IL SENATO VOTA SI’ AL PROCESSO PER SALVINI
RESPINTO L’ORDINE DEL GIORNO PER L’IMPUNITA’… SI VOTA FINO ALLE 19 MA IL MARGINE E’ TROPPO AMPIO PER RISERVARE SORPRESE… LA LEGA SI ASTIENE
I senatori hanno votato sì al processo per Salvini ma lo scrutinio finale ci sarà alle 19, perchè chi non ha potuto votare ha tempo fino ad allora.
La votazione non è ancora chiusa ma è già scontato l’esito perchè i contrari al processo dovrebbero essere 161 e invece sono largamente al di sotto.
Si parla per ora di almeno 150 favorevoli al processo, senza considerare che la truppa dei senatori leghisti (una settantina) non voterà .
Sarà utile però verificare le cifre finali anche per giudicare la compattezza dei gruppi.
Bonino (+Europa): «Assurdo pensare a “invasione”…»
Duro intervento di Emma Bonino (+ Europa) che smonta le tesi di chi difende Salvini: «I sostenitori del diniego invocano l’articolo 52 della Costituzione: si trattava di difendere la patria e i confini. Per affermare questo, bisogna sfidare il ridicolo e sostenere che i confini della patria erano minacciati da una unità navale italiana e da 135 naufraghi». E poi, incalza la senatrice: «La patria italiana correva il rischio di essere invasa da una nave costiera italiana? È assurdo anche solo pensarlo».
il «comandante» De Falco: «Salvini rinunci all’immunità »
Il comandante Gregorio De Falco, ex 5 Stelle ora al Misto, dall’alto della sua competenza in materia analizza la situazione: «Trattenere quelle persone a bordo è stata un’inutile crudeltà , come per la Diciotti. La differenza è che la Gregoretti era stata costruita per fare vigilanza sulla pesca e non per i soccorsi. Era più piccola e le persone a bordo erano in coperta, esposte al sole». E poi, incalza: «La situazione sanitaria, certificata da un volontaria, era critica e c’erano 25 casi di scabbia. In più, non c’era bisogno di una presa di posizione esplicita del governo, perchè nel decreto era espressamente previsto che il ministro non avesse competenza su una nave militare. Quindi c’è stata un’ingerenza di Salvini. Infine, non c’era alcun pericolo imminente per l’ordine pubblico. Chiedo a questo punto a Salvini un atto di coerenza: che chieda di rinunciare all’immunità , come da proclami che fa da due anni. Sarebbe un bel gesto».
Parrini (Pd): «Salvini si faccia trattare come tutti i cittadini»
Dario Parrini (Pd): «Salvini non agì per ragion di Stato ma per una ben più bassa ragion di partito, visto che è allergico allo Stato di diritto. E non c’è alcuna ragione per cui il corso della Giustizia debba essere bloccato. Il senatore Salvini dovrebbe sentirsi contento di essere trattato come un qualsiasi cittadino invece di tirarci tossine politiche».
(da agenzie)
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