INCHIESTA URBANISTICA MILANO, IL TRIBUNALE DEL RIESAME ANNULLA L’ARRESTO DI MANFREDI CATELLA (DOPO AVER PRESO ANALOGO PROVVEDIMENTO PER GLI ALTRI CINQUE INDAGATI)
MA NON E’ CHE ALLA FINE TUTTO SI RIVELERA’ UNA BOLLA DI SAPONE?
Torna libero anche l’immobiliarista Manfredi Catella, che da tre settimane era agli arresti domiciliari nell’inchiesta milanese sull’urbanistica. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Milano. Una riga secca di dispositivo con cui il collegio dei giudici, un altro rispetto alle precedenti udienze, ha “annullato” l’ordinanza impugnata e ha revocato la misura cautelare per lo sviluppatore immobiliare. Tutti e sei gli arresti chiesti e ottenuti dalla procura milanese in questo ultimo importante filone di inchiesta sono quindi stati annullati dal Riesame.
I giudici si sono presi tre giorni per decidere dopo l’udienza del 20 agosto e hanno accolto il ricorso presentato dai legali del patron di Coima contro la misura restrittiva – gli arresti domiciliari – disposti lo scorso 31 luglio dal gip Mattia Fiorentini. Era stata la procura a chiedere la misura – con la procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano e i pm Paolo Filippini, Marina Petruzzella e Mauro Clerici – nell’ambito dell’inchiesta sui presunti conflitti d’interesse e le corruzioni nella gestione dell’urbanistica del Comune in cui Catella è accusato di corruzione e falso.
Il ricorso di Catella: “Le fatture a Scandurra erano vere”
Aveva voluto esserci di persona, Manfredi Catella, mercoledì mattina a Palazzo di Giustizia, per chiedere la revoca dei suoi
arresti domiciliari ai giudici del Riesame. Nell’inchiesta sul “sistema corruttivo”, che per la procura milanese avrebbe regolato buona parte dello sviluppo immobiliare degli ultimi anni in città, il patron di Coima è accusato di aver corrotto l’architetto Alessandro Scandurra, ex membro della commissione per il Paesaggio, con consulenze “mascherate da tangenti” per ottenere il voto favorevole per i progetti di proprio interesse. Il Pirellino, su tutti. Per i pm quelle consulenze, però, sarebbero state “pagate troppo”, una cifra “non congrua” rispetto agli incarichi svolti. Quindi, una prova “del patto corruttivo”.
Chiedendo la revoca dei domiciliari a cui è sottoposto dallo scorso 31 luglio su decisione del gip Mattia Fiorentini, Catella ha fatto sapere tramite i suoi legali Francesco Mucciarelli e Adriano Raffaelli che la fattura da 28.500 euro emessa a luglio 2023 dallo studio di Alessandro Scandurra nei confronti di Coima Sgr, “non è affatto falsa”, a differenza di quanto sostenuto dal gip per il quale era “funzionale unicamente a giustificare” il patto corruttivo tra Catella e l’ormai ex membro della commissione Paesaggio. Sottolineando che lo stesso giudice afferma che “Catella non aveva alcun rapporto con Scandurra”, i difensori sostengono che durante l’interrogatorio preventivo l’immobiliarista “si è assunto una responsabilità generale in coerenza con la sua etica e deontologia, ma non certo quella di avere commesso illeciti: altro – si legge – è l’assunzione della responsabilità delle politiche aziendali, altro la paternità di reati”.
Tutti liberi anche gli altri arrestat
Catella era l’ultimo tra gli arrestati lo scorso 31 luglio su cui il Riesame doveva esprimersi. La scorsa settimana sono stati liberati l’assessore Giancarlo Tancredi, l’ex presidente della Commissione paesaggio Giuseppe Marinoni e il manager Federico Pella: per tutti e tre i giudici hanno disposto una misura interdittiva di un anno. Arresti annullati, invece, per il patron di Bluestone Andrea Bezziccheri – l’unico che era finito in carcere – e Alessandro Scandurra. E proprio la liberazione di Scandurra aveva lasciato ipotizzare che anche per il patron di Coima ci si sarebbe potuti attendere la revoca dei domiciliari.
Dieci giorni fa era stato accolto dai giudici del Riesame proprio il ricorso dell’architetto e anche membro per otto anni della commissione per il Paesaggio. Scandurra è accusato di essere stato “corrotto” proprio da Catella con fatture fino a 138mila euro per un suo sì al parere da rilasciare in commissione sui progetti di interesse dello sviluppatore, su tutti il Pirellino e il villaggio olimpico allo Scalo Romana, da convertire a fine Giochi in uno studentato. Annullata la misura cautelare ai domiciliari per il presunto corrotto, oggi un altro collegio giudicante – Cucciniello-Braggion-Ricciardi – ha di conseguenza annullato anche quella per il presunto corruttore, difeso dal professore Francesco Mucciarelli e dall’avvocato Adriano Raffaelli.
L’attesa per le motivazioni
Come avvenuto per gli altri arrestati poi liberati, ora i giudici hanno 45 giorni per depositare le motivazioni. Il dispositivo di
oggi è di una riga soltanto quindi saranno fondamentali le motivazioni per capire su cosa si sia bastata la decisione dei giudici. Se hanno ritenuto che non vi fossero le esigenze cautelari per mantenere Catella agli arresti domiciliari, anche considerando il fatto che il patron di Coima ha rimesso le deleghe nei rapporti con la pubblica amministrazione. Oppure se hanno deciso di annullare l’ordinanza di Scandurra e Catella non ravvisando i gravi indizi di colpevolezza a suo carico, dunque entrando nel merito delle accuse. Un’ipotesi questa che metterebbe in discussione l’impianto accusatorio costruito dalla procura sul sistema di corruzione che avrebbe regolato lo sviluppo urbanistico degli ultimi anni.
(da agenzie)
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