PRIMO MAGGIO, MACRON SFIDA LE PEN E RENDE OMAGGIO AL GIOVANE MAROCCHINO UCCISO DA MILITANTI DEL FRONT NATIONAL
PER NON DIMENTICARE: LO STESSO GIORNO NEL 1995 UN RAGAZZO VENNE ASSASSINATO DAI RAZZISTI DEL FN BUTTANDOLO GIU’ DA UN PONTE
Macron sfida direttamente il partito della Le Pen onorando la morte del ragazzo ucciso da militanti del Front National
In occasione del Primo Maggio il candidato presidenziale centrista Emmanuel #Macron ha reso i suoi omaggi al cittadino marocchino ucciso dalla estrema destra francese durante una marcia nel 1995.
Con questa mossa, Macron ricorda il passato oscuro della sua diretta concorrente alla poltrona presidenziale, il leader del Front National Marine Le Pen.
Il partito di estrema destra ereditato dal padre si era macchiato di forte antisemitismo e violenza, tracce di un passato che l’attuale leader ha cercato invano di cancellare per diventare un candidato credibile alle presidenziali.
Durante l’evento del 1995 un gruppo di skinheads ruppe le fila per spingere il 29enne Brahim Bourram giù da un ponte, facendolo affogare nel fiume Senna.
L’allora leader del partito Jean-Marie Le Pen, il padre di Marine Le Pen, tentò di prendere le distanze dagli aggressori, ma la morte del giovane provocò indignazione in tutta la Francia.
Oggi Macron si è quindi unito al padre di Bourram e ai protestanti contro il Front National per onorare la memoria di un ragazzo morto a causa degli estremismi di destra.
La tesa corsa presidenziale francese si è oggi identificata con le marce per il lavoro del Primo Maggio,
in una campagna elettorale dominata dalle preoccupazioni sul lavoro e vista come la cartina tornasole del populismo globale.
In questa data, a meno di una settimana del secondo turno per l’elezione a presidente francese, che si terrà il 7 maggio, il leader di estrema destra Marin Le Pen e il centrista Emmanuel Macron stanno tenendo due marce separate..
Nella giornata dedicata ai lavoratori, sono forti le preoccupazioni sulle politiche che i candidati vorranno attuare una volta saliti al potere: da una parte protezionismo e chiusura dei confini per concentrare gli sforzi su una autonomia anti-globalistica, che potrebbe essere ben vista sopratutto dai residenti nelle campagne e nelle periferie, dall’altra una maggior integrazione con l’Europa e un maggior impegno in un’economia aperta al mondo, desiderata dai residenti nei centri urbani.
(da agenzie)
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