SCENDO DAL MAS E TROVO FAMIGLIA
L’ASSE CON ADINOLFI E IL POPOLO DELLE FAMIGLIE
Ammetto di seguire con un interesse sproporzionato all’importanza (politicamente minima)
dell’evento la nascita del nuovo partito dell’ex generale Vannacci. C’è intanto una vera e propria curiosità scientifica per l’esperimento: per quanti partiti fascisti c’è posto, in Italia? Tre? Dieci? Venti? Si alleeranno tra loro? Si combatteranno, in gironi all’italiana o a eliminazione diretta? E come può accadere che esista un leader politico più a destra del Salvini? Non è come ammettere che esiste un luogo più settentrionale del Polo Nord?
Ma soprattutto contano gli aspetti, come dire, di costume. Il possibile accordo con il Popolo della Famiglia di Adinolfi già arricchisce e movimenta le cronache politiche dei giornali, all’audacia bellica della Decima Mas si sommerebbe la tetragona immutabilità della famiglia tradizionale, Vannacci fa l’impresa, rapido ed invisibile, Adinolfi lo aspetta a casa, solido e inamovibile.
Non parliamo poi delle voci (esaltanti) su possibili abboccamenti con Fabrizio Corona, forse sulla base del suo attaccamento proverbiale sia alla famiglia tradizionale, sia al valor militare. O sull’eventuale collaborazione con il comunista Rizzo, un tocco di Corea del Nord in una formazione politica altrimenti troppo casalinga.
Ammettiamolo: c’è una vocazione freak, nel nuovo partito di Vannacci, che accende la fantasia e porta a immaginare qualunque possibile configurazione, pescando anche nel mai visto, nel mai accaduto. “A me interessa l’idea di mettere insieme gli spuri”, dice Adinolfi. Ha solo l’imbarazzo della scelta. Noi aspettiamo con fiducia. Con i popcorn in mano, come si usa dire quando ci si arrende alla grandiosa ineluttabilità degli eventi.
(da Repubblica)
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