“MOSTREREMO LA PROVA: I GARANTI DELLA PRIVACY SAPEVANO DI ESSERE IN DIFETTO SUI RIMBORSI SPESE” SIGFRIDO RANUCCI ANTICIPA LA NUOVA INCHIESTA DI “REPORT”, IN ONDA QUESTA SERA, DOPO L’APERTURA DI UN’INDAGINE DELLA PROCURA DI ROMA PER PECULATO E CORRUZIONE
“C’È UN REGOLAMENTO, CHE ANDAVA APPROVATO NEL 2021, IN CUI SI FISSAVA UN TETTO DI 100 EURO AL GIORNO PER IL VITTO E DI 190 EURO A NOTTE PER GLI HOTEL. ABBIAMO INVECE SCOPERTO CHE PER ANNI SONO STATI SPESI FINO A 690 EURO A NOTTE. QUEL REGOLAMENTO NON È STATO MAI APPROVATO”
Dopo il terremoto che ha scosso il Garante per la Privacy, con l’apertura di un’indagine per
peculato e corruzione da parte della procura di Roma a carico dei componenti del Collegio, e dopo le dimissioni di Guido Scorza, Report torna stasera sulla vicenda.
“Oltre a una ricostruzione degli ultimi eventi di cronaca – anticipa Sigfrido Ranucci – mostreremo un documento inedito in cui c’è la prova che i Garanti, nell’ambito dei rimborsi spese,
sapevano di essere in difetto. Peraltro c’è un regolamento che andava approvato già dal 2021, sollecitato anche all’ex segretario generale Mattei, in cui si fissava un tetto di 100 euro al giorno per il vitto e di 190 euro a notte per gli hotel, non superiori a quattro stelle.
Abbiamo invece scoperto che per anni sono stati spesi fino a 690 euro a notte, in alberghi anche a cinque stelle. Quel regolamento non è stato mai approvato dal Collegio per poter continuare a beneficiare di diversi agi alle spalle dei cittadini”.
“Parleremo anche – continua il conduttore del programma di Rai3 – di un secondo documento dei dipendenti che tornano a chiedere le dimissioni di tutti i componenti, non ritenendoli più credibili né equidistanti dalla politica. Abbiamo visto che si è dimesso Scorza, forse il componente meno legato ai partiti, sono rimasti invece quelli più legati alla politica.
Gli stessi partiti di governo non spingono per le dimissioni, con la scusa che gli attuali componenti sono stati nominati sotto il secondo governo Conte, ma quando si è trattato di applicare lo spoils system in altri versanti non hanno tenuto conto di questo ragionamento”.
Ranucci segnala anche un’altra anomalia: “Quando l’Europa ha istituito le Autorità, oltre a chiederne l’indipendenza, ha anche segnalato la necessità di prevedere per legge la decadenza di fronte a fatti gravi. L’Italia non si è mai dotata di una legge sulla decadenza: solo un rigurgito di coscienza potrebbe dunque spingerli alle dimissioni”.
(da agenzie)
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