PERCHE’ L’ALGERINO CON 23 CONDANNE E’ STATO RISARCITO? PER ERRORE DEL GOVERNO MELONI. CHIEDA SCUSA AGLI ITALIANI
LA SCELTA ERRATA DI PORTARLO IN ALBANIA QUANDO GIA’ ERA NEL CPR DI GRADISCA IN ITALIA
L’uomo dalle 23 condanne è stato risarcito per un errore del governo Meloni. Con lo scopo di
vincere il referendum sulla riforma della giustizia Giorgia Meloni ha cominciato una campagna di attacchi ai magistrati. E nei giorni scorsi se l’è presa con il risarcimento di 700 euro a un cittadino algerino trasferito nel Cpr di Gjader in Albania. Redouane Laaleg, 56 anni, è in Italia dal 1995. Ha una compagna italiana, due figli minorenni, precedenti di polizia e due sentenze definitive per furto e lesioni. E di lui parla anche il giudice Corrado Bile, che ha emesso la sentenza: «Capisco che il fatto che si tratti di un migrante abbia sollecitato il dibattito politico ma la mia decisione riguarda i diritti fondamentali della persona di cui è titolare qualsiasi essere umano, delinquente o meno».
L’errore di Giorgia Meloni sul migrante algerino
Ma, spiega oggi Il Fatto Quotidiano, all’origine del caso del migrante algerino c’è proprio la premier, Perché la decisione di spedirlo in Albania invece di lasciarlo sul suolo italiano è stata del governo. Senza il costoso e inutile trasferimento non ci sarebbe stato il risarcimento.
La storia comincia il 21 febbraio 2025, quando il prefetto di Cuneo ne decide l’espulsione e il questore dispone il suo trattenimento nel Cpr di Gradisca d’Isonzo. Tutto ok per il giudice di pace, che lo convalida visti i «gravi pregiudizi per reati contro il patrimonio e la persona». Lui non manifesta l’intenzione di fare domanda d’asilo. Ha un avvocato d’ufficio. Per la sua espulsione manca solo l’ok del consolato. Che l’anno scorso ne ha dati 26. Perché non dovrebbe toccare a lui, si chiede Franz Baraggino.
Il trasferimento in Albania
La risposta è semplice. Perché il cittadino algerino finisce in Albania. Nel centro che è rimasto vuoto dopo i rinvii alla Corte di giustizia. E infatti a marzo 2025 l’esecutivo modifica il Protocollo Italia-Albania per portare a Gjader anche gli stranieri attualmente trattenuti nei Cpr italiani. La scelta è politica: in quel momento il centro sembra una cattedrale nel deserto. Va riempito. Anche per legittimare le
spese fatte per costruirlo e renderlo operativo. Da Gradisca Redouane Laaleg arriva a Gjader l’11 aprile e qui fa domanda d’asilo. Ma adesso il trattenimento in Albania diventa incompatibile con il nuovo status. Lo dice la direttiva Ue 32/2013: il richiedente ha diritto di attendere l’esito della domanda sul territorio dello Stato italiano. E infatti la Corte d’Appello di Roma non convalida il trattenimento.
(da Il Fatto Quotidiano)
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