“PUCCI HA RINUNCIATO SPONTANEAMENTE ALLA CONDUZIONE. ‘LA SINISTRA’ NON LO HA RAPITO E NASCOSTO NELLA FORESTA NERA FINO ALLA PROCLAMAZIONE DEL VINCITORE DEL FESTIVAL”
SELVAGGIA LUCARELLI RICORDA IL DOPPIOPESISMO DELLA PREMIER E DEI SUOI, CHE IERI SI SONO SCAGLIATI IN DIFESA DELLA LIBERTÀ DI SATIRA: “TOCCA RINFRESCARE LA MEMORIA ALLA PALADINA DEL DIRITTO DI FARE COMICITÀ. PROPRIO MELONI, NEL 2021, HA QUERELATO IL COMICO DANIELE FABBRI CHIEDENDOGLI 20 MILA EURO DI RISARCIMENTO PERCHÉ L’AVEVA DEFINITA SCHERZOSAMENTE ‘PUZZONA’ E ‘CACCOLONA'”
Giorgia Meloni sa quando è il momento di far sentire la sua voce. Non si scomoda per
nulla, ma quando la Nazione chiama, Giorgia risponde. Ieri, per esempio, il comico Andrea Pucci ha comunicato che ha deciso di rinunciare al ruolo di co-conduttore di Sanremo con Carlo Conti perché l’annuncio della sua partecipazione è stato accolto non troppo bene.
Strano, le sue battute sui gay a cui i tamponi si fanno nel culo o le foto di Elly Schlein sbeffeggiata per le orecchie e la dentatura promettevano così bene. Tanto per cominciare, Pucci ha rinunciato spontaneamente alla conduzione , non risulta che “la sinistra” lo abbia rapito e nascosto nella foresta nera fino alla proclamazione del vincitore del Festival. Ma soprattutto Giorgia Meloni che difende la satira difendendo Pucci è essa stessa satira.
Infine tocca rinfrescare la memoria alla paladina del diritto di fare comicità. Proprio Giorgia Meloni nel 2021 ha querelato il comico Daniele Fabbri chiedendogli 20.000 euro di risarcimento perché, invitando tutti a non usare insulti sessisti contro di lei, l’aveva definita scherzosamente “puzzona” e “caccolona”. Il processo è ancora in corso.
Nello stesso anno, per la mia battuta “La Meloni ha rispolverato la trousse Deborah dell’85” (ironizzavo su un suo ombretto con i brillantini), fui accusata dal suo partito – da Guido Crosetto a Daniela Santanchè a tutta la stampa di destra – di bodyshaming. Ricevetti circa 18.000 insulti solo su Fb.
Do una notizia: né io né Fabbri ci siamo ritirati frignando. Per fortuna io non sono stata neppure querelata dal suo ombretto che – lo ammetto – avevo offeso in modo imperdonabile. Scusami ancora, ombretto di Giorgia.
Selvaggia Lucarelli
per “il Fatto Quotidiano”
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