LO SPIRITO DEL TEMPO
PER ESSERE LIBERI OCCORRE ESSERE TEMUTI
Per essere liberi bisogna essere temuti. Non l’ha detto Gengis Khan, e nemmeno Gengis
Trump, ma il mite figlio dell’illuminismo Emmanuel Macron, il cui massimo afflato machista era consistito finora nell’indossare un paio di occhiali da sole. Lo ha detto proprio mentre la guerra infuria nel Vicino Oriente sempre più vicino, per spiegare la decisione di ampliare a dismisura il garage delle bombe atomiche francesi, nonché di varare un nuovo programma di difesa aerea che coinvolgerà tutti i più grandi Stati europei, tranne uno che comincia per I e non è l’Irlanda.
Per essere liberi bisogna essere temuti. Questa frase incarna lo spirito del tempo e piacerà a coloro che non si fanno troppe illusioni sulla natura umana. Tutti abbiamo avuto un padre, un amico, un collega o un editorialista di riferimento (prevalentemente maschio) che un giorno ci ha detto o scritto:«Nessuno ti rispetta finché sei gentile, simpatico, collaborativo. Quella che tu chiami mitezza viene percepita dagli altri come debolezza. Se cerchi il dialogo, riceverai uno schiaffo. Mentre se dai uno schiaffo, o minacci di darlo, otterrai il dialogo. O comunque un risultato. La psiche umana funziona così dai tempi delle caverne ed evolve assai lentamente. Perciò, se desideri che Trentini torni libero, non devi trattare con Maduro, ma rapirlo. E se desideri che le donne iraniane siano libere, non devi trattare con Khamenei, ma ammazzarlo».
Va bene, ho afferrato il senso. Ma potrò almeno dire che mi fa un po’ senso?
(da Corriere della Sera)
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