LA STRATEGIA BUDANOV, IL GENERALE UCRAINO SOSPETTATO PER I RAID A MOSCA
37 ANNI, CERVELLO RAFFINATO, GUIDA I SERVIZI UCRAINI E IL BATTAGLIONE SHAMAN, AUTORE DI RAID VITTORIOSI IN RUSSIA… DAL PONTE DANNEGGIATO ALLA RETE FERROVIARIA FATTA SALTARE
L’intelligence militare ucraina (Gur) guidata dal generale Kirilo
Budanov si occupa dei raid segreti in Russia e quindi potrebbe essere responsabile anche di questo attacco simbolico con due droni contro il Cremlino a Mosca (simbolico perché Putin non dorme mai al Cremlino e tantomeno lo farebbe sotto il pennone della bandiera, obiettivo dei droni), ma non li rivendica quasi mai per scelta politica.
È l’intelligence militare ucraina a dirigere il battaglione Shaman, un reparto speciale che si occupa delle operazioni di sabotaggio in territorio russo, nelle zone subito oltre il confine come Bryansk e Belgorod — due giorni fa una ferrovia è stata fatta saltare in tre punti per la seconda volta. Di recente un tribunale russo ha incriminato il trentasettenne generale Budanov in assenza per l’attacco che danneggiò il ponte sullo stretto di Kerch, l’8 ottobre — il camion bomba doveva esplodere il 7 ottobre, data del compleanno di Putin, ma il guidatore ignaro si fermò a fare un sonnellino lungo la strada.
Questa voglia di simbolismo e di sfida comincia a essere un marchio di fabbrica delle operazioni clandestine ucraine. È sempre l’intelligence militare di Budanov a dare informazioni sui risultati dei raid con i droni contro siti russi nella penisola di Crimea, quindi verso Sud, e di conseguenza viene da chiedersi se non si occupi anche dei raid con i droni verso Nord, fino a raggiungere Mosca.
Dai cosiddetti “Discord leak”, sappiamo che l’Amministrazione Biden a gennaio ha fatto pressione sul generale Budanov perché il 24 febbraio, anniversario dell’invasione, non lanciasse «attacchi di massa» contro Mosca e altre città ucraine. Lo scoop del Washington Post non specificava che genere di attacchi fossero, ma confermava che è Budanov a dirigere le operazioni in profondità in Russia: deeper and deeper , sempre più in profondità.
Queste operazioni non cambiano il corso della guerra, sono performative, lanciano un messaggio. Il Cremlino in questi mesi ha tenuto molto a dare ai russi l’illusione che l’invasione in Ucraina non li avrebbe mai toccati [. Adesso droni esplosivi si fanno sentire nel cuore della capitale, di notte.
Ci sono altre due ipotesi che non è possibile scartare. La prima è che il raid con i droni sia stato lanciato da un gruppo partigiano russo. Non ne sentiamo parlare spesso, ma c’è un network di dissidenti sparso in tutta la Russia che rivendica attacchi contro bersagli militari o comunque collegati al governo. Se i droni usati fossero a corto raggio, questa ipotesi prenderebbe forza.
La seconda è che si tratti di una operazione cosiddetta “sotto falsa bandiera”, quindi commessa dai servizi di Putin per scopi politici che ancora non sono chiari. Un attacco false flag potrebbe giustificare una reazione brutale della Russia — che però da quattordici mesi lancia ondate di attacchi con missili balistici e bombardieri contro le città ucraine. La guerra è già brutale, senza bisogno di complotti.
(da La Repubblica)
Leave a Reply