L’AFFETTATRICE ESIBITA A “OTTO E MEZZO” DA ALESSANDRO SALLUSTI, OVVERO DIMMI CHE AFFETTATRICE HAI E TI DIRÒ CHI SEI, : “È PER DEFINIZIONE UN SIMBOLO DI STATUS, CREDO SIA UNA BERKEL, LA ROLLS ROYCE DELLE AFFETTATRICI”
“CHIUNQUE AMBISCA A SEGNALARE LA PROPRIA IRRESISTIBILE EVIDENZA SOCIO-PROFESSIONALE HA L’OBBLIGO QUASI SUPREMATISTICO DI POSSEDERNE UN MODELLO, MAGARI PLURIACCESSORIATO”
Come ben sanno le persone di mondo, l’affettatrice che Alessandro Sallusti, portavoce
meloniano per l’imminente referendum, mostra pervicamente alle sue spalle durante, metti, i collegamenti con Lilli Gruber su La7, è per definizione un simbolo di status, credo, se vogliamo entrare nel dettaglio e nei listini, sia una Berkel, la Rolls Royce delle affettatrici.
Dubito quindi si tratti di una presenza accidentale, un semplice oggetto di sfondo, casualmente domestico. Si sappia infatti che chiunque ambisca a segnalare la propria irresistibile evidenza socio-professionale, al di là del mestiere svolto, ha l’obbligo quasi suprematistico di possederne – tra cucina, tinello, tavernetta o grottino – un modello, magari pluriaccessoriato, totemicamente lì, nella propria dimora, poco importa se cittadina, collinare, lacustre o direttamente a bordo mare.
Irrilevante perfino quanto venga usata, se abbia mai sfiorato un prosciutto. La sua presenza, volendo, come tu hai rimarcato, agli occhi di alcuni potrebbe anche
figurare come metafora e suggestione “pizzicarola”, in realtà è già simbolo informale del fronte del Sì al referendum sulla separazione delle carriere togate. Detto questo, come direbbe la “Settimana Enigmistica”, aguzzando la vista, sono quasi certo che la ritroveremo presente fino al giorno delle urne in forma di monito elettorale.
(da Dagospia)
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