“LAVORO 7 GIORNI SU 7 PER 4 EURO L’ORA”
IL RACCONTO DEI RIDER DI DELIVEROO AI PM DI MILANO… “I COMPENSI NON SONO IN GRADO DI GARANTIRE UNA ESISTENZA DIGNITOSA”
«Inizio il servizio, loggandomi all’app, alle ore 11 del mattino e finisco alle ore 22. Lavoro 7 giorni su 7 per circa 11 ore al giorno (…) la mia paga non è sufficiente (…) Per tale motivo svolgo un secondo lavoro come facchino in un hotel per 5 giorni a settimana delle ore 23 sino alle 7. Purtroppo devo inviare circa 600 euro alla mia numerosa famiglia che vive in Nigeria». Questa è solo una delle tante testimonianze raccolte e riportate, nero su bianco, nel provvedimento di controllo giudiziario per caporalato a carico di Deliveroo. Deposizioni di decine di rider, con lavoratori che incassano tra i 3 e i 4 euro a consegna.
Compensi non in grado di «garantire una esistenza libera e dignitosa»
Agli inquirenti c’è chi ha raccontato che fa «fino a 150 km» al giorno per «dieci consegne». Ordini che arrivano tramite la «notifica su una app». Racconti simili a chi è stato rider per Glovo. Nel provvedimento il pm milanese Storari parla di «gestione algoritmica della prestazione» lavorativa, con «monitoraggio» continuo sui «tempi» di consegna e «performance» con «punizioni». Non sarebbe poi chiaro per la procura di Milano come vengano elaborati i dati e assegnati quindi gli ordini con tanto di calcolo del compenso. Quello che sembra solido, tanto da avviare un controllo giudiziario per caporalato, è che i ciclofattorini «percepiscono retribuzioni sicuramente non proporzionate né alla qualità né alla quantità del lavoro», «contrastanti con l’articolo 36 della Costituzione» e non in grado di «garantire una esistenza libera e dignitosa».
(da agenzie)
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