SCHIAFFO DELLA CAMERA USA A TRUMP: STOP AI DAZI PER IL CANADA, SEI REPUBBLICANI VOTANO CON I DEMOCRATICI
LA MOZIONE PASSA CON 219 VOTI CONTRO 211, IL PRESIDENTE IMPORRA’ IL VETO… IL FOLLE CRIMINALE MINACCIA I DISSIDENTI: “SIUBIRETE GRAVI CONSEGUENZE”
Sei deputati repubblicani della Camera del Congresso americano si sono uniti ai democratici
per approvare una risoluzione che punta a cancellare i dazi del presidente Donald Trump sul Canada. Questo colpo di mano rappresenta uno schiaffo sia per il tycoon sia per lo Speaker della Camera, Mike Johnson, mentre gli Stati Uniti attendono da settimane il pronunciamento della Corte Suprema che deve
stabilire se i dazi imposti senza passare dal Congresso siano legittimi. Il voto, 219 a 211, è arrivato dopo una rivolta interna al partito di maggioranza sulla gestione della politica commerciale da parte dell’amministrazione.
I ribelli sono tutti moderati: Don Bacon (deputato del Nebraska), Kevin Kiley (California), Thomas Massie (Kentucky) – ormai nel mirino di Trump per essere stato l’unico a schierarsi con i democratici per chiedere trasparenza sui file Epstein – Jeff Hurd (Colorado), Brian Fitzpatrick (Pennsylvania) e Dan Newhouse (Washington). Solo il democratico del Maine, Jared Golden, ha votato no.
Il testo era stato proposto dal deputato progressista di New York Gregory Meeks, capogruppo di minoranza della commissione Esteri. «Abbiamo un accordo commerciale con i canadesi, e penso che siano stati un buon alleato, e siano stati attaccati ingiustamente dall’amministrazione, quindi mi opporrò ai dazi», aveva dichiarato il centrista Bacon a The Hill prima del voto. Sul social X Massie ha sostenuto che «il potere di imporre tasse spetta alla Camera, non al ramo esecutivo».
In teoria il testo, che potrebbe passare anche al Senato, pone fine all’uso da parte di Trump dello stato di emergenza nazionale per imporre misure punitive contro il Canada, e di riflesso incide anche sull’intera guerra commerciale che il presidente ha dichiarato al mondo, Unione Europea compresa. Ma è improbabile che il Congresso possa votare compatto con i due terzi dei voti per annullare, in un secondo momento, il prevedibile veto che Trump metterà al testo. I democratici cercheranno di sfruttare politicamente lo strappo che il presidente deve affrontare. Ma intanto Trump ha minacciato i ribelli. “Qualsiasi repubblicano, alla Camera o al Senato – ha scritto sul social Truth – che voti contro i dazi subirà gravi conseguenze al momento delle elezioni, e questo include anche le primarie”. “Il nostro deficit commerciale – ha aggiunto – è` stato ridotto del 78% per cento, i dazi ci hanno garantito una grande sicurezza nazionale”. Trump è tornato poi ad attaccare il Canada, accusandolo di “essersi approfittato degli Stati Uniti per molti anni”. “E’ tra i peggiori al mondo con cui avere a che fare”, ha aggiunto.
(da agenzie)
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