L’ULTIMA UDIENZA DI BENEDETTO XVI: “SONO COMMOSSO, VEDO LA CHIESA VIVA”
200.000 PERSONE IN PIAZZA SAN PIETRO PER SALUTARE UN GRANDE E CORAGGIOSO PAPA: “NON ABBANDONO LA CHIESA, RESTO NEL RECINTO DI DIO”
”Vi ringrazio di essere venuti così numerosi a questa ultima udienza generale del mio pontificato. Grazie di cuore, sono veramente commosso e vedo la Chiesa viva e penso che dobbiamo dire grazie al Creatore per il tempo bello che ci dona anche se è inverno!”.
Con queste parole Benedetto XVI ha salutato i quasi 200mila fedeli presenti questa mattina in piazza San Pietro per la sua ultima udienza generale.
“Il 19 aprile del 2005 ho pensato: Signore, che cosa mi chiedi? È un peso grande quello che mi poni sulle spalle, ma se Tu me lo chiedi sulla Tua parola getterò le reti” e ”il Signore mi ha veramente guidato”, ha detto il Papa, ripercorrendo il suo pontificato e sottolineando le difficoltà attraversate.
“In questi 8 anni il Signore mi ha guidato, mi è stato vicino, ho potuto sentire la sua presenza ogni giorno. La Chiesa ha vissuto giorni felici, ma anche momenti non facili, nei quali mi sono sentito come San Pietro in barca con i pescatori. Il Signore sembrava dormire, ma ho sempre saputo che in quella barca c’era. La barca della Chiesa non è mia, non è nostra, ma è sua, e il Signore non la lascia affondare”.
In prima fila.
Hanno assistito all’ultima udienza generale numerosi cardinali. In prima fila, sul sagrato della Basilica di San Pietro, i cardinali di Curia Re, Braz de Aviz, Canizares e Antonelli chiacchierano con alcuni arcivescovi residenziali già arrivati per il Conclave, tra i quali l’italiano Bagnasco, gli statunitensi Dolan e Wuerl, l’australiano Pell.
Mai solo.
“Io non mi sono mai sentito solo nel portare la gioia e il peso del ministero petrino”. Tra gli applausi, Benedetto XVI ha ringraziato i cardinali e i collaboratori, “ad iniziare dal mio Segretario di Stato Bertone, che mi ha accompagnato con fedeltà in questi anni”.
Nessuna privacy.
”Chi assume il ministero petrino – ha detto ancora Papa ritornando con il pensiero ai sentimenti del giorno dell’elezione – non ha più alcuna privacy. Appartiene sempre e e totalmente a tutti, a tutta la Chiesa. Alla sua vita viene, per così dire, totalmente tolta la dimensione privata. Ho potuto sperimentare – ha aggiunto – e lo sperimento precisamente ora, che uno riceve la vita proprio quando la dona”.
“Non abbandono la croce”.
Da oggi la sua vita non sarà comunque un ”ritornare nel privato”. Benedetto XVI ha detto che non avrà ”una vita di viaggi, incontri, ricevimenti, conferenze, eccetera. Nel servizio della preghiera resto, per così dire, nel recinto di San Pietro. Non abbandono la croce, ma resto in modo nuovo presso il Signore Crocifisso.
Passo grave, ma sereno.
Il Papa è tornato a sottolineare la gravità della sua decisione, ma conferma di aver fatto il passo con serenità : “Ho fatto questo passo nella piena consapevolezza della sua gravità e anche novità , ma anche con una profonda serenità d’animo. Negli ultimi mesi – ha aggiunto – ho sentito che mie forze erano diminuite e ho chiesto a Dio di illuminarmi nella preghiera per farmi prendere la decisione più giusta non nel mio bene, ma per il bene della Chiesa”.
Preghiere per il successore.
Un pensiero è stato rivolto anche al successore: “Vi chiedo di ricordarmi davanti a Dio, e soprattutto di pregare per i cardinali, chiamati ad un compito così rilevante, e per il nuovo successore dell’Apostolo Pietro: il Signore lo accompagni con la luce e la forza del suo Spirito”, ha detto il pontefice, che ha colto l’occasione anche per ringraziare i media: “Vorrei che il mio saluto e il mio ringraziamento giungesse poi a tutti: il cuore di un Papa si allarga al mondo intero. Qui penso anche a tutti coloro che lavorano per una buona comunicazione e che ringrazio per il loro importante servizio”.
