SI DIMETTE DA ASSESSORE IN PIEMONTE ELENA CHIORINO, FEDELISSIMA DI DELMASTRO, ANCHE LEI SOCIA NE “LE 5 FORCHETTE” ORA SOTTO ATTENZIONE DELLA DDA DI ROMA
IL LEGALE DI CAROCCIA: “SE RICICLAGGIO C’E’ STATO PERCHE’ DOVREBBE RIGUARDARE SOLO CAROCCIA E NON GLI ALTRI SOCI?”
Si è dimessa anche da assessore della Regione Piemonte, Elena Chiorino, coinvolta nella
vicenda Delmastro. La decisione arriva dopo l’abbandono della vicepresidenza della giunta regionale, avvenuto lo scorso 25 marzo. «Ho comunicato al presidente Alberto Cirio la decisione di rassegnare le mie dimissioni irrevocabili – spiega Chiorino – è una scelta che assumo per senso di responsabilità e per il bene della Regione Piemonte, della maggioranza di centrodestra e del mio partito, Fratelli d’Italia».
In regione Piemonte l’opposizione era pronta a presentare una mozione di sfiducia nei suoi confronti.
Secondo quanto rivelato da Repubblica, in una riunione della giunta con i capigruppo, il presidente Cirio avrebbe chiesto a Chiorino una presa di distanza netta rispetto alla vicenda di Delmastro. Questa è l’ultima dimissione a seguito dell’indagine della Dda di Roma, secondo cui Mario Caroccia e sua figlia avrebbero trasferito e reinvestito nella società “Le 5 forchette” soldi del clan Senese. In società, insieme alla figlia di Caroccia, Miriam, figuravano fino a poco tempo fa Delmastro, Chiorino e altri esponenti piemontesi di FdI.
Il legale dei Caroccia
«Respingiamo le accuse, ma se c’è riciclaggio perché riguarda solo i Caroccia e non tutti i soci?», dice il legale a proposito della società in cui sedeva anche l’ex sottosegretario Delmastro . Vogliono parlare coi magistrati inquirenti quanto prima, sia la giovane Miriam Caroccia sia suo padre Mauro, condannato in via definitiva a quattro anni per intestazione fittizia di beni per conto del clan di Camorra guidato dal boss Michele Senese (Caroccia è detenuto nel carcere di Viterbo). Dopo la notizia pubblicata stamattina secondo la quale negli atti della dda di Roma i due Caroccia sarebbero accusati di aver usato anche il ristorante «Bisteccheria d’Italia” e la società «Le 5 forchette srl», di cui Miriam è stata a lungo amministratrice unica (dall’atto di nascita nel 2024) e quindi titolare, per riciclare soldi dei clan, respingono le accuse, tramite il loro legale e rilanciano l’appuntamento in procura a Roma. A metà di questa settimana.
«Spiegheremo tutto, a cominciare da come Caroccia ha conosciuto Delmastro. Che si conoscono e sono in buoni rapporti mi pare evidente», spiega l’avvocato Fabrizio Gallo, che assiste Mauro e Miriam Caroccia, a Open parlando del legame tra l’imprenditore e l’ex sottosegretario che, in seguito all’inchiesta – e all’indomani dell’esito referendario – è stato costretto a dimettersi.
I due si difenderanno dall’accusa di aver utilizzato il denaro della Camorra nel ristorante Bisteccheria d’Italia o nella società «Le 5 forchette Srl» ma in ogni caso, dice il loro legale: «E’ singolare che l’accusa di riciclaggio riguardi solo una dei soci, cioè Miriam. Se riciclaggio c’è stato dovrebbe riguardare tutti».
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