L’UNIONE EUROPEA HA FINALMENTE CAPITO CHE, PER FARE MALE A TRUMP, BISOGNA COLPIRE IL SETTORE HI-TECH AMERICANO. LA MULTA DA QUASI TRE MILIARDI DI EURO INFLITTA DALLA COMMISSIONE A GOOGLE PER PUBBLICITÀ SLEALE FA INFURIARE IL COATTO DELLA CASA BIANCA
“L’UE HA COMPIUTO UN’AZIONE DISCRIMINATORIA, È FOLLIA. SIAMO PRONTI A INTERVENIRE CON DAZI O ALTRE MISURE”
Nonostante il pressing dell’amministrazione Trump che aveva cercato fino all’ultimo di
bloccare la procedura, la Commissione europea ha deciso di sanzionare Google con una maxi-multa da 2,95 miliardi di euro per violazione delle norme antitrust Ue.
Il caso si riferisce a un’indagine che Bruxelles aveva aperto nel 2021 e che riguarda il mercato della pubblicità online, dove il colosso del Web avrebbe distorto la concorrenza favorendo i propri servizi a scapito di quelli dei fornitori concorrenti, degli inserzionisti e anche degli editori online. Una violazione che andrebbe avanti dal 2014.
L’amministrazione americana aveva fatto pressioni su Palazzo Berlaymont ed era riuscita in qualche modo a congelare l’annuncio della multa proposta dall’Antitrust Ue guidato dalla vicepresidente Teresa Ribera.
A intervenire sarebbe stato il commissario al Commercio, Maros Sefcovic, vale a dire l’uomo che ha negoziato l’accordo sui dazi con Washington, paventando il rischio di reazioni da parte della Casa Bianca che potrebbero mettere a rischio l’intesa siglata in Scozia a fine luglio.
Donald Trump – che l’altra sera ha riunito alla Casa Bianca tutti i
big della Silicon Valley per una tavola rotonda, alla quale spiccava l’assenza di Elon Musk – ieri sera ha reagito duramente: «L’Unione europea ha compiuto un’azione discriminatoria, siamo pronti a intervenire con dazi o altre misure».
Dopo questa minaccia, ieri sera Trump ha continuato ad attaccare Bruxelles, chiedendo lo stop alle sue azioni sanzionatorie contro le aziende americane: «Google ha anche pagato, in passato, 13 miliardi di dollari in false richieste e addebiti per un totale di 16,5 miliardi di dollari. Quanto è folle questo? L’Unione europea deve fermare questa pratica contro le aziende americane, immediatamente».
Dopo cinque giorni dallo stop, però, la Commissione ha deciso di andare avanti e di multare Google con la seconda sanzione più alta di sempre nell’ambito della concorrenza (la stessa azienda aveva ricevuto nel 2018 una multa da 4 miliardi per il servizio Google Android e una da 2,4 miliardi per Google Shopping). Nel calcolo dell’importo ha influito anche la recidiva.
L’azienda ha ora 60 giorni di tempo per comunicare alla Commissione europea le misure che intende intraprendere: per essere in linea con le norme Ue, potrebbe essere costretta a vendere parte del suo business nel campo della pubblicità online.
Google ha subito reagito dicendo che si tratta di una «decisione errata» e ha preannunciato un ricorso.
(da agenzie)
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