionale, prima ancora che economica. I giudici hanno deciso in sostanza che il presidente degli Stati Uniti ha abusato dei suoi poteri e deve smettere di farlo, perché non può usurpare senza motivazione plausibile i poteri del Congresso (che ha voce in capitolo in materia di rapporti commerciali).
Nel breve, in apparenza, potrebbe anche cambiare poco. È estremamente probabile per esempio che adesso l’amministrazione americana reagirà imponendo nuovi dazi, sulla base di diversi appigli giuridici che tuttavia potranno essere solo parziali nella portata dei prodotti colpiti o nella durata delle misure
Ma il messaggio di fondo dei più alti giudici degli Stati Uniti – con una decisione
presa a maggioranza di sei contro tre – è che l’autorità del presidente non è incondizionata. Trump non può semplicemente invocare un’«emergenza» in maniera arbitraria per fare del protezionismo uno strumento della sua politica estera o economica, ignorando le attribuzioni del parlamento nel sistema americano.
Il messaggio riguardo all’assetto istituzionale degli Stati Uniti è, in sostanza, resterà anche se almeno per adesso la Casa Bianca riuscirà ad invocare il deficit negli scambi con l’estero o altre circostanze per rimettere dazi orizzontali su tutti i Paesi colpiti – su tutti i loro prodotti coinvolti – per almeno sei mesi.
C’è poi l’aspetto relativo al bilancio pubblico, perché migliaia o decine di migliaia di imprese potrebbero aver diritto a rimborsi dal Tesoro americano per aver dovuto versare dazi ora ritenuti illegittimi. Non a caso il valore dei titoli pubblici americani è sceso – quindi il costo del debito è salito – a seguito della sentenza della Corte suprema. Il danno per il bilancio americano potrebbe aggirarsi attorno ai 300-400 miliardi di dollari.
Trump dovrà smettere di usare i dazi come una minaccia costante, come ha fatto sul caso Groenlandia o contro la Francia, ogni volta che la linea di qualche governo straniero gli provoca qualche irritazione.
I giudici hanno detto alla Casa Bianca che l’America è una repubblica dotata di un parlamento ed è una democrazia liberale. Che deve rimanere tale. Con o senza Trump; prima, durante o dopo di lui. Oggi è arrivata una delle sentenze storiche della Corte suprema. La battaglia sul protezionismo di questa stagione americana, invece, non fa che continuare
(da Corriere della Sera)
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