SONDAGGI: IL PDL TRADISCE IL VENETO CHE VUOLE GALAN PRESIDENTE
DAL SONDAGGIO CRESPI EMERGE CHE IL BLUFF ZAIA PORTA GIUSTO I VOTI DELLA LEGA (29%), TOSI (28%) NEANCHE QUELLI….GALAN HA IL 36% DI CONSENSI, IL 6% IN PIU’ DI QUELLI DEL PDL….E BATTE IN FIDUCIA DEL 7% IL LEGHISTA ZAIA… BRAVO SILVIO, VENDITI PURE IL VENETO PER I TUOI INTERESSI
Non passa giorno che, uscendo da qualsiasi riunione di gabinetto o di caminetto nella villa
di Arcore, luogo ormai deputato alle trattative istituzionali dopo la contaminazione escortiana di Palazzo Grazioli, il senatur non ribadisca il concetto che “il Veneto è nostro”.
Il che non vuol dire che in Veneto la Lega abbia raggiunto nè il 50,1% , essendo sempre al 29% dei consensi, nè che sia il primo partito della regione (la precede sempre il Pdl con il 30%).
Ricordiamo a tal proposito che la Lega alle Europee aveva preannunciato il sorpasso poi fallito in Veneto, senza contare i 150.000 voti persi dalla Lega in Lombardia.
Se non si fosse presentata per la prima volta in regioni dove non li conoscono ancora bene (centro Italia), la Lega alle Europee avrebbe rimediato solo uno schiaffone, altro che diktat.
Eppure di fronte alle pretese di Bossi di volere la presidenza della regione Veneto, Berlusconi fa la parte di quei consiglieri regionali liguri che Scajola ha recentemente apostrofato come “cacasotto”.
Sempre a causa dei suoi processi, il premier ha bisogno dell’appoggio fedele di Bossi e subisce i suoi ricatti quotidiani.
Ma il sondaggio uscito oggi di Crespi rivela le intenzioni di voto dei Veneti e dimostra che al fighettone Zaia, esperto in marchette politiche, dal parmigiano reggiano all’ippica, preferiscono Galan di gran lunga.
Il governatore uscente viene sacrificato dal Pdl in nome degli interessi personali di qualcuno, dopo aver ben governato la Regione per 15 anni, come attestato dalla solidarietà di quasi 200 amministratori locali che hanno sottoscritto la proposta della sua candidatura.
Ma restiamo alle cifre.
Indice di fiducia indicato dal sondaggio: Galan raccoglie il 65% (6% in più della somma Pdl+Lega), Zaia il 58% (1% in meno della somma Pdl-Lega) , Tosi il 57% (2% in meno di Pdl+Lega), Zanonato del Pd il 51% ( 20% in più di Pd+Idv).
Voti ai partiti : Pdl 30%, Lega 29%, Pd 21,4%, Idv 6%, Udc 6,5%.
Se si presentassero tre candidati, uno per il Pdl (Galan), uno per Lega (Zaia o Tosi) e uno per la sinistra (Zanonato) come andrebbe a finire?
Galan otterrebbe tra il 35% e il 37% di voti, a secondo degli avversari, Zaia il 29% ( Tosi il 28%), Zanonato il 36%-37%.
In pratica Galan è l’unico che prenderebbe il 6-7% in più dei voti del suo partito, Zaia giusto i suoi e Tosi neanche quelli.
Sicuramente bene Zanonato.
Altra tabella: se Galan fosse il candidato di Pdl-Lega contro Zanonato stravincerebbe con un 57-59% contro un 41-43% del candidato delle sinistre. Quindi vittoria con grandissimo margine che indurrebbe tutti a riflettere.
Nel caso finissero per fronteggiarsi Zaia, indicato da Pdl e Lega, contro Galan a capo di una lista civica aperta, il consenso al candidato ufficiale leghista del centrodestra scenderebbe già ora dal 59% potenziale al 55-53%, mentre Galan già navigherebbe tra il 45-47% attualmente.
Aggiungeteci qualche mese di campagna elettorale e in Veneto può succedere di tutto.
Ora qualcuno dovrebbe spiegarci perchè il primo partito della Regione dovrebbe rinunciare al governatore uscente che gode, dati alla mano, di maggiore fiducia tra i cittadini rispetto ai candidati leghisti.
Se vale il principio “il Veneto ai veneti”, è evidente che i cittadini vogliano Galan.
Solo gli epigoni romanocentrici della Lega vogliono imporre con giochi di Palazzo i loro inciucioni.
Qualcuno ha sbracato e si vedono i risultati politici: altro che escort, i peggiori ricattatori stanno altrove, magari in lingerie verde pisello.
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