PD, L’INCUBO DELL’ASSEMBLEA AL BUIO
CONVOCATA PER VENERDàŒ, NESSUN ACCORDO SULLE REGOLE… I LETTIANI SEMPRE PIÙ NERI COL ROTTAMATORE
“Adesso!”: il congresso, Matteo Renzi lo vuole fare subito. 
Il vocabolo chiave delle scorse primarie si potrebbe applicare all’ultima battaglia ingaggiata dal sindaco di Firenze.
E “adesso”, l’accordo non c’è, la trattativa è ancora in alto mare e all’assemblea di venerdì e sabato si rischia di arrivare al buio totale.
Intanto, Letta e i suoi sono sempre più irritati col sindaco di Firenze e il Pd epifanian-bersaniano lo accusa più o meno di tutti i mali politici del momento.
Primo tra tutti, voler accelerare sul congresso per far cadere il governo da segretario. Sono mesi che i Democratici discutono delle regole e della data del congresso e a tre giorni da un incontro già rinviato più volte, si brancola nel buio.
L’ultimo oggetto del contendere sono i congressi locali: “Si era arrivati a un punto d’accordo. Fare quelli provinciali prima dei congressi nazionali”, spiega Nico Stumpo, bersaniano.
E quelli regionali? “Noi vogliamo tenerli slegati da quelli nazionali”. Quindi, al limite anche dopo. Ora Renzi però chiede che i congressi regionali siano fatti insieme alle primarie per la segreteria.
Una scleta che lo avvantaggerebbe: la sua figura farebbe da traino per i “suoi” candidati alle segreterie della regione.
“Ma possiamo mediare sulla mediazione?”, si chiede ancora Stumpo.
E allora, ecco l’incubo della conta. Magari persino su un ordine del giorno imprevisto, per esempio sulle larghe intese.
O anche l’incubo del nulla di fatto. “Loro i congressi locali vogliono farli prima di quello nazionale per far slittare l’elezione del segretario”, attacca Lorenzo Guerini, renziano . Nel frattempo, Renzi, è partito all’attacco sugli iscritti. “Sostiene che dopo le primarie per il segretario farà il tesseramento? Strumentale”, dicono i bersaniani. Perchè in realtà vorrebbe solo affrettare i tempi, per far cadere il governo.
“Bersani è riuscito quasi a dimezzare gli iscritti, si sono persi 3,5 milioni di voti”, ha detto Renzi a Porta a Porta.
Nel 2009, quando Bersani diventò segretario gli iscritti erano 900mila, nel 2012 500mila, quest’anno siamo a 270mila.
Spiega Stumpo: “Tra le primarie, le elezioni e le feste democratiche siamo stati occupati a fare altro. Ma abbiamo ancora qualche mese davanti”.
Evidentemente, il Pd è stato talmente travolto dagli eventi che le tessere sono andate a picco. Tema politico, più che organizzativo. Epifani dovrebbe convocare la commissione sulle regole pre-Assemblea. Non l’ha ancora fatto.
Chi sta nel bunker del Nazareno ragiona più o meno così: “Ma mettiamo conto che c’è la crisi di governo: come si fa a fare un congresso in quelle condizioni? E poi, che congresso viene fuori?”.
Di certo, nessuno ha deciso ufficialmente che cosa accadrebbe se si andasse a elezioni.
E l’ex Rottamatore è sempre più nel mirino di Letta: non passa giorno che non ci sia un altolà , una reprimenda, raccontano gli uomini di Matteo.
Wanda Marra
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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