SOVRANISTI CIALTRONI: LA PROCURA DI GENOVA HA CHIESTO IL FALLIMENTO DELLA AZIENDA MUNICIPALIZZATA TRASPORTI: I DEBITI SONO DI 200 MILIONI, ALTRO CHE LE PALLE RACCONTATE DALLA GIUNTA PRECEDENTE
L’AZIENDA E’ STATA SALVATA GRAZIE A SILVIA SALIS CHE E’ RIUSCITA A OTTENERE LA COMPOSIZIONE NEGOZIATA DELLA CRISI
La procura di Genova ha chiesto il fallimento – o liquidazione giudiziale – dell’azienda
di trasporto pubblico Amt a causa di oltre 200 milioni di debiti accumulati nei confronti dei fornitori, delle banche e del fisco.
La notizia, riportata dal SecoloXIX, è arrivata come un terremoto, in questo lunedì 19 gennaio, in settimane già tese per il tpl del capoluogo ligure alle prese con corse tagliate e tanti mezzi fermi in rimessa in attesa di manutenzioni.
L’istanza della procura risale al 9 dicembre scorso (ma solo oggi se ne ha notizia), prima della decisione del giudice Chiara Monteleone di dare il via libera alla composizione negoziata della crisi, una procedura che di fatto mette Amt al riparo delle
istanze dei creditori. L’azione dei pm genovesi, però, è legata a un’istanza di fallimento precedente, avanzata a ottobre da Menarini – un’azienda che produce autobus – e che aspetta da Amt circa 3 milioni di pagamenti.
La richiesta di fallimento della procura è basata su documenti raccolti dai pm negli uffici del Comune di Genova e dell’azienda di trasporto pubblico – nei mesi scorsi c’erano stati anche diversi incontri sia con i vertici della pubblica amministrazione sia con il nuovo management di Amt – e fa emergere un quadro forse anche peggiore di quanto ricostruito fino a oggi: a inizio 2025 si registrano 101 milioni di debiti verso fornitori e comuni azionisti, 56 milioni nei confronti delle banche, 28 milioni di Tfr dipendenti, 9 milioni di debiti verso il fisco e 4 milioni verso le assicurazioni.
Il SecoloXIX parla di un’udienza legata all’istanza di Menarini e quindi della procura fissata per il 12 febbraio, anche se il Comune di Genova e Amt non ne hanno ancora avuto notifica. La giudice fallimentare sarà sempre Chiara Monteleone. La protezione legata alla composizione negoziata della crisi dovrebbe “reggere” ma non avrà durata infinita: lo scudo può durare al massimo quattro + quattro mesi.
Dopodiché dovranno essere messe in atto, e dare i primi frutti, alcune strategie per recuperare liquidità e capitale: dai pre-pensionamenti all’ingresso di nuovi soci. La partita più grossa, naturalmente, è quella che potrà giocare la Regione Liguria.
Commenti e reazioni
Il consigliere regionale Pd Simone D’Angelo attacca: “Per mesi l’ex vicesindaco Piciocchi e la destra, salvo qualche ammissione a intermittenza seguita da rapide ritrattazioni, hanno negato l’evidenza, liquidando come allarmismo ogni tentativo di risanamento e arrivando ad accusare la sindaca Salis di manovre politiche per aver messo in discussione chi ha guidato Amt in questi anni. Oggi è evidente che non si tratta di un imprevisto, ma del conto finale di una gestione che ha rimosso i problemi invece di affrontarli. Va sostenuto il rigore con cui la sindaca Salis sta affrontando una situazione ereditata durissima e quanto sta mettendo in campo per salvare Amt, garantire il trasporto pubblico e difendere i lavoratori. Tutte le istituzioni, Regione inclusa, devono fare la propria parte per sostenere questo lavoro, senza far ricadere sui cittadini la gestione disastrosa degli anni passati. Da Piciocchi e dalla destra, però, continuano a non arrivare risposte. E ora che la Procura è intervenuta, questo silenzio appare ancora più assordante. Le favole sono arrivate al capolinea”, conclude D’Angelo.
(da Genova24)
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