SCONTRO CASA BIANCA-VATICANO, LO STORICO CARDINI: “TRUMP ISTERICO PAROLAIO, MA QUALE AVIGNONE…”
“SONO FEROCEMENTE GHBELLINO, SE QUESTO DI WASHINGTON E’ L’IMPERATORE DEI NOSTRI TEMPI, I GHIBELLINI NON LO SOSTERREBBERO”
“Questo isterico parolaio… trattiamo gli imperatori del passato con un certo rispetto, non facciamo paragoni”. Franco Cardini, storico medievista, 85 anni, ne ha studiati e visti di capi di Stato, di sovrani assoluti e di pontefici della Chiesa di Roma. Ma su Trump non si capacita: “Che poi è un parolaio, ma le parole non le sa usare”.
Insomma, professore, a quale imperatore del periodo della cattività avignonese – quando tra il 1309 e il 1377 la sede papale fu trasferita in Francia – paragonerebbe l’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump?
A nessuno davvero. Non voglio sottrarmi, ma non riesco a ritrovare le caratteristiche di Trump in nessuno. L’attuale presidente degli Stati Uniti evoca Avignone con un intento di arroganza al di là dei suoi chiari limiti psicologici.
Mai c’era stato un attacco verbale di Washington di questo livello contro il papa, che è anche un capo di Stato, e infatti Trump fra le altre cose dice che Leone XIV “è un debole, pessimo in politica estera”…
Trump parla di forza e debolezza secondo una logica machista. Il presidente degli Usa sostiene di essere un americano libero, ma in realtà è un cristiano settario. È pienamente parte di quella costellazione di chiese settarie cristiane fondamentaliste.
Per contrastare le quali, dal punto di vista di Roma, un papa americano è utile?
Da tempo l’idea di un papa americano era nell’aria, almeno dal 1945. Santa romana Chiesa, con tutti i suoi limiti, riesce quasi sempre a innalzare al soglio pontificio una personalità in grado di dare la risposta adeguata ai problemi del momento. Il papa americano, Leone XIV, non si esaurisce in questo, come il suo noto e nobile cognome francese indica, Prevost. Non dimentichiamoci anche che si tratta di un agostiniano e pensate a quanto potente è stato ed è il pensiero di Sant’Agostino, tanto potente da rasentare l’eresia.
Pur senza nominarlo, papa Leone risponde al presidente Donald Trump per le rime: “Con lui non discuto”.
È il giustizialismo mistico del pontefice, capace di arrivare a poter dire che il principale politico laico mondiale del momento sta sbagliando tutto. Io ho 85 anni e in questo lungo secolo non abbiamo fatto altro che parlare della pace. Di punto in bianco arriva questo Trump e cambia i paradigmi, vuole imporre le sue guerre alle sue condizioni per i suoi tornaconti. E vuole imporci di farne parte. Leone gli dice chiaramente: non si può fare.
Ma papa Leone XIV dicendo che non ha paura fa intendere che ci sarebbero motivi per aver paura…
Leone sa benissimo che c’è in America questo impianto di sette che potrebbero sostituire una Chiesa cattolica in grande crisi, ha paura perché conosce la forza della decristianizzazione.
Ma, insomma, si può parlare di nuovo Medioevo per i tempi che viviamo?
Anche qui non azzarderei paragoni: siamo in un momento storico di una tale bassezza che non ha precedenti. Non trovo nella storia un personaggio simile a Trump. Prendiamo Hitler: un isterico ma sulle linee politiche, anche nel male più
atroce, ha mantenuto una sua coerenza. Il presidente Trump non ha un pensiero, giusto o sbagliato, perché la dottrina Maga non è un pensiero: è soltanto un frigorifero dove poter mettere al fresco qualsiasi tipo di alimento, carne e pesce senza distinzione.
Professore, lei oggi si sente più guelfo o più ghibellino?
Sempre ferocemente ghibellino, ma oggi i ghibellini non starebbero mai dalla parte di Trump, perché avevano un senso del potere civile come sacralità di ricerca della giustizia.
(da Il Fatto Quotidiano)
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