“IL TERRORISMO CRESCERÀ, SIA CHE IL PIANO DI TRUMP FALLISCA, SIA CHE ABBIA SUCCESSO”: GILLES KEPEL, POLITOLOGO FRANCESE ESPERTO DI MEDIO ORIENTE, AVVERTE
“LO VEDO CRESCERE DAVANTI AI MIEI OCCHI COME CONSEGUENZA DIRETTA DEI BOMBARDAMENTI SU GAZA. L’ATTACCO ALLA SINAGOGA DI MANCHESTER È STATO UNA CHIARA AVVISAGLIA. VOI ITALIANI NON NE SARETE AFFATTO IMMUNI CON LA CRESCITA DI UN POLO CHE UNISCE SINISTRE RADICALI E ISLAMICI” … “L’OSTACOLO PIÙ IMPORTANTE ALLA PACE È LA MANCATA LIBERAZIONE DI BARGHOUTI. ARABI ED EUROPEI NON POTRANNO ACCETTARE QUESTA LIMITAZIONE VOLUTA DAL GOVERNO NETANYAHU
«Sono pessottimista», esordisce Gilles Kepel. Il noto studioso francese esperto di Medio Oriente registra le grandi speranze suscitate dal piano Trump, ma anche le enormi difficoltà per la sua attuazione.
Negativo o positivo sugli accordi tra Israele e Hamas?
«Vedo i festeggiamenti nelle piazze israeliane e tra le famiglie degli ostaggi. Ma osservo anche con interesse le manifestazioni a Gaza, che non sono solo per la fine della guerra, ma anche contro la repressione di Hamas. I gazawi non ne possono più del controllo militare oppressivo imposto dagli islamici».
Ostacoli più importanti sulla via della pace?
«Tanti. Per esempio, la scelta israeliana di non liberare Marwan Barghouti, che è il prigioniero più noto in grado di costruire un futuro politico per uno Stato palestinese parallelo a Israele. Credo che arabi ed europei non potranno accettare questa limitazione voluta dal governo Netanyahu».C’è un ruolo europeo?
«Nonostante tutta l’ironia emersa negli ultimi giorni contro l’iniziativa di pace franco-saudita, in verità Trump ne ha mutuato gli elementi principali per lanciare il suo piano. E ciò è avvenuto dopo l’attacco israeliano del 9 settembre per colpire Hamas in
Qatar. Trump lo ha detto chiaro a Netanyahu: Israele non può fare la guerra al mondo intero. Da allora lo ha obbligato ad accettare il processo di pace».
Cosa c’è dietro?
«Gli enormi interessi americani nel Golfo. Gli uomini del presidente, dal suo genero Jared Kushner al consigliere e mediatore Steve Witkoff, assieme ai figli di quest’ultimo, tutti hanno stretto giri d’affari miliardari con il Qatar. In realtà questi ultimi negoziati sono decollati quando loro si sono aggiunti; tra l’altro sono tutti coinvolti nei progetti di ricostruzione di Gaza».
E Hamas è pronta a disarmarsi e sparire?
«Non credo che i suoi militanti siano disposti ad andare in massa in esilio. I vecchi capi sono morti. C’è una nuova generazione di miliziani più duri e violenti che mai. Anzi, di più: io vedo tutti i segnali di una ripresa del terrorismo jihadista in nome della causa palestinese sia in Medio Oriente che in Europa».
Terrorismo sulle piazze europee firmato Palestina?
«Indubbiamente, lo studio da anni e lo vedo crescere davanti ai miei occhi come conseguenza diretta dei bombardamenti su Gaza. L’attacco alla sinagoga di Manchester è stato una chiara avvisaglia. Voi italiani non ne sarete affatto immuni con la crescita di un polo che unisce sinistre radicali e islamici. E purtroppo il nuovo terrorismo crescerà, sia che il piano di Trump fallisca sia che abbia successo: sarà visto dagli estremisti come una vittoria di Israele».
(da agenzie)
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