IL PRETENDENTE AL NOBEL PER LA PACE, DONALD TRUMP ATTACCA IL VENEZUELA: IL PRESIDENTE NICOLAS MADURO, CATTURATO E PORTATO FUORI DAL PAESE INSIEME ALLA MOGLIE
TRUMP COME I CAPI DI UNO STATO TERRORISTA: MADURO E’ STATO CATTURATO DA UNA DIVISIONE DELLA “DELTA FORCE”, L’UNITA’ PER LE MISSIONI SPECIALI
“Gli Stati Uniti d’America hanno condotto con successo un attacco su larga scala contro il Venezuela
e il suo leader, il presidente Nicolas Maduro, che è stato catturato e portato fuori dal Paese insieme alla moglie”. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti su Truth. “L’operazione è stata condotta in collaborazione con le forze dell’ordine statunitensi. Seguiranno dettagli”.
“Una buona pianificazione e truppe eccellenti. E’ stata un’operazione brillante”. Lo ha detto Donald Trump in merito alla missione con cui è stato catturato Nicolas Maduro in un’intervista riportata dal New York Times. A chi gli chiedeva se avesse chiesto l’autorizzazione al Congresso per agire e quali fossero i prossimi passi per il Venezuela, Trump ha risposto che avrebbe affrontato questi temi durante la conferenza stampa.
Il presidente colombiano Gustavo Petro ha scritto su X che sarebbero stati colpiti in Venezuela obiettivi istituzionali e militari a Caracas, tra cui il Palacio Federal Legislativo sede del Parlamento e il Cuartel de la Montaña, dove si trova il mausoleo di Hugo Chávez. Petro riferisce inoltre dell’attivazione del piano di difesa al palazzo presidenziale Miraflores. Petro lo indica come un “bilancio al momento confermato”, elencando i singoli siti colpiti.
Stando all’elenco condiviso da Petro, oltre alla sede del Parlamento venezuelano e al mausoleo che ospita i resti di Chávez, entrambi obiettivi altamente simbolici, sarebbe stato colpito anche il Fuerte Tiuna, il principale complesso militare del Paese, e la base aerea di La Carlota, nel centro della capitale, che sarebbe stata resa inoperativa.
Tra gli altri obiettivi menzionati compaiono la base n.3 dei caccia F-16 a Barquisimeto, la base militare di elicotteri di Higuerote, l’aeroporto di El Hatillo e l’aeroporto privato di Charallave, a sud di Caracas. Inoltre, sempre per Petro, un blackout elettrico avrebbe interessato ampie zone della capitale, dal centro al sud della città.
Il regime iraniano ha condannato “fermamente l’attacco militare degli Stati Uniti” contro il Venezuela, schierandosi al fianco del presidente de facto, Nicolás Maduro Moro, uno dei suoi principali alleati politici e strategici. La presa di posizione di Teheran è arrivata dopo una serie di esplosioni che hanno scosso Caracas e altre città del Paese sudamericano questa mattina.
In una nota ufficiale, il ministero degli Esteri iraniano ha denunciato quella che ha definito una “flagrante violazione della sovranità nazionale e dell’integrità territoriale del Venezuela”, accusando Washington di aver compiuto un atto di “aggressione illegale”. La Repubblica islamica ha inoltre criticato l’uso della forza da parte degli Stati Uniti, ribadendo il sostegno al governo di Caracas e richiamando il rispetto del diritto internazionale. La dichiarazione si inserisce nel quadro dell’asse politico tra Teheran e Caracas, rafforzatosi negli ultimi anni anche sul piano economico e strategico.
(da agenzie)
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