IL MINISTERO DEL SENNO DI POI
FRANA NISCEMI, LA PROTEZIONE CIVILE AVEVA AVVISATO DEL PERICOLO 26 ANNI FA
Non stupisce che la Protezione Civile avesse avvertito, già 26 anni fa, che a Niscemi poteva verificarsi “una frana di grandi dimensioni”. Né che avesse suggerito, per arginare il pericolo incombente, quei lavori di regimentazione delle acque che sono una specie di abc della tutela del territorio di fronte al dissesto idrogeologico. E che non sono stati fatti.
Non è uno scandalo: è la norma. Si investe in prevenzione un decimo di quello che servirebbe. E si spende poi, a catastrofe avvenuta, dieci volte di più di quanto sarebbe costata la prevenzione. Perché questo avvenga, non è del tutto chiaro. Forse fatalismo atavico (“ci penserà la Provvidenza”), forse grettezza politica, che impedisce di vedere un metro più in là del proprio naso. Propongo di istituire un
Ministero del Senno di Poi, primo al mondo, che si occupi di calcolare (con il senno di poi) i danni dell’imprevidenza, li renda pubblici e senza isterismi, senza retorica, metta sul tavolo, nero su bianco, quanto costa un disastro e quanto sarebbe costata la prevenzione.
La medicina preventiva è un ottimo modello di studio: costa meno tenere monitorato il cittadino sano, con esami e analisi, che allestire una sala operatoria.
Il ministro del Senno di Poi non può che essere un tecnico. Che non ha tornaconti elettorali, e dunque è in grado di dire ai cittadini: lo so che vi secca molto, ma vi assicuro, alla luce dei fatti, che vale la pena tirare fuori oggi, quando tutto sembra andare bene, un bel po’ di denaro pubblico per risparmiarne, domani, molto di più. Con qualche funerale in meno da celebrare, per giunta. Il ministro del Senno di Poi avrebbe, come obiettivo a breve termine, la creazione di un ministero del Senno di Prima. O ministero della Prevenzione.
(da Repubblica)
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