“SE SEI NE GUAI, PRENDITELA COI MIGRANTI”: LA REGOLA D’ORO DI MELONI PER SMETTERE DI PERDERE VOTI
LOTTA A DESTRA TRA CHI E’ PIU’ RAZZISTA E CRUDELE, MANCANO GIUSTO GLI SGHERRI DELL’ICE E SIAMO A POSTO
“When in trouble, go big”, quando sei nei guai, pensa in grande, era il motto di Barack Obama. “Quando sei nei guai, prenditela con gli stranieri”, è invece il motto del governo Meloni e della destra italiana.
I guai sono i sondaggi, ovviamente. Giorgia Meloni e la destra hanno paura di perdere: ecco perché stanno picchiando sempre più duro
Quelli più recenti di Swg e YouTrend, ad esempio che danno il neonato partito del generale Roberto Vannacci oltre il 3%, tutti voti persi da Fratelli d’Italia e Lega. Ancora peggio, persi a destra, dove fino a ieri sembravano in cassaforte.
E quelli sul referendum costituzionale, che anziché un trionfo annunciato del Sì è diventata una battaglia punto a punto, soprattutto in caso di bassa affluenza. Una
rimonta, quella del No, figlia anche di un giudizio negativo verso il governo – la cui popolarità continua a calare, sempre secondo YouTrend – non solo verso la riforma.
Per cercare di arginare questa doppia slavina, Meloni & co, in assenza di crescita economica, hanno deciso di rispolverare grandi classici: sicurezza e migranti.
E infatti, le ultime settimane sono state punteggiate di provvedimenti repressivi, dal decreto sicurezza all’ultimo disegno di legge sull’immigrazione. Una somma di provvedimenti simbolici ed esemplari, di dubbia efficacia e ancor più dubbia realizzazione, il cui senso sembra più quello di voler dire all’elettorato deluso “ehi, siamo ancora noi, duri e incazzati come tu ci vuoi”, che quello di risolvere problemi.
Prendiamo il disegno di legge sull’immigrazione, per dire.
C’è una specie di “braccialetto elettronico”per i richiedenti asilo – decidete voi cosa sia uno strumento elettronico a distanza – che viola ogni possibile norma sulla privacy e che probabilmente rimarrà lettera morta. Ma wow, guardate come siamo cattivi.
C’è il divieto di portarsi cellulari “con fotocamera” (cioè tutti) nei CPR, le cui condizioni, d’ora in poi, non saranno più documentabili da chi ci entra. Un po’ come in prigione.
C’è il sempiterno blocco navale – cui Meloni ha già dedicato un video promozionale stile “missione compiuta” – contro le barche che salvano i migranti, in caso di “minaccia grave all’ordine pubblico” o “sicurezza nazionale” o “pressione migratoria eccezionale”. Cioè, sempre, dal loro punto di vista.
Peccato che questa norma violi l’articolo 19 della Convenzione Sar dell’Onu che l’Italia ha ratificato e che prevede l’obbligo di soccorso in mare e le fattispecie in cui una nave può essere considerata “non inoffensiva” e quindi bloccata.
C’è pure – ovviamente, immancabile – la norma anti-giudici che non convalidano i trattenimenti nei centri per migranti in Albania.
Come arriverà tutto questo pacchettino a diventare legge, è storia dei prossimi mesi. E come passerà dai rilievi del Quirinale, pure. Ma l’importante, per il governo, è averlo messo a terra. Per zittire Vannacci, e per evitare di perdere altri voti.
Sempre e regolarmente, sulla pelle degli ultimi.
(da Fanpage)
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