IL GRANDE VINCITORE DEI GIOCHI DI MILANO-CORTINA SI CHIAMA GIOVANNI MALAGO’: L’EX PRESIDENTE DEL CONI (A CUI IL GOVERNO MELONI HA NEGATO LA PROROGA DEL MANDATO) SI GODE IL SUCCESSO E INVITA A NON BRUCIARE LE TAPPE SULLA CANDIDATURA OLIMPICA DI ROMA NEL 2040
“È PREMATURO MA ROMA HA 2 VANTAGGI: NEL 2040 SARANNO 80 ANNI DALLE OLIMPIADI DI ROMA 1960. POI C’È LA QUESTIONE SOSTENIBILITÀ. E LA CAPITALE HA LO STADIO OLIMPICO”
Nel giro di pochi giorni l’ipotesi di una candidatura di Roma ai Giochi olimpici estivi del
2040 ha smesso di essere un semplice esercizio teorico ed è entrata apertamente nel dibattito politico e sportivo. A riaccendere il dossier è stato il successo celebrato dei Giochi invernali di Milano Cortina 2026, che hanno rafforzato l’idea di un’Italia pronta a tornare protagonista anche sull’edizione estiva, che al nostro Paese manca dal 1960.
Le cautele restano nelle formule, ma il confronto è ormai avviato. Alla conferenza stampa conclusiva ieri il presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, ha invitato a non bruciare le tappe: «Oggi non è il momento di trattare l’argomento: è prematuro, sbagliato e anche controproducente parlarne». Un richiamo alla prudenza formale, accompagnato però dalla consapevolezza che il tema è sul tavolo. E sul precedente della candidatura mancata di Roma 2024 ha aggiunto: «In questo momento sembra cancellato, ma ce n’è voluto. Un po’ di cicatrice è bene che rimanga».
Nei giorni scorsi il segnale politico era stato ancora più esplicito. Il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha definito Roma 2040 «un sogno che ha bisogno di qualche settimana di riflessione», precisando che «non c’è necessariamente bisogno di un annuncio per costruire una candidatura vincente, che è possibile». Anche il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha indicato la capitale come sede naturale: «Lì c’è una percentuale di impianti già realizzata, credo che il nostro Paese meriti un’altra Olimpiade estiva, perché una volta ci è stata scippata».
Il calendario internazionale è definito fino al 2032, con Los Angeles 2028 e Brisbane 2032 già assegnate dal Comitato olimpico internazionale. Lo spazio temporale per il 2040 esiste. E Roma si prepara a giocare le sue carte. Malagò, pur evitando annunci, ha richiamato i punti di forza della capitale: «Ha un doppio vantaggio: una storia unica anche di candidature olimpiche e nel 2040 saranno 80 anni dalle Olimpiadi di Roma 1960. Poi c’è la questione sostenibilità, che è tutto. E Roma ha lo stadio Olimpico».
Sulla partita che si aprirà, resta anche un altro interrogativo: terminato il lavoro per Milano Cortina, torna a farsi il nome di Malagò come possibile candidato sindaco al Campidoglio per il centrodestra.
«Rispondo dopo le Paralimpiadi su certe idee che ho in testa», ha tagliato corto rispondendo a chi gli ha chiesto del suo futuro. Intanto, però, il dossier Roma 2040 è entrato nella fase politica: le formule sono prudenti, ma la partita è iniziata.
(da Repubblica)
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