Grazie Italia.
Un particolare saluto il Pontefice lo ha riservato ”alla cara Italia e a Roma”. Rivolgendosi ai pellegrini di lingua itaiana il Papa ha aggiunto: ”grazie per il vostro affetto e amore, grazie”. ”Cari amici – ha quindi aggiunto – grazie per questi otto anni, grazie per la gioia della vostra fede”.
La gioia di Cristo su Twitter, domani account chiuso.
”Vorrei che ognuno sentisse la gioia di essere cristiano, di essere amato da Dio che ha dato suo Figlio per noi”.
È questo il nuovo messaggio diffuso da Benedetto XVI su Twitter. Domani, ultimo giorno di pontificato, l’account del papa sarà chiuso.
Alemanno a incontro privato.
Al termine dell’ultima udienza di Benedetto XVI, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha partecipato ad un incontro privato, nella sala Clementina del Vaticano, che il Santo padre ha avuto con i capi di Stato giunti da tutto il mondo per rendergli omaggio.
Grandi misure di sicurezza.
Il Pontefice è stato accolto da un’ovazione, quando la jeep ha fatto il suo ingresso: accanto al Papa, come sempre, il segretario, monsignor Georg Gaenswein.
La vettura si è fermata qualche istante per permettere a Benedetto XVI di prendere in baccio un bambino. La zona è sorvegliata a vista da centinaia di uomini delle forze dell’ordine.
Massiccia anche la presenza degli addetti della Protezione civile.
Via della Conciliazione, ovviamente chiusa al traffico, è stata completamente transennata ed è stato creato un corridio centrale per i mezzi di soccorso mentre maxischermi sono stati montati in previsione di un afflusso di pellegrini e fedeli. Ieri sera sono iniziate le bonifiche delle forze dell’ordine.
Giro della piazza in papamobile.
L’udienza generale è iniziata alle 10.30.
Il Papa dimissionario, il cui pontificato si concluderà domani alle 20, ha fatto il giro dei settori nella piazza con la ‘papamobile’ per salutare da vicino quanti più fedeli possibile.
Poi, come di consueto, la catechesi dal sagrato.
Ci sono innanzitutto i fedeli della diocesi di Roma, guidati dal cardinale vicario Agostino Vallini. Ma a San Pietro ci sono fedeli e personalità anche dal resto d’Italia e dall’estero.
In piazza le bandiere testimoniano la provenienza di persone da ogni parte del mondo: dagli Usa alla Polonia, dall’Egitto alla Cina, dalla Bolivia alla Germania, patria di Joseph Ratzinger.
Benedetto XVI “sta ricevendo messaggi da ogni parte del mondo, anche da personalità di grande rilievo e da capi di Stato”, ha riferito ieri padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede.
Tanti hanno annunciato la loro presenza, dal Granduca Ereditario Guillame de Luxembourg al ministro italiano della Salute Renato Balduzzi.
Per associazioni e movimenti cattolici ci saranno Maria Voce del Movimento dei Focolari, Kiko Arguello del Cammino Neocatecumenale, Frere Alois e il Priore della Comunità di Taizeè.
Udienza n°348.
Quella odierna è la 348ma udienza generale di Benedetto XVI nei suoi otto anni di pontificato. Incontri con fedeli e pellegrini, quelli del mercoledì mattina in piazza San Pietro o nell’Aula Paolo VI in Vaticano, che hanno radunato in totale 5.116.600 fedeli (dall’aprile 2005 al 27 febbraio 2013).
La partecipazione più numerosa è avuta nel 2006 quando, alle 45 udienze generali di quell’anno, hanno preso parte 1.031.500 fedeli.
È, invece, il 2011, con un totale di 45 udienze generali, a far registrare il numero più basso di fedeli, in tutto 400.000.
Per quanto riguarda, invece, l’anno in corso quella odierna è l’ottava udienza generale di Papa Ratzinger.
Nuove dimissioni.
Ancora dimissioni nelle alte sfere della Chiesa: il Papa ha accettato oggi le dimissioni “per infermità o altra grave causa” di due vescovi, l’inglese Patrick Altham Kelly, arcivescovo di Liverpool, e l’ausiliare di Armagh in Irlanda, Gerard Clifford.
(da “La Repubblica“)
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