NADIA MACRÃŒ RACCONTA: “A VILLA CERTOSA, NOI A TURNO A LETTO CON IL PRESIDENTE”
“LE SUE FESTE TRA RAGAZZINE E DROGA”… LA TESTIMONIANZA DI POCHI MESI FA RESA DA NADIA MACRI’ GIA’ ANTICIPAVA QUANTO STA EMERGENDO NELL’INDAGINE SU RUBY
Nadia Macrì ha cambiato vita e lavoro: “Quando ero ospite di Silvio Berlusconi facevo l’escort, e lui sapeva. Ora sono una ballerina con un alloggio temporaneo. Ha letto i giornali? Il mio fidanzato mi ha cacciato di casa”.
Nadia Macrì è una ragazza di 28 anni, magra, bionda, emiliana.
Una fra tante.
Una ragazza che addolciva le serate del presidente del Consiglio: “Due volte nella villa di Arcore, l’ultima a fine marzo dell’anno scorso. Una a villa Certosa in Sardegna, nell’aprile 2009”.
Il racconto di Nadia è una sceneggiatura grezza per una pellicola a luci rosse.
Si aprono i cancelli di una residenza da favola.
Entro in taxi con Emilio Fede.
Lele Mora ci segue in autoblu con giovani e belle ragazze. Mora l’avevo incontrato grazie a un mio amico.
Nessun controllo, non ci chiedono neanche i documenti.
Iniziamo la cena, scherziamo. Berlusconi parla di politica, ci fa ridere, ci mette a nostro agio.
Il dolce, e via.
E poi passiamo in una stanza buia, senza finestre, tende chiuse al piano inferiore del salone di Arcore.
Sembrava il privè di una discoteca: luci basse, un palo per la lap dance.
Noi balliamo, ci spogliamo, ci baciamo. Molte ragazze erano in maschera, si toglievano i vestiti e restavano nude.
Quanti uomini dentro?
Solo il presidente, Mora e Fede guardavano e ci salutavano per tornare a casa.
E voi, a dormire?
No, allora inizia la seconda parte della festa. In otto, massimo dieci, un gruppo scelto, andavamo con Berlusconi nel centro benessere della villa con piscina di acqua termale e facevamo il bagno nude, e ci baciavamo.
Berlusconi faceva il bagno con voi?
Ci osservava. Ci diceva: “Girati, vieni tu, tocca a te”. Si ritirava in una stanza per i massaggi e una alla volta entravamo per un rapporto sessuale, cinque minuti ciascuna, le più adulte e anche le minorenni.
Minorenni?
Certo, ho conosciuto ragazze di 17 o quasi 18 anni come Ruby all’epoca. Molte straniere: marocchine, russe, soprattutto brasiliane. Non a villa Certosa, ma ad Arcore, tutte portate da Mora.
C’era Ruby?
C’era una ragazza marocchina, troppo giovane, troppo piccola per me, rimase a seno nudo dopo un balletto, girava ubriaca per le stanze di Arcore. Credo sia Ruby. Non era facile conoscersi, eravamo sempre una ventina.
Non parlavate tra di voi?
Sì, ma solo dei soldi e del trucco. A noi interessava essere pagate, anche le minorenni venivano pagate. A fine serata, nel suo ufficio, Berlusconi consegnava buste sigillate con contanti e il nome già scritto. Io ho ricevuto 10 mila euro per due prestazioni sessuali, zero per la prima presentazione ad Arcore. Una minorenne si lamentò con me perchè aveva ricevuto solo 2 mila euro.
C’era droga?
Io ho fumato dell’erba. L’ho trovata lì, a villa Certosa. C’erano ragazze che fanno le ballerine in televisione e la fumavano in camera
Cocaina?
Non l’ho vista.
E Berlusconi fumava?
No, però all’inizio della cena faceva discorsi seri, poi con noi mi sembrava fuori di testa. Non ragionava più.
Carlo Tecce
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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