NONOSTANTE IL TAGLIO DELLE ACCISE BY MELONI, I PREZZI ALLA POMPA NON SCENDONO: IL CAOS È ANCHE EFFETTO DELL’APPROSSIMAZIONE CON CUI È STATO PENSATO IL DECRETO GOVERNATIVO, SUL CALCOLO DELL’ACCISA
SE UN PUNTO VENDITA HA FATTO RIFORNIMENTO ANCORA CON LE ACCISE PRECEDENTI, APPLICHERÀ ANCORA QUELLA QUOTA NEL PREZZO FINALE. E I DISTRIBUTORI NON INTENDONO ANDARCI IN PERDITA – NEL FRATTEMPO, DI VENTI GIORNI DI “SCONTO”, UNO È GIÀ PASSATO INVANO: LA MISURA È STATA POI GIÀ SUPERATA DAL NUOVO BALZO DELLE QUOTAZIONI DEL PETROLIO, CHE POTREBBERO ANNULLARE IL RIBASSO DELLE TASSE. ALTRI PAESI EUROPEI HANNO SCELTO STRADE DIVERSE
Sulla strada statale 69, al distributore Tamoil di Ballao, provincia di Cagliari, il taglio è
scattato con una precisione svizzera. Venticinque centesimi in meno su benzina e diesel. Per la prima, un euro e 92 centesimi al litro alla mezzanotte del 18 marzo, un euro e 67 il giorno successivo dopo l’approvazione del decreto del governo.
Una solerzia che si è però vista molto poco nelle altre pompe di carburante. «Le rilevazioni effettuate da nostri associati nella giornata odierna, presso diversi distributori, mostrano prezzi sostanzialmente invariati», ha lamentato l’associazione di autotrasporti Ruote Libere. Lamentele analoghe anche dal Codacons, secondo cui il taglio «ancora non si è visto alla pompa».
La macchina del governo si attiva già a poche ore dall’approvazione dal decreto. Il nuovo algoritmo elaborato per stanare velocemente eventuali anomalie sui prezzi restituisce un quadro di adeguamento ancora molto lento alle misure. Un mancato recepimento che alle 15 del pomeriggio viene definito «significativo» dagli uffici del Mimit.
Proprio a partire dai dati elaborati scatta la macchina dei controlli e su indicazione dei ministri Urso e Giorgetti Mr Prezzi trasmette alla Guardia di Finanza l’elenco dei distributori che non si sono ancora adeguati al taglio. Le risorse sono limitate e l’esecutivo vuole assicurarsi che la misura, molto onerosa per le casse pubbliche, sia immediatamente efficace.
D’altra parte sono gli stessi dati dell’Osservatorio prezzi del Mimit a mettere in evidenza il recepimento a passo di lumaca del nuovo taglio. Su un campione di circa 25 distributori sparsi lungo tutto il territorio che avevano comunicato i dati al Mimit sia il 18 sia il 19 marzo, meno del 20% a metà pomeriggio aveva esposto ieri prezzi più bassi rispetto al giorno precedente.
Le aziende però invitano alla cautela. Il ritardo nell’aggiustamento dei prezzi dipenderebbe dal meccanismo stesso con cui si applica l’accisa. Se un punto vendita ad esempio ha fatto rifornimento ancora con le accise precedenti, applicherà ancora quella quota nel prezzo finale.
«È il principio delle scorte, molti distributori hanno acquistato quel carburante mercoledì pagando le accise a prezzo pieno, e non hanno intenzione di rivenderlo andandoci in perdita», spiega Alessandro Lanza, direttore della Fondazione Eni Enrico Mattei. I tempi del via libera al provvedimento non hanno certo aiutato. «Il decreto è stato approvato a tarda sera e quindi bisognerebbe forse aspettare un’altra giornata per capire in che misura viene uniformemente attuato», sottolinea Marzio Galeotti, professore ordinario di Economia Politica all’Università degli Studi di Milano.
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