MELONI FULMINATA! PRODUTTORI ENERGETICI E PICCOLE E MEDIE IMPRESE SONO IN RIVOLTA PER IL DECRETO BOLLETTE, ATTESO DOMANI IN CONSIGLIO DEI MINISTRI, CHE CAMBIA IL MECCANISMO DI FORMAZIONE DEL PREZZO DELL’ENERGIA ALL’INGROSSO SUL MERCATO ITALIANO E MODIFICA IL SISTEMA DEGLI INCENTIVI ALLE RINNOVABILI
CONFCOMMERCIO E CONFARTIGIANATO: “MANCA UNA RIDUZIONE DEGLI ONERI DI SISTEMA, CHE PESANO PER OLTRE IL 20% SUL TOTALE DELLA BOLLETTA ELETTRICA”,,, I MERCATI GIA’ BOCCIANO LA MISURA: SI È REGISTRATA UNA MASSICCIA VENDITA DEI TITOLI ENERGETICI NEGLI ULTIMI GIORNI
Continua a salire la tensione sul decreto Bollette, studiato dal governo per ridurre i costi
energetici alle famiglie a basso reddito e a sostenere la competitività delle imprese. Il provvedimento, atteso domani in Consiglio dei ministri, con l’ultima bozza trapelata ha sollevato preoccupazioni per le misure che ci sono e per quelle che non ci sono.
E, a parte il bonus da 90 euro previsto per quest’anno per le famiglie a basso reddito che ricevono già il bonus sociale, molte delle altre misure allarmano o deludono. L’allarme scattato tra i produttori energetici riguarda gli articoli del decreto che cambierebbero il meccanismo di formazione del prezzo dell’energia sul mercato italiano all’ingrosso «Mgp» e che modificherebbero il sistema degli incentivi esistenti alle energie rinnovabili.
La flessione dei titoli in Borsa, dopo i cali di giovedì e venerdì scorso, è proseguita ieri: Enel -1,35%, A2a -1,62%, Erg -0,46 per cento. Ma al di là del settore dell’elettricità, il decreto non piace quasi a nessuno.
Le più deluse sono le micro e le Pmi. Confcommercio e Confartigianato puntano il dito sulle misure che non ci sono. «Confcommercio — riporta una nota
dell’associazione presieduta da Carlo Sangalli — apprezza l’impostazione complessiva
Risulta, però, assente – se fosse confermata la bozza di decreto – una misura specificamente dedicata alle Mpmi (Micro, Piccole e Medie Imprese, ndr) di riduzione strutturale e generalizzata degli oneri di sistema, che ancora oggi pesano per oltre il 20% sul totale della bolletta elettrica.
Tale intervento potrebbe trovare adeguata copertura finanziaria mediante l’impiego di quota parte dei proventi derivanti dalle aste delle quote di emissione di CO2». Gli oneri di sistema sono il costo per il sostegno alle rinnovabili e alla cogenerazione, che vale circa il 10% delle bollette della luce.
Sulla stessa lunghezza d’onda per quanto riguarda gli oneri è Confartigianato, che parla di «effetto ottico» e spiega che «l’allungamento dei tempi di pagamento degli oneri fino a 10 anni, al tasso di interesse del 6%, riduce il costo annuale della bolletta ma ne aumenta l’impatto reale complessivo sui consumatori, pari, sembrerebbe, a 10 miliardi»i
E dopo Coldiretti, in merito alle misure che impattano sui prezzi minimi garantiti alle bioenergie agricole ieri hanno espresso timori anche Confagricoltura ed Ebs (Energia da Biomasse Solide). «Il plafond previsto per i prossimi anni per i Prezzi minimi garantiti — commenta Alessandro Bettoni, presidente della Federazione Nazionale Bioeconomia di Confagricoltura — va rivisto. Il plafond destinato al biogas è estremamente limitato e non adeguato al numero di impianti in produzione».
(da agenzie)
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